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Un podcast a due voci sui "mostri umani" nella letteratura. Di Gaetano Pagano e Francesca Giro.
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    • Gesellschaft und Kultur

Un podcast a due voci sui "mostri umani" nella letteratura. Di Gaetano Pagano e Francesca Giro.
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    6. La donna alata: Sophie Fevvers e la mostruosità postmoderna

    6. La donna alata: Sophie Fevvers e la mostruosità postmoderna

    Oggi il nostro podcast compie un anno, e per festeggiare andiamo al circo!

    In questa nuova puntata di Monstrumana ci addentriamo in quel fenomeno curioso e pieno di spunti di riflessione che è il freak show. Spettacolarizzare il diverso (e il patologico!) è una pratica antica: sovrani che invitano nei loro palazzi individui considerati bizzarri e anomali per intrattenimento, musei dedicati alle cosiddette "curiosità" in cui corpi deformi e non conformi diventano oggetto d'interesse morboso, spettacoli circensi dove le folle si radunano per assistere al sovrumano e ricavarne il meraviglioso.

    Tutto questo ci porta a discorsi legati all'identità, alla derisione come processo di definizione del sé, alla monetizzazione dei corpi ma anche alla libertà di usare il proprio corpo.

    Sul manifesto pubblicitario che riproduce Sophie Fevvers, la donna alata protagonista di "Notti al circo", romanzo del 1984 scritto da Angela Carter, compare la scritta: "is she fact or is she fiction?"

    Finzione e realtà. Di quel discorso complesso, frustrante e forse indefinibile che è il postmodernismo, questo irriducibile dualismo sembra essere una delle poche certezze. Il che fa sorridere, visto che parliamo di incertezza. Di cosa è vero e di cosa non lo è.

    In questa puntata affrontiamo i temi più disparati: dal ribaltamento delle fiabe al carnevalesco di Bakhtin, dalla storia dei freaks alla disabilità connessa al linguaggio, dal travestimento come ricerca dell'identità al panopticon e l'analisi del potere di Foucault.


    "Il riso di un bambino è puro finché egli non ride di un clown".

    Buon ascolto.

    • 40 Min.
    5. Carmilla: vampirismo femminile e resistenza (con Arianna Bonardi)

    5. Carmilla: vampirismo femminile e resistenza (con Arianna Bonardi)

    Nel Pride Month, non potevamo che parlare di Lei. “Carmilla” di Joseph Sheridan LeFanu è la storia della vampira più importante della letteratura moderna, ed è la nostra prima she-monster. In un pittoresco castello situato tra le foreste della Stiria, a poca distanza da un villaggio abbandonato in cui si trovano le tombe dell’antica famiglia Karnstein, vivono una ragazza e suo padre. L’arrivo di una carrozza misteriosa avvolta dalla nebbia, guidata da cavalli che impazziscono alla vista di una croce di pietra, sconvolgerà le vite dei due. Progenitrice del ben più noto “Dracula” di Bram Stoker, Carmilla è considerata allo stesso tempo il risultato di una rielaborazione dei racconti della tradizione sui vampiri e il prototipo dei vampiri a venire. Carmilla è simbolo del lesbismo, della resistenza al sistema patriarcale. Eppure, è una storia scritta da un uomo dell’Ottocento, con tutte le implicazioni che ne derivano. Carmen Maria Machado, una delle scrittrici queer americane più note del momento, ha introdotto e commentato una recente edizione del libro, e ha optato per una visione radicale, mistificatoria, ma con un fine ben preciso, facendo storcere il naso ai puristi della critica. D’altronde, la resistenza è scomoda, oppure non è. In questa puntata affronteremo queste controversie e ci addentreremo nei numerosi temi di cui Carmilla è portatrice: dalla tradizione della leggenda del vampiro alla sensation fiction, dalle origini mitologiche di Carmilla alla sua simbologia, tra serpi, farfalle, streghe e dee; dalle interpretazioni cabalistiche e dal folklore irlandese fino al terrore dell’invecchiamento, dalle teorie medico-scientifiche sul contagio delle malattie infettive alla dottrina miasmatico-umorale. A farci compagnia per questa puntata, un’ospite speciale: Arianna Bonardi. Vi lasciamo un link ai suoi spazi sul web in fondo a questa descrizione.
    Per scaricare la puntata su qualsiasi dispositivo e ascoltarla in ogni momento, ecco il link a Spreaker: https://www.spreaker.com/show/monstrumana
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    Arianna: https://linktr.ee/ariannabonardi

    • 54 Min.
    4. Quasimodo, il campanaro di Notre-Dame

    4. Quasimodo, il campanaro di Notre-Dame

    Recluso nella cattedrale gotica di Notre-Dame, Quasimodo il campanaro diventa parte integrante di essa: cresce insieme a lei, si arrampica come una lucertola su ogni sua torre, le statue, i santi e i demoni sono suoi amici, le campane sono le sue figlie e hanno tutte un nome. Quasimodo, noto come il gobbo di Notre-Dame, fa della sua prigione il suo tempio, il suo santuario, un luogo di accettazione senza condizioni. Ambientato nella Parigi di fine Quattrocento, in un Medioevo cupo e pittoresco, in un mescolarsi suggestivo e carnevalesco di amore e morte, di sublime e grottesco, "Notre-Dame de Paris" di Victor Hugo è uno dei capolavori del Romanticismo. Deriso da tutti e sottomesso all'arcidiacono Frollo, il mostruoso e aggressivo Quasimodo ha in realtà un cuore buono ed è capace di sentimenti tanto profondi da compiere infine l'atto d'amore più straziante della letteratura. La puntata è dedicata a lui ma anche agli altri personaggi, ognuno con le proprie mostruosità: Esmeralda, la gitana, anche lei vittima della società, il morboso e diabolico Frollo e il vanesio e opportunista capitan Febo.

    "Tutta la chiesa prendeva qualcosa di fantastico, disoprannaturale, di orribile; occhi e bocche si aprivano qua e là. Si sentivano abbaiare i cani; le serpi, i mostri di pietra che vegliano giorno e notte, con il collo teso e le fauci spalancate, intorno alla mostruosa cattedrale; e mentre la grossa campanacol suo rantolo chiamava i fedeli alla messa solenne di mezzanotte, sulla cupa facciata c'era diffusa un'aria tale che il grande portale sembrava voler divorare la folla, con il rosone che
    stava a guardare. E tutto questo era dovuto a Quasimodo. L'Egitto lo avrebbe preso per ildio di quel tempio; il Medioevo lo considerava il demone di esso; ne era l'anima. Al punto che, per quelli che sanno che Quasimodo è esistito, Notre-Dame è oggi deserta, inanimata, morta. Si avverte che qualcosa è scomparso. Questo corpo immenso è vuoto; è uno scheletro; lo spirito l'ha abbandonato."

    • 43 Min.
    3. Il mostro allo specchio: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

    3. Il mostro allo specchio: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

    "L'essere umano non è uno, ma veracemente due". Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde ci pone una domanda fondamentale: e se il mostro non fosse lì fuori, ma dentro di noi? In questa puntata, oltre ad entrare nella vita mirabolante di Robert Louis Stevenson, parliamo di repressione, di doppiezza, dell'annosa questione apparenza-realtà. Lo facciamo toccando temi come il patriarcato, la psicopatologia, ma anche la termodinamica e la germofobia. Pronti a guardare nello specchio?

    • 1 Std. 1 Min.
    2. Corpi invasi: Dracula e il queer gothic

    2. Corpi invasi: Dracula e il queer gothic

    Seconda tappa del nostro viaggio mostruoso.
    Difficilmente in letteratura (e in generale nella cultura) troverete termini più dispersivi e difficili da definire come 'queer' e 'gothic'. Ecco, pensate che "Dracula", romanzo dell'irlandese Bram Stoker, è entrambe le cose. Dracula è un mostro difficile. Alla sua immortalità si è legata curiosamente l'immortalità di un romanzo. Cosa c'è di tanto affascinante in lui? Forse, il punto è che Dracula ci ricorda quanto la realtà non sia mai univoca. Il punto forte di questa storia è che tutto è il contrario di tutto: il ruolo della donna e quello dell'uomo scivolano continuamente l'uno nell'altro abbattendo gli stereotipi, la scienza vacilla al cospetto dell'inspiegabile, e i vivi devono fare i conti coi morti; i non-morti. "The Dead Un-Dead" era il titolo originale del romanzo. Ma non c'è nulla di consolatorio in questi morti che non muoiono. Qui, i non-morti bevono sangue umano.

    • 38 Min.
    1. La Creatura di Frankenstein: dramma del brutto, invidia del grembo

    1. La Creatura di Frankenstein: dramma del brutto, invidia del grembo

    «Stringi sul tuo cuore la tua Mary. Forse, un giorno, anche lei avrà un padre».

    Spesso, il primo "altro" davanti al quale la vita ci mette è il genitore. O almeno, il concetto di genitore. Ed è un po' per questo che cominciamo l'avventura di Monstrumana con "Frankenstein, o il moderno Prometeo", considerato da molta critica l’ultimo vero e proprio Mito della Storia moderna.

    Dietro al racconto dello scienziato che crea un essere mostruoso assemblando pezzi di cadaveri, ci sono storie di umanità e di dolore che hanno molto da insegnarci. Chi era Mary Shelley, la brillante e tormentata autrice di questo romanzo immortale? Cosa abbiamo a che fare noi con uno studioso di arti profane? E cosa c'è di noi nella Creatura, che forse erroneamente chiamiamo "mostro"? Non è curioso che molte persone pensino che Frankenstein sia il nome della Creatura e non dello scienziato che le ha dato vita? Se non ci fosse stata l'eruzione del Tambora nel 1815, questa storia sarebbe mai stata scritta? Per rispondere a queste e ad altre domande, affronteremo i temi più disparati: genitorialità, fisiognomica, invidia del grembo, bruttezza, differenza di genere, tormenti creativi, strumentalizzazione politica e bioetica.

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    • 40 Min.

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