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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! Graziana Filomeno - italiano online

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    INFINE, FINALMENTE, ALLA FINE: Qual è la differenza? Cosa significano?

    INFINE, FINALMENTE, ALLA FINE: Qual è la differenza? Cosa significano?

    Alla fine, infine e finalmente: queste tre espressioni spesso rappresentano un problema per gli studenti stranieri di italiano che non sembrano riuscire ad utilizzarle correttamente. Tutte e tre le espressioni contengono la parola “fine” o la sua radice lessicale, ma nella maggior parte dei casi, non sono intercambiabili, perché possono assumere significati completamente diversi tra loro. Per questo motivo, in questa lezione parleremo dei loro usi, delle differenze e dei contesti in cui vengono utilizzate.



    







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    Quando usare ALLA FINE, INFINE e FINALMENTE

    1. Alla fine

    Si usa per indicare che qualcosa avviene, appunto, “alla fine”, “come ultima cosa”, dopo una serie di altri avvenimenti o dopo un tot di tempo.

    Quando questa espressione è accompagnata da un complemento di specificazione, che quindi ci dice “alla fine di cosa”, allora si riferisce ad uno specifico evento al cui termine è avvenuto qualcosa.



    Ad esempio:



    Alla fine della lezione tutti gli studenti si sono alzati e sono usciti dalla classe.

    Ammetto di aver pianto un pochino alla fine del film: era molto commovente.



     



    A volte il complemento di specificazione può essere semplicemente sottinteso.



    Com’è finita la partita? Mi sono persa l’ultimo pezzo.

     Alla fine (della partita) ha vinto la Roma con un gol dell’ultimo minuto.



    Qui è evidente che la “fine” di cui si parla è proprio la fine della partita.



    In alcuni casi è possibile utilizzare l’espressione “alla fine” senza riferirsi a nessun evento specifico. Ad esempio, è molto comune utilizzarla quando incontriamo qualcuno dopo un po’ di tempo e vogliamo aggiornamenti su qualcosa:



    Alla fine sei riuscito a laurearti?

    No, mi mancano ancora 2 esami. E tu? Alla fine ti sei sposato?



    Come vedete, in questo caso non c’è nessun complemento, né espresso né sottinteso, a cui si riferisce il termine “fine”. Perciò “alla fine” significa “nel tempo che è passato dall’ultima volta che ne abbiamo parlato…?”. Vediamo un altro esempio:



    Mi dispiace di non essere potuto venire alla tua festa. Alla fine ho dovuto lavorare tutto il giorno.



    Anche in questo caso, il senso della frase è “nel momento in cui si svolgeva la festa…?”.



    Attenzione a non confondere “alla fine” con la locuzione “alla fin fine”, che è sinonimo di “in fin dei conti”: queste due espressioni indicano che qualcosa, a conti fatti, non è esattamente come avevamo previsto. Ad esempio:



    Siamo andati a cena da lui per provare il suo famoso risotto ai funghi: alla fin fine non era poi un granché.

    Ero molto preoccupata per l’esame, ma in fin dei conti non era così difficile.



     

    2. Infine

    È un avverbio che può assumere principalmente due significati:



    • Nel primo caso, può essere utilizzato come sinonimo di “alla fine”, ma con un registro più elevato.



    Ad esempio:



    Lo interrogarono per ore, e infine confessò tutto.



    Questo tipo di utilizzo di “infine” è sicuramente più raro, soprattutto nella lingua d’uso quotidiana.



    • L’uso più comune, invece, è quello di “infine” come sinonimo di “in conclusione”. Tipicamente, si usa per introdurre il paragrafo finale di un capitolo, di una storia o di qualsiasi testo scritto che presenti una conclusione. Ad esempio, in una ricetta, dopo che sono stati illustrati i vari passaggi necessari per la preparazione, potremmo trovare:



    Infine, spolverizzate il dolce con lo zucchero di canna e infornate a 180°C per 30 minuti.



     

    3. Finalmente

    È un avverbio con vari significati:



    - Nel primo caso,

    • 8 min
    Sintassi Italiana (ordine parole): (IO) VADO vs VADO IO / (IO) FACCIO vs FACCIO IO

    Sintassi Italiana (ordine parole): (IO) VADO vs VADO IO / (IO) FACCIO vs FACCIO IO

    In questa lezione parleremo della sintassi dell’italiano e, in particolare, della differenza di significato che può assumere una frase cambiando l’ordine dei suoi costituenti, cioè delle parole che la compongono. Questo accade spesso in italiano, come quando diciamo: “(io) vado” o “vado io”, “(tu) lo fai” o “lo fai tu”, “(lei) guarda” o “guarda (lei)” e così via… Sebbene queste frasi possano sembrare simili, vi assicuro che cambiare l’ordine delle parole può cambiare di molto il significato, quindi bisogna essere sicuri di cosa si sta facendo e non mettere le parole a caso!

    





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    La sintassi e l'ordine delle parole in Italiano

    La sintassi, per definizione, si occupa della struttura della frase, quindi dei suoi elementi costitutivi, ovvero le parole.

    Infatti, l’ordine delle parole all’interno della frase ha una funzione molto importante, perché spesso può modificare il significato che la frase stessa trasmette.

    Prendiamo in considerazione:

    “(io) vado” e “vado io”

    Come potete notare, sono molto simili e, in pratica, si distinguono solo per il diverso ordine delle parole.

    È importante, però, non usarle indistintamente, perché hanno significati diversi!



    Ordine non marcato delle parole

    L’espressione “(io) vado” segue il cosiddetto ordine non marcato della frase italiana, ovvero l’ordine SVO (soggetto - verbo - oggetto); anche se in questo caso abbiamo soltanto soggetto e verbo.

    Di conseguenza, quando il pronome è implicito, stiamo semplicemente comunicando quello che qualcuno sta facendo o farà. Non ci può essere ambiguità, perché si tratta di qualcuno ben identificato. Per esempio:





    Dove vai?

    Vado in banca

    Perché vai?

    Niente, vado solo per chiudere un conto.



    Avete notato? Non c’era bisogna di rendere il pronome esplicito, in quanto era perfettamente chiaro chi fosse il soggetto.

    Invece, è importante rendere il pronome esplicito, quando ci sono due o più persone, ognuna facendo qualcosa, e vogliamo specificare chi fa cosa. Per esempio:





    Io vado in farmacia, tu vai al supermercato. Ok?

    Va bene. E Marta cosa fa?

    Lei non va più alla lezione di danza, quindi viene con me.



    Avete notato? Negli esempi appena visti avevamo ben 3 persone, quindi era importante chiarire chi doveva svolgere determinate azioni.



    Ordine marcato delle parole

    Per quanto riguarda i casi in cui il pronome segue il verbo, come l’espressione “vado io”, ci troviamo dinanzi a un ordine marcato dei costituenti, usato in italiano per esprimere che solo una persona, tra due o più, svolge o non svolge una determinata azione.

    Per esempio, quando qualcuno suona al citofono oppure quando squilla il telefono, se ci sono più persone in casa, qualcuno potrebbe dire “vado io”, per dichiarare la propria intenzione di rispondere al citofono o telefono, così che sia chiaro a tutti gli altri che non c’è bisogno che si scomodino.

    Vediamo un altro esempio:





    Mi ha appena chiamato Giulia: dice che ha bisogno urgentemente di una mano per sollevare alcuni scatoloni.





    Di certo non andrò io: Giulia mi sta troppo antipatica!





    Vai tu?





    D’accordo, vado io!



    Bene, arrivati a questo punto, è chiaro quindi che spostare il soggetto dopo il verbo è un modo per sottolineare che solo una determinata persona svolgerà o non svolgerà un’azione quando ce ne sono varie.

    L’argomento di questo video, come avrete notato, era piuttosto avanzato. Si tratta di sfumature della lingua italiana, che però sono importantissime per distinguere chi ha una vera padronanza della lingua da chi invece non ce l’ha.

    Inoltre,

    • 8 min
    25 Espressioni Italiane con il verbo “FARE” che NON conosci (senza offesa: imparale!)

    25 Espressioni Italiane con il verbo “FARE” che NON conosci (senza offesa: imparale!)

    In questa lezione parleremo di un argomento molto utile per migliorare il vostro italiano, in particolare nel parlato. Infatti, come ben sapete, uno dei verbi più comuni della lingua italiana è il verbo “fare”, che appare in moltissime espressioni e locuzioni fisse, che non ammettono variazioni e che assumono spesso significati non letterali, creando a volte un po’ di confusione per chi non è un parlante madrelingua di italiano.



    



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    Le espressioni fisse con il verbo "Fare"

    Di espressioni con il verbo “fare” ce ne sono davvero a bizzeffe ed è impossibile nominarle tutte, perciò vi presenterò le più utili e curiose.

    1. Fare a meno (di)

    Significa “riuscire a stare senza qualcuno o qualcosa”.



    Esempio: Non posso proprio fare a meno di te.



    Quando il complemento di specificazione, in questo caso “di te”, è già stato menzionato, quindi è noto, può essere sottinteso, sostituendolo con la particella “ne”, che ci da l’espressione “farne a meno”.



    Ad esempio: Adoro fumare. Non riesco a farne a meno.

    2. Farcela

    Significa “riuscire a fare qualcosa, avere successo in qualcosa”.



    Esempio: Vorrei smettere di fumare, ma non ce la farò mai.



    Questo verbo si trova molto spesso anche nella forma negativa, per indicare che siamo completamente stufi, stanchi di qualcosa.



    Esempio: Non ce la faccio più, ho lavorato tutto il giorno e sono stanchissima!

    3. Fai da te

    Indica tutto ciò che è fatto in casa, ad eccezione del cibo.



    Ad esempio: Ho trovato un blog che insegna a costruire un comodino fai da te con i barattoli di latta. Bella idea, no?

    4. Fare storie

    Significa “lamentarsi”.



    Esempio: Finisci di mangiare i broccoli e non fare storie!

    5. Fare bella/brutta figura

    Significa “fare qualcosa che ci mette in buona o cattiva luce davanti ad altri”. In pratica, si usa quando facciamo qualcosa di bello oppure qualcosa di brutto e ci preoccupiamo di cosa possano pensare le altre persone.



    Esempi:



    - Sembri nervoso…

    - Lo so, è che vorrei fare bella figura con lei. Mi piace molto.



    -Lascia sempre una piccola mancia quando vai al ristorante, o rischi di fare brutta figura.

    6. Fare buon viso a cattivo gioco

    Significa sostanzialmente “fingere che qualcosa ci vada bene anche se in realtà non è così” o in altre parole “cercare di adattarsi e sopportare una situazione scomoda”.



    Esempio: Il fidanzato di mia sorella è una persona molto sgradevole, fa continuamente battute sul mio ragazzo, ma non voglio litigare con lei, perciò non dico nulla. Sono costretta a fare buon viso a cattivo gioco.

    7. Fare breccia (nel cuore di qualcuno)

    Significa “conquistare o far innamorare qualcuno”.



    Esempio: Siamo usciti insieme solo una volta, ma ha già fatto breccia nel mio cuore.

    8. Fare carte false

    Significa “fare qualsiasi cosa pur di raggiungere un obiettivo”.



    Esempio: I miei genitori mi amano molto: farebbero carte false per esaudire ogni mio desiderio.

    9. Fare caso

    Significa “notare”, “accorgersi di qualcosa”.



    Esempio:



    -Hai visto come ti guardava Roberto? Ti ha fissata per tutta la sera.

    - Davvero? Non ci ho fatto caso!

    10. Fare fronte

    Significa “affrontare”.



    Esempio: Questo è stato un anno molto duro per noi. Abbiamo fatto fronte a tante difficoltà, ma le abbiamo superate tutte con successo.

    11. Fare fuori

    Significa “eliminare” o “uccidere”.



    Esempio:La sua azienda è riuscita in soli due mesi a fare fuori tutta la concorrenza.

    12. Fare i conti senza l’oste

    • 12 min
    Cosa significa TANTO in italiano? Impara tutti gli usi e i significati di questa parola!

    Cosa significa TANTO in italiano? Impara tutti gli usi e i significati di questa parola!

    In questa lezione vi vogliamo parlare di tutti gli usi e significati che può assumere la parola “tanto” che può avere sfumature diverse a seconda della situazione specifica in cui è usata. Inoltre, vi spiegheremo alcune espressioni molto comuni in cui appare la parola “tanto” e che è bene che impariate a capire e ad utilizzare per ampliare la vostra capacità espressiva in italiano.



    





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    LE DIVERSE SFUMATURE DI "TANTO"

    L'ALTERNATIVA ALLA PAROLA "TANTO"

    “Tanto” è sinonimo di “molto”, quindi può indicare una grande quantità oppure la forte intensità di qualcosa.



    Quindi possiamo utilizzare indistintamente “tanto” o “molto” in frasi che indicano grandi quantità, come:



    In cielo ci sono tante/molte stelle.

    Ieri ho comprato tanti/molti cioccolatini.



    È importante che ricordiate che per esprimere “forte intensità”, nella lingua parlata è più comune trovare la parola “molto”, piuttosto che la parola “tanto”; ad esempio, in frasi come:



    In questi giorni ho molto male al ginocchio.

    Giorgio è un ragazzo molto strano.



    Tuttavia, non sarebbe sbagliato dire:



    In questi giorni ho tanto male al ginocchio.

    Giorgio è un ragazzo tanto strano.



     

    ESPRESSIONI IDIOMATICHE E SFUMATURE DELLA PAROLA "TANTO"

    Esistono anche varie espressioni e formule fisse che contengono la parola “tanto”. Vediamo insieme le più importanti!



     



    1. Una prima espressione è quella di “tanto… quanto…”: si usa per indicare che due oggetti o concetti sono nella stessa quantità o della stessa intensità. Ad esempio:



    Ho mangiato tante fragole quante more.

    Filippo è tanto simpatico quanto intelligente.



     



    2. Vi è poi l’espressione: “è da tanto che non ci vediamo!”. In questo caso, la parola “tanto” sta per “tanto tempo”: il sostantivo “tempo” viene infatti sottinteso. Un esempio d'uso di questa espressione è:



    È da tanto che non ci sentiamo!



    In questo caso stiamo utilizzando una frase fatta, che ammette solo poche alternative. Ad esempio, nella frase riportata come esempio potremmo anche sostituire la parola “tanto” con “sacco”. L'esempio allora diventerebbe:



    È da un sacco che non ci vediamo!



     



    3. Un’altra espressione molto comune è “con tanto di…”: si usa per indicare che ad un particolare evento si attribuisce un valore aggiunto, che può essere sia positivo che negativo. Facciamo qualche esempio:



    Oggi il mio capo mi ha promesso un nuovo ufficio con tanto di scrivania e computer !

    Mi hanno dedicato un articolo sul giornale con tanto di foto e biografia!

    Dopo quel disastro, è stato licenziato con tanto di denuncia a suo carico.



     



    4. Un'altra espressione molto usata è “tanto vale!”. Si usa di solito quando vogliamo dire che in una determinata situazione, date certe condizioni, non ha senso fare uno sforzo, perché sarebbe inutile, oppure ha senso fare uno sforzo perché non richiede molto sacrificio. Vediamo un paio di esempi:



    La settimana scorsa ho dato il primo esame di italiano: ho studiato giorno e notte per un mese, e sono riuscita a prendere solo 18. La prossima volta preparerò l’esame in due giorni. Tanto vale!

    Se riparare la tua macchina costa così tanto, allora tanto vale comprarne una nuova!

    Non è molto lontano il duomo, tanto vale andare a piedi!



     



    5. La parola “tanto” si usa poi per indicare che il possibile fallimento di un nostro tentativo non sarebbe poi così grave, o che se anche dovessimo sbagliare, sostanzialmente non succederebbe nulla di male. Ad esempio, potremmo dire:

    • 11 min
    Smettila di dire “CIRCA” in italiano: impara tutte le alternative e parla italiano da Dio!

    Smettila di dire “CIRCA” in italiano: impara tutte le alternative e parla italiano da Dio!

    Quanti di voi conoscono la parola "circa”? Scommetto quasi tutti. Infatti, "circa" è una parola molto diffusa, presente in molte lingue europee e deriva direttamente dalla parola latina “circa”, che letteralmente significa “intorno a”, quindi “approssimativamente”. Ma proprio perché si tratta di una parola così diffusa, se la usiamo troppo spesso rischiamo di diventare banali e ripetitivi. Per questo motivo, in questo articolo voglio presentarvi tutte le alternative da usare per sostituire la parola “circa”.

    







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    Come sostituire "circa" in italiano

    In riferimento a quantità, misure o date

    Solitamente, “circa” si usa in riferimento a dei numeri, che siano quantità, misure oppure date.

    Tra le alternative più comuni troviamo:

    - “all’incirca”;

    - “approssimativamente”;

    - “più o meno”;

    - “pressappoco”;

    - “su per giù”;

    - “a occhio e croce”.

    Ad esempio, immaginatevi di essere dalla parrucchiera, che si appresta a tagliarvi i capelli:

    - “Quanto li vuole tagliare?”

    - “Mah, non saprei… Più o meno come l’altra volta. Diciamo… approssimativamente 5 centimetri.”

    Oppure, chiedendo a qualcuno la sua ricetta del tiramisù:

    - “Quanto cacao serve da spolverizzare sulla superficie?”

    - “Mah, a occhio e croce ne serviranno due cucchiaini. Saranno all’incirca 10 grammi.”



    In riferimento a posizioni approssimative nello spazio

    In alcuni casi non ci si riferisce a numeri, ma piuttosto a posizioni approssimative di qualcosa nello spazio. Ad esempio, guardando un grande palazzo potremmo dire:

    - “Dove si trova la tua finestra?”

    - “Su per giù all’altezza di quel cornicione grigio”.



    In riferimento a misurazioni incerte

    In altri casi, potremmo usare “circa” quando in una conversazione riportiamo dati o misurazioni di cui non siamo sicuri al 100%, per concederci così un certo margine di errore. In questi casi, oltre a quelle elencate prima, le alternative più comuni sono:

    - “se non (mi) sbaglio”;

    - “se non ricordo male”;

    - “se la memoria non mi inganna”;

    - “se ricordo bene”.

    Ad esempio:

    - “Ti ricordi quante sono le pagine da studiare per l’esame di martedì?”

    - “Non ne sono sicura ma, se non ricordo male, dovrebbero essere 175”

    Nel caso in cui ci si riferisca a quantità o misurazioni, è possibile anche sostituire “circa” con un altro tipo di espressioni, che danno una stima un po’ più sicura dell’effettiva quantità nominata, al di sotto o al di sopra del valore reale. Ad esempio, parlando della Torre di Pisa, alta esattamente 57 metri, anziché dire: “La torre di Pisa è alta circa 60 metri” potremmo dire: “La torre di Pisa è alta poco meno di 60 metri”.

    Oppure, parlando della lunghezza del fiume Po, precisamente di 652km, potremmo dire:

    “Il fiume Po è lungo poco più di 650 kilometri”. E così via.

    Ma potete anche aggiungere l’intera espressione “poco più o poco meno” dopo aver detto la quantità di cui non siete completamente certi.

    Ad esempio:

    Alla festa c’erano 50 persone, poco più o poco meno.



    Con il significato di “riguardo a”

    Un altro uso di “circa”, decisamente meno comune ma comunque possibile, è con il significato di “riguardo a”. Ad esempio, un professore universitario potrebbe scrivervi per email: “Circa l’argomento della sua tesi, preferirei discuterne di persona”. In questo caso, le alternative più gettonate sono:

    - “riguardo a”;

    - “per quanto riguarda”;

    - “in merito a”;

    - “relativamente a”;

    - “a proposito di”

    -“per quanto concerne”

     

    Ad esempio, sempre lo stesso professore quindi potrebbe scriverci:

    “A proposito della sua tesi… Quando pensa di iniziare a scriverla?”

    • 9 min
    Come fare il PANE IN CASA (ricetta e consigli)

    Come fare il PANE IN CASA (ricetta e consigli)

    In questa lezione faremo una piccola deviazione dalla grammatica italiana per parlare di cibo, argomento molto amato in Italia, paese famoso in tutto il mondo per la buona cucina. In particolare vi spiegheremo come fare il pane direttamente a casa vostra!



    







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    Pane fatto in casa: come prepararlo in poco tempo!

    Il pane è un cibo molto apprezzato nella cucina italiana per la sua semplicità ma anche per il suo gusto delizioso e genuino. Vi proponiamo di seguito una ricetta "senza tempo" in cui si utilizzano solo 4 ingredienti semplici e naturali, che probabilmente avrete già in casa, per preparare un pane squisito e fragrante!



    INGREDIENTI 



    500 gr di farina 00

    375 gr di acqua

    10 gr di sale

    8 gr di lievito



     

    PREPARAZIONE



    Disporre la farina sul piano di lavoro formando la cosiddetta fontana e aggiungere il sale

    In un bicchiere di acqua tiepida versare il lievito e mescolare bene fino a quando tutto il lievito sarà perfettamente sciolto

    Versare un po' alla volta il liquido ottenuto nella farina ed impastare il tutto, prima con l'aiuto di un cucchiaio e poi manualmente fino ad esaurire la miscela di lievito ed acqua

    Continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto compatto ed omogeneo di forma sferica

    Lasciar riposare l'impasto per 20 minuti coprendolo con un panno leggermente infarinato

    Scoprire l'impasto e dargli una forma rettangolare con uno spessore di 2/3 cm

    Piegare le estremità dell'impasto verso il centro per 3 volte fino a dargli la forma di una palla

    Incidere con un coltello una croce sulla superficie dell'impasto e lasciarlo riposare coperto per circa 3 ore

    Adagiare l'impasto lievitato su una teglia rivestita con carta da forno

    Infornare per 40 minuti a 200°

    Sfornare, lasciare intiepidire il vostro pane fatto in casa e... Buon appetito!



     

    CONSIGLI E RACCOMANDAZIONI 

    Non preoccupatevi se il risultato non sarà dei migliori: fare il pane in casa per la prima volta potrebbe essere più complicato di quello che si pensi ma con la pratica e alcuni accorgimenti potrete sicuramente migliorare! Ecco quindi alcuni consigli e raccomandazioni:



    Fate attenzione alla temperatura dell'acqua in cui stemperate il lievito: deve essere calda ma non bollente!

    Quando impastate, utilizzate bene sia le dita che i polsi in modo da applicare maggior forza durante questa fase di lavorazione

    Sia il lievito istantaneo che quello naturale sono ugualmente efficaci ma, se ne avete la possibilità, preferite quello naturale per una riuscita migliore

    Una volta sfornato, passate sul pane un panno leggermente inumidito per renderne la superficie più lucida



     



    Ora tocca a voi! Se decidete di mettervi alla prova con questa ricetta non dimenticate di scattare una foto e di taggarci sui social. Vi riposteremo!



    E se siete interessati ad altre ricette della cucina italiana e volete scoprire qualche curiosità in più, non perdetevi i video sulla focaccia barese, prelibatezza pugliese e sul tiramisù, dolce molto amato in tutta Italia.

    • 9 min

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