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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! Graziana Filomeno - italiano online

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    25 Espressioni Italiane con il verbo “FARE” che NON conosci (senza offesa: imparale!)

    25 Espressioni Italiane con il verbo “FARE” che NON conosci (senza offesa: imparale!)

    In questa lezione parleremo di un argomento molto utile per migliorare il vostro italiano, in particolare nel parlato. Infatti, come ben sapete, uno dei verbi più comuni della lingua italiana è il verbo “fare”, che appare in moltissime espressioni e locuzioni fisse, che non ammettono variazioni e che assumono spesso significati non letterali, creando a volte un po’ di confusione per chi non è un parlante madrelingua di italiano.



    



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    Le espressioni fisse con il verbo "Fare"

    Di espressioni con il verbo “fare” ce ne sono davvero a bizzeffe ed è impossibile nominarle tutte, perciò vi presenterò le più utili e curiose.

    1. Fare a meno (di)

    Significa “riuscire a stare senza qualcuno o qualcosa”.



    Esempio: Non posso proprio fare a meno di te.



    Quando il complemento di specificazione, in questo caso “di te”, è già stato menzionato, quindi è noto, può essere sottinteso, sostituendolo con la particella “ne”, che ci da l’espressione “farne a meno”.



    Ad esempio: Adoro fumare. Non riesco a farne a meno.

    2. Farcela

    Significa “riuscire a fare qualcosa, avere successo in qualcosa”.



    Esempio: Vorrei smettere di fumare, ma non ce la farò mai.



    Questo verbo si trova molto spesso anche nella forma negativa, per indicare che siamo completamente stufi, stanchi di qualcosa.



    Esempio: Non ce la faccio più, ho lavorato tutto il giorno e sono stanchissima!

    3. Fai da te

    Indica tutto ciò che è fatto in casa, ad eccezione del cibo.



    Ad esempio: Ho trovato un blog che insegna a costruire un comodino fai da te con i barattoli di latta. Bella idea, no?

    4. Fare storie

    Significa “lamentarsi”.



    Esempio: Finisci di mangiare i broccoli e non fare storie!

    5. Fare bella/brutta figura

    Significa “fare qualcosa che ci mette in buona o cattiva luce davanti ad altri”. In pratica, si usa quando facciamo qualcosa di bello oppure qualcosa di brutto e ci preoccupiamo di cosa possano pensare le altre persone.



    Esempi:



    - Sembri nervoso…

    - Lo so, è che vorrei fare bella figura con lei. Mi piace molto.



    -Lascia sempre una piccola mancia quando vai al ristorante, o rischi di fare brutta figura.

    6. Fare buon viso a cattivo gioco

    Significa sostanzialmente “fingere che qualcosa ci vada bene anche se in realtà non è così” o in altre parole “cercare di adattarsi e sopportare una situazione scomoda”.



    Esempio: Il fidanzato di mia sorella è una persona molto sgradevole, fa continuamente battute sul mio ragazzo, ma non voglio litigare con lei, perciò non dico nulla. Sono costretta a fare buon viso a cattivo gioco.

    7. Fare breccia (nel cuore di qualcuno)

    Significa “conquistare o far innamorare qualcuno”.



    Esempio: Siamo usciti insieme solo una volta, ma ha già fatto breccia nel mio cuore.

    8. Fare carte false

    Significa “fare qualsiasi cosa pur di raggiungere un obiettivo”.



    Esempio: I miei genitori mi amano molto: farebbero carte false per esaudire ogni mio desiderio.

    9. Fare caso

    Significa “notare”, “accorgersi di qualcosa”.



    Esempio:



    -Hai visto come ti guardava Roberto? Ti ha fissata per tutta la sera.

    - Davvero? Non ci ho fatto caso!

    10. Fare fronte

    Significa “affrontare”.



    Esempio: Questo è stato un anno molto duro per noi. Abbiamo fatto fronte a tante difficoltà, ma le abbiamo superate tutte con successo.

    11. Fare fuori

    Significa “eliminare” o “uccidere”.



    Esempio:La sua azienda è riuscita in soli due mesi a fare fuori tutta la concorrenza.

    12. Fare i conti senza l’oste

    • 12 Min.
    Cosa significa TANTO in italiano? Impara tutti gli usi e i significati di questa parola!

    Cosa significa TANTO in italiano? Impara tutti gli usi e i significati di questa parola!

    In questa lezione vi vogliamo parlare di tutti gli usi e significati che può assumere la parola “tanto” che può avere sfumature diverse a seconda della situazione specifica in cui è usata. Inoltre, vi spiegheremo alcune espressioni molto comuni in cui appare la parola “tanto” e che è bene che impariate a capire e ad utilizzare per ampliare la vostra capacità espressiva in italiano.



    





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    LE DIVERSE SFUMATURE DI "TANTO"

    L'ALTERNATIVA ALLA PAROLA "TANTO"

    “Tanto” è sinonimo di “molto”, quindi può indicare una grande quantità oppure la forte intensità di qualcosa.



    Quindi possiamo utilizzare indistintamente “tanto” o “molto” in frasi che indicano grandi quantità, come:



    In cielo ci sono tante/molte stelle.

    Ieri ho comprato tanti/molti cioccolatini.



    È importante che ricordiate che per esprimere “forte intensità”, nella lingua parlata è più comune trovare la parola “molto”, piuttosto che la parola “tanto”; ad esempio, in frasi come:



    In questi giorni ho molto male al ginocchio.

    Giorgio è un ragazzo molto strano.



    Tuttavia, non sarebbe sbagliato dire:



    In questi giorni ho tanto male al ginocchio.

    Giorgio è un ragazzo tanto strano.



     

    ESPRESSIONI IDIOMATICHE E SFUMATURE DELLA PAROLA "TANTO"

    Esistono anche varie espressioni e formule fisse che contengono la parola “tanto”. Vediamo insieme le più importanti!



     



    1. Una prima espressione è quella di “tanto… quanto…”: si usa per indicare che due oggetti o concetti sono nella stessa quantità o della stessa intensità. Ad esempio:



    Ho mangiato tante fragole quante more.

    Filippo è tanto simpatico quanto intelligente.



     



    2. Vi è poi l’espressione: “è da tanto che non ci vediamo!”. In questo caso, la parola “tanto” sta per “tanto tempo”: il sostantivo “tempo” viene infatti sottinteso. Un esempio d'uso di questa espressione è:



    È da tanto che non ci sentiamo!



    In questo caso stiamo utilizzando una frase fatta, che ammette solo poche alternative. Ad esempio, nella frase riportata come esempio potremmo anche sostituire la parola “tanto” con “sacco”. L'esempio allora diventerebbe:



    È da un sacco che non ci vediamo!



     



    3. Un’altra espressione molto comune è “con tanto di…”: si usa per indicare che ad un particolare evento si attribuisce un valore aggiunto, che può essere sia positivo che negativo. Facciamo qualche esempio:



    Oggi il mio capo mi ha promesso un nuovo ufficio con tanto di scrivania e computer !

    Mi hanno dedicato un articolo sul giornale con tanto di foto e biografia!

    Dopo quel disastro, è stato licenziato con tanto di denuncia a suo carico.



     



    4. Un'altra espressione molto usata è “tanto vale!”. Si usa di solito quando vogliamo dire che in una determinata situazione, date certe condizioni, non ha senso fare uno sforzo, perché sarebbe inutile, oppure ha senso fare uno sforzo perché non richiede molto sacrificio. Vediamo un paio di esempi:



    La settimana scorsa ho dato il primo esame di italiano: ho studiato giorno e notte per un mese, e sono riuscita a prendere solo 18. La prossima volta preparerò l’esame in due giorni. Tanto vale!

    Se riparare la tua macchina costa così tanto, allora tanto vale comprarne una nuova!

    Non è molto lontano il duomo, tanto vale andare a piedi!



     



    5. La parola “tanto” si usa poi per indicare che il possibile fallimento di un nostro tentativo non sarebbe poi così grave, o che se anche dovessimo sbagliare, sostanzialmente non succederebbe nulla di male. Ad esempio, potremmo dire:

    • 11 Min.
    Smettila di dire “CIRCA” in italiano: impara tutte le alternative e parla italiano da Dio!

    Smettila di dire “CIRCA” in italiano: impara tutte le alternative e parla italiano da Dio!

    Quanti di voi conoscono la parola "circa”? Scommetto quasi tutti. Infatti, "circa" è una parola molto diffusa, presente in molte lingue europee e deriva direttamente dalla parola latina “circa”, che letteralmente significa “intorno a”, quindi “approssimativamente”. Ma proprio perché si tratta di una parola così diffusa, se la usiamo troppo spesso rischiamo di diventare banali e ripetitivi. Per questo motivo, in questo articolo voglio presentarvi tutte le alternative da usare per sostituire la parola “circa”.

    







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    Come sostituire "circa" in italiano

    In riferimento a quantità, misure o date

    Solitamente, “circa” si usa in riferimento a dei numeri, che siano quantità, misure oppure date.

    Tra le alternative più comuni troviamo:

    - “all’incirca”;

    - “approssimativamente”;

    - “più o meno”;

    - “pressappoco”;

    - “su per giù”;

    - “a occhio e croce”.

    Ad esempio, immaginatevi di essere dalla parrucchiera, che si appresta a tagliarvi i capelli:

    - “Quanto li vuole tagliare?”

    - “Mah, non saprei… Più o meno come l’altra volta. Diciamo… approssimativamente 5 centimetri.”

    Oppure, chiedendo a qualcuno la sua ricetta del tiramisù:

    - “Quanto cacao serve da spolverizzare sulla superficie?”

    - “Mah, a occhio e croce ne serviranno due cucchiaini. Saranno all’incirca 10 grammi.”



    In riferimento a posizioni approssimative nello spazio

    In alcuni casi non ci si riferisce a numeri, ma piuttosto a posizioni approssimative di qualcosa nello spazio. Ad esempio, guardando un grande palazzo potremmo dire:

    - “Dove si trova la tua finestra?”

    - “Su per giù all’altezza di quel cornicione grigio”.



    In riferimento a misurazioni incerte

    In altri casi, potremmo usare “circa” quando in una conversazione riportiamo dati o misurazioni di cui non siamo sicuri al 100%, per concederci così un certo margine di errore. In questi casi, oltre a quelle elencate prima, le alternative più comuni sono:

    - “se non (mi) sbaglio”;

    - “se non ricordo male”;

    - “se la memoria non mi inganna”;

    - “se ricordo bene”.

    Ad esempio:

    - “Ti ricordi quante sono le pagine da studiare per l’esame di martedì?”

    - “Non ne sono sicura ma, se non ricordo male, dovrebbero essere 175”

    Nel caso in cui ci si riferisca a quantità o misurazioni, è possibile anche sostituire “circa” con un altro tipo di espressioni, che danno una stima un po’ più sicura dell’effettiva quantità nominata, al di sotto o al di sopra del valore reale. Ad esempio, parlando della Torre di Pisa, alta esattamente 57 metri, anziché dire: “La torre di Pisa è alta circa 60 metri” potremmo dire: “La torre di Pisa è alta poco meno di 60 metri”.

    Oppure, parlando della lunghezza del fiume Po, precisamente di 652km, potremmo dire:

    “Il fiume Po è lungo poco più di 650 kilometri”. E così via.

    Ma potete anche aggiungere l’intera espressione “poco più o poco meno” dopo aver detto la quantità di cui non siete completamente certi.

    Ad esempio:

    Alla festa c’erano 50 persone, poco più o poco meno.



    Con il significato di “riguardo a”

    Un altro uso di “circa”, decisamente meno comune ma comunque possibile, è con il significato di “riguardo a”. Ad esempio, un professore universitario potrebbe scrivervi per email: “Circa l’argomento della sua tesi, preferirei discuterne di persona”. In questo caso, le alternative più gettonate sono:

    - “riguardo a”;

    - “per quanto riguarda”;

    - “in merito a”;

    - “relativamente a”;

    - “a proposito di”

    -“per quanto concerne”

     

    Ad esempio, sempre lo stesso professore quindi potrebbe scriverci:

    “A proposito della sua tesi… Quando pensa di iniziare a scriverla?”

    • 9 Min.
    Come fare il PANE IN CASA (ricetta e consigli)

    Come fare il PANE IN CASA (ricetta e consigli)

    In questa lezione faremo una piccola deviazione dalla grammatica italiana per parlare di cibo, argomento molto amato in Italia, paese famoso in tutto il mondo per la buona cucina. In particolare vi spiegheremo come fare il pane direttamente a casa vostra!



    







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    Pane fatto in casa: come prepararlo in poco tempo!

    Il pane è un cibo molto apprezzato nella cucina italiana per la sua semplicità ma anche per il suo gusto delizioso e genuino. Vi proponiamo di seguito una ricetta "senza tempo" in cui si utilizzano solo 4 ingredienti semplici e naturali, che probabilmente avrete già in casa, per preparare un pane squisito e fragrante!



    INGREDIENTI 



    500 gr di farina 00

    375 gr di acqua

    10 gr di sale

    8 gr di lievito



     

    PREPARAZIONE



    Disporre la farina sul piano di lavoro formando la cosiddetta fontana e aggiungere il sale

    In un bicchiere di acqua tiepida versare il lievito e mescolare bene fino a quando tutto il lievito sarà perfettamente sciolto

    Versare un po' alla volta il liquido ottenuto nella farina ed impastare il tutto, prima con l'aiuto di un cucchiaio e poi manualmente fino ad esaurire la miscela di lievito ed acqua

    Continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto compatto ed omogeneo di forma sferica

    Lasciar riposare l'impasto per 20 minuti coprendolo con un panno leggermente infarinato

    Scoprire l'impasto e dargli una forma rettangolare con uno spessore di 2/3 cm

    Piegare le estremità dell'impasto verso il centro per 3 volte fino a dargli la forma di una palla

    Incidere con un coltello una croce sulla superficie dell'impasto e lasciarlo riposare coperto per circa 3 ore

    Adagiare l'impasto lievitato su una teglia rivestita con carta da forno

    Infornare per 40 minuti a 200°

    Sfornare, lasciare intiepidire il vostro pane fatto in casa e... Buon appetito!



     

    CONSIGLI E RACCOMANDAZIONI 

    Non preoccupatevi se il risultato non sarà dei migliori: fare il pane in casa per la prima volta potrebbe essere più complicato di quello che si pensi ma con la pratica e alcuni accorgimenti potrete sicuramente migliorare! Ecco quindi alcuni consigli e raccomandazioni:



    Fate attenzione alla temperatura dell'acqua in cui stemperate il lievito: deve essere calda ma non bollente!

    Quando impastate, utilizzate bene sia le dita che i polsi in modo da applicare maggior forza durante questa fase di lavorazione

    Sia il lievito istantaneo che quello naturale sono ugualmente efficaci ma, se ne avete la possibilità, preferite quello naturale per una riuscita migliore

    Una volta sfornato, passate sul pane un panno leggermente inumidito per renderne la superficie più lucida



     



    Ora tocca a voi! Se decidete di mettervi alla prova con questa ricetta non dimenticate di scattare una foto e di taggarci sui social. Vi riposteremo!



    E se siete interessati ad altre ricette della cucina italiana e volete scoprire qualche curiosità in più, non perdetevi i video sulla focaccia barese, prelibatezza pugliese e sul tiramisù, dolce molto amato in tutta Italia.

    • 9 Min.
    Qualche (dei / alcuni), qualunque, qualsiasi, ogni – Qual è la differenza?

    Qualche (dei / alcuni), qualunque, qualsiasi, ogni – Qual è la differenza?

    Qualche, qualsiasi, qualunque, ogni: sebbene queste quattro parole italiane abbiano significati piuttosto distinti, hanno una cosa in comune: si riferiscono tutte a un numero indefinito di cose o persone, ma sono sempre seguite da sostantivi singolari.



    





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    Gli aggettivi indefiniti: qualche, qualsiasi, qualunque, ogni



    QUALCHE

    Questo aggettivo indefinito si riferisce a un numero di cose o persone superiore a uno, ma comunque relativamente ristretto.



    È seguito sempre da un sostantivo singolare.



     



    G: Hai qualche progetto per il futuro?



    R: Sì, ho alcuni progetti interessanti!



    G: I tuoi amici mi hanno sempre detto che hai dei progetti interessanti...



     



    Come si può notare dall'esempio, con lo stesso significato di QUALCHE, è possibile anche usare DEI/DEGLI/DELLE oppure ALCUNI/ALCUNE.



    Tuttavia, a differenza di qualche, DEI e ALCUNI sono sempre seguiti da sostantivi plurali e variano in base al genere.



    Ecco alcuni esempi:



    Qualche libro

    Dei libri

    Alcuni libri



    Oppure:



    Qualche albero

    Degli alberi

    Alcuni alberi



     

    QUALSIASI

    Questo aggettivo indefinito si riferisce a una cosa, non importa quale, tra tutte quelle disponibili.



    Qualsiasi è sempre seguito da un sostantivo singolare.



     



    R: Quale mela vuoi?



    G: Qualsiasi mela va bene purché non sia marcia.



     

    QUALUNQUE

    Ha lo stesso identico significato di "qualsiasi" e anche questo aggettivo indefinito è sempre seguito da un sostantivo singolare.



     



    R: Ci sono tre macchine di colori diversi. Quale macchina vuoi?



    G: Mi va bene qualunque macchina!



     

    OGNI

    Questo aggettivo indefinito si usa per indicare tutti gli elementi di un insieme.



    Come con gli altri aggettivi indefiniti, anche questo è seguito sempre da sostantivi al singolare.



     



    G: Si può usare il cellulare durante l’esame l’esame di italiano?



    R: Scherzi? Durante l’esame, ogni studente deve spegnere il proprio cellulare e rimanere in silenzio!



     



    Perfetto! Ora dovreste sapere come usare QUALCHE, QUALSIASI, QUALUNQUE e OGNI... in ogni caso, per sicurezza, vi ho lasciato un esercizio per fare pratica alla fine di questo articolo: provate a farlo e dopo controllate le soluzioni alla fine del video!



    Se invece avete problemi con le congiunzioni temporali (finché, fintantoché, fin quando, ecc.), vi consigliamo di guardare la lezione dedicata alle congiunzioni temporali!



    E non dimenticate che se volete migliorare la vostra grammatica o ampliare il vostro vocabolario, potete farlo direttamente noi, Graziana e Rocco, in lezioni private online su Italki.



     

    Esercizio aggettivi indefiniti:

    Rocco: Ciao Graziana! Come mai ci sono _____ libri per terra?



    Graziana: Forse c’è stata ______ scossa

    di terremoto.



    Rocco: Vabbè, ______ cosa sia stata a farli cadere, perché non li hai raccolti?



    Graziana: Perché ______ volta che provo a raccoglierli, sento ____ rumori e mi spavento.



    Rocco: ______ scusa è buona!



    Graziana: Perché _____ volta non ti occupi tu della casa?



    Rocco: Perché _____ volta che lo faccio, dici sempre che combino guai.

    [soluzioni alla fine del video]

    • 8 Min.
    FIABE per BAMBINI che TUTTI gli italiani conoscono: ottime per imparare l’italiano

    FIABE per BAMBINI che TUTTI gli italiani conoscono: ottime per imparare l’italiano

    In questa lezione parleremo di un argomento molto interessante, in cui sicuramente riuscirete a rivedere almeno parte della vostra infanzia. Infatti, abbiamo deciso di parlarvi delle fiabe più famose  in Italia che tutti noi, da bambini, abbiamo ascoltato e riascoltato centinaia di volte. Molte di queste fiabe non sono di origine italiana ma sono state semplicemente tradotte, perciò siamo sicuri che le conoscerete anche voi!

    





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    LE CINQUE FIABE PIÙ FAMOSE IN ITALIA

    1. CENERENTOLA

    La prima fiaba di cui vi vogliamo parlare è forse una delle più conosciute in tutto il mondo. Se vi dicessimo che parla di una giovane sguattera… con una matrigna e due sorellastre cattive… che sogna di andare al ballo reale vestita da principessa? Vi dice qualcosa? Stiamo parlando di Cenerentola. Si tratta di una fiaba antichissima, le cui origini risalgono persino all’Antico Egitto. La versione moderna della fiaba, però, è quella rielaborata dal letterato italiano Giambattista Basile, vissuto tra il 16° e il 17° secolo, che la intitolò “La gatta Cenerentola”, poi inclusa nelle celebri raccolte di Charles Perrault e dei fratelli Grimm.

    Pensate che nella versione originale di Basile, Cenerentola uccide la propria matrigna, ma questa sarà sostituita da una matrigna addirittura peggiore. La trasposizione cinematografica di Walt Disney si basa invece sulla fiaba rielaborata da Perrault, che aveva eliminato la parte dell’omicidio della matrigna.

    Chiunque in Italia conosce Cenerentola, grandi e piccini, anche grazie al grande successo dei film di Walt Disney, che hanno accompagnato molti di noi nella nostra infanzia.

    Una domanda per voi: conoscete la fiaba di Cenerentola? È conosciuta anche nel vostro Paese?

     



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    2. CAPPUCCETTO ROSSO

    La seconda fiaba di cui vi vogliamo parlare inizia così: “C’era una volta una bambina tanto carina, la cui nonna si era ammalata. La mamma le disse: “porta questa focaccia e questa tisana alla nonna, così starà meglio!”, e la bambina partì verso la casa della nonna.” Poi, vuoi per il fatto che mandare la propria figlia di 5 anni in mezzo al bosco non è esattamente un’idea geniale, vuoi perché la lasci andare in giro vestita con un mantello color rosso fuoco, cara mamma, non ti potevi aspettare che tutto andasse liscio. E infatti la storia finisce che il lupo cattivo si mangia sia la bimba che la nonna, che vengono poi salvate miracolosamente da un cacciatore. Avete capito di chi stiamo parlando? Sicuramente esiste una versione di questa fiaba anche nel vostro Paese: qui in Italia si chiama Cappuccetto Rosso. È conosciuta in tutto il mondo soprattutto  grazie alla versione di Perrault, intitolata “Le Petit Chaperon Rouge” e a quella dei fratelli Grimm, intitolata “Rotkäppchen”. Fateci sapere nei commenti come si chiama invece nella vostra lingua!

     



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     3. BIANCANEVE

    La terza fiaba di cui vogliamo raccontarvi è stata scritta nella sua versione originale dai fratelli Grimm, con il titolo originale di Schneewittchen e racconta di una giovane ragazza bellissima, anche questa volta con una matrigna cattiva ed estremamente vanitosa (ma com’è che tutte le ragazze delle fiabe hanno il padre vedovo che si risposa con un demone? Bah…), che non sopporta il fatto che la figliastra sia diventata più bella di lei. Allora chiede al suo specchio (che ovviamente parla) chi sia la più bella del Reame e questo risponde: Biancaneve! Ed ecco che inizia l’ira della matrigna,

    • 11 Min.

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