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2. Sapevano tutto, ma non hanno fatto niente Benzina sul fuoco

    • Notizie: approfondimenti

Da almeno quarant’anni, alcune delle più grandi compagnie petrolifere al mondo sanno che le loro attività sono alla base dei cambiamenti climatici. Addirittura nel 1959 lo scienziato Edward Teller (il padre della bomba atomica) fu invitato a un convegno per il centenario dell’American Petroleum Institute e tenne un discorso premonitore sulla correlazione tra combustibili fossili, anidride carbonica e riscaldamento globale.
Eppure, quelle compagnie non hanno fatto nulla (e tuttora fanno molto poco) per cambiare il proprio modello di business. Anzi: hanno finanziato e diffuso la disinformazione sulla scienza del clima, e ancora di recente, mentre i leader di 200 Paesi cercavano nuovi accordi alla Cop26 di Glasgow, i loro responsabili si sono nascosti dietro una cortina di parole durante un’audizione al Congresso degli Stati Uniti.
In questo episodio scoprirete i nomi e le responsabilità di queste aziende, grazie anche alle testimonianze dei giornalisti Stefano Vergine e Serena Tarabini.

Da almeno quarant’anni, alcune delle più grandi compagnie petrolifere al mondo sanno che le loro attività sono alla base dei cambiamenti climatici. Addirittura nel 1959 lo scienziato Edward Teller (il padre della bomba atomica) fu invitato a un convegno per il centenario dell’American Petroleum Institute e tenne un discorso premonitore sulla correlazione tra combustibili fossili, anidride carbonica e riscaldamento globale.
Eppure, quelle compagnie non hanno fatto nulla (e tuttora fanno molto poco) per cambiare il proprio modello di business. Anzi: hanno finanziato e diffuso la disinformazione sulla scienza del clima, e ancora di recente, mentre i leader di 200 Paesi cercavano nuovi accordi alla Cop26 di Glasgow, i loro responsabili si sono nascosti dietro una cortina di parole durante un’audizione al Congresso degli Stati Uniti.
In questo episodio scoprirete i nomi e le responsabilità di queste aziende, grazie anche alle testimonianze dei giornalisti Stefano Vergine e Serena Tarabini.

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