26 min

4. Gli ebrei, con un piede impigliato nella Storia Credo

    • Religione e spiritualità

Da dove vieni? È una domanda che inevitabilmente guarda al passato quella con cui si apre l'episodio dedicato ai giovani delle comunità ebraiche italiane, in un viaggio che parte dal Tempio Maggiore di Roma e arriva alla Sinagoga di Milano, passando per il ghetto di Venezia. La difficile rielaborazione di una Storia dolorosa è la costante di una galassia tutt’altro che monolitica.

Miriam Camerini, scelta come figura leader per il valore della testimonianza che incarna, è cresciuta in una famiglia molto osservante e sta studiando per diventare la prima rabbina ortodossa d’Italia: «Più volte mi sono detta quanto sono felice di essere donna ed ebrea perché non vorrei mai essere parte di un establishment che esclude l’altro, preferisco essere esclusa e lottare per entrare che stare tra quelli che sono dentro e tengono gli altri fuori».

Davide, 43 anni, musicista, viene invece da una famiglia non praticante (di cui faceva parte lo scrittore Carlo Levi) ma si è riavvicinato alle proprie origini religiose, attratto dalla «libertà che viene lasciata al pensiero» e dalla circostanza che l’Ebraismo «non si completa mai, è sempre un tendere verso qualcosa, un orizzonte dove però non arriverai mai, come le utopie».

Da dove vieni? È una domanda che inevitabilmente guarda al passato quella con cui si apre l'episodio dedicato ai giovani delle comunità ebraiche italiane, in un viaggio che parte dal Tempio Maggiore di Roma e arriva alla Sinagoga di Milano, passando per il ghetto di Venezia. La difficile rielaborazione di una Storia dolorosa è la costante di una galassia tutt’altro che monolitica.

Miriam Camerini, scelta come figura leader per il valore della testimonianza che incarna, è cresciuta in una famiglia molto osservante e sta studiando per diventare la prima rabbina ortodossa d’Italia: «Più volte mi sono detta quanto sono felice di essere donna ed ebrea perché non vorrei mai essere parte di un establishment che esclude l’altro, preferisco essere esclusa e lottare per entrare che stare tra quelli che sono dentro e tengono gli altri fuori».

Davide, 43 anni, musicista, viene invece da una famiglia non praticante (di cui faceva parte lo scrittore Carlo Levi) ma si è riavvicinato alle proprie origini religiose, attratto dalla «libertà che viene lasciata al pensiero» e dalla circostanza che l’Ebraismo «non si completa mai, è sempre un tendere verso qualcosa, un orizzonte dove però non arriverai mai, come le utopie».

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