8 episodi

Il 2020: un anno che si era presentato bene, con una pienezza nella forma che prometteva grandi cose ma, lo sappiamo bene, non è stato così. Alessia Arcolaci, allora, ha deciso di salutare questo anno così complesso con questo podcast, che, non a caso, si chiama «Addio 2020»

Con ironia e rispetto per la situazione drammatica che stiamo vivendo richiede, insieme a un ospite, in ogni puntata si affronta di petto quest'anno appena trascorso tra aneddoti, rimpianti e buoni auspici per i prossimi mesi.

Addio 202‪0‬ Vanity Fair Italia

    • Cultura e società

Il 2020: un anno che si era presentato bene, con una pienezza nella forma che prometteva grandi cose ma, lo sappiamo bene, non è stato così. Alessia Arcolaci, allora, ha deciso di salutare questo anno così complesso con questo podcast, che, non a caso, si chiama «Addio 2020»

Con ironia e rispetto per la situazione drammatica che stiamo vivendo richiede, insieme a un ospite, in ogni puntata si affronta di petto quest'anno appena trascorso tra aneddoti, rimpianti e buoni auspici per i prossimi mesi.

    E voi, come saluterete il 2020?

    E voi, come saluterete il 2020?

    Eccoci arrivati alla puntata del 31 dicembre 2020. Tra poche ore tutti noi, ad ogni latitudine e longitudine, potremo finalmente dire addio al 2020. Quello che ricorderemo come uno degli anni più brutti della nostra vita, l’anno della pandemia, l’anno del covid-19, l’anno in cui ci siamo riscoperto fragili, in cui all’improvviso ci siamo trovati catapultati dentro un film che mai avremmo pensato di vivere dal vero.

    Da un giorno all’altro le mascherine sul viso, le file davanti ai supermercati e le farmacie, la parola lockdown, gli striscioni appesi ai balconi, le canzoni cantate ogni pomeriggio, Papa Francesco completamente solo a piazza San Pietro, le strade di tutte le nostre città deserte, il silenzio spaccato solo dal grido delle sirene delle ambulanze. I medici rinchiusi nelle tute bianche e nei dispositivi di protezione, le terapie intensive piene, i respiratori accesi, le bare di Bergamo, i morti, troppi, tantissimi. Oltre 70mila.

    Per dire addio all'anno che sta per concludersi abbiamo realizzato questo podcast con cui, attraverso le voci di diversi artisti, abbiamo salutato definitivamente il 2020.

    In questa nostra penultima puntata abbiamo scelto di dire addio al 2020 ripercorrendo gli addii dei nostri ospiti: da Marina di Guardo a Elio e le storie tese, Tess Masazza, Silvia Rossi dei Trentenni, Chiara Gamberale, Cathy la Torre e l’infermiera simbolo della lotta al covid alessia bonari.

    Buon ascolto!

    E voi come saluterete il 2020? Scrivete, se volete, all’indirizzo alessiaarcolaci@gmail.com

    • 15 min
    Alessia Bonari: «Addio 2020, mi hai insegnato a crescere»

    Alessia Bonari: «Addio 2020, mi hai insegnato a crescere»

    • 9 min
    Cathy La Torre: «Addio 2020, sono felice che non tornerai mai più»

    Cathy La Torre: «Addio 2020, sono felice che non tornerai mai più»

    Che anno è stato il 2020 per i diritti?

    Ne abbiamo parlato, in questa nuova puntata del podcast di Vanity Fair, Addio 2020, insieme all'avvocato e attivista Cathy La Torre, sempre in prima linea nella difesa dei diritti di tutti, soprattutto degli invisibili. Come lei stessa racconta nel libro pubblicato per Mondadori, Nessuna causa è persa.

    «Il 2020 è stato un anno incredibile, assurdo, paradossale, distopico per tutti. Per me è stato anche l'anno dei miei 20 anni di attivismo e dei miei 40 anni. Ho compiuto 40 anni nel 202o ed è stato quindi l'anno in cui nessuno ha potuto festeggiare o vivere pienamente molte cose che sono accadute nella nostra vita. Credo che se tutti noi esseri umani della terra abbiamo una cosa in comune, è che il 2020 è stato l'anno della pandemia».

    Ma il 2020 è stato anche un anno in cui abbiamo riscoperto alcuni diritti, che spesso davamo per scontati. Uno su tutti? Il diritto alla sanità pubblica. «Lo avevamo dimenticato perché avevamo dato per scontato che la sanità è un bene collettivo e invece il 2020 è l'anno in cui abbiamo riscoperto che questo bene evidentemente non era stato sufficientemente attenzionato e nel corso degli ultimi 20 anni aveva subito molti stravolgimenti. Questo è stato l'anno in cui abbiamo ritrovato il diritto alla sanità e alla sanità pubblica».

    E voi come saluterete il 2020? Scrivete, se volete, all’indirizzo alessiaarcolaci@gmail.com

    • 13 min
    Chiara Gamberale: «Addio 2020, mi hai insegnato il valore della distanza»

    Chiara Gamberale: «Addio 2020, mi hai insegnato il valore della distanza»

    Abbiamo cercato questa risposta insieme alla scrittrice Chiara Gamberale, nella nuova puntata del podcast di Vanity Fair, Addio 2020, dedicato a tutti i modi in cui ci stiamo preparando a salutare quest'anno «unico». Abbiamo ripercorso questo 2020 che sta per terminare, partendo proprio dal lockdown che Chiara Gamberale ha raccontato nel suo ultimo romanzo, «Come il mare in un bicchiere», nato come un quaderno, un diario su cui scrivere a matita, come ci ha raccontato lei stessa in questa intervista.

    «Mi piacerebbe salutarlo dicendogli grazie per quello che mi hai insegnato, anche se, devo dire che davvero non ho ancora messo a fuoco che cosa ci ha insegnato».

    «A me piace trasformare tutte le crisi in un'opportunità e credo che ci abbia ricordato il valore della distanza e dunque della vicinanza» ci ha raccontato Chiara Gamberale. «Ci ha ricordato che la distanza dalle persone possiamo determinarla noi, e quindi possiamo determinare di conseguenza anche la vicinanza».

    E voi come saluterete il 2020? Scrivete, se volete, all’indirizzo alessiaarcolaci@gmail.com

    • 16 min
    Silvia Rossi de I Trentenni: «Quando Capodanno era il veglione interminabile con gli amici»

    Silvia Rossi de I Trentenni: «Quando Capodanno era il veglione interminabile con gli amici»

    Ve lo ricordate il capodanno negli anni Novanta? Il veglione con gli amici o la famiglia, le feste nei luoghi più diversi, dalle case in campagna alle discoteche all’ultimo grido. Abbiamo fatto un tuffo, anche un po’ nostalgico, in quell’atmosfera in questa nuova puntata di Addio 2020, il podcast di Vanity Fair dedicato a tutti i modi in cui ci prepariamo a salutare quest’anno così controverso.

    E non potevamo non farlo se non con l’esperta delle esperte degli anni 90 Silvia Rossi, ovvero Silvia de I Trentenni, il progetto web (con una pagina Instagram da oltre 100mila follower) che ha creato insieme alle amiche di sempre Stefania Rubino e Ilaria Sirena e con cui è arrivata in libreria con il secondo (strepitoso) romanzo: Ci vediamo all’uscita.

    Quando abbiamo fatto questa chiacchierata Silvia era al nono mese di gravidanza, 48 ore dopo è diventata mamma del suo Nicolò. «All'inizio del lockdown, forse era proprio il primo giorno, credo di essere rimasta incinta. Quindi è vero, per me il 2020 è un anno indimenticabile però in realtà per una cosa bellissima. L'ho vissuto in attesa sia fisica che di notizie, cercando di sdrammatizzare sempre nonostante la situazione non sia proprio da ridere».

    • 8 min
    Tess Masazza: «Addio 2020, mi hai fatto girare la testa»

    Tess Masazza: «Addio 2020, mi hai fatto girare la testa»

    Come ci ha cambiati, se lo ha fatto, questo 2020?

    Ne abbiamo parlato nella nuova puntata del podcast di Vanity Fair, Addio 2020. Abbiamo avuto il piacere di preparaci, in questa intervista telefonica, a salutare il 2020 insieme all’attrice e influencer Tess Masazza. Cultrice dell’ironia ed autoironia, che l’hanno resa amatissima da tutto il pubblico che la segue sulla sua webserie Insopportabilmente donna, arrivata anche a teatro.

    Nata a Los Angeles, cresciuta in Tunisia, poi a Parigi, in Australia e infine in Italia, da pochissimo si è fermata a Roma dopo un trasloco, quasi in pieno lockdown, che l’ha vista a impacchettare dodici anni di vita a Milano in un 2020 che solo al pensiero di tutto quello che è stato, le fa girare la testa.

    «Se penso al 2020 sono successe così tante cose che mi gira la testa», ci ha raccontato, ripercorrendo quello che è stato il 2020 tra paure, nuovi lavori, film e un unico grande desiderio: riabbracciare la sua famiglia. «Ecco è questa la sensazione che ho dentro. Vorrei dire, basta, fermati».

    È proprio per le anime itineranti come la sua che le feste natalizie sanno di casa, di odori che riconosceresti in mezzo a migliaia, di viaggi di ritorno per riabbracciare la propria famiglie, ovunque sia. Quest’anno però forse solo virtualmente. Sarà Natale lo stesso? Ascoltate la nostra chiacchierata.

    E voi come saluterete il 2020? Scrivete, se volete, all’indirizzo alessiaarcolaci@gmail.com

    • 13 min

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