22 min

Banchetti fatali Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico

    • Filosofia

Questa storia inizia con una epocale decisione di Zeus, colui che in alto comanda.
Egli decide, come divinità suprema, di portare la guerra a Troia, una città splendida che si trova in Anatolia.

La madre terra, Gea dall’accogliente seno, è appesantita dai troppi piedi d’uomo che la calpestano. Le innumerevoli tribù e città, distribuite sull’intera sua superficie, opprimono il suo petto. Zeus avverte il suo dolore e ne prova pietà. Per mitigare questo stato di sofferenza a “colei che tutto nutre”, Zeus, con cuore saggio, trova il modo per alleggerire quel terribile peso.

Zeus non stende la sua mano sugli uomini, egli ha un altro piano: fare in modo che gli uomini da sé soli pongano rimedio all’eccessiva presenza sulla terra, sterminandosi tra loro.

Allo scopo perciò di sfoltire il numero degli esseri umani, Zeus dalla candida folgore, il lungimirante stratega e re degli dei, trama l’intrico di una serie di eventi che porteranno ineluttabilmente ad una sanguinosa guerra.

E così file intere di eroi e comuni soldati vengono destinati ad incontrare la morte a Troia e, in questo modo, a portare a compimento il progetto di Zeus.

Questo progetto parte da molto lontano, qualcuno dice da un banchetto di nozze…


Il testo principale da cui traggo il materiale per questa puntata è "Cypria", uno dei testi che come satelliti ruotano attorno a Iliade e Odissea.

«Erano un tempo innumeri le stirpi
degli uomini che Gea dall'ampio petto
portava, e Zeus vide e n'ebbe pietà
e nel cuore suo accorto egli decise
di sollevare l'ampia terra dalla pletora
d'uomini, suscitando guerra in Ilio
d'aspra contesa affinché il peso
di morte la facesse più deserta.
Ed in Troia morivano gli eroi,
alto consiglio di Zeus s'adempía. (Fr. 1 W., trad. A. D'Andria)»


Se ti va di dare un'occhiata al libro, ecco qui un link:
https://amzn.to/3Ba1dv1

Questa storia inizia con una epocale decisione di Zeus, colui che in alto comanda.
Egli decide, come divinità suprema, di portare la guerra a Troia, una città splendida che si trova in Anatolia.

La madre terra, Gea dall’accogliente seno, è appesantita dai troppi piedi d’uomo che la calpestano. Le innumerevoli tribù e città, distribuite sull’intera sua superficie, opprimono il suo petto. Zeus avverte il suo dolore e ne prova pietà. Per mitigare questo stato di sofferenza a “colei che tutto nutre”, Zeus, con cuore saggio, trova il modo per alleggerire quel terribile peso.

Zeus non stende la sua mano sugli uomini, egli ha un altro piano: fare in modo che gli uomini da sé soli pongano rimedio all’eccessiva presenza sulla terra, sterminandosi tra loro.

Allo scopo perciò di sfoltire il numero degli esseri umani, Zeus dalla candida folgore, il lungimirante stratega e re degli dei, trama l’intrico di una serie di eventi che porteranno ineluttabilmente ad una sanguinosa guerra.

E così file intere di eroi e comuni soldati vengono destinati ad incontrare la morte a Troia e, in questo modo, a portare a compimento il progetto di Zeus.

Questo progetto parte da molto lontano, qualcuno dice da un banchetto di nozze…


Il testo principale da cui traggo il materiale per questa puntata è "Cypria", uno dei testi che come satelliti ruotano attorno a Iliade e Odissea.

«Erano un tempo innumeri le stirpi
degli uomini che Gea dall'ampio petto
portava, e Zeus vide e n'ebbe pietà
e nel cuore suo accorto egli decise
di sollevare l'ampia terra dalla pletora
d'uomini, suscitando guerra in Ilio
d'aspra contesa affinché il peso
di morte la facesse più deserta.
Ed in Troia morivano gli eroi,
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