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La dislessia evolutiva (DE) è un quadro clinico caratterizzato da una difficoltà nell’acquisizione della lettura che si associa frequentemente a difficoltà di altre abilità scolastiche di tipo strumentale (scrittura, calcolo), nell’ambito di capacità cognitive generali nella norma. La lettura delle persone con dislessia risulta molto lenta e faticosa e non raggiunge l'automaticità propria di questa funzione, ostacolando l'attività di studio autonomo di questi studenti che hanno bisogno di costante supporto per poter affrontare il curriculum scolastico obbligatorio. In molti casi la difficoltà di lettura e scrittura non viene riconosciuta come caratteristica neurobiologica della persona e viene attribuita a mancanza di impegno dello studente con conseguenze spesso molto negative sulla carriera scolastica e sulla stima di sé, limitando le potenzialità di sviluppo dell'individuo anche in ambito lavorativo.

Nei casi non riconosciuti e quindi non correttamente affrontati, queste difficoltà si traducono frequentemente in un abbandono scolastico, o nella scelta di un percorso formativo e poi di attività lavorative decisamente inferiori alle reali capacità dell’ individuo. Una letteratura crescente documenta inoltre un’aumentata incidenza di disturbi psicopatologici associati (ad es. depressione, ansia). Ancora spesso purtroppo la dislessia viene diagnosticata tardivamente quando le potenzialità di recupero si riducono e le conseguenze secondarie del disturbo hanno già creato danni notevoli.

Lo status di entità della Dislessia evolutiva è già da decenni riconosciuto nei paesi anglofoni, ma solo di recente è stato pienamente accolto anche nel nostro Paese con l’approvazione della Legge 8 Ottobre 2010 n. 170 (“Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”), che persegue tra le altre finalità quella di garantire il diritto dell’istruzione, favorire il successo scolastico dei bambini e ragazzi con DE, mentre la Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità (dicembre 2010) formula raccomandazioni cliniche per la diagnosi e l’organizzazione dei servizi. I progressi nelle conoscenze scientifiche della Dislessia Evolutiva hanno portato in questi ultimi anni a un miglioramento nelle procedure diagnostiche e terapeutiche per cui ragazzi che spesso abbandonavano fino a un decennio fa la scuola ora riescono ad arrivare all'istruzione superiore e all'Università.

Dislessia Evolutiva e apprendimento della lingua straniera Università di Pisa

    • Scolastico
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La dislessia evolutiva (DE) è un quadro clinico caratterizzato da una difficoltà nell’acquisizione della lettura che si associa frequentemente a difficoltà di altre abilità scolastiche di tipo strumentale (scrittura, calcolo), nell’ambito di capacità cognitive generali nella norma. La lettura delle persone con dislessia risulta molto lenta e faticosa e non raggiunge l'automaticità propria di questa funzione, ostacolando l'attività di studio autonomo di questi studenti che hanno bisogno di costante supporto per poter affrontare il curriculum scolastico obbligatorio. In molti casi la difficoltà di lettura e scrittura non viene riconosciuta come caratteristica neurobiologica della persona e viene attribuita a mancanza di impegno dello studente con conseguenze spesso molto negative sulla carriera scolastica e sulla stima di sé, limitando le potenzialità di sviluppo dell'individuo anche in ambito lavorativo.

Nei casi non riconosciuti e quindi non correttamente affrontati, queste difficoltà si traducono frequentemente in un abbandono scolastico, o nella scelta di un percorso formativo e poi di attività lavorative decisamente inferiori alle reali capacità dell’ individuo. Una letteratura crescente documenta inoltre un’aumentata incidenza di disturbi psicopatologici associati (ad es. depressione, ansia). Ancora spesso purtroppo la dislessia viene diagnosticata tardivamente quando le potenzialità di recupero si riducono e le conseguenze secondarie del disturbo hanno già creato danni notevoli.

Lo status di entità della Dislessia evolutiva è già da decenni riconosciuto nei paesi anglofoni, ma solo di recente è stato pienamente accolto anche nel nostro Paese con l’approvazione della Legge 8 Ottobre 2010 n. 170 (“Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”), che persegue tra le altre finalità quella di garantire il diritto dell’istruzione, favorire il successo scolastico dei bambini e ragazzi con DE, mentre la Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità (dicembre 2010) formula raccomandazioni cliniche per la diagnosi e l’organizzazione dei servizi. I progressi nelle conoscenze scientifiche della Dislessia Evolutiva hanno portato in questi ultimi anni a un miglioramento nelle procedure diagnostiche e terapeutiche per cui ragazzi che spesso abbandonavano fino a un decennio fa la scuola ora riescono ad arrivare all'istruzione superiore e all'Università.

    Conclusioni

    Conclusioni

    Conclusioni Generali

    • 8 min
    Tavola Rotonda - L'insegnamento della lingua dalle scuola primaria all'Università 5

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    Tavola Rotonda - L'insegnamento della lingua dalle scuola primaria all'Università 4

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    Antonietta Spanu CLi - (Centro Linguistico d'Ateneo)

    • 10 min
    Tavola Rotonda - L'insegnamento della lingua dalle scuola primaria all'Università 3

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    Tavola Rotonda - L'insegnamento della lingua dalle scuola primaria all'Università 2

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    Tavola Rotonda - L'insegnamento della lingua dalle scuola primaria all'Università 1

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    Valeria Raglianti AID (Associazione Italiana Dislessia)

    • 15 min

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Eolo148 ,

...

Imbarazzante compilation di file audio. Le università italiane in questo campo sono all'era preistorica. VERGOGNATEVI!

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