55 episodi

Conversazioni inclinate tra Manchester e Milano. Con Massimo L'Abbate e l'Alieno Gentile, si parla di economia con un linguaggio chiaro e senza tecnicismi perché l'economia è di tutti.

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Economia per Tutti - Piano Inclinato Alieno Gentile

    • Economia
    • 4,8 • 21 valutazioni

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    Come si sceglie il consulente finanziario? - EPT #52

    Come si sceglie il consulente finanziario? - EPT #52

    Fare consulenza finanziaria è molto di più che intuire il trend di mercato e generare rendimenti attraverso delle asimmetrie informative. Comportamenti di investimento coerenti, consapevoli e razionali sono perfettamente in grado di generare rendimenti.
    Smerciare delle “dritte” per investire, oltre che pericoloso per tanti versi, è anche piuttosto sterile: passato l’effetto della “dritta” nulla rimane nel paniere della consapevolezza, e tocca ripartire da zero. Mentre la ricchezza più grande che potete acquisire da questo podcast, dal sito Pianoinclinato e in molti altri blog è quella di apprendere il “come” più che il “cosa”. Per partire ogni volta da cento, invece che da zero.

    Se non sai dove andare, finirai per trovarti dove non volevi stare.

    Nel rapporto che ognuno di voi costruisce con il proprio consulente finanziario di fiducia verificate l'esistenza del Triangolo Alieno, si tratta una rappresentazione fisica della struttura di un rapporto di consulenza finanziaria, che si basa su tre aspetti: la preparazione del consulente, il livello di delega dell’investitore e la sua consapevolezza di ciò che sta facendo.

    Questo triangolo deve il più possibile tendere ad essere equilatero, per evitare che si sbilanci. E’ banale dire che se il lato debole è la competenza del consulente ci si ritrova in difficoltà; la reazione spesso è quella di cercare di sopperire a queste carenze applicandosi sulla materia, col risultato di sentirsi progressivamente più frustrati nel constatare quanto sia scadente il servizio che si riceve. La via da percorrere in questo caso è invece quella (straordinariamente più facile tra l’altro) di cambiare interlocutore.

    Più interessante è il caso del triangolo sbilanciato per mancanza di delega: l’investitore consapevole sa quello che sta facendo ed ha la fortuna di avere al suo fianco un consulente valido, tuttavia lo usa come un esecutore, o un filtro cui sottoporre le proprie idee d’investimento, non permettendogli di “prendere il volante“. Spesso si finisce per considerare che una banca on-line permette di avere un esecutore più economico e si sceglie di rinunciare al consulente, mentre la via giusta (e di nuovo straordinariamente più semplice) è quella di concedere la delega, nel senso di lasciare l’iniziativa al professionista, anziché farsene carico.

    Infine il terzo caso: molto spesso lo sforzo di un risparmiatore è incentrato nel trovare una persona competente a cui affidarsi, con il più o meno inconscio programma di affidarcisi ciecamente. Della serie:

    “Mi tolgo il problema”.
    Questo genere di rapporti -che talvolta derivano da un approccio del consulente sullo stile “lasci fare a me“- è quello più pericoloso.

    Ringraziamo Massimo Scolari, presidente di Ascofind (https://www.ascofind.it) e membro direttivo dell'OCF per questo approfondimento sul ruolo della consulenza finanziaria.



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    • 39 min
    Incentivi e Sanzioni - EPT #51

    Incentivi e Sanzioni - EPT #51

    “Un uomo ha sempre delle scelte, Randall! A volte devi fare solo quella giusta”
    Lo dice Rob Morgan, nei panni del dottor “Teddy” Oglethorpe, in una scena di “Don’t Look up”, affermatosi per distacco come il film di Natale ai tempi di Netflix e, purtroppo, del Covid.

    Nella redazione di “Economia per tutti” abbiamo amato e discusso molto quella pellicola. Critici e fan ci siamo comunque ritrovati d’accordo nel cogliere in quella battuta la chiave “economica” del film: i comportamenti delle persone, le scelte, le reazioni degli individui dinanzi al profilarsi di nuovi scenari, tanto più se dirompenti, sono il fattore che può inceppare l’apparente, implacabile ineluttabilità di ogni previsione economica, il granello di sabbia che puntualmente frustra le aspettative (da incubo) di quanti non riescono ad accettare che no, l’economia non è affatto una scienza esatta.

    Ma, lungi dal rappresentare necessariamente l’elemento irrazionale od emotivo del ciclo economico, i comportamenti umani rispondono a loro volta, fra le altre, ad alcune leve squisitamente economiche. Mentre scorrevano i titoli di coda di ”Don’t look up!”, abbiamo dunque pensato di dedicare la conversazione inclinata di questa settimana alla scoperta di due fondamentali motori economici dell’agire umano: incentivi e sanzioni.

    Da sempre nella cassetta degli attrezzi di chi governa,per indurre od imporre comportamenti, incentivi e sanzioni disegnano continuamente, in base alla prevalenza degli uni o delle altre, l’oscillare del pendolo della politica tra le tentazioni intrusive del Big Government, lo Stato pesante ed interventista, e la “spinta gentile”, il "Nudge" di cui all’ omonimo ed illuminante saggio di Thaler e Sunstein.

    In tempi di pandemia e relative conseguenze economico-finanziarie, nei quali quindi diventa cruciale orientare i comportamenti delle persone, la cronaca è generosa di storie di questo genere.

    E’ una storia di Nudge prima e di sanzioni poi quella dell’obbligo vaccinale, contraddistinta da una sanzione il cui irrisorio contenuto economico cela in realtà un ben altro valore simbolico (lo stigma dell’illegalità).

    E’ una storia di incentivi illusori e pericolosi quella dei provvedimenti adottati da governo ed autorità monetarie turche nel tentativo di fermare la corsa, da parte dei cittadini, a convertire in dollari lire turche ogni giorno di più colpite da una drammatica svalutazione.

    E’ una storia di coazione a ripetere quella che ciclicamente e quindi anche oggi, vede riemergere la fallace idea dirigista secondo la quale sanzioni sotto forma di controlli e blocco dei prezzi sarebbero il toccasana rispetto all’impennarsi dell’inflazione.

    Per ascoltare queste e altre storie e capire perché, da queste parti, a conti fatti si nutra spiccatamente un debole per gli incentivi, per ciò che in genere rende conveniente un comportamento atteso, vi aspettiamo, come sempre, sulla vostra piattaforma di podcast preferita.  

    Libro citato in trasmissione: "Nudge, la spinta gentile" https://amzn.to/3qpEOa2 di Richard Thaler e Cass Sunstein 

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    • 27 min
    Cos'è la moneta digitale? - EPT #50

    Cos'è la moneta digitale? - EPT #50

    La digitalizzazione del denaro e dei pagamenti è oggetto di discussione di tutte le principali istituzioni politiche e monetarie mondiali. Perché la digitalizzazione sta cambiando il modo in cui lavoriamo, interagiamo, consumiamo, passiamo il tempo. Fino a cambiare la cultura. Bonifici online, app e carte di pagamento ci abituano ai pagamenti digitali; l'€ digitale porterà ripercussioni finanziarie, nuovi tool di politica monetaria, impatti geopolitici e minacce a diritti individuali (come la privacy).

    In questa prima conversazione inclinata del 2022 (a proposito: Buon Anno!) abbiamo deciso di non limitarci all’orizzonte, angusto e velleitario nel contempo, di dodici mesi, ma di parlare davvero di futuro: il futuro della moneta.

    “Il futuro è digitale “può suonare in generale come un luogo comune, come tale scontato e tuttavia dotato di un nucleo di irriducibile fondatezza, ma quando si parla di monete è in realtà futuro che già bussa prepotentemente.

    Per noi di EPT, lo sapete, back to basic è una filosofia editoriale e quindi, in questa prima incursione nel mondo della moneta digitale (il tema, in varie declinazioni, ci farà spesso compagnia in questa stagione), abbiamo voluto partire proprio dall’inizio della storia. Cosa sono veramente le monete digitali? Hanno a che fare con le modalità di trasferimento del denaro o piuttosto con l’essenza stessa del denaro? Sanciscono la definiva smaterializzazione del denaro o, al contrario, con il fondamentale ausilio della crittografia, sono la replica più evoluta, sicura e meno falsificabile del denaro vero e più tradizionale, quello, per intenderci, delle fruscianti banconote?

    Venendo alla cronaca (il futuro è qui, ve lo abbiamo detto) lo yuan digitale che debutterà alle Olimpiadi di Pechino, avviando una formidabile gara geopolitica che segnerà i prossimi anni, a quali obiettivi risponde? Controllo pervasivo di privati ed operatori economici attraverso quell’indicatore chiave che è la modalità di utilizzo del denaro? Conferimento alla moneta cinese dell’agognato status di standard internazionale, indispensabile per segnare inconfondibilmente i confini dell’area di influenza di Pechino?

    E l’euro digitale, invece, come si caratterizzerà? Soppianterà il contante, o più probabilmente, si limiterà a mandare in crisi “solo” esistenza e funzione del conto corrente? Come si spiega il paradosso per cui l’euro digitale, a differenza dell’omologa valuta cinese, potrebbe far recuperare ai suoi possessori margini di privacy?

    Non poteva mancare, infine, alla nostra carrellata il confronto tra le monete digitali in arrivo e le “cugine” già sulla bocca di tutti e, seppur tra paurose oscillazioni, pure nelle tasche di molti: le criptovalute.

    È curioso, l'ingrediente essenziale di bitcoin è che è decentralizzato, ma la maggior parte di chi ne compra usa piattaforme, etf e altre forme di centralizzazione. Può essere che sveli che a pochi interessa l'ingrediente essenziale, ma c'è anche un'altra lettura: le monete digitali centralizzate (CBDC) ancora non ci sono. Quando saranno realtà saranno certamente "comode" e avranno ampia diffusione. Ma, in tema sicurezza, la "non-hackerabilità" della struttura decentralizzata (oggi non considerata) potrebbe assumere improvvisamente valore.

    Tra valute centralizzate e decentralizzate, profili di legalità e di anonimato e scenari distopici, vi condurremo a scoprire la più eclatante ed inaspettata differenza tra divise digitali e crypto.

    Vi aspettiamo sulla vostra piattaforma di podcast preferita.

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    • 28 min
    5 Nightmares Before Christmas - EPT #49

    5 Nightmares Before Christmas - EPT #49

    Ultima puntata dell’anno e, insieme agli auguri e a un corale “grazie “a quanti hanno accettato la nostra compagnia in questi mesi, potrebbe fare capolino la tentazione di formulare previsioni sull’ anno che verrà. Del resto, il nostro bilancio 2021 registra all’attivo anche qualche brillante anticipazione di trend poi puntualmente avveratisi (su tutti l’ormai virale #mancalaroba), cosicché sbilanciarsi potrebbe anche apparire non troppo velleitario. Ma, qui ad “Economia per tutti”, preferiamo rimanere umili e, avendo letto Galbraith, sappiamo che “l’unica funzione delle previsioni economiche è quella di far apparire rispettabile l’astrologia”.

    Bandite le divinazioni, quindi, nell’ultima conversazione inclinata di questo 2021 abbiamo deciso di scartare con voi 5 pacchetti regalo: ognuno è un event trigger, una situazione che va attenzionata perchè, insieme a ciascuna delle altre, può contribuire in maniera decisiva a dare impronta e direzione al 2022. Insomma, non abbiamo la presunzione di dirvi quel che accadrà, ma il gusto, quello sì, di fornirvi qualche idea su dove si deve guardare.

    Inflazione, Cina, situazione sanitaria, mercato del lavoro e tensioni geopolitiche. E’ lunghissimo, a tratti terrorizzante a tratti affascinante, l’elenco delle incognite che il 2022 dovrà sciogliere.

    Assodato, almeno dall’altra parte dell’oceano, che la grande revenant del 2021, l’inflazione appunto, è qui per restare, come si comporterà nei prossimi mesi? Come reagirà alle mosse delle banche centrali e quali effetti produrranno queste mosse nel sistema economico globale?

    Come sarà la Cina che, dopo marzo e l’investitura per il terzo mandato, sarà più che mai la Cina di XI? Il consolidamento di una sorta di leadership a vita darà il semaforo verde a quali riforme?

    Il 2022 sarà l’anno della fine della guerra contro il Covid? Omicron ci farà riprecipitare nell’incubo o sarà invece proprio la via alla deospedalizzazione del virus?

    Cosa si muove, nel mercato del lavoro, sotto la superficie delle tradizionali dinamiche di domanda e offerta? Forse l’economia digitale sta preparando una colossale disruption, destinata a far impallidire le nostre anguste discussioni sullo smart working e basata sulla globalizzazione della prestazione lavorativa, sulla delocalizzazione di persone che si spostano, al pari di capitali ed imprese, con un click, quello che consente di connettersi e prestare la propria opera a datori di lavoro sparsi in giro per il mondo rimanendo a casa propria?

    Infine, Taiwan,Ucraina, Iran: si tratta di scenari troppo terrificanti per esplodere? Di escalation, di sfide che si consumano nell’atto stesso di venir realizzate perché gli attori, dietro la retorica bellicista, hanno consapevolezza di non poter andare oltre? Probabilmente sì, ma questo non esclude la possibilità di un incidente idoneo a travolgere simili calcoli.

    C’è infine un sesto pacchetto regalo: non contiene uno scenario da monitorare, ma un impegno, il nostro impegno a raccontarvi l’anno che verrà, ad analizzare, sempre in chiave economica e sempre con lo sguardo laterale che è un po' la nostra cifra, il dipanarsi o l’avvilupparsi di queste situazioni. Di queste, ma soprattutto di quelle che più ci intrigano: le questioni, le situazioni che in questa puntata non vi abbiamo suggerito per la semplice ragione che non le vediamo, non le conosciamo: le unknown unknowns, le cose che non sappiamo di non sapere

    Se volete stare ancora con noi, ci trovate oggi, e dal 10 gennaio, sulla vostra piattaforma preferita.

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    • 28 min
    I tesori delle economie emergenti - EPT #48

    I tesori delle economie emergenti - EPT #48

    Natale è alle porte e qui ad “Economia per tutti” abbiamo pensato di farci un regalo. Certo, sotto il nostro albero virtuale c’è già un voluminoso quanto gradito cadeau (abbiamo sbirciato sotto la carta regalo ed intuiamo trattarsi di qualcosa del genere “travolgente aumento di ascolti”), ma c’è un altro regalo che abbiamo voluto condividere con i nostri ascoltatori nella puntata di questa settimana.

    Si tratta della voce gentile e competente di una nostra amica, Francesca Cassano. Economista, un’esperienza ventennale alla BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, l’istituzione finanziaria internazionale creata trent’anni orsono per favorire la transizione dei paesi dell’ex blocco sovietico verso l’economia di mercato).
    Francesca ha molto in comune con EPT: anche lei, innanzitutto, oscilla tra Italia e UK, ma soprattutto condivide con noi una modalità di narrazione del fatto economico in cui l’analisi e l’inquadramento rigoroso dei temi si accompagnano sempre alla traduzione nel quotidiano, là dove si palesa che l’economia è davvero di tutti per la semplice ragione che impatta e condiziona la vita di tutti. Muovendosi su questo duplice registro, Francesca Cassano è una grande esperta di paesi emergenti.

    Da lei ci siamo fatti condurre, quindi, in un viaggio dentro a questa sigla, forse logora nella sua genericità, ma straordinariamente attuale nel momento in cui l’imperativo della transizione ecologica delle economie mature scatena la corsa a materie prime, metalli in primis, delle quali sono ricchissimi paesi per il resto mancanti di tutto.

    Previa sistematizzazione della formula “paesi emergenti”, per distinguere all’interno di essa almeno tre tipologie di paesi, siamo partiti con Francesca per il Congo, con le sue ricchissime miniere di cobalto e rame, che con la transizione energetica diventeranno i nuovi petrolio e gas. Il "caso Congo" (2/3 della fornitura mondiale di cobalto), dove 15 delle 19 miniere di cobalto sono di proprietà, o finanziate (linee di credito per 124 mld$), da banche/aziende cinesi è paradigmatico dell’approccio della Cina verso questi paesi: sfruttamento intensivo delle materie prime in cambio di finanziamenti e creazione di infrastrutture, ma il tutto nel quadro di accordi capestro che rendono la Cina creditore privilegiato, quando non esclusivo, al quale il paese in questione di fatto si consegna e si lega indissolubilmente.

    I congolesi ora vogliono ora rivedere i contratti minerari con l'aiuto finanziario degli USA. Un racconto chiaro e affascinante, come quello dei tentativi, anche qui vissuti in prima persona dalla nostra ospite, di introdurre in paesi poverissimi creative forme di erogazione creditizia (non potete immaginare quanto creative, dovete ascoltarlo).

    Noi avremmo continuato ad ascoltare Francesca per ore. Se volete viaggiare anche voi per una mezz’ora insieme ai suoi racconti, vi aspettiamo come sempre sulla vostra piattaforma podcast preferita.


    ospite della puntata: @UKITAEU
    Link al "correttore" del planisfero: https://thetruesize.com/

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    • 34 min
    Quanto costano i soldi? - EPT #47

    Quanto costano i soldi? - EPT #47

    “Non tutto si può comprare con il denaro!”
    E’questo l’imperioso memento di quanti aspirano ad arginare la deriva mercatista del nostro modo di vivere, a contrastare l’idea che tutto alla fine possa avere un prezzo, in denaro of course, al quale venir scambiato.

    E’vero: esiste ancora, e per fortuna, una priceless zone nelle nostre esistenze. Ma essa non riguarda il denaro: non tutto si può comprare, d’accordo, ma di certo si possono acquistare i soldi.
    Il denaro non come strumento di pagamento, ma come oggetto di acquisto: su questo particolare profilo si posa lo sguardo inclinato della nostra settimanale conversazione tra Milano e Manchester.

    Quanto costano i soldi? Come e dove ci si approvvigiona di questo carburante fondamentale della nostra vita quotidiana e del sistema economico complessivo?

    Il nostro viaggio nel mercato del denaro parte dal Monopoli, il gioco da tavolo che per generazioni di noi ha segnato il battesimo, in ambiente protetto, del rapporto con i soldi. Finti finché si vuole, tanto da diventare sinonimo di un rapporto con il denaro illusorio e poco responsabile, ma i soldi del Monopoli sono, in realtà, già provvisti di tutto l’apparato simbolico del denaro vero: soldi che si trasformano in patrimoni più tangibili, nei mitici “mattoni”, soldi sempre esposti all’aggressione dei “cigni neri” rappresentati dalle carte sbagliate, soldi che si incrementano ad ogni passaggio dal “via” in un plastico esempio di spirale inflazionistica indotta da una banca centrale strutturalmente dovish.

    Lasciato il tavolo del Monopoli, ci spostiamo sullo shopping di denaro dei principali attori economici. Quanto costa, ad esempio, il denaro a chi ogni giorno incassa il nostro denaro, cioè ad un commerciante?        
    Quanto costano i soldi alle imprese? Come funziona il ciclo economico delle banche, principali intermediari della materia prima chiamata denaro: dove si approvvigionano, a quali costi, cosa include il prezzo al quale rivendono i soldi?

    Infine, al centro del nostro racconto settimanale, non possono mancare i mercati dei capitali, i rutilanti megastore del denaro: come e perché si raccolgono soldi con emissioni obbligazionarie e come e perché, invece, con quotazioni azionarie? Quali differenze comporta, per una società che si quoti in Borsa, offrire in vendita azioni esistenti anziché offrire in sottoscrizione azioni di nuova emissione? Ma soprattutto: quali promesse, quali aspettative sono incorporate nel prezzo delle azioni? Cosa sono i flussi di cassa e come può accadere talvolta che il loro incremento sia insieme obiettivo di un aumento di capitale e genesi di uno successivo in un’esasperata escalation di finanziarizzazione dell’economia?

    Se insomma, prima degli acquisti natalizi, volete ascoltare la storia di come si compra ciò che (quasi) tutto compra, vi aspettiamo come sempre sulla vostra piattaforma preferita

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    • 28 min

Recensioni dei clienti

4,8 su 5
21 valutazioni

21 valutazioni

Uitre ,

Divulgazione economico-finanziaria livello TOP

Ne ho sentiti tanti in tema, ma rigore, piacevolezza e accessibilità di questo podcast rimangono insuperabili. 30 preziosi minuti di godimento ogni lunedì mattina.
Consigliatissimo, 5 stellette non bastano

Assetta1968 ,

Podcast brillante

Mezz’ora di conversazioni su temi di attualità (e di cui sentiremo parlare a lungo) trattati con toni frizzanti. Gradevole ascolto, strappa spesso un sorriso.

talax ,

Ottima divulgazione

Complimenti per la chiarezza ed esempi esplicativi

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