96 episodi

Dagli autori di Buzzword - diamo voce ai contenuti, il podcast nel quale la morale delle favole classiche viene reinterpretata in ottica business. Il podcast della buonanotte da ascoltare rigorosamente prima di andare di dormire. $ogni d'oro.

Favole della buonanotte per manager Contenthub

    • Istruzione
    • 4,4 • 8 valutazioni

Dagli autori di Buzzword - diamo voce ai contenuti, il podcast nel quale la morale delle favole classiche viene reinterpretata in ottica business. Il podcast della buonanotte da ascoltare rigorosamente prima di andare di dormire. $ogni d'oro.

    La storia sul buddha e il regalo

    La storia sul buddha e il regalo

    Buddha stava insegnando ad un gruppo di discepoli quando un uomo gli si avvicinò e lo insultò, con l’intenzione di aggredirlo. Di fronte a tutti Buddha reagì con assoluta tranquillità, rimanendo fermo ed in silenzio.

    Quando l’uomo se ne andò uno dei discepoli, indignato da questo comportamento, chiese a Buddha perché avesse permesso a quello straniero di maltrattarlo in quel modo.

    Buddha rispose serenamente: «Se io ti regalo un cavallo e tu non lo accetti, di chi è il cavallo? ». L’alunno, dopo aver tentennato per un istante, disse: «Se io non lo accettassi, il cavallo continuerebbe ad essere vostro, maestro».

    Buddha annuì e gli spiegò che, nonostante alcune persone decidano di perdere il loro tempo insultando, noi possiamo scegliere di accettare tali parole o meno proprio come faremmo con un regalo qualsiasi. «Se lo prendi, lo accetti, altrimenti colui che insulta rimane con l’insulto tra le mani».

    • 2 min
    Il falco che non poteva volare

    Il falco che non poteva volare

    "Un re ricevette in regalo due piccoli falchi che consegnò a un maestro falconiere per la loro formazione.
    Dopo alcuni mesi, l’istruttore avvisò il re che uno dei falchi era stato educato in maniera perfetta, ma non sapeva cosa stesse accadendo all’altro: da quando era arrivato alla dimora reale, il falco non si era ancora mosso dal ramo.

    Furono convocati dal re, guaritori, maghi, sacerdoti, ma nessuno di riuscì a far prendere il volo a quel piccolo falco.

    Una situazione apparentemente inusuale che magicamente migliorò quando, la mattina seguente, il piccolo falco venne avvistato librarsi nel cielo blu.

    – Portatemi il responsabile di questo miracolo – ordinò il sovrano.
    Davanti al re comparve un semplice contadino, una persone dalle fattezze innocenti che tuttavia sembrava mostrare molta saggezza.

    Incuriosito il re chiese:
    – Come sei riuscito a far volare il falco? Sei per caso un mago?
    – Non è stato difficile mio signore - spiegò il contadino – Ho semplicemente tagliato il ramo su cui era poggiato il piccolo falco.

    Solo allora l’uccello si è reso conto che aveva le ali."

    • 2 min
    Come scoprire il tuo valore

    Come scoprire il tuo valore

    “Sono venuto qui, maestro, perché mi sento così inutile che non ho voglia di fare nulla. Mi dicono che sono un inetto, che non faccio bene niente, che sono maldestro e un po’ tonto.
    Come posso migliorare? Che cosa posso fare perché mi apprezzino di più?”.

    Il maestro gli rispose senza guardarlo:

    “Mi dispiace, ragazzo. Non ti posso aiutare perché prima ho un problema da risolvere. Dopo, magari…”.

    E dopo una pausa aggiunse: “Ma se tu mi aiutassi, magari potrei risolvere il mio problema più in fretta e dopo aiutare te”.

    “Con… piacere, maestro” disse il giovane esitante, sentendosi di nuovo sminuito visto che la soluzione del suo problema era stata rimandata per l’ennesima volta.

    “Bene” continuò il maestro.

    Si tolse un anello che portava al mignolo della mano sinistra e, porgendolo al ragazzo, aggiunse: “Prendi il cavallo che c’è là fuori e va’ al mercato. Ho bisogno di vendere questo anello perché devo pagare un debito. Vorrei ricavarne una bella sommetta, per cui non accettare meno di una moneta d’oro. Va’ e ritorna con la moneta d’oro il più presto possibile.”

    Il giovane prese l’anello e partì. Appena fu giunto al mercato iniziò a offrire l’anello ai mercanti, che lo guardavano con un certo interesse finché il giovane diceva il prezzo.
    Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni si mettevano a ridere, altri giravano la faccia dall’altra parte e soltanto un vecchio gentile si prese la briga di spiegargli che una moneta d’oro era troppo preziosa in cambio di un anello.
    Pur di aiutarlo, qualcuno gli offrì una moneta d’argento e un recipiente di rame, ma il giovane aveva istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutò l’offerta.
    Dopo avere offerto il gioiello a tutte le persone che incrociava al mercato – e saranno state più di cento- rimontò a cavallo demoralizzato per il fallimento e intraprese la via del ritorno.
    Quanto avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per regalarla al maestro e liberarlo dalle sue preoccupazioni! Così finalmente avrebbe ottenuto il suo consiglio e l’aiuto.

    Entrò nella sua stanza.

    “Maestro” disse “mi dispiace.  Non è possibile ricavare quello che chiedi. Magari sarei riuscito a ottenere due o tre monete d’argento, ma credo di non poter ingannare nessuno riguardo il vero valore dell’anello.”

    “Quello che hai detto è molto importante, giovane amico” rispose il maestro sorridendo. “Prima dobbiamo conoscere il vero valore dell’anello. Rimonta a cavallo e vai dal gioielliere. Chi lo può sapere meglio di lui? Digli che vorresti vendere l’anello e chiedigli quanto ti darebbe. Ma non importa quello che ti offre: non glielo vendere. E ritorna qui con il mio anello.”

    Il giovane riprese di nuovo a cavalcare.

    Il gioielliere esaminò l’anello alla luce della lanterna, lo guardò con la lente, lo soppesò e disse al ragazzo:

    “Dì al maestro, ragazzo, che se vuole vendere oggi stesso il suo anello, non posso dargli più di cinquantotto monete d’oro”.

    “Cinquantotto monete?” esclamò il giovane.

    “Sì” rispose il gioielliere.

    “Lo so che avendo più tempo a disposizione potremmo ricavare circa settanta monete d’oro, ma se ha urgenza di vendere…”

    Il giovane si precipitò dal maestro tutto emozionato a raccontargli l’accaduto.

    “Siediti” disse il maestro dopo averlo ascoltato. “Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?”

    E così dicendo si infilò di nuovo l’anello al mignolo della mano sinistra.

    “Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto.

    Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?”
    E così dicendo si...

    • 5 min
    L'asino al contraio

    L'asino al contraio

    "Nasrudin stava attraversando il suo villaggio cavalcando l’asino al contrario. Naturalmente, tutti quelli che lo vedevano scoppiavano a ridere e lo sbeffeggiavano.
    Alla fine, gli fanno notare: “Stai montando l’asino al contrario”.
    “E non vi passa nemmeno per la testa, – fu la risposta – che potrei essere io nella direzione giusta, e l’asino al contrario?"

    • 1m
    Il topo e la trappola

    Il topo e la trappola

    Un topo, guardando da un buco che c’era nella parete, vide un contadino e sua moglie che stavano aprendo un pacchetto.
    Pensò a cosa potesse contenere e restò terrorizzato quando vide che dentro il pacchetto c’era una trappola per topi.
    Corse subito nel cortile della fattoria per avvisare tutti:
    “C’è una trappola per topi in casa, c’è una trappola per topi in casa!”
    La gallina che stava raspando in cerca di cibo, alzò la testa e disse:
    “Scusi, signor topo, io capisco che è un grande problema per voi topi, ma a me che sono una gallina non dovrebbe succedere niente, quindi le chiedo di non importunarmi.”
    Il topo, tutto preoccupato, andò dalla pecora e le gridò: “C’è una trappola per topi in casa, una trappola!!!” “Scusi, signor topo, – rispose la pecora – non c’è niente che io possa fare, mi resta solamente da pregare per lei. Stia tranquillo, la ricorderò nelle mie preghiere.”
    Il topo, allora, andò dalla mucca, e questa gli disse: “Per caso, sono in pericolo? Penso proprio di no!”
    Allora il topo, preoccupato ed abbattuto, ritornò in casa pensando al modo di difendersi da quella trappola.
    Quella notte si sentì un grande fracasso, come quello di una trappola che scatta e afferra la sua vittima.
    La moglie del contadino corse per vedere cosa fosse successo, e nell’oscurità vide che la trappola aveva afferrato per la coda un grosso serpente. Il serpente velenoso, molto velocemente, morse la donna.
    Subito il contadino, la trasportò all’ospedale per le prime cure: siccome la donna aveva la febbre molto alta le consigliarono una buona zuppa di brodo.
    Il marito allora afferrò un coltello e andò a prendere l’ingrediente principale: la gallina.
    Ma la malattia durò parecchi giorni e molti parenti andavano a far visita alla donna.
    Il contadino, per dar loro da mangiare, fu costretto ad uccidere la pecora.
    La donna non migliorò e rimase in ospedale più tempo del previsto, costringendo il marito a vendere la mucca al macellaio per poter far fronte a tutte le spese della malattia della moglie…

    • 3 min
    Il maestro e lo scorpione

    Il maestro e lo scorpione

    "Un maestro zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall’acqua. Quando lo fece, lo scorpione lo punse.
    Per effetto del dolore, lasciò l’animale che di nuovo cadde nell’acqua in procinto di annegare.
    Il maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l’animale lo punse ancora.
    Un giovane discepolo che era lì gli si avvicinò e gli disse: ”Mi scusi maestro, ma perché continuate? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall’acqua vi punge?”
    Il maestro gli rispose: ”La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare.”
    Quindi, con l’aiuto di una foglia, tirò fuori lo scorpione dall’acqua gli salvò la vita poi, rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò:
    “Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni, poiché gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli stai facendo. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l’amore che vive in te. Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano. Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è quello che sei, e la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille ragioni per sorridere.”

    • 2 min

Recensioni dei clienti

4,4 su 5
8 valutazioni

8 valutazioni

Polda79 ,

Originale

Addormentarsi ascoltando i classici delle favole, reinterpretati in chiave business.

Vale.vallo90 ,

FAVOLoso!!

..Addormentarsi con il pensiero di un adulto e con l’immaginazione di un bambino..
The best!!

sardattack ,

Originale

All’inizio mi sembravano quasi surreali... e ora invece sono sempre più curioso di ascoltare quale sarà l’interpretazione in chiave business di favole che mi ricordano altri tempi. Una formula decisamente inusuale, ma molto piacevole.

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