41 episodi

Quarant’anni di crimini e misteri dalle pagine del Messaggero, di Flaminia Savelli.
È la storia dei casi celebri di cronaca di Roma, ma in fondo è anche un po’ la storia della Capitale e un pezzo di storia degli ultimi quasi 50 anni de Il Messaggero.

I gialli di Roma Il Messaggero

    • Cronaca nera
    • 3,7 • 18 valutazioni

Quarant’anni di crimini e misteri dalle pagine del Messaggero, di Flaminia Savelli.
È la storia dei casi celebri di cronaca di Roma, ma in fondo è anche un po’ la storia della Capitale e un pezzo di storia degli ultimi quasi 50 anni de Il Messaggero.

    Giallo in Vaticano, la scomparsa della quindicenne Emanuela Orlandi (seconda parte)

    Giallo in Vaticano, la scomparsa della quindicenne Emanuela Orlandi (seconda parte)

    È il 22 giugno del 1983, sono le quattro del pomeriggio, Emanuela Orlandi, 15 anni, ha lezione di musica. L'anno scolastico si è appena concluso. La ragazzina sale sul
    bus numero 64 e arriva puntuale alle lezioni che terminano alle sette meno un quarto, qualche minuto prima del solito. Quando esce chiama casa e a sua sorella Federica racconta che poco distante dalla scuola è stata avvicinata da un uomo. Le hanno offerto un impiego di volantinaggio come promotrice per una nota marca. Il compenso è di trentasette mila lire (circa ottocento euro) per poche ore lavoro. Troppi soldi per una ragazzina: Federica non è convinta e suggerisce ad Emanuela di tornare a casa e parlarne con i genitori a cena. Ma la ragazza a casa non tornerà mai. Emanuela Orlandi, la figlia di un commesso della Prefettura della Casa pontificia, svanisce misteriosamente nel nulla. Tanti i dolorosi capitoli nella complicata indagine sulla scomparsa della cittadina vaticana: il caso Orlandi è tutt'oggi aperto. "Giallo in Vaticano", tratto dal volume I de "I Gialli di Roma" di Flaminia Savelli, uscito in allegato con Il Messaggero.

    • 11 min
    Giallo in Vaticano, la scomparsa della quindicenne Emanuela Orlandi (prima parte)

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    È il 22 giugno del 1983, sono le quattro del pomeriggio, Emanuela Orlandi, 15 anni, ha lezione di musica. L'anno scolastico si è appena concluso. La ragazzina sale sul
    bus numero 64 e arriva puntuale alle lezioni che terminano alle sette meno un quarto, qualche minuto prima del solito. Quando esce chiama casa e a sua sorella Federica racconta che poco distante dalla scuola è stata avvicinata da un uomo. Le hanno offerto un impiego di volantinaggio come promotrice per una nota marca. Il compenso è di trentasette mila lire (circa ottocento euro) per poche ore lavoro. Troppi soldi per una ragazzina: Federica non è convinta e suggerisce ad Emanuela di tornare a casa e parlarne con i genitori a cena. Ma la ragazza a casa non tornerà mai. Emanuela Orlandi, la figlia di un commesso della Prefettura della Casa pontificia, svanisce misteriosamente nel nulla. Tanti i dolorosi capitoli nella complicata indagine sulla scomparsa della cittadina vaticana: il caso Orlandi è tutt'oggi aperto. "Giallo in Vaticano", tratto dal volume I de "I Gialli di Roma" di Flaminia Savelli, uscito in allegato con Il Messaggero.

    • 11 min
    Alfredino Rampi, il dramma del piccolo caduto in un pozzo a Vermicino (seconda parte)

    Alfredino Rampi, il dramma del piccolo caduto in un pozzo a Vermicino (seconda parte)

    Sono in centocinquanta tra vigili del fuoco, carabinieri e volontari. Da ore sono impegnati per riportare alla luce Alfredo Rampi, il bambino cardiopatico di sei anni caduto accidentalmente in un pozzo a Vermicino, vicino Frascati, comune dei Castelli Romani alle porte della Capitale. Era stato dato per disperso, poi è stato trovato in piena notte da un sottoufficiale della polizia attirato dai lamenti che provenivano da un pozzo inspiegabilmente ricoperto con assi di legno. È l'estate del 1981, Alfredino è lì sotto nel buio dalla notte dal 10 giugno. Il paese rimane con il fiato sospeso. «Disperata lotta contro il tempo per salvare il piccolo Alfredo» titolano i quotidiani. Un pompiere, Nando, lo consola, lo aggiorna, gli dice che "Mazinga" il grande robot, sta arrivando. Ma Alfredino è stanco di aspettare. È il 13 giugno, ormai il dramma è all'epilogo.
    "Alfredino", tratto dal volume II de "I Gialli di Roma" di Flaminia Savelli, uscito in allegato con Il Messaggero.

    • 15 min
    Alfredino Rampi, il dramma del piccolo caduto in un pozzo a Vermicino (prima parte)

    Alfredino Rampi, il dramma del piccolo caduto in un pozzo a Vermicino (prima parte)

    Sono in centocinquanta tra vigili del fuoco, carabinieri e volontari. Da ore sono impegnati per riportare alla luce Alfredo Rampi, il bambino cardiopatico di sei anni caduto accidentalmente in un pozzo a Vermicino, vicino Frascati, comune dei Castelli Romani alle porte della Capitale. Era stato dato per disperso, poi è stato trovato in piena notte da un sottoufficiale della polizia attirato dai lamenti che provenivano da un pozzo inspiegabilmente ricoperto con assi di legno. È l'estate del 1981, Alfredino è lì sotto nel buio dalla notte dal 10 giugno. Il paese rimane con il fiato sospeso. «Disperata lotta contro il tempo per salvare il piccolo Alfredo» titolano i quotidiani. Un pompiere, Nando, lo consola, lo aggiorna, gli dice che "Mazinga" il grande robot, sta arrivando. Ma Alfredino è stanco di aspettare. È il 13 giugno, ormai il dramma è all'epilogo.
    "Alfredino", tratto dal volume II de "I Gialli di Roma" di Flaminia Savelli, uscito in allegato con Il Messaggero.

    • 17 min
    Ultras, la morte del tifoso romanista Antonio De Falchi (seconda parte)

    Ultras, la morte del tifoso romanista Antonio De Falchi (seconda parte)

    È il 4 giugno 1989, si accendono le luci a San Siro: in campo nel pomeriggio si gioca Milan – Roma. La stagione è agli sgoccioli e il Milan guida la classifica della serie A. Le tifoserie sono in agitazione da mesi, ci sono stati molti scontri tra ultras di diverse fazioni in tutta Italia e in tutti gli stadi. Antonio De Falchi, 18 anni, un fabbro della borgata Finocchio con la passione del calcio, quella mattina è arrivato dalla Capitale insieme a tre amici. La sciarpa della squadra è nascosta sotto la giacca: sa che in un clima tanto teso è un facile bersaglio per gli avversari. L’attenzione è altissima. Un ragazzo si avvicina, gli chiede una sigaretta. In silenzio gliela offre. Non parla per timore di essere tradito dall’accento marcatamente romano. Ma quell’altro gli chiede l’ora, Antonio risponde e si scatena l’inferno. Ultras, tratto dal volume I de "I Gialli di Roma" di Flaminia Savelli, uscito in allegato con Il Messaggero.

    • 12 min
    Ultras, la morte del tifoso romanista Antonio De Falchi (prima parte)

    Ultras, la morte del tifoso romanista Antonio De Falchi (prima parte)

    È il 4 giugno 1989, si accendono le luci a San Siro: in campo nel pomeriggio si gioca Milan – Roma. La stagione è agli sgoccioli e il Milan guida la classifica della serie A. Le tifoserie sono in agitazione da mesi, ci sono stati molti scontri tra ultras di diverse fazioni in tutta Italia e in tutti gli stadi. Antonio De Falchi, 18 anni, un fabbro della borgata Finocchio con la passione del calcio, quella mattina è arrivato dalla Capitale insieme a tre amici. La sciarpa della squadra è nascosta sotto la giacca: sa che in un clima tanto teso è un facile bersaglio per gli avversari. L’attenzione è altissima. Un ragazzo si avvicina, gli chiede una sigaretta. In silenzio gliela offre. Non parla per timore di essere tradito dall’accento marcatamente romano. Ma quell’altro gli chiede l’ora, Antonio risponde e si scatena l’inferno. Ultras, tratto dal volume I de "I Gialli di Roma" di Flaminia Savelli, uscito in allegato con Il Messaggero.

    • 11 min

Recensioni dei clienti

3,7 su 5
18 valutazioni

18 valutazioni

Kangurinoz ,

Troppo noioso

Eppure i casi di cronaca raccontati sarebbero avvincenti se la voce narrante non fosse così soporifera

Dany 39279324727 ,

Ciao

Io che so de roma e questi casi li conosco bene..comunque un podcast fatto molto bene anche nel sintetizzare…ben fatto

Silviapi ,

Da migliorare

Potrebbe essere accattivante se la narrazione non fosse soporifera, monotona e noiosa. Manca verve.

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