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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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Il Corsivo di Daniele Biacchessi Giornale Radio

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    Cala il consenso per Fratelli d'Italia e Lega. Stabili Pd e Forza Italia. In crescita M5s e Verdi/Sinistra | 03/02/2023 | Il Corsivo

    Cala il consenso per Fratelli d'Italia e Lega. Stabili Pd e Forza Italia. In crescita M5s e Verdi/Sinistra | 03/02/2023 | Il Corsivo

    A cura di Daniele Biacchessi

    Il termometro dei partiti e della politica rileva il sentimento degli elettori a oltre cento giorni dall'insediamento del Governo a guida Giorgia Meloni. E anche la Supermedia Youtrend dei sondaggi nazionali rileva lo scostamento rispetto a due settimane fa (19 gennaio). Lieve ma costante flessione per FdI e Lega, stabili Forza Italia e Pd, crescono M5s e Verdi/Sinistra. il partito di Giorgia Meloni continua dunque a calare allontanandosi di altri due punti dalla soglia del 30 per cento (29,4%). Tra le forze di maggioranza scende anche il Carroccio, all'8,7 per cento, mentre risulta stabile al 7 percento il partito di Silvio Berlusconi che nei giorni scorsi ha celebrato i 29 anni di vita. Tra le liste delle opposizioni cresce in maniera sensibile il Movimento 5 Stelle che segna un deciso +0,4. Il Pd sembra arrestare la discesa, Terzo Polo stabile. In ripresa le forze rossoverdi guidate da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Il riassunto dei numeri affibbiati ai partiti si sposta poi alla proiezioni dei dati degli schieramenti. Centrodestra 46,2 (-0,5), Centrosinistra 22,2 (+0,2), M5S 17,9 (+0,4), Terzo Polo 7,9 (-0,1), Italexit 2,1 (-0,2), altri 3,7 (+0,2). Il centrodestra, pur in calo, conferma il suo peso politico del 25 settembre. L'opposizione divisa sarebbe maggioranza, ma gli obiettivi rimangono sempre lontani e irraggiungibili. Le altre formazioni non raggiungono in nessun caso la soglia del 4%. Tra i temi che avrebbero causato la prima flessione di Fratelli d'Italia e della Lega ci sarebbero la gestione della crisi energetica, le mancate risposte su pensioni e lavoro, la scarsa attenzione alle imprese.

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    Caso Cospito. Il sottosegretario Delmastro ammette di aver passato le intercettazioni a Donzelli | 02/02/2023 | Il Corsivo

    Caso Cospito. Il sottosegretario Delmastro ammette di aver passato le intercettazioni a Donzelli | 02/02/2023 | Il Corsivo

    A cura di Daniele Biacchessi

    Le dichiarazioni di Giovanni Donzelli alla Camera sul caso di Alfredo Cospito provocano la prima grana importante nel Governo di Giorgia Meloni. Tutto parte da un documento riservato che giunge al ministero della Giustizia, perché si possano prendere decisioni sulla detenzione di Alfredo Cospito e su quella di alcuni dei più pericolosi mafiosi italiani. Il testo contiene informazioni coperte dal segreto istruttorio, tra cui intercettazioni ambientali preventive. Quelle informazioni, comprese le conversazioni, finiscono nelle mani del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro: invece di tenerle riservate come stabilito dalle leggi le passa a Giovanni Donzelli. L'esponente di Fratelli d'Italia rende pubbliche quelle notizie sensibili per utilizzarle come arma nella contesa politica con l’opposizione. Già spiegato così il fatto è grave. Delmastro è uomo di Governo, Donzelli è la macchina organizzativa del partito di riferimento della maggioranza e vicepresidente del Copasir, l'organismo parlamentare di controllo delle attività dei servizi segreti. I passaggi riferiti in aula da Donzelli sono contenuti in un’informativa che il Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ha inviato al ministro della Giustizia. Nella nota si fa riferimento ai contatti avuti da Alfredo Cospito con il casalese Francesco Di Maio e con il boss della ’ndrangheta, Francesco Presta. La decisione di diffondere notizie riservate e coperte dal segreto in forma pubblica, nell'aula del Parlamento, viola le leggi e travalica i ruoli apicali coperti da Delmastro e Donzelli. Si tratta di un pasticcio tecnico, legislativo e politico che mette in seria discussione le capacità di gestione di documentazione riservata da parte dell'Esecutivo.

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    Lo scontro sul caso Cospito e l'inerzia della politica | 01/02/2023 | Il Corsivo

    Lo scontro sul caso Cospito e l'inerzia della politica | 01/02/2023 | Il Corsivo

    A cura di Daniele Biacchessi

    Sul caso del regime di 41 bis affibbiato all'anarchico Alfredo Cospito, detenuto malato grave e ora recluso nel carcere di Opera, la politica è stretta tra una linea della fermezza e una resa dei conti nei vari schieramenti. La posizione del Governo non cambia, e anche l'ormai ex garantista Carlo Nordio si adegua alle posizioni di Giorgia Meloni. "Di fronte alla violenza non si tratta, lo Stato non si fa intimidire, sul 41 bis ascolteremo il parere dei magistrati", sostiene il ministro Guardasigilli. Ma è in Parlamento che si sentono le differenze e le accuse più pesanti. “Voglio sapere se la sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi”, si è lasciato scappare Giovanni Donzelli di Forza Italia alla Camera. E poco dopo è scoppiata la bagarre.

    Il Partito Democratico e tutte le opposizioni si schierano compatte contro Donzelli compatto all’attacco di Donzelli, al punto che l’Aula ha dovuto sospendere i lavori sulla legge istitutiva della commissione Antimafia, rinviando l’esame dopo la riunione della capigruppo di Montecitorio. Sembra di tornare indietro nel tempo, negli anni Settanta, quando lo scontro su temi legati al terrorismo era tra il fronte della fermezza (non si tratta con i brigatisti, dicevano Democrazia Cristiana e Pci), e una minoranza garantista formata da socialisti, radicali, sinistra radicale e pochi altri. Ma oggi non è in atto l'attacco al cuore dello Stato, nelle piazze e nelle strade non cadono più sotto i colpi delle armi dei militanti della lotta armata centinaia tra magistrati, giornalisti, uomini delle Istituzioni e delle forze dell'ordine. Non siamo in una emergenza sicurezza e terrorismo. Qui esiste il caso di un detenuto accusato di fatti gravi, condannato al 41 bis, che versa in cagionevoli condizioni di salute e che, se fosse ancora prorogato il regime duro, rischia di morire.

    La politica dovrebbe partire dalla soluzione del problema, non dalla divisione per schieramenti.

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    Il caso Cospito, il 41 bis e l'accanimento dello Stato | 31/01/2023 | Il Corsivo

    Il caso Cospito, il 41 bis e l'accanimento dello Stato | 31/01/2023 | Il Corsivo

    A cura di Daniele Biacchessi

    L'anarchico Alfredo Cospito è in sciopero della fame da 103 giorni. Protesta contro il suo stato di detenzione, il 41 bis, il regime di carcere duro affibbiato a terroristi e mafiosi. Ha lasciato Sassari, il luogo dove era rinchiuso da tempo, e ora si trova ad Opera. La scelta del Dap è frutto delle verifiche mediche sollecitate dalla dottoressa di Cospito Angelica Milia. Dunque si tratta di uno spostamento motivato da ragioni esclusivamente mediche, perché l'isolamento previsto dal 41 bis prosegue. Il centro di reclusione di opera ospita circa 1.300 detenuti, sia comuni, sia con pene di lunga durata, sia in Alta sicurezza, nonché nel reparto per il 41bis. Ha un centro clinico importante con detenuti di lunga degenza, ma può contare anche su un reparto distaccato presso l’ospedale San Paolo di Milano dove ci sono due stanze riservate per il 41bis. Cospito ha perso 40 chili di peso, non sta bene, si trova a "rischio fibrillazione". La sua detenzione ha provocato proteste durissime nelle ultime settimane e attentati contro diplomatici. Flavio Rossi Albertini, l'avvocato di Cospito, ha chiesto che il suo assistito venga escluso dal 41 bis perché le sue lettere dal carcere non erano indirizzate ad affiliati del Fai. Si devono ora pronunciare la procura di Torino e la procura nazionale antiterrorismo. Nel caso confermassero per Cospito la richiesta di carcere duro il ministro Guardasigilli Carlo Nordio potrà solo firmare il 41 bis. La premier Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia vanno avanti con la linea della fermezza, ma uno Stato che si accanisce su un detenuto che versa in condizioni di salute gravi è già sconfitto, non assolve il suo ruolo. La lotta di Alfredo Cospito ci chiama a ragionare sul senso di umanità e di utilità delle leggi del nostro paese, sull'evidente dismisura tra reato e pena. Per questo l'anarchico è pronto a morire. Non si tratta solo di una vicenda personale o di buonismo, ma di affermare un principio di diritto del detenuto.

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    Confindustria, autonomia differenziata e “Babele” normativa | 30/01/2023 | Il Corsivo

    Confindustria, autonomia differenziata e “Babele” normativa | 30/01/2023 | Il Corsivo

    A cura di Ferruccio Bovio

    Il progetto di riforma relativo all’Autonomia Differenziata che sta portando avanti il ministro Calderoli, sembra preoccupare gli industriali italiani, compresi quelli del Veneto e della Lombardia, dai quali, a dire il vero, ci saremmo forse aspettati un atteggiamento di maggiore apertura. Invece, è stato proprio il presidente (e lombardo) Carlo Bonomi ad esprimere le perplessità di Confindustria, in occasione del recente confronto che si è tenuto a Venezia, tra industria e politica, sul tema “Transizione e sviluppo: il futuro dell’UE e delle regioni”.

    Bonomi ha, infatti, dichiarato che “non sarebbe intellettualmente onesto” discutere dell’Autonomia senza prima aver trovato il modo di finanziare i Lep: e vale a dire, i livelli essenziali delle prestazioni che – secondo l’Associazione degli industriali italiani - devono essere uguali su tutto il territorio nazionale. Le parole del numero uno di Viale dell’Astronomia sono apparse, quindi, come una chiara presa di distanza dalla bozza Calderoli, la quale prevede, invece, che i Lep vadano semplicemente “definiti” e non anche “finanziati”, lasciando così spazio ad un regime di uguaglianza soltanto teorica.

    In altre parole, il rischio – sempre secondo Confindustria – è quello di determinare una situazione che spacca il Paese, penalizzandone la crescita dell’economia e la stabilità della finanza pubblica. Inoltre, i dubbi di Bonomi e colleghi riguardano anche l’ampiezza delle materie sulle quali, ad esempio, Veneto e Lombardia, chiedono di poter decidere da sole. Da quando – ha sottolineato, infatti, Bonomi - “si è pensato alle 23 materie devolute alle Regioni”, il mondo si è trasformato e si è assistito a grandi eventi negativi come la pandemia e gli shock energetici. Esperienze drammatiche, alla luce delle quali, con una buona dose di onestà intellettuale, bisognerebbe riflettere per stabilire come certe materie debbano effettivamente essere ripartite.

    La preoccupazione delle imprese industriali riguarda oggi soprattutto alcuni temi fondamentali, come l’energia, le grandi infrastrutture di trasporto e il commercio con l’estero. Temi che - come la crisi energetica e la pandemia hanno insegnato - non ha alcun senso che vengano gestiti a livello locale, poiché, in tal modo, la nostra economia rischierebbe di essere pesantemente condizionata da quella che, non a caso, Confindustria definisce “una Babele di norme”.

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    Bene la prudenza di Biden | 28/01/2022 | Il Corsivo

    Bene la prudenza di Biden | 28/01/2022 | Il Corsivo

    A cura di Ferruccio Bovio

    Mentre da noi si fanno sempre più accese le discussioni in merito all’opportunità di offrire a Volodymyr Zelensky il palco del Festival di Sanremo per consentirgli di lanciare al mondo uno dei suoi ormai più che frequenti appelli di aiuto e solidarietà, resta ben salda, in larga parte dell’Occidente, la convinzione che occorra, comunque, continuare a sostenere l'Ucraina, in tutte le forme ragionevolmente utili ed efficaci. Certamente, non in quelle fantasiose o irresponsabili che, alle volte, sembrano farsi spazio nei “desiderata” di qualche esponente – magari di non primissimo piano – del governo di Kiev. Non ci pare, infatti, possano sussistere dubbi sul fatto che, tra un Paese che aggredisce ed un altro che è aggredito, le democrazie di tutto il pianeta debbano schierarsi in favore di chi subisce l’invasione militare. D’altra parte, il diritto all’autodeterminazione delle nazioni, costituisce una delle pietre portanti sulle quali si sono fondate le moderne società occidentali.

    Tuttavia, soprattutto negli ultimissimi tempi, abbiamo avuto l’impressione che qualcuno a Kiev – in merito a richieste ed obbiettivi annunciati – si stia lasciando prendere un po’ troppo la mano da propositi che appaiono poco credibili o che sono, in ogni caso, potenzialmente portatori di danni ancora più funesti di quelli che già stiamo assaporando oggi in Europa. Fa bene, quindi, Biden, a gettare acqua sul fuoco delle pulsioni revansciste ucraine, quando ribadisce che non assisteremo mai ad azioni offensive sul territorio russo. Bisogna, pertanto, che tutti - da Mosca a Kiev - abbiano ben chiaro il fatto che fornire armi e finanziamenti per cercare di garantire maggiori chanches di sopravvivenza e di indipendenza al popolo ucraino, non significa affatto delegargli “in toto” i tempi e le modalità attraverso i quali condurre ed eventualmente finire una guerra. Anche perché non ci pare di ricordare altre situazioni storiche in cui Paesi che siano intervenuti in aiuto di una nazione, abbiano accettato di farlo rinunciando a giocare direttamente un proprio ruolo politico.

    Di conseguenza, ci sembra più che opportuno che l'Occidente pretenda di esercitare un controllo rigido quanto basta sull’utilizzo dei mezzi militari che fornisce agli Ucraini.

    Venga pure, quindi, Zelensky anche al Teatro Ariston, purchè ci venga nella consapevolezza di essere un importante (forse il più importante) protagonista, ma non il “dominus” assoluto di una crisi gravissima che ci vede ormai tutti coinvolti.

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