33 episodi

IL SIGNORE DEGLI ANELLI - di J.R.R. Tolkien

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Lettore Graziano Cecere
Prodotto da Libri per Passione
Registrato presso il JAFAR - Creative Space & Talent Hub
©2022

Il Signore degli Anelli: un Audiolibro a cura di Libri Per Passione Radio Brea

    • Arte
    • 4,4 • 20 valutazioni

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    Libro III, Capitolo VI - Il Re Del Palazzo d'Oro

    Libro III, Capitolo VI - Il Re Del Palazzo d'Oro

    Dopo una lunghissima cavalcata per le solitarie praterie di Rohan, Gandalf e compagni giungono in vista di Edoras, capitale di Rohan, il colle su cui si ergono la città di re Théoden e Meduseld, il palazzo d'oro della dinastia dei Rohirrim.
    L'accoglienza tuttavia non è delle più cortesi: fin dalla porta, le guardie hanno ricevuto l'ordine di diffidare di ogni viandante, e soprattutto di Gandalf. Ma l'autorità dello stregone supera ogni ostilità, ed egli può accedere con Aragorn e gli altri all'ampio salone del trono. Su questo siede un vecchio apparentemente piegato dagli anni, e accanto a lui un uomo dall'aspetto mellifluo e sinistro, Grima Vermilinguo (Wormtongue), consigliere del re ma in realtà spia infiltrata da Saruman per sabotare la salute mentale del sovrano. Da anni il fraudolento consigliere ha preso in pugno la volontà di Théoden, facendolo sentire ormai vecchio e solo di fronte al precipitare di eventi incontrollabili, mentre tutta la corte – Éomer e la sorella Éowyn, e Háma la fedele guardia di palazzo – assistono impotenti e con crescente furore al disonesto gioco di Grima. Ma Gandalf è giunto proprio per porre fine a questo stato di cose: rivelando la sua nuova natura egli annichilisce il potere occulto della spia di Saruman e vince la diffidenza, indotta e inconsapevole, del vecchio re. Accogliendo i nuovi consigli di Gandalf, Théoden riprende rapidamente vigore e fiducia, e si scuote di dosso la ragnatela di menzogne in cui Grima l'aveva rinchiuso.

    Ed è così che il re del Théoden decide, pressato dalle notizie recategli da Gandalf, di opporsi definitivamente alle trame di Saruman e di sfidarlo in battaglia. I cavalieri di Rohan, guidati di nuovo dal loro re, partono per la difesa del regno verso la decisiva battaglia contro le forze del male scatenatesi ai loro confini. A presidio del trono, sola nel grande palazzo d'oro di Meduseld, rimane Éowyn, giovane e bella dama di Rohan, già segretamente toccata nel cuore dall'apparizione misteriosa e severa di Aragorn, erede di Isildur.

    • 1h 5 min
    Libro III, Capitolo VII - Il Fosso di Helm (Helm's Deep)

    Libro III, Capitolo VII - Il Fosso di Helm (Helm's Deep)

    La cavalcata dei cavalieri di Rohan dura due giorni. Durante la marcia giunge loro notizia che Saruman ha sferrato l'attacco: i Guadi dell'Isen (Fords of Isen) sono caduti nelle mani del nemico, che avanza con forze imponenti verso sud, per attaccare Erkenbrand, il difensore della fortezza detta il Fosso di Helm, nella vallata Ovestfalda (Westfold Vale). Gandalf, per ragioni sue segrete, si allontana verso nord, incitando Théoden a portare soccorso al principe del Mark.

    I cavalieri giungono dunque, sulla sera del secondo giorno, alla imponente fortezza, protetta da una diga che ostruisce tutta la vallata nella quale essa è incastonata, e successivamente da un sistema di mura titaniche costruite migliaia di anni prima dai re giunti dal nord. Ivi, scoprono che hanno già trovato rifugio tutti gli abitanti della vallata, in un immenso sistema di caverne (le caverne di Aglarond) che sprofondano per miglia nel cuore delle montagne, che di Erkenbrand non vi è più notizia, mentre solo una piccola guarnigione di anziani guerrieri è pronta alla difesa. Ma le forze sono poche, e la notte si annuncia minacciosa e foriera di angoscia.

    Ben presto, infatti, orchi e uomini selvaggi del nord ingaggiati da Saruman con la menzogna, giungono come una marea in tempesta a lambire le prime difese della valle: comincia la battaglia del Fosso di Helm. Durante tutta la notte, Aragorn ed Éomer, assieme a Gimli e Legolas, vengono chiamati, assieme all'esercito, a una dura prova di resistenza e valore, cercando di opporsi con il loro coraggio all'immenso urto di odio e furore dei nemici, e durante la battaglia molti cavalieri di Rohan, tra cui lo stesso Hàma, perdono la vita. Le arti di Saruman sono potenti e sottili: egli scatena una tempesta di fulmini e pioggia sulla battaglia, e ha anche preparato un'arma segreta, un fuoco capace di sgretolare con un'esplosione le potenti mura del Fosso. Infatti gli orchi riescono a conquistare, assalto dopo assalto, malgrado una sortita disperata di Aragorn, Éomer e Gimli fuori dal grande cancello, i bastioni esterni della fortezza, e poco prima dello spuntare dell'alba, si preannuncia l'assalto finale che porrà termine ad ogni speranza dei difensori. È in quel punto della notte che re Théoden chiede ad Aragorn un atto di lealtà e coraggio disperati: vendere cara la vita tentando una sortita con la cavalleria del Mark sui bastioni della fortezza, per respingere gli assalitori. Ed è così che Aragorn e Théoden, assieme ad Éomer, si lanciano nell'ultima carica della battaglia, aprendosi un varco di distruzione e di morte tra i nemici ormai certi della vittoria.

    Ma fuori, alla prima luce dell'alba, li attende una sorpresa: il nemico è come paralizzato da rumori sinistri e oscure presenze giunte alle sue spalle con le prime luci del giorno: gli orchi sono infatti totalmente circondati, in faccia dalla carica dei cavalieri di Rohan, ai fianchi dalla comparsa inattesa di Gandalf accompagnato dai soldati di Erkenbrand, e alle spalle dall'oscura foresta vivente di Fangorn, che gli Ent hanno guidato in battaglia. Finisce così il vile attacco di Isengard al regno di Rohan: pressati e attaccati da ogni parte, gli orchi fuggono disperati nell'oscuro intrico vegetale degli alberi di Fangorn, dove vengono risucchiati e distrutti per non uscirne mai più vivi.

    • 53 min
    Libro III, Capitolo VIII - La via che porta a Isengard (The Road to Isengard)

    Libro III, Capitolo VIII - La via che porta a Isengard (The Road to Isengard)

    Gandalf e Théoden si rincontrano dunque vincitori sulle mura del Fosso. Tutti gli sguardi dei guerrieri di Rohan, e di Gimli, Legolas e Aragorn sono invece attratti dal mistero inquietante e sinistro della foresta comparsa improvvisamente dal nulla. Ma Gandalf non vuole fornire alcuna spiegazione.

    Dopo un breve riposo, il re e i suoi amici partono, per consiglio di Gandalf, verso Isengard. Il loro compito è quello di chiudere definitivamente i conti con Saruman, anche se lo stregone sostiene che non è più un esercito quello che occorre, ma un semplice corteo reale. Nella prima parte del viaggio essi attraversano la misteriosa foresta, e intravedono degli Ent, con profonda emozione di Legolas. Poi il cammino prosegue lungo le praterie di Rohan, a fianco del letto dell'Isen, inspiegabilmente prosciugato. E, dopo una notte di viaggio, finalmente giungono alle porte della valle dello stregone.

    Isengard è una valle incassata tra due braccia montuose che convergono a formare un cerchio roccioso impenetrabile; alla loro convergenza, Saruman ha fatto costruire un poderoso cancello che si apre su un breve tunnel. La valle è sempre stata verde e accogliente, un bacino pianeggiante al cui centro si innalza una fantastica torre in pietra nera, opera di impareggiabile potenza: Orthanc. Ma quello che appare agli occhi dei cavalieri è uno spettacolo ben diverso: il cancello è divelto e frantumato, il tunnel sfondato e diroccato, mentre ovunque giacciono frammenti delle mura divelte. Il potere di Saruman è stato travolto. E proprio dalle rovine, fanno capolino le teste ricciute di Merry e Pipino, intenti a consumare un lieto pasto tra stoviglie e botti di birra trafugate dal bottino di Isengard. L'incontro con i vecchi amici della compagnia è ironico e affettuoso, mentre anche Théoden può fare conoscenza degli Hobbit.

    • 54 min
    Libro III, Capitolo IX - Relitti e alluvioni (Flotsam and Jetsam)

    Libro III, Capitolo IX - Relitti e alluvioni (Flotsam and Jetsam)

    Mentre Gandalf e il corteo reale si avviano ad incontrare Barbalbero, Gimli, Legolas e Aragorn rimangono con gli hobbit, per consumare insieme un lieto pasto, fumare in pace e ricostruire insieme i frammenti sparsi delle loro storie parallele. Gli hobbit raccontano dunque la loro prigionia e l'incontro con gli Ent, fino agli eventi decisivi dell'attacco a Isengard.

    La marcia trionfale degli Ent era giunta alla valle dello stregone sul calar della notte, proprio mentre gli eserciti di Saruman uscivano dalle mura per portare il loro attacco al Fosso di Helm. Lasciato passare l'esercito, al cui inseguimento subito erano stati posti molti degli Ucorni (Huorns) – ovvero gli alberi viventi della foresta di Fangorn -, gli Ent si buttarono furiosamente alla demolizione delle mura di Isengard. Superato l'ostacolo, essi si avventarono nella valle, trovando sulla loro strada pozzi eruttanti fuochi e fumi avvelenati. Per sconfiggere Saruman, l'unica soluzione era deviare il corso del fiume Isen e creare un'inondazione in grado di allagare le profonde caverne nelle quali si nascondevano le fucine di guerra dello stregone: e così fu.

    Quello che dunque si presenta agli occhi degli amici ritrovatisi è un bacino di acque morte e inquinate sulle quali galleggiano relitti di guerra, e nel mezzo del quale sorge il pinnacolo spettrale di Orthanc. Saruman è prigioniero, e la sua potenza, forse, definitivamente offuscata.

    • 52 min
    Libro III, Capitolo XI - Il Palantír (The Palantír)

    Libro III, Capitolo XI - Il Palantír (The Palantír)

    Il corteo reale si allontana dalla rocca di Orthanc, proprio mentre un urlo raccapricciante dal suo interno fa capire che Saruman ha scoperto qual era l'oggetto con cui Vermilinguo ha tentato di ucciderlo. I due saranno costretti a condividere una prigionia piena di odio e rancore.

    Usciti da Isengard, Merry sul cavallo di Gandalf e Pipino su quello di Aragorn, i cavalieri e i loro alleati si apprestano a trascorrere una notte di riposo prima di raggiungere il Fosso di Helm in vista di un consiglio di guerra. Nel buio della notte, Pipino tuttavia fatica a trovare riposo: il suo pensiero è inquieto, attratto dal mistero del nero cristallo col cuore luminoso in cui per un breve attimo ha avuto la ventura di sbirciare. E incapace di trovare sonno, ad un tratto si alza e, come un ladro, sottrae il Palantír dalle braccia di Gandalf dormiente per potervi un'ultima volta gettare un'occhiata. Ma il potere della sfera è troppo forte per lui: fa appena in tempo a sollevare il mantello che lo riveste, che viene subito catturato dal lume crudele che cova in esso e si accascia, fulminato, con un grido.

    Tutto l'accampamento è in subbuglio, ma Gandalf non tarda a scoprire il colpevole, rigido e privo di sensi accanto alla sfera. Dopo averlo rianimato lo interroga severamente, ottenendo da Pipino una piena confessione: egli ha parlato con Sauron, ha dovuto dirgli che è uno Hobbit, ed ora è divenuto oggetto della sua crudele e ansiosa attenzione. Come Gandalf può infatti desumere dal racconto dell'hobbit, l'Oscuro Signore è ormai convinto che Saruman abbia rapito il portatore dell'anello e lo stia torturando con l'uso della sfera; presto invierà dunque un suo messaggero per portare nella Torre di Barad-dûr il presunto prigioniero.

    Non rimane che sciogliere l'accampamento e dividersi: Théoden e i suoi cavalieri, con Aragorn, Gimli e Legolas, dovranno marciare a tappe forzate verso il Fosso di Helm; Gandalf, con Pipino, cavalcherà veloce come il vento verso Minas Tirith, la capitale di Gondor. La guerra si sta avvicinando. E mentre tutti si apprestano a partire, nel buio della notte sfreccia sulle loro teste un Cavaliere nero alato, un Nazgûl sulla sua mostruosa creatura volante: è diretto a Isengard.

    • 44 min
    Libro IV, Capitolo I - Sméagol Domato (The Taming of Sméagol)

    Libro IV, Capitolo I - Sméagol Domato (The Taming of Sméagol)

    La storia torna su Frodo e Sam. Dopo la loro fuga dall'accampamento, essi vagano da tre giorni lungo le scabrose pendici degli Emyn Muil, i colli che fanno da confine tra l'Anduin e le terre dell'est. Non esistono sentieri e spesso il loro andirivieni li riporta su strade già percorse; stanno inutilmente tentando di uscire da quelle terre desolate e senza vita, ma ostacoli e difficoltà di ogni tipo si frappongono al loro desiderio.

    Come se ciò non bastasse, sanno di essere seguiti da Gollum, che si tiene tuttavia nascosto ed evita ogni contatto.

    Una notte, dopo aver disceso, non senza rischi spaventosi, una parete di roccia scabrosa con l'aiuto della corda elfica ricevuta in dono a Lórien (corda che, dopo essere servita per la loro discesa, si slega da sola al richiamo di Sam per ricadere tra le sue braccia), essi riescono finalmente a scorgere la malvagia creatura alle loro spalle, intenta a seguirne le tracce nel buio. Si appostano allora e gli tendono un agguato. È così che Gollum cade prigioniero di Frodo e Sam (non senza aver lottato duramente).

    Ormai i due non possono più liberarsi di lui: lasciarlo vorrebbe dire esporsi al pericolo di una sua vendetta, e abbandonarlo legato sarebbe come condannarlo a morte. Per la prima volta, Frodo prova un moto di pietà per la miserabile creatura, ricordando anche le parole di Gandalf sulla pietà di Bilbo, e decide allora di sottoporre Gollum ad una prova: lo libererà dalla corda elfica che lo tortura, se egli giurerà fedeltà al Portatore dell'anello. E Gollum giura. Da quel momento si trasforma in un essere amichevole e (fin troppo) servizievole, accettando di fare loro da guida verso la terra nera di Mordor.

    • 47 min

Recensioni dei clienti

4,4 su 5
20 valutazioni

20 valutazioni

alicezanivan ,

A quando gli altri due libri?!?! 😍

In realtà ho solo appena cominciato ad ascoltare il primo capitolo, ma il lettore è bravissimo e so già che non riuscirò a smettere di ascoltarlo finché non sarà finito 🤣
Spero nel frattempo di veder comparire "Le due Torri" 🌟
Bravissimi

Dani7666 ,

Aspettiamo gli altri Libri!

Complimenti! Come molti altri, aspetto gli altri libri.

hallcourtney ,

Grandissimi

È qualche tempo che non escono episodi, spero di vederne di nuovi presto :)

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