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La fuga di Elena Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico

    • Filosofia

Tutto è pronto a Sparta per accogliere i delegati troiani.

Come viene spalancata la gran porta della sala del trono, la regina Elena vede entrare gli onorati ospiti e rimane stupefatta dalla bellezza di questi emissari: Enea, figlio di Anchise e di Afrodite è di una perfezione divina ma dietro a lui, ad un solo passo, appare un giovane ancor più bello.

Come gli occhi di Elena cadono su Paride, il suo cuore decide di votarsi a quel principe di cui ancora non conosce il nome: tale è la potenza del potere dell’amore.

Paride non è solamente bello, è reso bello dal desiderio che Afrodite ha instillato nella mente e nel cuore alla bella Elena. La regina di Sparta non può fare a meno di continuare a guardare le forme e il volto di quel bel giovane, invaghita… Sorride e fa complimenti ad ogni componente della delegazione e finalmente, quando arriva a dare il benvenuto a Paride, a bassa voce gli dice:

“Straniero, di dove sei...?

Per i dialoghi fra Elena e Paride, come per le lamentazioni di Ermione, mi sono appoggiato a una opera minore di Colluto, poeta egiziano del quinto secolo.


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Tutto è pronto a Sparta per accogliere i delegati troiani.

Come viene spalancata la gran porta della sala del trono, la regina Elena vede entrare gli onorati ospiti e rimane stupefatta dalla bellezza di questi emissari: Enea, figlio di Anchise e di Afrodite è di una perfezione divina ma dietro a lui, ad un solo passo, appare un giovane ancor più bello.

Come gli occhi di Elena cadono su Paride, il suo cuore decide di votarsi a quel principe di cui ancora non conosce il nome: tale è la potenza del potere dell’amore.

Paride non è solamente bello, è reso bello dal desiderio che Afrodite ha instillato nella mente e nel cuore alla bella Elena. La regina di Sparta non può fare a meno di continuare a guardare le forme e il volto di quel bel giovane, invaghita… Sorride e fa complimenti ad ogni componente della delegazione e finalmente, quando arriva a dare il benvenuto a Paride, a bassa voce gli dice:

“Straniero, di dove sei...?

Per i dialoghi fra Elena e Paride, come per le lamentazioni di Ermione, mi sono appoggiato a una opera minore di Colluto, poeta egiziano del quinto secolo.


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