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Le tre Moire e il filo del destino Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico

    • Filosofia

Tre sono le Moire, di candido bianco vestite, generate nella notte dei tempi da due fratelli, Erebo e Notte, entrambi figli del Caos.

Erebo è la divinità del buio delle profondità, del luogo dove vengono ospitati i morti e Notte a sua volta è nume della mancanza di luce.

Questi due fratelli, unendosi, danno vita a diverse figure mitologiche di grande fascino; tra queste ci sono le tre Moire, le divinità filatrici, quelle che sono responsabili di come si svolge giorno per giorno la nostra vita.

Esse vivono in un luogo buio dove con fare attento filano della lana. Il fuso da cui tirano il filo, è in tutto e per tutto la nostra vita, la nostra esistenza.

Quando nasciamo la prima Moira, il cui nome è Cloto, che vuol dire la filatrice, comincia a filare dal nostro fuso un filo sottile; lo passa poi alla seconda Moira, Lachesi, ovvero “la distributrice” che arrotola, dipana, districa e infoltisce il filo. La terza Moira, attende con pazienza che il filo le venga passato. Quando finalmente quel filo delicato e prezioso arriva nelle sue candide dita, Atropo, questo è il suo nome, con una forbice lo taglia. Quando questo taglio viene inferto, la persona cui quel filo è correlato, muore. Non importa cosa stia facendo, quali progetti abbia in mente, quali azioni intenda compiere: in un attimo Atropo, nome che significa “colei che non può essere dissuasa”, pone termine alla esistenza e anche alla esperienza del malcapitato.
Atropo, la terza delle tre sorelle, è tra tutte la più minuta di statura, ma la più terribile: mentre le altre filano e distribuiscono, ella taglia di netto.

Se ti va di dare un'occhiata al libro, ecco qui un link:
https://amzn.to/3Ba1dv1

Se vuoi partecipare all'episodio speciale, segui le istruzioni che hai sentito nella puntata 95 e scrivi a
mitologiagelain@gmail.com

Se mandi un file audio, cerca di registrarlo in un luogo tranquillo e acusticamente protetto!

Ti aspetto!

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Esse vivono in un luogo buio dove con fare attento filano della lana. Il fuso da cui tirano il filo, è in tutto e per tutto la nostra vita, la nostra esistenza.

Quando nasciamo la prima Moira, il cui nome è Cloto, che vuol dire la filatrice, comincia a filare dal nostro fuso un filo sottile; lo passa poi alla seconda Moira, Lachesi, ovvero “la distributrice” che arrotola, dipana, districa e infoltisce il filo. La terza Moira, attende con pazienza che il filo le venga passato. Quando finalmente quel filo delicato e prezioso arriva nelle sue candide dita, Atropo, questo è il suo nome, con una forbice lo taglia. Quando questo taglio viene inferto, la persona cui quel filo è correlato, muore. Non importa cosa stia facendo, quali progetti abbia in mente, quali azioni intenda compiere: in un attimo Atropo, nome che significa “colei che non può essere dissuasa”, pone termine alla esistenza e anche alla esperienza del malcapitato.
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