26 min

Ofanto, lungo il confine della California d'Italia Fuoricarta

    • Cultura e società

Per l'ultimo episodio di questa prima serie, Martina Liverani ha puntato verso la Puglia, la regione che negli ultimi anni è diventata una delle mete turistiche più richieste al mondo. In realtà, Martina non cercava il mare del Gargano o del Salento, ma in compenso ha trovato un fiume pieno di sorprese: l'Ofanto, che dà anche il nome a un Autogrill negli ultimi chilometri dell'A16 Napoli-Canosa.
L'Ofanto scorre per 134 km fino all'Adriatico e divide la Daunia (a Nord) dall'Alta Murgia (a Sud), quindi la pianura foggiana del grano e degli ortaggi dall'appennino barese, più selvaggio e pieno di sapori forti. Siamo nella terra di mezzo, un vero e proprio giacimento di eccellenze, di cui pochi conoscono l'esistenza. Qui si producono asparagi e orchidee per i mercati di mezza Europa, si cucina con le erbe spontanee o mettendo insieme ingredienti all'apparenza opposti, si tramanda la tradizione del grano arso e quella dei confetti da mangiare tutto l'anno. E soprattutto si attraversa, a piedi o in bicicletta, uno dei parchi naturali più ricchi di biodiversità, parte della Rete europea per il turismo sostenibile. Una terra da apprezzare con lentezza.

Per l'ultimo episodio di questa prima serie, Martina Liverani ha puntato verso la Puglia, la regione che negli ultimi anni è diventata una delle mete turistiche più richieste al mondo. In realtà, Martina non cercava il mare del Gargano o del Salento, ma in compenso ha trovato un fiume pieno di sorprese: l'Ofanto, che dà anche il nome a un Autogrill negli ultimi chilometri dell'A16 Napoli-Canosa.
L'Ofanto scorre per 134 km fino all'Adriatico e divide la Daunia (a Nord) dall'Alta Murgia (a Sud), quindi la pianura foggiana del grano e degli ortaggi dall'appennino barese, più selvaggio e pieno di sapori forti. Siamo nella terra di mezzo, un vero e proprio giacimento di eccellenze, di cui pochi conoscono l'esistenza. Qui si producono asparagi e orchidee per i mercati di mezza Europa, si cucina con le erbe spontanee o mettendo insieme ingredienti all'apparenza opposti, si tramanda la tradizione del grano arso e quella dei confetti da mangiare tutto l'anno. E soprattutto si attraversa, a piedi o in bicicletta, uno dei parchi naturali più ricchi di biodiversità, parte della Rete europea per il turismo sostenibile. Una terra da apprezzare con lentezza.

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