103 episodi

Favole per tutti dal mondo degli animali. Un viaggio fantastico per raccontare e comprendere la storia degli uomini. Dalla letteratura classica e contemporanea, tra occidente ed oriente. Storie fantastiche da ascoltare liberamente e scaricare gratuitamente.

Parole di Storie - Favole Parole di Storie

    • Racconti per ragazzi
    • 4.7, 11 valutazioni

Favole per tutti dal mondo degli animali. Un viaggio fantastico per raccontare e comprendere la storia degli uomini. Dalla letteratura classica e contemporanea, tra occidente ed oriente. Storie fantastiche da ascoltare liberamente e scaricare gratuitamente.

    La zanzara e sua maestà il leone. Una favola di Esopo

    La zanzara e sua maestà il leone. Una favola di Esopo

    C'era una piccola zanzara tanto furba e coraggiosa, e spavalda. Stanca di giocare con le solite amiche, la zanzara decise un giorno di lanciare una sfida al Re della foresta, il grande e feroce leone. La piccola zanzara si presentò così davanti al sovrano leone e lo salutò con un rispettoso inchino.
    “Riverisco maestà leone, supremo signore della foresta”!
    Il grande Re che era impegnato nei suoi faticosissimi riposi e pisolini lungo la riva di un fiume, adagiò una distratta occhiata all'insetto.
    "Oh! Buongiorno".
    Rispose Sua Maestà e sbadigliò aprendo l’enorme bocca.
    La zanzara disse: "Sire, sono giunta davanti a Voi per proporvi una sfida!" Il leone, un po' più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare.
    “Una sfida, a me?”
    “Certamente.”
    “Ma che stai dicendo? Zanzara impertinente, lasciami dormire!”
    “C’è tempo per dormire, c’è tempo.”
    “Oh,ma insomma che vuoi tu?”
    “Ecco, è presto detto. Voi, maestà, credete di essere il più forte degli animali eppure io dico che se facessimo un duello riuscirei a sconfiggervi!"
    Il Sovrano divertito disse:
    “Ahahahaha… ma senti un po’ ma senti un po’!”
    “Ridete, ridete Maestà. Ride meglio chi per ultimo allarga i denti”
    “Ehi tu, zanzarina sciocchina! Bada che se mi monta la rabbia!”
    “Maestà io vi ho sfidato come si fa tra gentiluomini, non avrete certo paura, vero?”
    “Ebbene se sei tanto sicura, proviamo!" Concluse sua Maestà il leone.
    In men che non si dica il piazzale si riempì di animali d'ogni genere, curiosi di assistere alla sfida e sicuri della prossima morte della zanzara impertinente e incosciente. La sfida ebbe inizio. L'insetto andò immediatamente a posarsi sul largo naso dell'avversario cominciando a pungerlo a più non posso. Il povero leone preso alla sprovvista tentò con le sue enormi zampe di scacciare la zanzara ma, invece di eliminarla, egli non fece altro che graffiarsi il naso con i suoi stessi artigli. E fu così per parecchie volte, finché il re leone sanguinò da ogni parte, e, incredibile a vedersi, sua maestà, cadde a terra, stremato e sconfitto.
    Così, la piccola zanzara fu acclamata da tutti, e prima di levarsi in volo si rivolse al Leone:
    “Maestà, te l’avevo detto che avrei vinto, mai fidarti delle apparenze, io son piccina, certo, ma furba e scaltra più di te. Maramao ciao ciao….”
    Ma la zanzara, levandosi in volo piena di gioia, non si accorse della tela di un ragno stesa tra due rami e che stava in agguato, e finì per restarvi imprigionata. La povera zanzara non poteva più muoversi e scoppiò in lacrime, sapendo che di lì a poco sarebbe stata divorata dal ragno.
    Fortunatamente il leone, che aveva assistito alla scena, con una zampata distrusse la tela e liberò la piccola zanzara dicendo:
    "Eccoti salvata mia cara amica. Ricordati che esiste sempre qualcuno più forte di te! E questo me lo hai insegnato proprio tu!" La zanzara, da quel giorno imparò a tenere un po' a freno la propria arroganza.

    Coloro che son troppo sicuri di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle piccole difficoltà. Continue reading

    • 7 min
    La volpe, il leprottino e il rovo di spine, una favola di Esopo

    La volpe, il leprottino e il rovo di spine, una favola di Esopo

    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino C’era una volta una graziosa volpe dal manto marrone e lucente che viveva in una piccola casetta in mezzo al bosco. Un bel mattino di primavera l’animale uscì dalla propria abitazione con l’intenzione di procurarsi una preda per il pasto di mezzodì.… Continue reading

    • 3 min
    La volpe e la pantera. Una favola di Esopo

    La volpe e la pantera. Una favola di Esopo

    Al di là di un boschetto di frassini profumati vi era un bellissimo laghetto dalle acque limpide e cristalline davanti al quale, due giovani animali accarezzati da un lieve venticello primaverile, stavano ammirando, rimirando ciascuno il proprio portamento fiero, e il colore del pelo. I due giovani animali erano una graziosa pantera e una volpe ugualmente graziosa.
    “Perdonami, gentile signorina volpe, vuoi forse mettere la mia figura con la tua?" Disse la pantera all'amica.
    "Tu sei goffa e piccola io invece sono snella, slanciata e flessuosa. Il mio portamento è tale che perfino gli uomini usano il mio nome per indicare certe donne dal fascino aggressivo!"
    La volpe, dopo avere ascoltato in silenzio rispose;
    "Io sarò forse meno bella e più piccola ma sono comunque più piacente e più simpatica. E poi il mio pelo è senza dubbio più folto e più caldo del tuo. A proposito di donne, se tu andassi in città vedresti quante signore si fanno belle indossando la mia pelliccia morbida, a volte rossa e altre volte argentata".
    Sempre più altezzosa, la pantera ribatté: “Oh beh, ohiboh, in quanto al pelo, si, è vero, il mio è più corto ma è più lucido e splendente, inoltre nella mia famiglia c'è da sbizzarrirsi nella scelta dei colori. So di non peccare di vanità dicendo di essere molto più bella di te! Mia cara.”
    Solo in quel momento la volpe si rese conto di essere stata al gioco di quella frivola compagna la quale badava solamente al proprio aspetto tisico, così concluse:
    "Cara amica, sicuramente tu sei ammirata da tutti per la tua bellezza esteriore. Io invece sono molto più apprezzata per la mia intelligenza e la mia furbizia. Ti assicuro che sono queste le doti più importanti e non le scambierei mai con nessuna altra qualità!"
    A quelle parole la pantera non fu in grado di ribattere e non le rimase altro che tacere di fronte all'evidenza dei fatti.

    L'intelligenza e la bontà sono doti interiori molto più apprezzabili della bellezza fisica. Continue reading

    • 3 min
    La volpe e la cicogna. Una favola di Esopo

    La volpe e la cicogna. Una favola di Esopo

    Un giorno la volpe volle invitare ad una cena l’amica cicogna. La cicogna, onorata e felice dell’invito accettò, e la sera si presentò a casa della volpe. I due presero posto a tavola. Quella sera la volpe volle preparare un gustosissimo brodo di rape, per il quale la cicogna andava ghiotta. Ma quando ella vide vide che il suo brodino stava dentro una ciotola, che era troppo larga, scoprì che non riusciva proprio ad assaggiare nemmeno un piccolo sorso di quel brodino. Il suo becco era troppo lungo e ogni sforzo appariva inutile; intanto la volpe sghignazzava.
    Quando poi fu la cicogna ad invitare la volpe a cena, essa, a cicogna, preparò con cura un pranzetto dai mille profumi di arrosto.
    Ma, ahimè, alla volpe il cibo fu servito a spezzatino sul fondo di un vaso dal collo stretto e lunghissimo.
    La cicogna mangiava con tutta facilità infilando il becco nel vaso, ma la volpe, affamata, poteva solo guardare. In quel recipiente così lungo e stretto, non riuscì a infilare neppure la punta del naso.
    - Vedi, amica volpe, mia cara, ho fatto quel che tu hai fatto con me, ho seguito il tuo esempio generoso, amica volpe.- disse la cicogna.
    E, sghignazzando e beffarda, con grande gusto, la cicogna divorò anche l'ultimo boccone. Come dire, chi la fa l’aspetti. Continue reading

    • 3 min
    La volpe e l’uva. Una favola di Esopo

    La volpe e l’uva. Una favola di Esopo

    C’era una volta una volpe, furba e presuntuosetta. Capitò che un giorno, mentre gironzolava per i campi in cerca di cibo, si ritrovasse in una vigna. Era settembre inoltrato e la vigna era ben fornita di uva gonfia di sole e ben matura; pronta al taglio. La volpe s’addentrò ancora più nel bel mezzo della vigna proprio per non essere vista, e quando fu certa che nessuno la vedesse spiccò un grande salto per afferrare qualche grappolo di uva dolce. Ma, ahimé, quella vigna aveva i tralicci, da dove pendevano i grappoli d’uva, alti, troppo alti. Per un po’ l’animale provò ad afferrare i grappoli con qualche salterello. Ci riprovò saltando con più forza, spingendo sulle zampe con quanta più determinazione potesse, ma non c’era niente da fare.
    “Calma, devo stare calma” si disse la volpe, “Non posso arrendermi, proprio ora, non sia mai che il mondo mi derida per un qualche chicco d’uva. Avanti riproviamoci!” Ma nonostante tutti gli sforzi che la volpe praticasse per cogliere quei grappoli che pendevano dai tralicci, non ci fu modo per raggiungerli. Finché, esausta, la volpe furba e presuntuosetta disse: - Ma sì, ma sì, pazienza, pazienza, si vede che non è ancora matura, e poi non mi va di sprecare fatica per un frutto acerbo”. E si allontanò mestamente e fischiettando.
    Svilire ciò che non si è in grado di fare è tipico del borioso, a volte una sana umiltà aiuta a vivere meglio. Continue reading

    • 3 min
    La volpe e il corvo. Una favola di Esopo

    La volpe e il corvo. Una favola di Esopo

    Un corvo aveva rubato un bel pezzo di carne, e se ne stava sul ramo più alto di un faggio.
    Passò una volpe e vide quel magnifico pezzo di carne.
    Si fermò sotto l'albero e disse: - Oh, come sei bello, signor corvo! Le tue piume sono nere come la notte buia lucidata dalla luna! E che coda superba che hai! Un vero fiore! Un vero campione di eleganza. E le ali imponenti! Ma chi… Ma chi dice che l'aquila abbia le ali più belle di tutti i volatili, non ha mai visto le tue, caro corvetto superbo d’ogni! Ma tu, accidentaccio, potresti essere il re degli uccelli... ma che dico, il re di tutti gli animali, se non ti mancasse…
    Qui la volpe tacque, d’improvviso. Il corvo, lassù in cima al faggio, chinò il capo e guardò in basso impaziente. Avrebbe voluto chiedere che cosa gli mancasse per essere il re degli animali e di tutto, ma, avendo la carne nel becco, non poteva parlare.
    La volpe sospirò e sospirò ancora e disse:
    - eh sì, potresti davvero essere il re degli animali, se solo potessi parlare, ma la voce ti manca, ti manca, carissimo corvetto! Che ingiusta cosa è a volte la natura di certi uccelli. Pazienza, dobbiamo accettare e guardare avanti.
    Il corvo si tormentava sul ramo, nervosissimo. Da sotto, la volpe seguitava a sospirare accarezzando l'erba con la sua grande coda.
    Alla fine il corvo aprì il becco e gracchiò:
    - Cra! Cra! Cra! Cra! Ma chi dice che mi manca la voce? Chi lo dice? Cra! Cra! Cra! E Cra!-
    E proprio in quel momento il gustosissimo e bel pezzo di carne si staccò dal becco del povero corvo e cadde giù.
    La volpe fu velocissima: addentò la carne caduta dal becco del corvo e si allontanò deridendo il corvo:
    - Ma sì masì, la voce tu ce l'hai, mio caro corvetto. Quel che però mi pare ti manchi per essere il re degli animali è il cervello! Stammi bene messer corvetto.

    Non bisogna mai cedere alla vanità, anche se qualcuno ci riempie di lodi e complimenti, perché potrebbe non essere sincero e avere uno scopo malvagio. Continue reading

    • 4 min

Recensioni dei clienti

4.7 su 5
11 valutazioni

11 valutazioni

davide.giacometti ,

Favole

Racconti che vanno tramandati di bocca in bocca

paroledistorie ,

finalmente

grazie

Top podcast nella categoria Racconti per ragazzi

Gli ascoltatori si sono iscritti anche a