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Letture ad alta voce, reading e spettacoli teatrali di testi provenienti dalla mitologia e dintorni. Adattamenti dalla letteratura classica e contemporanea. Un viaggio letterario tra epica, tragedia, poesia, sacre scritture e letteratura del mondo. Storie tratte da Omero, Platone, Erodoto, Teocrito, Eschilo, Sofocle, Aristofane, Euripide, Apollonio Rodio e altri grandi autori.

Parole nel Tempo - Letteratura Classica Quarta Radio

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Letture ad alta voce, reading e spettacoli teatrali di testi provenienti dalla mitologia e dintorni. Adattamenti dalla letteratura classica e contemporanea. Un viaggio letterario tra epica, tragedia, poesia, sacre scritture e letteratura del mondo. Storie tratte da Omero, Platone, Erodoto, Teocrito, Eschilo, Sofocle, Aristofane, Euripide, Apollonio Rodio e altri grandi autori.

    La nave fantasma del Guigemar. Un Lai di Maria di Francia. Intrighi, inganni e vicende amorose tra cavalieri, dame, re e regine.

    La nave fantasma del Guigemar. Un Lai di Maria di Francia. Intrighi, inganni e vicende amorose tra cavalieri, dame, re e regine.

    Dalla letteratura francese del XII-XIII secolo e dintorni
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

    Figlio di un vassallo fedele al re di Bretagna, Guigemar è un cavaliere coraggioso e saggio. Un giorno, durante una battuta di caccia nel mezzo di un bosco, ferisce mortalmente una cerva bianca, ma il caso volle che la freccia ferisse, di rimando, sotto la coscia e gravemente pure lui. Prima di morire la cerva parla al Cavaliere e gli predice una possibilità di salvezza: la ferita potrà guarire solo da una donna che soffrirà per amore di lui, e lui soffrirà tanto per lei. Guigemar vaga per la foresta finché non troverà un fiume e una nave riccamente decorata, ma senza equipaggio.

    • 35 min
    L’ombra della verità. Lai de l’Ombre di Jean Renart. Intrighi, inganni e vicende amorose tra cavalieri, dame, re e regine

    L’ombra della verità. Lai de l’Ombre di Jean Renart. Intrighi, inganni e vicende amorose tra cavalieri, dame, re e regine

    Dalla letteratura francese del XII-XIII secolo e dintorni
    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    Un cavaliere, “divo” dei tornei, con un passato di idolo ambito del gentil sesso e di tombeur de femmes, si innamora alfine di vero amore per una dama, sposata, che in pratica egli neppure conosce. Da lei si reca per corteggiarla e richiederla d’amore. Ma parlare di vero amore non è così semplice come quando si tenta un’effimera avventura galante: la dama non gli crede, le parole da sole non bastano. Sarà un gesto arguto e gentile del cavaliere, ormai quasi rassegnato, a risolvere la situazione e a ottenere l’amore della dama.
     

    • 41 min
    Achille vs Ettore, il duello. Dal libro 22° dell’Iliade di Omero

    Achille vs Ettore, il duello. Dal libro 22° dell’Iliade di Omero

    Università di Cagliari – Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica
    Traduzione di Patrizia Mureddu – Messa in voce e drammaturgia del suono di Gaetano Marino
    L’Iliade racconta di un evento reale, la guerra di Troia, che si concluderà con la distruzione della città per opera di una confederazione di popoli greci, forse l’ultima grande impresa prima della fine dei regni micenei, databile intorno al 1100 a.C. Sicuramente, in quegli anni non esistevano un alfabeto o dei materiali scrittori adeguati per registrare un testo poetico così lungo e complesso: per molto tempo, perciò, i fatti che diventeranno il nucleo del poema – tra i quali dovette avere un posto importante l’episodio cruciale dello scontro tra i ‘campioni’ dei due eserciti nemici, Achille ed Ettore – vennero raccontati e tramandati oralmente. Nel corso di questo processo di elaborazione, durato almeno tre secoli, si deve collocare l’attività di quel grande aedo di nome Omero che fu, secondo gli antichi, l’autore dei due grandi poemi.
    Radici tanto oscure e remote nel tempo spiegano perché il mondo che essi raccontano (e lo stesso modo di raccontarlo) ci può apparire estraneo, misterioso, duro. Ma proprio in questa diversità risiede gran parte del fascino di queste opere straordinarie, che hanno finito per rappresentare il principio ed il fondamento di tutta la nostra storia letteraria.
    La traduzione – integrale – del libro XXII dell’Iliade vuole fare i conti con questa realtà, a partire dal verso adottato, simile, per conformazione metrica ed estensione, a quello ‘canonico’ dell’epica greca e poi latina: l’esametro dattilico. Ripetizioni, uso sovrabbondante di epiteti, scelte lessicali rare o banali, digressioni, similitudini, tutto è stato fatto ‘transitare’, nei limiti del possibile, nel testo italiano: perché l’ascoltatore possa avere un’idea, anche se inevitabilmente parziale, del grado di suggestione e di coinvolgimento emotivo che la recitazione dei rapsodi era in grado di esercitare sul pubblico del tempo. Patrizia Mureddu

    • 46 min
    Voi che sapete, difesa e condanna di Socrate. Dall’Apologia di Platone

    Voi che sapete, difesa e condanna di Socrate. Dall’Apologia di Platone

    Traduzione di Patrizia Mureddu – Messa in voce di Gaetano Marino
    In collaborazione con l’Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici – Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica
    La storia ricorda molti tribunali messi in piedi per impedire ad un cervello di pensare, o di insegnare a pensare. Nell’Atene del quattrocento avanti Cristo, quel tribunale decretò la condanna a morte di Socrate – garantendogli di fatto una fama immortale, e la capacità di trasmettere il suo insegnamento di generazione in generazione, fino ai nostri giorni.

    • 47 min
    E ragionar d’amore, rileggendo Il Simposio di Platone

    E ragionar d’amore, rileggendo Il Simposio di Platone

    Traduzione di Patrizia Mureddu – Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
    Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici – Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica – Produzione Associazione Culturale Aula39

    Presentazione
    Nella Grecia arcaica e classica il simposio era un momento importante di incontro tra gli esponenti di uno stesso gruppo sociale e politico: nel bere assieme si rinsaldavano i legami di amicizia e di partito, si componevano liriche o si cantavano i poeti più celebri, si conversava, si scherzava, si amoreggiava. Platone ci descrive un simposio di stampo tradizionale, ma reso unico dalla presenza di Socrate. L’ambientazione è a casa del giovane tragediografo Agatone, che ha conseguito il giorno prima la vittoria al festival teatrale delle Dionisie, e completa i festeggiamenti pubblici con una cena tra pochi intimi, di cui Socrate sarà l’ospite d’onore.
    L’intrattenimento raffinato di questa serata d’eccezione sarà costituito da una serie di encomi su Amore: a turno, tutti i commensali si cimenteranno in un discorso di lode, fino a che Socrate, riferendo l’insegnamento ricevuto dalla sacerdotessa Diotima, raggiungerà le vette più alte del lirismo e della filosofia. Ma Platone si diverte a rappresentarci uno per uno tutti i personaggi presenti (il giovane Fedro, il politico Pausania, il medico Erissimaco, il poeta comico Aristofane, lo stesso Agatone) riproducendone attraverso il modo di parlare il carattere e la posizione sociale. Tutto si svolge con le regole della più elegante buona educazione, finché sulla scena irrompe Alcibiade ubriaco…
    […] Cosa proverà l’anima, quando potrà fissare la Bellezza pura e semplice, libera dall’imperfezione umana? Credi forse che possa essere ancora vuota la vita di un uomo che abbia fissato sulla Bellezza il suo sguardo, ed abbia vissuto in unione con lei? Non pensi che solo allora, quando l’avrà vista con gli occhi dello spirito, quest’uomo potrà esprimere il meglio di sé? Allora, non genererà solo immagini della perfezione, sarà a contatto direttamente con la Verità; e chi, se non lui, che produce e nutre la perfezione, potrà essere amato dagli dei, e diventare immortale?” […]

    • 1 hr 2 min
    Il Ciclope innamorato, di Teocrito

    Il Ciclope innamorato, di Teocrito

    Università di Cagliari – Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica
    traduzione di Patrizia Mureddu
    Messa in voce e drammaturgia del suono di Gaetano Marino
    Mio Nicia, per l’amore mai fu scoperto un farmaco, né polvere, né unguento… se non, credo, le Pièridi.
    Rimedio dolce, lieve: si trova tra gli umani, ma averlo, non è facile.
    Tu lo conosci, certo, che sei un esperto medico, e t’amano oltretutto le Muse, tutte e nove.
    Così pure il Ciclope, il nostro conterraneo, l’antico Polifemo, si addolciva la vita, quando – la prima barba sulle gote e sul mento appena gli fioriva – amava Galatea.
    E non era un amore da pomi, o rose, o riccioli, ma una vera follia, e tutto quanto il resto considerava inutile.
    Dalla fresca pastura, al chiuso, sole spesso tornavano le agnelle, mentre lui, sulla spiaggia tutta coperta d’alghe se ne stava, cantandola, celando sotto il cuore un’odiosa ferita, la freccia che Afrodite gli confisse nel fegato.
    Il farmaco trovò. Seduto sulla roccia, guardando verso il mare, tali cose cantava: […]

    • 12 min

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