41 min

RILANCIAMO L'ITALIA - Conversazione con Luigi de Vecchi RILANCIAMO L’ITALIA

    • Economia

RILANCIAMO L'ITALIA | LUIGI DE VECCHI
Conversazione con Luigi de Vecchi, Chairman EMEA Banking Capital Markets & Advisory di Citi

giovedì 7 maggio ore 18:00

La crisi come opportunità e i pilastri su cui imperniare una nuova visione del futuro, per un’Italia più tecnologica, sostenibile, e solidale. Un ritorno dello Stato virtuoso con una veste più umana come una migliore sanità ed educazione. Questa è una partita che il nostro Paese deve giocare con l’Europa.

È questo l’argomento della conversazione con Luigi de Vecchi per la seconda puntata della serie «Rilanciamo l’Italia», un ciclo di appuntamenti virtuali in cui gli interlocutori discuteranno della loro idea di ripresa e di crescita post Covid-19.
Ospite del secondo appuntamento Luigi de Vecchi, con un’esperienza professionale in banche d’affari da Goldman Sachs a Credit Suisse, fino ad oggi in Citi dove ricopre il ruolo di Chairman EMEA Banking Capital Markets & Advisory. Luigi de Vecchi ha trascorso la maggior parte della sua carriera all’estero dove ha vissuto e gestito crisi finanziarie e politiche. Il suo punto di vista è quindi globale ma con un occhio di riguardo al Sud d’Italia a cui è legato. A coordinare la conversazione Lucrezia Reichlin e Francesco Drago, Economisti, Docenti di Economia e Co-Fondatori della Ortygia Business School.
Le crisi possono rappresentare un’opportunità se colte. Ne è un esempio quella del 1998 per i paesi emergenti da cui la Cina in particolare ne è uscita come il paese a maggior crescita sullo scenario globale, esclusi gli ultimi tentennamenti. L’Italia in questa fase gioca una partita molto importante, parliamo della più grande tempesta globale che la nostra generazione sta vivendo, ed è una crisi per l’economia e per la società. L’Italia non può cavarsela da sola, con un debito attorno al 170/180% del PIL e una bassissima crescita. Serve una visione del futuro a cui aspirare e da un punto di vista geopolitico l’Italia deve rafforzare l’asse con l’Europa, che diventa un’esigenza esistenziale per il nostro Paese. Quando si parla di ricostruzione, c’è un tema di investimenti che vanno direzionati nel nuovo millennio, tra tutti sostenibilità e tecnologia, settori su cui imperniare il rilancio del Paese, e solo in un secondo momento pensare a delle aggregazioni europee. Serve un ritorno dello Stato virtuoso, un sistema di aiuti in una veste più umana nei confronti della società come migliore salute ed educazione che non incidono sul PIL ma sono fattori chiave per ripartire. Altri aspetti cardine per la nostra società sono il sociale, la biodiversità, il Sud e il suo capitale umano che in questa crisi possono giocare un ruolo importante.

Non perderti le puntate con i prossimi ospiti: Alessandro Profumo, Leonardo, Marco Patuano, A2A e Nomura, Luigi Gubitosi, TIM, Elisabetta Ripa, Open Fiber e Catia Bastioli, Novamont.
Visita http://www.ortygiabs.org/it/news-ed-eventi per registrarti e partecipare oppure seguici per ascoltare i prossimi podcast.

RILANCIAMO L'ITALIA | LUIGI DE VECCHI
Conversazione con Luigi de Vecchi, Chairman EMEA Banking Capital Markets & Advisory di Citi

giovedì 7 maggio ore 18:00

La crisi come opportunità e i pilastri su cui imperniare una nuova visione del futuro, per un’Italia più tecnologica, sostenibile, e solidale. Un ritorno dello Stato virtuoso con una veste più umana come una migliore sanità ed educazione. Questa è una partita che il nostro Paese deve giocare con l’Europa.

È questo l’argomento della conversazione con Luigi de Vecchi per la seconda puntata della serie «Rilanciamo l’Italia», un ciclo di appuntamenti virtuali in cui gli interlocutori discuteranno della loro idea di ripresa e di crescita post Covid-19.
Ospite del secondo appuntamento Luigi de Vecchi, con un’esperienza professionale in banche d’affari da Goldman Sachs a Credit Suisse, fino ad oggi in Citi dove ricopre il ruolo di Chairman EMEA Banking Capital Markets & Advisory. Luigi de Vecchi ha trascorso la maggior parte della sua carriera all’estero dove ha vissuto e gestito crisi finanziarie e politiche. Il suo punto di vista è quindi globale ma con un occhio di riguardo al Sud d’Italia a cui è legato. A coordinare la conversazione Lucrezia Reichlin e Francesco Drago, Economisti, Docenti di Economia e Co-Fondatori della Ortygia Business School.
Le crisi possono rappresentare un’opportunità se colte. Ne è un esempio quella del 1998 per i paesi emergenti da cui la Cina in particolare ne è uscita come il paese a maggior crescita sullo scenario globale, esclusi gli ultimi tentennamenti. L’Italia in questa fase gioca una partita molto importante, parliamo della più grande tempesta globale che la nostra generazione sta vivendo, ed è una crisi per l’economia e per la società. L’Italia non può cavarsela da sola, con un debito attorno al 170/180% del PIL e una bassissima crescita. Serve una visione del futuro a cui aspirare e da un punto di vista geopolitico l’Italia deve rafforzare l’asse con l’Europa, che diventa un’esigenza esistenziale per il nostro Paese. Quando si parla di ricostruzione, c’è un tema di investimenti che vanno direzionati nel nuovo millennio, tra tutti sostenibilità e tecnologia, settori su cui imperniare il rilancio del Paese, e solo in un secondo momento pensare a delle aggregazioni europee. Serve un ritorno dello Stato virtuoso, un sistema di aiuti in una veste più umana nei confronti della società come migliore salute ed educazione che non incidono sul PIL ma sono fattori chiave per ripartire. Altri aspetti cardine per la nostra società sono il sociale, la biodiversità, il Sud e il suo capitale umano che in questa crisi possono giocare un ruolo importante.

Non perderti le puntate con i prossimi ospiti: Alessandro Profumo, Leonardo, Marco Patuano, A2A e Nomura, Luigi Gubitosi, TIM, Elisabetta Ripa, Open Fiber e Catia Bastioli, Novamont.
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