67 episodes

Dagli autori di Buzzword - diamo voce ai contenuti, il podcast nel quale la morale delle favole classiche viene reinterpretata in ottica business. Il podcast della buonanotte da ascoltare rigorosamente prima di andare di dormire. $ogni d'oro.

Favole della buonanotte per manager Contenthub

    • Self Help

Dagli autori di Buzzword - diamo voce ai contenuti, il podcast nel quale la morale delle favole classiche viene reinterpretata in ottica business. Il podcast della buonanotte da ascoltare rigorosamente prima di andare di dormire. $ogni d'oro.

    L'usignolo e il pipistello

    L'usignolo e il pipistello

    Il pipistrello, durante la sua prodigiosa caccia notturna, sentì il cinguettare di un usignolo: proveniva da una gabbia.

    Il mammifero chiese all'usignolo perché cantasse solo di notte. Tra le lacrime, l'uccello rispose, che un giorno, cantando di giorno, fu preso e ingabbiato dall'uomo.
    Il pipistrello allora rimproverò l'uccello per la sua negligenza e se lo mangiò.

    • 1 min
    L'uomo e il satiro

    L'uomo e il satiro

    Un uomo è amico di un satiro. Un giorno i due passeggiano, e fa molto freddo. L'uomo si soffia sulle mani; il satiro gli chiede perché, e lui gli risponde che fa così per scaldare le proprie mani. I due raggiungono poi un'osteria, dove iniziano a mangiare. L'uomo soffia ancora, ma questa volta sulle pietanze; il satiro chiede nuovamente il motivo, e l'uomo dice che questo è un modo per rendere i cibi meno bollenti. A questo punto il satiro rinnega l'amicizia dell'uomo, e si allontana per sempre.

    • 1 min
    Il cammello e Zeus

    Il cammello e Zeus

    Un cammello, geloso delle corna di un toro, andò da Zeus, e gli chiese se potesse dargli delle corna. Il dio, irato perché il cammello non era soddisfatto della forza e delle dimensioni del suo corpo, ma desiderava anche delle corna, non solo non gliele diede, ma tagliò anche una parte delle sue orecchie.

    • 1 min
    La cornacchia vanitosa

    La cornacchia vanitosa

    Una cornacchia molto ambiziosa capitò un giorno in un giardino, dove vivevano alcuni pavoni dalle bellisime penne variopinte.
    Si fermò incantata ad ammirare quegli uccelli meravigliosi:
    -Che manto prezioso possiedono- pensava tra sè. -Non ho mai visto nulla di più bello al mondo.
    E si crucciava guardando il suo mantello liscio e disadorno. Da quel giorno non fece che pensare alle piume bellissime dei pavoni.
    Se le capitava di specchiarsi in qualche laghetto, vedendo le sue piume nere e corte, diventava triste. Un giorno, mentre osservava
    quei suoi simili fortunati, vide sul terreno alcune penne che gli uccelli avevano perdute. La cornacchia pensò:
    -Ora mi infilerò sulla coda quelle oenne e avrò anch’io un manto prezioso come i pavoni.
    Detto fatto, prese le penne, se le infilò alla meglio e corse dalle sue compagne cornacchie. Tutta impettita, camminò in mezzo a loro,
    eslamando:
    -Puah! Come siete brutte con quelle pennacce nere. Guardate invece il mio manto!
    Le cornacchie però l’accolsero piuttosto male:
    -Chi credi di essere? Non sono certo quelle quattro penne che ti fsnno cambiare aspetto.Rimani sempre una cornacchia come noi.
    -Quanto siete sciocche!- rispose la cornacchia vanitosa e se ne andò a vivere con i pavoni.
    Questi, diedero un’occhiata alla nuova venuta, e subito non si accorsero che era una cornacchia. Così dissero tra loro:
    -Povera amica, com’è malconcia!
    La cornacchia allora, per farsi notare lanciò un bel grido, Ma al suo cra cra, assai sgraziato, i pavoni la riconobbero subito e la fecero
    scappare a furia di beccate. L’uccello, pesto e spennacchiato, tornò dalle sue compagne. Ma anche questa la scacciarono con male parole.

    • 2 min
    La pulce e il bue

    La pulce e il bue

    Quel giorno una piccola pulce sembrava meno vivace del solito. Le sue minuscole alette non avevano voglia di scuotersi e le zampettine che normalmente la portavano a saltellare avanti e indietro, erano pressoché immobili. Era una pulce graziosa e nervosetta, anche se quel mattino la noia pare va essersi impossessata di lei. Per vivacizzare le sue ore decise di andare a trovare il bue della fattoria. Il grande animale pascolava quieto nelle verdeggianti distese erbose che circondavano le stalle, scuotendo di tanto in tanto la sua lunga coda sotto i caldi raggi del sole.

    Con agili piroette l'animaletto andò a posarsi davanti a lui. "Salve " Strillò con un vocino acuto. "Oh, buongiorno". Rispose gentilmente il bue avvicinando il suo grosso muso al minuscolo corpicino dell'insetto. "Sai", disse la piccolina "avevo voglia di chiacchierare con qualcuno"
    "Bene, e di cosa vogliamo parlare?" Chiese il bue. "Non so..., raccontami un po' del tuo lavoro "

    "Io lavoro per l'uomo e svolgo duri compiti. Il mio padrone é un contadino e per lui tiro l'aratro, obbedendo a ogni suo ordine". Spiegò il bue. "Che buffo!" Squittì la piccola pulce "Io invece non prendo ordini da nessuno e mi riposo quando ne ho voglia. L'unica cosa a cui devo fare attenzione è di non essere schiacciata dalle manacce di qualcuno. Ma tu cosa ne ricavi da tanta fatica?" Il bue, con un moto di commozione nella voce, mormorò: "Ecco vedi, quelle mani di cui tu hai paura, si trasformano per me in tenere carezze". Mentre parlava alcune lacrime di gioia gli scivolarono lungo il muso. "L'uomo apprezza il lavoro che svolgo per lui e mi ripaga con tanto affetto." La pulce, stupita dal pianto del suo amico, si allontanò piano ripensando a quanto udito. Chissà, forse quell'affetto di cui il bue parlava con tanta commozione era veramente un bel premio.

    • 3 min
    Il passero e la lepre

    Il passero e la lepre

    Una lepre, mentre correva nel prato, fu ghermita dagli artigli di un’aquila, che voleva divorarla. Mentre la sfortunata volava verso il nido del rapace, incrociò un passerotto, che le disse: “Ah, che lepre distratta! Avresti dovuto prestare più attenzione prima di metterti a correre nel prato e adesso farai la fine che meriti”.
    Il passero non aveva finito la frase che un falco si buttò su di lui e lo catturò; la lepre, allora, rispose: “Adesso posso morire felice! Tu, sciagurato, pensavi di darmi lezioni di vita, ma a quanto pare farai la mia stessa fine”.

    • 1 min

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