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Il meglio degli scrittori classici e contemporanei in tutti gli stili, ma sempre con la ricerca della verità al primo posto

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Il meglio degli scrittori classici e contemporanei in tutti gli stili, ma sempre con la ricerca della verità al primo posto

    Tutti i giorni con Maria, il nuovo libro di Rino Cammilleri

    Tutti i giorni con Maria, il nuovo libro di Rino Cammilleri

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6146

    TUTTI I GIORNI CON MARIA, IL NUOVO LIBRO DI RINO CAMMILLERI di Costanza Signorelli
    Fa perdere la testa agli scettici, che devono moltiplicare a dismisura i loro sforzi negazionisti. E allo stesso tempo, fa impazzire i super devoti, i quali mai avrebbero pensato di essere così impreparati sull'argomento. Insomma "Tutti i giorni con Maria. Il calendario delle apparizioni" di Rino Cammilleri, non è solo una novità tra le pubblicazioni della casa editrice Ares, ma è un'autentica scoperta per chiunque vi si accosti. Si tratta infatti di oltre 700 pagine, in cui ognuno dei 365 giorni dell'anno è coperto dal racconto di un'apparizione della Madonna, salvo rare eccezioni che sono però ampliamente supplite dalle date in cui le visite della Mamma Celeste, in un sol giorno, si moltiplicano.
    -Si parte perciò, con la proclamazione di Maria quale "Madre di Gesù e Madre di Dio" da parte dei padri del Concilio di Efeso nel 431: è il primo di gennaio. E si chiude, il 31 dicembre, con la memoria di Caterina Labourè: la veggente della medaglia più diffusa al mondo, la cui immagine della Madonna che elargisce Grazie, è impressa nella mente persino dei non credenti.
    In mezzo a questi due estremi si sviluppa l'intero calendario mariano che, lontano dallo stile enciclopedico, vuole essere una sorta di compilation da consultare giorno dopo giorno, con un certo spirito di allegrezza. D'altra parte, il contenuto è assolutamente serio, trattandosi di ciò che la Madre del Verbo ha detto al Suo popolo in oltre duemila anni di storia del Cristianesimo.
    "Non sempre - spiega l'autore - si tratta di apparizioni vere e proprie, talvolta si narra di manifestazioni soprannaturali che hanno come protagonista la Madonna, e a cui si deve la costruzione di un santuario o una festa locale. Altre volte invece la Madonna si limita a muovere (miracolosamente, ovvio) gli occhi o la mano in un quadro o una statua che la raffigura, oppure a piangere. Ma è sempre da Lei che parte l'iniziativa. Perciò, è sembrato doveroso inserire anche questi fatti".
    In ogni caso, la maggior parte della narrazione tratta di autentiche apparizioni della Madonna, tanto che l'autore è tenuto ad una precisazione: "Non essendo tutte riconosciute dalla Chiesa (le mariofanie riconosciute ufficialmente sono solo quindici, ndr), il libro si affida principalmente al criterio del culto locale: migliaia infatti sono, per esempio, i santuari mariani riconosciuti dal vescovo del posto, essendo lui stesso l'autorità competente in merito a tali fenomeni".
    E allora vediamone qualcuno. Partiamo, per esempio, da Matemblewo, in Polonia, dove la Madonna ha aiutato materialmente a partorire una donna sola e attempata, salvando lei e la neonata creatura (27 gennaio). Passiamo poi da Forte Deus, in India, dove nel 1536 una "Signora di incomparabile bellezza" ha abbagliato con i suoi raggi di luce la formidabile armata musulmana, liberando così i cristiani assediati e salvando la città (14 febbraio). Procediamo poi con la Statua della Vergine di Copacabana che, di fronte all'Eucaristia innalzata, ha preso vita e ha fatto sgorgare una fonte d'acqua in un villaggio colpito da siccità, siamo in Perù (23 maggio). C'è poi l'affresco che grondò sangue dopo che un giocatore d'azzardo infuriato, sfregiò il volto della Madonna nel santuario di Santa Maria del Paradiso a Clusone (Bergamo) (19 giugno). E ancora: la Madonna Nera di Altotting, in Baviera, che risuscitò un bambino di tre anni caduto in un torrente e annegato (27 maggio); oppure Nostra Signora di Ostiglia (Mantova) che, apparendo ad una contadinella sordomuta, le fece chiedere ai compaesani di costruire un Santuario in suo onore. La bambina, obbedendo, prese a parlare rendendo noto a tutti il prodigio della Madonna (26 novembre). E infine, c'è la Madonna dipinta

    • 7 min
    Le favole di Gianni Rodari al servizio dell'ideologia comunista

    Le favole di Gianni Rodari al servizio dell'ideologia comunista

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6109

    LE FAVOLE DI GIANNI RODARI AL SERVIZIO DELL'IDEOLOGIA COMUNISTA di Andrea Bartelloni
    "Dovevo essere un pessimo maestro ma preparato nel suo lavoro e avevo in mente di tutto dalla linguistica indoeuropea al marxismo (...); avevo in mente di tutto fuorché la scuola. Forse, però, non sono stato un maestro noioso. Raccontavo ai bambini, un po' per simpatia un po' per voglia di giocare, storie senza il minimo riferimento alla realtà né al buon senso, che inventavo servendomi delle "tecniche" promosse e insieme deprecate da Breton".
    Questo è quanto dice di se stesso Gianni Rodari nato cent'anni fa, nel 1920, autore famoso di filastrocche ben note a molti ragazzi che sono cresciuti negli anni 60, 70, 80, ma anche ai giorni nostri i suoi libri sono consigliati e presenti nelle librerie e nelle nostre case.
    Scritti spesso caratterizzati da rovesciamenti di prospettiva come quando parlando della cicala e della formica quest'ultima è descritta come un essere avaro, mentre la cicala è quella generosa che regala il suo canto. Ribaltando la morale di Esopo.
    Di formazione cattolica, Gianni Rodari, dal 1935 al 1937 milita nell'Azione Cattolica a Gavirate, in un paese del Varesotto dove comincia scrivere i primi racconti. Brillante, intelligente, si diploma a soli 17 anni e diventa un appassionato lettore che si avvicina a Nietzsche, Schopenhauer, Lenin, Stalin, Trotsky e si incuriosisce "sul marxismo come concezione del mondo".
    Nel 1939 si iscrive all'Università Cattolica di Milano, facoltà di lingue, senza laurearsi. Nel 1941 è iscritto al partito fascista e dopo la fine del regime, nel 1944, si scrive a quello comunista e qui inizia la sua carriera di giornalista prima a "Ordine Nuovo" e poi a "l'Unità". Nel 1950 il partito lo chiama Roma a dirigere il "Pioniere".

    IL SOL DELL'AVVENIRE
    Dal 1952 cominciano i suoi viaggi in Unione sovietica, l'ultimo sarà nel 1979, un anno prima della sua morte. Dal 1956 al 1958 torna all'Unità per poi passare a Paese Sera. Scrittore per l'infanzia, pluripremiato, il suo primo lavoro è del 1959 e dal 1960 pubblica con Einaudi poi Mursia e Interlinea.
    Nel 1970 lascia Paese Sera e ricomincia lavorare e pubblicare per Einaudi ed Editori Riuniti. Lo scopo del suo lavoro è sempre stato quello di tendere a immaginare un mondo diverso in tutto: la scuola, la famiglia, la democrazia, tenendo presente che il suo committente è "il movimento operaio e democratico più che il mio editore" diceva nel 1974.
    Era molto critico verso la scuola, nel 1968 la definirà "un riformatorio ad ore". Nel suo Manuale del pioniere, scritto nel 1951, forse proprio per migliorare la scuola come la intendeva lui arriva a "sollecitare le organizzazioni democratiche (Partiti, Udi, associazione Italia-Urss, ecc.) perché organizzino spettacoli cinematografici per ragazzi, procurandosi anche qualcuna delle molto belle pellicole per ragazzi prodotte nell'Unione Sovietica e nelle democrazie popolari" (pag. 80).
    In molte sue filastrocche traspare sempre il suo sfondo ideologico. Intellettuale comunista dall'inizio alla fine non ha mai nascosto questa sua militanza, vediamone una.

    BANDIERE
    Bella la bandiera tricolore
    sboccia al sole come sboccia un fiore.
    Ma le bandiere sono tutte belle,
    fatte per sventolare insieme come sorelle...
    L'italiana, l'inglese, la francese,
    la russa, la cinese
    e quella di Maometto:
    mille più mille bandiere a braccetto!!
    Credere che sia stata scritta da dei bambini è abbastanza improbabile. Erano anni in cui la bandiera russa e cinese grondavano il sangue di milioni di prigionieri e di dissidenti. I suoi viaggi in Unione sovietica erano i viaggi di un militante del PCI e al ritorno le sue testimonianze non davano resoconti di quella che era la situazione...

    • 6 min
    Otto libri da leggere e regalare nel 2020

    Otto libri da leggere e regalare nel 2020

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6031

    CIVITAVECCHIA 25 ANNI CON MARIA
    Le apparizioni, i segni, il messaggio
    Flavio Ubodi - Ares - pagine 312 - € 11,90 (prezzo Amazon) - febbraio 2020
    Dal 2 al 6 febbraio del 1995, a Pantano di Civitavecchia, una statuina della Madonna raffigurante la regina della Pace lacrimò sangue per tredici volte nel giardino della famiglia Gregori. Pianse ancora sangue il 15 marzo nelle mani del vescovo Girolamo Grillo. Da quel giorno altri eventi soprannaturali si sono succeduti: una seconda Madonnina, identica alla precedente, dono di un cardinale a nome del Papa, ha incominciato a effondere un olio profumato durante alcune feste religiose o di fronte a persone riunite in preghiera; la Vergine stessa è apparsa e ha dato i suoi messaggi. Prima destinataria e strumento di queste manifestazioni è la famiglia Gregori: padre, madre e tre figli, tutti resi partecipi di tante grazie e segni straordinari. Ma anche il vescovo è stato reso testimone di tutto.
    Questo volume, agile come una guida del pellegrino, espone tutti i fatti salienti della vicenda; i documenti sulle analisi scientifiche, che hanno escluso truffe e manipolazioni; i documenti che rivelano la devozione di san Giovanni Paolo II verso la Madonnina; i riconoscimenti pubblici dell'autorità della Chiesa; le testimonianze dei Gregori. Solo qui compaiono i testi dei messaggi della Madonna delle Rose dal Cuore Immacolato e Regina delle Famiglie - così Maria si è presentata a Civitavecchia -, nei quali mette in connessione queste sue visite con le apparizioni di Fatima. È in atto una battaglia contro la Chiesa e contro la famiglia - rivela nei messaggi -, ma il trionfo del suo Cuore Immacolato, promesso già nel 1917, si compirà, e ciò avverrà mediante la fedeltà delle famiglie nell'unità della Chiesa.
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    CATTOLICI NEL MONDO
    Uso e manutenzione
    Il Timone Editore - pagine 100 - € 7,90 - gennaio 2020
    Abbiamo un manuale d'istruzioni per tutto ormai, ci mancava proprio quello per vivere nel mondo senza essere del mondo. Le regole da sole non bastano, ma come diceva San Bendetto da Norcia, aiutano a dirigere «la vita di quelli che obbediscono».
    Quando e come pregare, come si sta a tavola, il lavoro, l'importanza dell'essere stanziali, il bel dormire, il silenzio, l'esercizio dell'autorità, questi sono alcuni elementi da non trascurare per fare funzionare al meglio un cattolico nel mondo,
    Quindi per mangiare, riposare, pregare, educare, lavorare, divertirsi… ci vogliono le istruzioni!
    Ecco il necessario libretto di 100 pagine da tenere sempre a portata di mano, seguendo la Regola di San Benedetto
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    SACERDOZIO E MONACHESIMO BENEDETTINO
    Come San Benedetto può essere un esempio per il prete diocesano
    Sergio Paganelli - Fede & Cultura - pagine 96 - € 14,00 - novembre 2019
    Nell'attuale sbandamento e disorientamento dottrinale e pastorale, la spiritualità monastica benedettina è un esempio che può tornare a dare sostanza al ministero sacerdotale, specie nel caso del prete diocesano che vive immerso nel mondo, in un contesto difficile. L'autore di questo libro, in una lettera a un immaginario sacerdote novello, spiega come tornare a vivere l'essenziale con lo sguardo rivolto al cielo e a Dio pur nella complessa quotidianità di questo secolo (prefazione di Aldo Maria Valli).
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    IL TRAMONTO DEL QUINTO SOLE
    Un romanzo storico che narra un viaggio avventuroso nel mondo azteco
    Matteo Soldi - Ares - pagine 272- € 15,30 (prezzo Amazon) - ottobre 2019
    Quando il 22 aprile 1519 Cortés sbarca sulle coste del Messico l'impero azteco è al culmine della sua potenza. Domina da mare a mare, è Cem Anahuac, l'Unico Mondo. Eppure sinistri...

    • 11 min
    Il finale sconosciuto dei Promessi Sposi

    Il finale sconosciuto dei Promessi Sposi

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5907

    IL FINALE SCONOSCIUTO DEI PROMESSI SPOSI di Giovanni Fighera
    I promessi sposi e la Divina Commedia sono due pilastri della letteratura italiana, fondamentali anche nell'impianto della scuola: il romanzo manzoniano è, infatti, centrale nello studio letterario del biennio (gran parte del secondo anno si affronta lo studio e la lettura dell'opera), mentre il poema dantesco dovrebbe essere affrontato lungo tutto il percorso del triennio (una cantica per anno), anche se questo, purtroppo, accade in pochissimi casi.
    Spesso, gli insegnanti si lamentano per il fatto che gli studenti non apprezzino I promessi sposi che, oltre ad essere il romanzo più importante che sia stato scritto nella nostra letteratura, rappresenta in forma concreta e incarnata il genio del cristianesimo. Il romanzo italiano più importante è anche il meno amato dai giovani, che si trovano a leggerlo in un'età forse sbagliata, troppo prematura.
    Il disamore è probabilmente accentuato anche dal fatto che, talvolta, gli insegnanti assegnano la lettura dei capitoli come compito a casa invece di accompagnare i ragazzi con spiegazioni che introducano alla comprensione e alla bellezza dell'opera.
    È più facile che gli studenti sappiano ripetere i commenti di critici illustri o il loro giudizio sulla provvidenza manzoniana piuttosto che dire semplicemente come si concluda il romanzo. Quando si chiede agli studenti come termini il romanzo più popolare della nostra letteratura, i più rispondono: «Con il matrimonio di Renzo e Lucia». Trovo assurdo (ovvero senza senso) che gli insegnanti leggano o facciano leggere i primi venti capitoli dell'opera (come accade da quanto so nella migliore delle ipotesi) in modo tale che gli studenti non conoscano il secondo e il terzo pilastro portante nero del romanzo (ovvero l'Innominato e la peste, mentre il primo pilastro nero è Gertrude) e non sappiano del tutto cosa accade dopo la pestilenza, quando Renzo ritorna al suo paese e si sposa con Lucia. E le vicende non sono ancora concluse.
    La lettura del romanzo dovrebbe approdare a quanto Manzoni racconta dopo il matrimonio dei due promessi sposi, nelle ultime pagine del romanzo. Una volta sposato con Lucia, Renzo va ad abitare in un paesino della bergamasca, dove si crea una forte attesa per vedere quella donna per la quale il giovanotto ha passato tante traversie. Quando finalmente la sposa giunge in paese, le persone incominciano a esprimere giudizi non sempre lusinghieri sull'aspetto della ragazza. Le voci girano finché qualche «amico» non pensa di riportarle a Renzo. Questi mostra di aver tutto sommato mantenuto l'indole di un tempo, covando dentro di sé un'ira pronta a esplodere.
    Ma finalmente Renzo ha la possibilità di cambiare paese e di comprare lì un filatoio assieme al cugino Bartolo. Ma i fastidi iniziano a farsi sentire anche lì. La vita dell'uomo non è mai perfetta, immune dalla sofferenza e dai problemi. Si desidera sempre indossare un vestito che non è il proprio, si percepisce un'insoddisfazione che è come un pungolo, anche quando si pensa di aver raggiunto l'obiettivo tanto agognato.
    Manzoni, per rappresentare tale situazione esistenziale, utilizza un'immagine icastica: l'uomo è come un infermo che desidera cambiare letto, guarda quello altrui e lo vede più comodo e confortevole. Quando finalmente riesce a trovare un altro giaciglio, inizia a sentire...

    "qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. E per questo, soggiunge l'anonimo, si dovrebbe pensare più a far bene, che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio"

    Il romanzo non è ancora terminato. L'attività di Renzo procede bene. Nel primo anno di matrimonio, nasce Maria cui seguono tanti altri bambini. Renzo provvede a che...

    • 9 min
    Comunismo, l'utopia senza Dio

    Comunismo, l'utopia senza Dio

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5902

    COMUNISMO, L'UTOPIA SENZA DIO di Giuliano Guzzo
    «Godless Utopia», l'utopia senza Dio. Si chiama così l'ultima fatica letteraria di Roland Elliott Brown, studioso e firma di autorevoli testate quali Foreign Policy, Guardian e The Spectator. Un libro che si annuncia davvero interessante se non altro perché è il primo, in assoluto, a raccogliere in modo sistematico il materiale propagandistico sovietico contro la religione. Battaglia, questa, che i comunisti continuarono senza tregua dal 1917 al 1991, fino all'implosione del loro regime, e che iniziarono subito a ridosso della Rivoluzione d'Ottobre al grido di «abbiamo sterminato gli zar terreni e stiamo arrivando a quelli celesti!».
    In effetti, i sovietici furono di parola dal momento che intrapresero una campagna martellante per screditare tutte le divinità, le confessioni e le tradizioni religiose sul vasto ex impero. Non solo. Chiusero tutte le scuole religiose, chiusero i monasteri e si attivarono per la distruzione totale delle proprietà della chiesa. A dire il vero, però, l'odio comunista non si limitò solo alla Chiesa e alla religione, ma incluse tutto ciò che riguarda l'ordine naturale, famiglia e vita in primis.

    APPENA AL POTERE LENIN APPROVÒ LEGGI SU MATRIMONIO CIVILE, DIVORZIO E ABORTO
    Sin dal principio, infatti, i comunisti si mostrarono tempestivi, come meglio non potevano, nel lavorare contro l'istituto familiare: il 19 ed il 20 dicembre 1917 - subito dopo la mitica Rivoluzione, dunque - furono varati due provvedimenti che oggi, peraltro, troverebbero senza dubbio posto nell'agenda progressista: il primo, sul divorzio, stabiliva che bastasse la richiesta di uno solo dei coniugi per ottenerlo, mentre il secondo decretò l'abolizione del matrimonio religioso in favore di quello civile. La ciliegina sulla torta, se così possiamo dire, arrivò poi nel novembre del 1920 con la legalizzazione dell'aborto procurato sulla base della semplice richiesta della donna, da effettuarsi in strutture idonee e con personale autorizzato; una misura che rimase in vigore fino al 1936, quando il legislatore sovietico, verosimilmente allarmato dallo scenario venutosi a creare, tornò sui propri passi con un sorta di «controriforma familiare».
    Ma torniamo alle 191, dense pagine di Godless Utopia, ricche di illustrazioni, poster e copertine delle riviste atee dell'era comunista, con accurate traduzioni degli slogan. Il volume nasce per rompere il silenzio su un argomento che, in Occidente, non ha mai smesso di essere tabù: l'ateismo sovietico, appunto. Questo nonostante ci fu chi, da subito, denunciò apertamente tale dramma. Come fece Papa Pio XI che nella sua enciclica Divini Redemptoris, con chiaro riferimento proprio alla dittatura comunista russa, affermò testualmente: «Abbiamo sovente e con premurosa insistenza denunziate le correnti atee minacciosamente crescenti».

    LA CADUTA DEL COMUNISMO SOVIETICO
    Sfortunatamente, la cultura laica occidentale ha completamente perso memoria di quel periodo e, soprattutto, dell'ateismo di Stato e di ciò che comportò per milioni di contadini. Già, perché - sottolinea Elliott Brown - nel 1917 la stragrande maggioranza della popolazione del nascente stato sovietico era composta da contadini sì analfabeti eppure solidamente ancorati alle tradizioni e ai principi del cristianesimo ortodosso, che per loro era il solo fondamento culturale e spirituale. Un radicamento che la dittatura comunista - a suon di propagande, certo, ma anche atroci persecuzioni - fece il possibile per eliminare; salvo poi, dopo decenni, cadere miseramente. E non in giorni qualsiasi. Anzi.
    La fine dell'impero sovietico fu stabilita l'8 dicembre 1991, festa dell'Immacolata Concezione, mentre la firma delle carte e la bandiera rossa ammainata dalla piazza rossa datano il 25...

    • 6 min
    Ipotesi su Gesù: ancora disponibile il long seller di messori

    Ipotesi su Gesù: ancora disponibile il long seller di messori

    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5882

    IPOTESI SU GESU': ANCORA DISPONIBILE IL LONG SELLER DI MESSORI di Rino Cammilleri
    La messe è molta, ma pochi i mietitori, pregate dunque il Padre perché mandi mietitori nella sua messe. Così dice Gesù nel Vangelo. Mietitori: in latino, la ex lingua sacra della Chiesa, «messores». Chissà chi avrà pregato per avere «messores», e con efficacia, in quel lontano 1976 quando uscì, in sordinissima, un libro fondamentale che parlava di Gesù. Un poco noto giornalista de «La Stampa», Vittorio Messori (appunto), ebbe la geniale idea di pubblicare un sommesso Ipotesi su Gesù per i tipi dell'editrice salesiana, editrice «di nicchia» come dicono gli addetti ai lavori.
    TRADUZIONI PERFINO IN COREANO
    Sommesso, appunto, come quel famoso granello di senape evangelico che poi diventa un grande albero. Nel nostro caso, milioni di copie vendute e traduzioni perfino in coreano. Provateci voi a pubblicare un libro che parla di religione con la Sei e poi state a vedere che cosa succede. Ve lo anticipo: niente. Cento copie vendute a chi è già d'accordo, e vi andrà bene se non sarete sconfessati dai preti stessi. Mi direte che oggi c'è la cristofobia, il gender, il politicamente corretto, l'ospedale da campo per immigrati… Sì, ma solo quelli che hanno una certa età sanno che, però, ancora non si spara, mentre nel 1976 sì. Riviste come «Il Male», dal significativo titolo, inneggiavano tranquillamente alla morte di Paolo VI, e questa era la «satira» che tirava.
    Un ricordo personale, consentitemi: ero un giovanotto fresco di conversione; andai a una messa contro l'aborto e dovetti passare attraverso due strette ali di lottacontinui che, fino alla porta della chiesa, urlavano, insultavano, cantavano a squarciagola coi megafoni Bandiera rossa. Dentro, pochi vecchietti che cercavano di stare vicini a me, timorosi. Infatti, io, che sapevo in anticipo della «manifestazione» orchestrata, ero venuto, con un paio di amici pure loro neo-convertiti, in giubbotto imbottito e anfibi. Per i curiosi di aneddoti: il parroco, evidentemente pre-conciliare, suonò a stormo le campane per tutta la durata della messa, onde coprire lo strepito infernale che c'era fuori. Questo era il clima.
    L'APOLOGETICA TORNA DI MODA
    L'apologetica? Seeeh! Roba pacelliana, un pallido ricordo pre-sessantotino, i più non l'avevano neanche sentita nominare (neanche io). Ebbene, Messori con quel suo libro la rimise in auge e, anzi, al centro del discorso. Molti di quelli che frequentano questo sito (se non tutti) si sono formati con quel libro. Si può dire che da allora abbiamo smesso di vergognarci di essere credenti, di credere che Gesù Cristo è Dio e che ha fondato una Chiesa Cattolica Apostolica e Romana.
    Messori, convertito anche lui, non aveva fatto altro che andare a vedere le carte, indagando sulle radici della fede e lavorandoci da giornalista investigativo. Poi, la famosa maggioranza silenziosa, che evidentemente non ne poteva più della prepotenza di una minoranza ideologizzata, piano piano uscì allo scoperto, decretando il successo planetario di un libro che parlava di Gesù non in termini devozionali ma facendo semplicemente appello alla ragione. Quel libro che nutrì un paio di generazioni di cattolici (e tanti ne convertì) è bene che venga riproposto, così com'è, ai giovani d'oggi, quelli che vanno appresso ai nuovi pifferai. Che in verità sono sempre gli stessi, solo invecchiati.

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