Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto

Gameromancer

Unisciti alla community – Segui la newsletter – Dona su Patreon Questo non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.

  1. Ep. 245: Animal Wellby – Game Over e il fine vita nei videogiochi

    6D AGO

    Ep. 245: Animal Wellby – Game Over e il fine vita nei videogiochi

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Se ami i videogiochi devi essere per il fine vita. L'hai capito giocando Life is Strange. Ad un certo punto salvi William, il padre di Chloe, dall'incidente che avrebbe spezzato la tua migliore amica. Solo che non si fotte con la linea temporale. Nella realtà che hai creato William è vivo, ma Chloe è comunque spezzata e non riesce a camminare più. E William sta comunque morendo, anche se in modo diverso. Chloe lo sa e ti chiede di lasciarla morire. Tu, dall'altra parte dello schermo, sai che è tutto finto. È solo un videogioco. Sei pure in una timeline alternativa. Hai il potere di viaggiare nel tempo e rimettere tutto a posto. E allora perché quella scelta è così pesante? Non bastasse, i videogiochi te lo hanno pure ripetuto nel 2021, nell'unica esclusiva per PS5 che valga davvero la pena di giocare. Returnal è la storia di una donna in pezzi che non riesce a morire, anche se è l'unica cosa che vorrebbe. Atropo la riporta indietro ogni cazzo di volta, e insegui la Pallida Ombra nella speranza di vedere i titoli di coda. È tutto nella testa di Selene. E infatti la Pallida Ombra non è la fine del gioco. Se sei stato Selene sai cosa vuol dire voler morire e non poterlo fare. Se sei stato Max, hai visto il dolore che provoca a Chloe e alla sua famiglia il sopravvivere quando quella non è più vita. E quindi se ami i videogiochi devi essere per il fine vita. A meno che per te non siano solo giochini.

    55 min
  2. Quanto è invecchiato Bloodborne? [not so]Retro

    MAR 30

    Quanto è invecchiato Bloodborne? [not so]Retro

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Perché dovresti giocare a Bloodborne nel 2026? Ma anche 27, 28, 29... Perché se non c'hai ancora mai giocato sei uno stronzo. Stai dormendo su uno dei picchi più alti che il videogioco come mezzo espressivo abbia mai raggiunto, punto. E se anche c'hai già giocato, vale la pena tornarci su. Che tanto di esclusive PlayStation non è rimasto altro e comunque nessuna a questo livello. Quanti altri giochi ti vengono in mente in cui la conoscenza è una meccanica di gioco che porta fisicamente a vedere e capire di più il mondo? E al tempo stesso però a percepirne l'orrore, a impazzire in preda alla sete di conoscenza, di potere, di sangue. Come le creature che popolano questo mondo. Bloodborne ancora oggi è una delle esperienze più vivide che si possano fare con un controller in mano. Non ci sono aree meno che bellissime, ogni nuovo luogo è un'epifania, arrivare a Yharnam per la prima volta è un ricordo indelebile impresso nelle pupille, anche di chi c'ha giocato tre ore morendo quaranta volte e disinstallando. E poi quel combat veloce e bilanciato, le trick weapon, le armi da fuoco, Padre Gascoigne, Lady Maria, Ludwig, Logarius, Gehrman, l'orfano... È il momento di svegliarsi da quest'incubo del giocatore di esclusive Sony invisibili come le Amygdala. Dopotutto cosa c'è di più agrodolce di: "Bentornato, buon cacciatore"

    1h 8m
  3. Ep. 243: Hell is Us spiegato male

    MAR 23

    Ep. 243: Hell is Us spiegato male

    Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Se non stai giocando Hell is Us, beh, chiedi la 104. L'hanno definito un po' tutti un soulslike investigativo, ma non hanno capito (strano) che il punto di Hell is Us è in come piega le dinamiche alla From Software per tirare fuori qualcosa di effettivamente nuovo.  Non c'è la corpse run, quindi andare in game over non comporta la perdita di nessun progresso se non quello geografico, perché si respawna sull'ultima posizione di salvataggio manuale.  E quando salvi i nemici non si rigenerano come quando usi i falò in Dark Souls, lo fanno solo quando abbandoni l'area. E in realtà, se sei riuscito a distruggere i cronocicli della zona, manco in quel caso. Il che vuol dire che puoi investigare senza rotture di coglioni. Non ci sono le Estus per evitare che la sfida faccia la fine di Charlie Kirk, ma quando fai danno a un nemico se premi col giusto tempismo il dorsale destro ripristini la salute che ti manca. Devi però tenere conto del fatto che se si svuota la barra della vita si accorcia anche quella del vigore. Cioè, sempre se non vuoi fare la fine di Charlie Kirk. Mi ha un po' scazzato un po' che manchi una mappa (anche se diverse aree poi alla fine ce l'hanno, è solo nei documenti), ma è abbastanza chiaro l'intento di farti prendere appunti durante la partita. Eppure non ho mai avuto la sensazione che un enigma fosse "troppo" o che stessi lasciando per strada qualcosa. Se non stai giocando Hell is Us quindi mi spiace un po' per te. Non tanto perché ti tocca la 104, ma perché stai dormendo su una perla nascosta.

    47 min

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