Intrepidamente

Laura Donadoni

Abbiamo bisogno di scintille per vivere la vita in modo intrepido, di momenti di ispirazione per trovare il coraggio di decidere e agire, scavalcando preconcetti e paure. Intrepidamente è un podcast di psicologia e crescita personale per anime intrepide.  Scritto e prodotto da Laura Donadoni

  1. MAY 6

    Come fanno persone normali a fare cose orribili — e a non riconoscerlo?

    Partiamo da un libro: Inno alla vita di Gisèle Pelicot. La storia di una donna che ha scoperto di essere stata violentata per anni dal marito, che la narcotizzava e invitava decine di uomini a casa. Una storia che ha scosso l'Europa intera — e che ci costringe a fare una domanda scomoda: come hanno fatto 51 uomini a non riconoscere quello che stavano facendo? In questo episodio uso il caso Pelicot come punto di partenza per esplorare i meccanismi psicologici che rendono possibile la violenza di gruppo. Meccanismi che non riguardano solo Mazan. Riguardano anche i commenti osceni sotto i post delle donne, il branco online, la responsabilità che si diluisce nel gruppo fino a sparire. Parliamo di deindividuazione — il fenomeno studiato da Philip Zimbardo, di disengagement morale, il processo descritto da Albert Bandura attraverso cui i propri standard etici vengono silenziati gradualmente. Di oggettivazione, il meccanismo analizzato dalla filosofa Martha Nussbaum, per cui l'altro smette di essere un soggetto. E di diffusione della responsabilità, documentata da Bibb Latané e John Darley: più siamo, meno ognuno si sente chiamato a rispondere delle proprie azioni.  Seguici sui social @intrepidamente.it e scrivici spunti o commenti a laura@intrepidamente.it   Riferimenti bibliografici Zimbardo, P. (2007). L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa? Raffaello Cortina Editore. Bandura, A. (1999). Moral disengagement in the perpetration of inhumanities. Personality and Social Psychology Review, 3(3), 193–209. Nussbaum, M. C. (1995). Objectification. Philosophy & Public Affairs, 24(4), 249–291. Latané, B., & Darley, J. M. (1968). Group inhibition of bystander intervention in emergencies. Journal of Personality and Social Psychology, 10(3), 215–221. Buckels, E. E., Trapnell, P. D., & Paulhus, D. L. (2014). Trolls just want to have fun. Personality and Individual Differences, 67, 97–102. Kimmel, M. (2008). Guyland: The Perilous World Where Boys Become Men. Harper. Connell, R. W. (1995). Masculinities. University of California Press. Seguici sui social, iscriviti alla nostra newsletter su www.intrepidamente.it e scrivici a laura@intrepidamente.it

    33 min
  2. APR 7

    Perchè non riusciamo più a restare: come si costruisce una relazione stabile?

    Perché non riusciamo più a restare? Oggi è facilissimo conoscere qualcuno. Eppure costruire una relazione stabile è diventato sempre più raro. Non mancano le persone — mancano i legami. In questo episodio esploriamo perché — con strumenti che vengono dalla psicologia cognitiva, dalla teoria dell'attaccamento e dalla psicologia sociale. --- Di cosa parliamo - Perché la libertà di scelta totale rende più difficile — non più facile — costruire relazioni - Il paradosso della scelta applicato al dating: quando troppe opzioni paralizzano - Perché la "scintilla" è un mito, e cosa costruisce davvero le relazioni stabili - Gli stili di attaccamento e perché ansioso ed evitante continuano ad attrarsi - La sensibilità al rifiuto e come ci tiene in relazioni ambigue e indefinite - Il sovraccarico di aspettative sul partner moderno - I tre errori cognitivi più diffusi: massimizzazione, romanticizzazione, posticipazione - Quattro strategie concrete per uscire dal loop --- Riferimenti e approfondimenti **Barry Schwartz** — psicologo e professore emerito allo Swarthmore College, autore di *The Paradox of Choice: Why More Is Less* (2004). Ha dimostrato che un eccesso di opzioni porta a paralisi decisionale e insoddisfazione cronica. Il suo TED Talk "The Paradox of Choice" è uno dei più visti di sempre. **John Gottman** — psicologo e professore emerito all'Università di Washington, fondatore del Gottman Institute. Ha condotto per oltre quarant'anni ricerche longitudinali sulle coppie, identificando i predittori di stabilità e rottura nelle relazioni. Opere di riferimento: *The Seven Principles for Making Marriage Work* (1999), *Why Marriages Succeed or Fail* (1994). **John Bowlby** — psichiatra e psicoanalista britannico, sviluppatore della teoria dell'attaccamento. Ha teorizzato che i legami emotivi formati nell'infanzia costituiscono modelli operativi interni che influenzano le relazioni per tutta la vita. Opera fondamentale: la trilogia *Attachment and Loss* (1969–1980). **Mary Ainsworth** — psicologa dello sviluppo, ha ampliato la teoria di Bowlby identificando gli stili di attaccamento (sicuro, ansioso-ambivalente, evitante) attraverso la ricerca sperimentale della "Strange Situation". Opera di riferimento: *Patterns of Attachment* (1978). **Eli Finkel** — psicologo sociale e professore alla Northwestern University, studioso delle relazioni romantiche contemporanee. Ha teorizzato il modello "All-or-Nothing Marriage", secondo cui le aspettative sul partner sono cresciute enormemente negli ultimi decenni, rendendo le relazioni potenzialmente più gratificanti ma anche molto più fragili. Opera di riferimento: *The All-or-Nothing Marriage* (2017). --- Se vuoi approfondire Barry Schwartz, *The Paradox of Choice* — disponibile in italiano come *Il paradosso della scelta*- John Gottman, *The Seven Principles for Making Marriage Work*- Eli Finkel, *The All-or-Nothing Marriage*- John Bowlby, *Attachment and Loss* (vol. 1: *Attachment*, 1969)- Mary Ainsworth et al., *Patterns of Attachment* (1978)Seguici sui social, ci trovi su instagram @intrepidamente.it  Seguici sui social, iscriviti alla nostra newsletter su www.intrepidamente.it e scrivici a laura@intrepidamente.it

    32 min
  3. FEB 3

    Crescita personale: quando è solo marketing e smette di aiutare, anzi può nuocere...

    Quando la crescita personale smette di aiutare Negli ultimi anni la crescita personale è diventata una risposta universale.Se qualcosa non funziona, se stai male, se sei in difficoltà, l’invito è quasi sempre lo stesso: lavora su di te. Ma cosa succede quando questo linguaggio smette di aiutare e inizia a colpevolizzare?Quando il miglioramento continuo diventa una pressione silenziosa?Quando il contesto scompare e tutto viene ridotto a mindset, volontà, responsabilità individuale? In questo episodio manifesto di Intrepidamente apro una riflessione critica sulla crescita personale contemporanea:– quando è uno strumento utile– quando diventa un prodotto– e quando rischia di trasformarsi in una forma sofisticata di controllo Attraverso psicologia, ricerca scientifica, esperienza sul campo e analisi culturale, questo episodio prova a rimettere ordine tra ciò che può davvero aiutare e ciò che oggi viene venduto come soluzione universale. Non è un episodio motivazionale.È un episodio per capire meglio. Ricerche e fonti citate nell’episodio • Crescita del mercato globale della self-improvement industryThe Business Research Company, Self-Improvement Products and Services Market Report • Determinanti sociali della saluteWorld Health Organization (WHO)Centers for Disease Control and Prevention (CDC) • Efficacia del self-help guidato rispetto alla psicoterapia face-to-faceCuijpers et al. (2010), Psychological Medicine • Efficacia del self-help CBT non guidato sulla depressioneCuijpers et al. (2023), review sistematica • Toxic positivity e invalidazione emotivaAnxiety and Depression Association of America (ADAA) • Uso acritico di materiali di auto-aiuto non evidence-based e aumento del victim blamingStudio su atteggiamenti colpevolizzanti verso persone depresseDove continuare la conversazione Segui Intrepidamente su Instagram 👉 @intrepidamente.it Leggi i miei articoli e approfondimenti sul blog di Rewriters 👉 https://rewriters.it/author/laura-donadoni/ Se questo episodio ti ha messo in discussione, ha fatto domande scomode o ha aperto una crepa, allora ha fatto il suo lavoro. Condividilo e lascia una recensione! Seguici sui social, iscriviti alla nostra newsletter su www.intrepidamente.it e scrivici a laura@intrepidamente.it

    22 min
  4. 12/19/2025

    Episodio 38 - Cosa metti nel piatto rispecchia i tuoi valori?

    Dicembre è il mese in cui mangiamo di più e pensiamo di meno.Cene, pranzi, aperitivi, carrelli pieni “per sicurezza” e menù che raccontano tutto… tranne ciò che davvero conta. In questo episodio di Intrepidamente parliamo di cibo ed etica, di sostenibilità sociale, di responsabilità individuale e di scelte consapevoli. Non per diventare consumatori perfetti, ma per smettere di mangiare in automatico. Perché scegliere cosa mettere nel piatto è un atto politico quotidiano. E vivere in modo intrepidamente significa anche assumersi la responsabilità delle proprie scelte, soprattutto quando riguardano il lavoro degli altri, le filiere invisibili, lo spreco e l’abbondanza senza senso. Parliamo di:perché al supermercato qualche informazione c’è, mentre al ristorante quasi scompareperché la sostenibilità non è solo ambientale ma anche socialeperché comprare troppo (soprattutto sotto le feste) è una forma di irresponsabilità collettivacome allenare uno sguardo più etico sul cibo, senza estremismi e senza sensi di colpa 🧰 Cassetta degli attrezzi – per approfondire Libri Cibo e libertà – Carlo Petrini. Un classico necessario per capire il cibo come diritto, relazione e responsabilità collettiva.Terra ribelle – Vandana Shiva. Non parla solo di ambiente, ma di potere, sfruttamento, filiere e giustizia sociale.Riprendiamoci il cibo – Altreconomia. Storie italiane di sovranità alimentare, comunità, pratiche alternative e scelte consapevoli.La spesa nel carrello degli altri – Andrea Segrè. Per capire povertà alimentare, spreco e disuguaglianze, anche quando non le vediamo. Podcast Mangia Sostenibile. Approccio divulgativo e concreto al tema del cibo, tra scelte quotidiane e impatto sociale. Seguici sui social, iscriviti alla nostra newsletter su www.intrepidamente.it e scrivici a laura@intrepidamente.it

    16 min
  5. 11/21/2025

    Episodio 37 - Il test per riconoscere una relazione tossica

    Capita a tutti, almeno una volta nella vita, di chiedersi se una relazione stia davvero facendo bene oppure se, lentamente, stia erodendo autonomia, autostima, libertà. In questo episodio ti accompagno dentro una riflessione pratica e senza sconti: quali sono i segnali che indicano una dinamica tossica? Come si riconoscono i comportamenti di controllo, manipolazione, svalutazione, isolamento emotivo? E soprattutto: cosa puoi fare concretamente se inizi a rispondere “sì” a troppe domande? Parto dall’esperienza quotidiana nel centro antiviolenza dove svolgo il mio tirocinio di psicologia: lì, quando una persona chiede aiuto, uno dei primi passi è l’assessment del rischio, una serie di domande per capire quanto la relazione sia sicura o quanto invece presenti campanelli d’allarme. In questa puntata ripercorro alcuni di questi indicatori, adattati per l’autovalutazione personale, validi per uomini e donne, senza distinzione di genere. Non è un test diagnostico e non è un giudizio sul tuo partner: è un invito a fermarti, interrogarti e mettere al centro la tua libertà. Le relazioni sane sono spazi dove si cresce, non dove ci si restringe. Cassetta degli attrezzi Judith Herman, Trauma and RecoveryLundy Bancroft, Why Does He Do That?Leslie Morgan Steiner, talk TED “Why domestic violence victims don’t leave”Articoli e test su relazioni tossiche disponibili su: Guidapsicologi, Unobravo, Psicologi OnlineRisorse informative del network D.i.Re – Donne in Rete contro la Violenza Podcast e voci utili:Interviste e materiali divulgativi legati al lavoro di Judith HermanEpisodi dedicati alle dinamiche relazionali su Esther Perel – Where Should We Begin? Se vuoi contattarmi trovi tutto su Instagram @intrepidamente.it o via email a team@intrepidamente.it. Seguici sui social, iscriviti alla nostra newsletter su www.intrepidamente.it e scrivici a laura@intrepidamente.it

    19 min
  6. 10/31/2025

    Episodio 36 - Ciò che non dici il corpo lo racconta

    C’è un confine sottile tra ciò che pensiamo e ciò che sentiamo. In questo episodio esploriamo il legame profondo tra mente e corpo: dagli esperimenti che hanno dimostrato che una finta operazione può alleviare il dolore quanto una vera, agli studi che rivelano come la meditazione rafforzi il sistema immunitario e come lo stress rallenti la guarigione.  Il neurochirurgo Sanjay Gupta, nel suo libro It Doesn’t Have to Hurt, spiega che il dolore non nasce solo nel corpo, ma nel cervello, e che la mente può imparare a spegnerlo. E poi la psicologia e la psicoanalisi ci mostrano l’altra faccia del corpo: quella che parla, sogna, ricorda. Quando non troviamo le parole, è il corpo a raccontare la verità — attraverso tensioni, sintomi, malattie, ma anche guarigioni. Un viaggio tra scienza e simbolo, per riscoprire che corpo e mente non sono due entità separate: sono la stessa melodia. 🧠  Cassetta degli attrezzi Libri e podcast per approfondire i temi dell’episodio: Sanjay Gupta, It Doesn’t Have to Hurt: Your Smart Guide to a Pain-Free Life (Simon & Schuster, 2025)Norman Doidge, The Brain That Changes ItselfAnne Ancelin Schützenberger, La sindrome degli antenatiDidier Anzieu, L’Io-pelleSolomon Resnik, Il teatro del sognoPodcast: The Huberman Lab Podcast 📬 Se vuoi contattarmi, mi trovi su Instagram @intrepidamente.it oppure via email a team@intrepidamente.it  Seguici sui social, iscriviti alla nostra newsletter su www.intrepidamente.it e scrivici a laura@intrepidamente.it

    19 min
  7. 10/17/2025

    Episodio 35 - Il potere del pensiero divergente

    A scuola ci insegnano a cercare la risposta giusta.Una sola. Sicura. Confermata.Ma la creatività non funziona così.E nemmeno la vita. In questo episodio esploriamo il pensiero divergente: la capacità di immaginare soluzioni nuove, inaspettate, fuori dagli schemi.Scopriremo come funziona nel cervello, perché la società ci abitua a reprimerlo, e in che modo possiamo allenarlo per diventare più flessibili, innovativi e liberi nel pensiero. Parliamo di neuroscienze, scuola, resilienza mentale, lavoro creativo.E tutto parte… da una graffetta. 🧰 Cassetta degli attrezziQuattro risorse per approfondire il tema:📘 Lateral Thinking – Edward de BonoUn classico della creatività applicata: de Bono ci guida a scardinare il pensiero lineare con tecniche semplici e provocatorie.🎧 The Creative Life – podcast di James TaylorInterviste a creativi da tutto il mondo, con spunti pratici per alimentare il pensiero non convenzionale.📘 Wired to Create – Scott Barry Kaufman & Carolyn GregoireUn viaggio nelle ricerche neuroscientifiche sulla creatività, tra estroversione, vulnerabilità e immaginazione.🎧 Hidden Brain – episodio “The Creative Curve”Una riflessione brillante su come le idee originali nascono a partire da ciò che già conosciamo… ma guardato da un’altra angolazione.Seguici su instagram @intrepidamente.it o contattaci attraverso il nostro sito www.intrepidamente.it Seguici sui social, iscriviti alla nostra newsletter su www.intrepidamente.it e scrivici a laura@intrepidamente.it

    16 min

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