12 episodes

This podcast provides a series of audio visuals materials that deal mainly with Architectural Theory and Information Technology. The materials are in the majority of the cases recordings of Conferences or Talks by the author or audio visual projects creatd by researchers and students working with him.

Lectures Talks Comments by Antonino Saggio Antonino Saggio, professor of Architecture Rome La Sapienza

    • Arts

This podcast provides a series of audio visuals materials that deal mainly with Architectural Theory and Information Technology. The materials are in the majority of the cases recordings of Conferences or Talks by the author or audio visual projects creatd by researchers and students working with him.

    Buone Nuove Donne In Architettura mostra al MAXXI di Roma

    Buone Nuove Donne In Architettura mostra al MAXXI di Roma

      Vista della Mostra al MAXXI di Roma Buone nuove Donne in Architettura al MAXXI di Romaa curda di  Pippo Ciorra Elena Motisi, Elena Tinaccisino all 11 Settembre  2022 5. Elizabeth Diller. Diller+ Scofidio and Renfro partners  Bad Press: Dissident ironing, 1993 6. Elizabeth DillerDiller Scofidio and Renfro Partners The Shed, New York, 2019 (installazione al MAXXI) 4. Lina Malfona, Plastici di case nel Lazio °°°3 Jeanne Gang, Studio Gang, Gilder Center, New York (plastico)3a Jeanne Gang, Studio Gang, Gilder Center, New York (disegno)3b Jeanne Gang, Studio Gang, Gilder Center, New York Interno realizzazione *** 2 Dorte Mandrup, Icefjord Centre, 20212a Dorte Mandrup, Icefjord Centre, 2021 foto MAxxi *** 1 Mariam Kamara, atelier masomiNiamey Cultural Center ººº 0.Benedetta Tagliabue, EMBT Spanish Pavilion, 2010 - World Expo Shanghai00.Benedetta Tagliabue, EMBT Spanish Pavilion, 2010 - World Expo Shanghai Foto plastico000.Benedetta Tagliabue, EMBT Spanish Pavilion, 2010 - World Expo Shanghai foto Plastici LEGGI L'ARTICOLO DI SAGGIOLe idee delle donne lasciano il segno fai una cosa di sinistra!COMPRA O ABBONATI A LEFT

    Albergo distrutto - albergo ritrovato dell'architetto Giorgio Romoli

    Albergo distrutto - albergo ritrovato dell'architetto Giorgio Romoli

    Tutti sanno che la sede del design in Italia è Milano. E non credo che bisogna ricordare i nomi di una tradizione che parte con la figura di Gio Ponti e del più giovane,  e decisamente più razionalista,  Franco Albini negli anni del Trenta del Novecento e continua vigorosa per tutto il dopoguerra, con il suo apice negli anni Sessanta e Settanta con figure quali Ettore Sottsass, Tobia Scarpa, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Joe Colombo. Ecco perché l’espressione di uno dei grandi maestri e critici dell’architettura italiana che vi sto per riportare appare di particolare interesse. Bruno Zevi girava sempre con un piccolo numero di dardi nella sua tasca destra. D’improvviso ne tirava fuori uno e lo usava per colpire l’avversario di turno. Vuoi un bolso architetto accademico, uno studente tronfio ma ignorante, un collega burocratico. Ma questi dardi servivano anche per fare dei centri memorabili. per cogliere la sostanza delle questioni. (Spero che non mi prendiate alla lettera, in ogni caso se ve ne prendevate uno di questi dardi anche se virtuali vi assicuro che ve lo ricordavate). Quindi In visita all’opera di cui vi vogliamo parlare oggi Zevi disse la grande frase:"Ma allora il design esiste anche a Roma!” L’opera che suscitò l’entusiasmo di Bruno Zevi era la ristrutturazione di un albergo centralissimo nei pressi di Piazza Fontana di Trevi, l’Hotel delle nazioni. Un albergo bellissimo come potete vedere e di cui vi presentiamo oggi le foto per tante ragioni. Innanzitutto per dare linfa ai nuovi designer di oggi perché da questa opera c’è molto da imparare. E poi perché una rivista serve a ricordare e forse un poco a vendicare. Infatti questo opera è stata brutalmente distrutta. Il suo architetto si chiama Giorgio Romoli. E’ stato per trent’anni e più professore alla facoltà di architettura a Sapienza e negli anni Novanta docente della nostra scuola a Maputo in Mozambico. Il suo amore per i luoghi lontani lo ha portato oggi nel lontano Perù (eh si, la terra di origine di Paul Gauguin) dove è ben attivo come progettista critico e docente. E se vi va scrivetegli: giorgioromoli@yahoo.it. E da quel lontano paese che mi manda una email, di questo sua opera distrutta. Ho  pensato che ExiBart fosse la rivista migliore per farla (ri)conoscere. “Ho rivisto quelle foto con una certa nostalgia - mi ha scritto - e contemporaneamente ho pensato al fatto che, tranne le poche persone che l’hanno frequentato, di cui molte straniere, i giovani non ne sapranno mai niente.”Si tratta di una ristrutturazione di un albergo già esistente per farlo passare di categoria e quindi rinnovarlo completamente.   click sull'immagine per ingrandirla  Sempre cruciale in un albergo è il piano terra che deve essere ampio, accogliente, elegante,  il più aperto possibile. Ma allo stesso tempo nel piano terra confluiscono i discendenti dei bagni. E’ un conflitto che ogni progettista deve affrontare. Di norma i discendenti vengono deviati nel contro soffitto con la cura nel mantenere la necessaria inclinazione oppure accostati ai pilastri. L’Hotel era stato costruito a fine ottocento - si chiama allora Hotel Oriente - aveva pilastri in muratura molto spessi.  Romoli risolve il dato funzionale con un controsoffitto in legno organizzato su una maglia ‘scozzese’. Si tratta di un particolare ritmo proporzionale (progettisti di oggi, ricordatevene). Stabilite le prime due misure, la terza è la somma delle due precedenti, la quarta la somma della seconda e della terza e così via. Stabilite quindi le X e le Y degli elementi scatolari, si procede a dare le misure delle altezze, le Z, valutando le situazioni spaziali: piccole misure al centro degli ambienti, più lunghe mano a mano che ci avvicina ai pilastri, “lunghe quasi fino a terra, come fossero stalattiti e fino a terra per ricoprire pilastri e i vari discendenti.”. Questa magia di proporzioni determina la particolare armonia degli ambienti e

    Lectio magistralis su Caravaggio

    Lectio magistralis su Caravaggio

     Ascolta l'audio 130 minuti tenuta al museo Macro di Roma il 14 giugno 2019 Caravaggio compie una rivoluzione. Al tempo immobile dell’Umanesimo rinascimentale sostituisce la presa di coscienza drammatica dell’attimo come campo delle scelte individuali; al disegno accademico, la pittura e il colore in presa diretta; alla profondità inquadrata dal telaio, un proscenio in cui personaggi veri danno spessore alla vita; alla luce omogenea, la forza abbacinante di un flash; alla staticità della posa, l’essere (dei personaggi, degli oggetti, degli spazi, della vita stessa) sempre in bilico. Gli scritti di Antonino Saggio, in diverse lingue ed edizioni, l'ultimo "Caravaggio La rottura del telaio" (ListLab 2018) propongono ipotesi nuove su fatti sin’ora trascurati, ma soprattutto sono tesi a far comprendere come la presenza dei nuovi strumenti ottici non sia ricetta meccanica o prodigio tecnico, ma si inserisca nella necessità estetica di una nuova visione. Caravaggio, Galileo e Borromini vengono a costituire, all'interno di questa lettura, una triade indispensabile per comprendere la nascita di una visione laica, per la prima volta "dal basso verso l'alto".

    Pisa Conference sulla Rivoluzione Informatica in Architettura

    Pisa Conference sulla Rivoluzione Informatica in Architettura

    Ascolta 200 Minuti Vedi Immagini Conferenza all'Università di Pisa del 14 dicembre 2011

    1919-2019 From Bauhaus to a New Paradigm in Architecture

    1919-2019 From Bauhaus to a New Paradigm in Architecture

     Listen 100 m Key Note alla Università Polis, Tirana 19 settembre 2019 See Images

    About the recent book by Rehinold Martin "Knowledge Worlds"

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     Interventio 21 minutes 2nd Icona International Conference. Rome July 8, 2021

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