396 episodes

Parlare di piccole avventure serissimamente, o di cose serissime in modo irrispettoso. L'ironia distillata in queste pillole quotidiane conforta e concede una pausa. Tre minuti al giorno, nell'imprevedibile. Con trascrizione in italiano e traduzione in inglese.

Talking about little flings very seriously, or about very serious things disrespectfully. The irony distilled in these daily pills comforts and gives a break. Three uncut* minutes a day, in the unpredictable. With Italian transcription and English translation.

*'grezzi' means raw

3' Grezzi di Cristina Marras M. Cristina Marras

    • Society & Culture
    • 5.0 • 1 Rating

Parlare di piccole avventure serissimamente, o di cose serissime in modo irrispettoso. L'ironia distillata in queste pillole quotidiane conforta e concede una pausa. Tre minuti al giorno, nell'imprevedibile. Con trascrizione in italiano e traduzione in inglese.

Talking about little flings very seriously, or about very serious things disrespectfully. The irony distilled in these daily pills comforts and gives a break. Three uncut* minutes a day, in the unpredictable. With Italian transcription and English translation.

*'grezzi' means raw

    3' grezzi Ep. 396 Le non cose

    3' grezzi Ep. 396 Le non cose

    Un libriccino velocissimo da leggere ma che rimane in testa con le sue idee profonde che ci presentano l'aspetto più inquietante della nostra realtà realtà.

    TRASCRIZIONE [ENG translation below]

    Oggi voglio parlarvi di un libro, un libricino di poche pagine si chiama Le non cose ed è di uno scrittore coreano che si chiama Byung-Chul Han. È un libriccino che si legge molto, molto velocemente, appunto perché è scritto in grande e poi ha poche pagine, ma ha lasciato in me veramente un'impressione profonda, perché con un linguaggio molto semplice parla di cose a cui non avevo pensato e che sono molto interessanti. Il libro inizia raccontando brevemente la trama di un romanzo giapponese, dove c'è quest'isola e gli abitanti che perdono i ricordi perdono i ricordi perché c'è una polizia segreta che impedisce loro di ricordare, allora loro nascondono i ricordi, però la polizia arriva e li porta via. Arrivano addirittura a dimenticare i ricordi delle parti del corpo un po' triste e un po' anti utopico, perché poi traccia dei paralleli, lo scrittore, tra questo romanzo giapponese e il presente che noi stiamo vivendo.

    Il presente dove le cose noi non ricordiamo più ma stiamo perdendo gli oggetti, stiamo perdendo le cose concrete e stiamo sostituendo tutto con il digitale. Non cerchiamo più di ricordarci le cose, le mettiamo via in modo digitale, così da non doverle ricordare. È una riflessione, diciamo che da un certo punto di vista è banale perché non facciamo altro che ripetercelo, viviamo nell'epoca dell'informazione e le informazioni sono la cosa più importante. Però questa analisi è molto piccola, molto concreta, anche.

    Mi ha fatto proprio riflettere sul fatto che io ricordo solo un numero di telefono a memoria, è quello della casa dove abita mia mamma, che è immutato da quando ero bambina alla scuola elementare, ma a malapena ricordo il mio numero di telefono, se passa un po' di tempo che non lo ripeto e qualcuno me lo chiede, devo un attimo fermarmi, altrimenti proprio non non lo so più a memoria, perché faccio affidamento sul fatto che non ho più nemmeno un'agendina, tutti i miei numeri di telefono sono raccolti - come con tutti - all'interno del mio cellulare.

    Un altro esempio è il fatto che non esistono più il cielo e la terra reali ma parliamo di cloud, parliamo di Google. E un'altra cosa che mi ha fatto riflettere su questo libro è il fatto che ormai la nostra generazione è una generazione senza mani perché non afferriamo più gli oggetti, la nostra è una generazione col dito per cliccare per a indichiamo col dito per cliccare, per scegliere. Quindi non passiamo più il tempo a riflettere sugli oggetti tenendoli in mano, noi effettuiamo delle scelte. E sì, è un libro un po' inquietante.


    TRANSLATION
    Today I want to tell you about a book, a tiny book of a few pages called Non-Things and it is by a Korean writer called Byung-Chul Han. It is a little book that can be read very, very quickly, precisely because it is written with large font and has few pages, but it really left a profound impression on me, because in very simple language it speaks of things I had not thought of and which are very interesting.

    The book begins by briefly recounting the plot of a Japanese novel, where there is this island and the inhabitants who lose their memories, lose their...

    • 3 min
    3' grezzi Ep. 395 Aeroporti

    3' grezzi Ep. 395 Aeroporti

    Gli aeroporti sono un luogo privilegiato dove osservare l'umanità. Semplicemente a guardare le persone che si incontrano si possono immaginare un sacco di storie.

    TRASCRIZIONE [ENG translation below]
    Per tutta la vita sono stata quella che gli altri hanno accompagnato all'aeroporto e quindi per me l'aeroporto era arrivare, lasciarmi dietro le spalle sempre qualcuno che piangeva, piangere in aereo, essere triste, perché quando si parte si lascia sempre qualcuno. Da un po' di tempo, da quando mi sono stabilita a Cagliari, la mia città dei fenicotteri, parto di meno o comunque parto in vacanza per tornare, non per spostarmi da altre parti.

    Mi capita adesso da qualche mese, da quando mio figlio si è trasferito a studiare in un'altra città, diciamo la città più lontana possibile, nell'altra parte della nazione dove viviamo, e quindi sono io che lo accompagno in aeroporto, e quindi vivo gli aeroporti da un altro punto di vista. Una cosa molto bella è vedere gli arrivi, vedere come si comportano gli altri.

    C'è sempre una coppia di giovani ragazzi che si riunisce e io so esattamente come si trova, cosa si prova a rivedere la persona che si ama, che magari abita da un'altra parte quindi e si è rimasti lontani per molto tempo. E ci sono questi abbracci meravigliosi, questi lunghi baci ignari di tutti quelli che stanno attorno. Poi ci sono sempre dei ragazzi che tornano a visitare le famiglie, un po' come come mio figlio, che magari hanno trascorso dei periodi di tempo fuori, la prima volta che stanno fuori e ci sono tutti i parenti che vanno a prenderli e poi i commenti ah, ma come sei cresciuto, come sei cresciuta!

    Poi ci sono i ragazzi che vanno a visitare i parenti che abitano in questa città, e quindi persone che non si conoscono tanto bene, arrivano coi valigioni, vengono accolti da zii, a volte ci sono ancora quelli che fanno i cartelli di benvenuto. Anch'io ho avuto dei cartelli di benvenuto ad aspettarmi ed è una sensazione incredibile, perché per chi arriva, quando si varca la porta dell'aeroporto, si hanno alle spalle le ore di viaggio, anche se è un viaggio breve o, come nel mio caso, se è un viaggio molto lungo, si arriva distrutti, non si vuole far altro che sbattere i bagagli nel retro della macchina che è venuta a prenderci e, niente e sederci nel sedile della macchina e farci portare a casa ovunque essa sia la casa.

    Bello, è un'esperienza interessante per me stare è come stare dall'altra parte della macchina da presa, dopo aver fatto per tanti anni l'attore, ritrovarsi adesso a fare il regista, dover organizzare gli orari, fare i calcoli per vedere a che ora essere lì. Io controllo sempre poi la app che fa vedere gli arrivi in tempo reale con la mappa del cielo, con tutti gli aerei che si incrocia, mi viene sempre una paura incredibile, come fanno a non sbattere uno contro l'altro questi aerei? Ce ne sono così tanti in cielo. Niente, mi sto vivendo l'aeroporto, questo non luogo da un altro punto di vista.

    TRANSLATION
    All my life I was the one that others accompanied to the airport and therefore for me the airport meant leaving, always leaving someone crying behind me, crying on the plane, being sad, because when you take a plane you always leave someone behind. For some time now, since I settled in Cagliari, my city of flamingos, I've been leaving less or in any case I'm leaving on vacation to return, not to move elsewhere.

    It's been happening to me for a few months now, since my son moved to study in another city, let's say the most distant city possible, in the other part of the country where we live, and so it's me who accompanies him to the airport, and therefore I experience airports from another point of view.

    A very nice thing is to see the arrivals, to see how others behave. There's always a couple of young people who meet again and I know exactly how it is, what it feels like to see again...

    • 3 min
    3' grezzi Ep. 394 Sonia Braga di Dancing Days

    3' grezzi Ep. 394 Sonia Braga di Dancing Days

    Di colpo mi sono trovata davanti una delle eroine della mia adolescenza, perché per me non c'era differenza tra il personaggio interpretato (una donna indipendente, sensuale, impulsiva e spavalda!) e l'attrice che lo interpetava.

    TRASCRIZIONE [Eng translation below]
    A un certo punto in Italia sono comparse le telenovele. Le riconoscevi subito perché noi eravamo abituati a un tipo di televisione fatta bene, con le luci messe nel posto giusto, una televisione che voleva educare i suoi ascoltatori, i suoi telespettatori, e poi improvvisamente erano comparse sulla televisione queste cose orribili, inguardabili, con un'illuminazione pazzesca, una recitazione stucchevole, tant'è che io ricordo, prendevo in giro mia mamma che le guardava e le dicevo, ma insomma, non ti rendi conto che è tutta una cosa, una cosa posticcia, una cosa recitata male? Però niente, le telenovele avevano quel potere d'attrazione pazzesco e quindi la gente ha cominciato a guardarle. E a un certo punto ho cominciato a guardarle anch'io. Perché? Cosa è successo? Nelle telenovele è arrivata Sonia Braga, la regina di Dancing Days.

    Dancing Days non era una telenovela come le altre. La facevano dopopranzo e ricordo che quando avevo il turno a scuola la mattina - finivo boh, non ricordo all'una e venti - facevo una corsa folle per arrivare a casa perché iniziava Dancing Days volevo vederla. Era diversa e la forza prorompente della storia di Dancing Days era Sonia Braga. Un'attrice di cui imparai subito il nome, aspettando i titoli finali e leggendoli, all'epoca non c'era internet, per cui non avevo idea di chi fosse, ma era la donna più bella che io avessi mai visto. E anche il personaggio interpretato era questa donna indipendente che si arrabbiava, faceva le cose, e poi era bella, aveva questa sensualità pazzesca, questi lunghissimi capelli neri che io, da persona nata coi ricci naturali, le invidiavo tantissimo. Le vicende si svolgevano in questo Brasile che per me era un posto meraviglioso.

    Forse uno dei motivi per cui Dancing Days e Sonia Braga ebbero un effetto così forte su di me, è anche perché Sonia Braga è una fantastica attrice, dico solo se non l'avete mai visto, guardatevi Il Bacio della Donna Ragno, che è un film pazzesco.

    Perché vi parlo di Sonia Braga? Perché l'altra notte ho guardato un filmino di quelli per passare la serata senza pensare, con Jennifer Lopez, figuratevi, perché ho letto delle buone recensioni. Non era niente di che, naturalmente. Guardando i titoli di coda c'era un balletto ho letto i nomi degli attori, delle attrici e c'era Sonia Braga, che interpretava la mamma di Jennifer Lopez, era una signora con i capelli bianchi e non l'ho riconosciuta. Mi è venuto un colpo al cuore. Certo, lo so che la gente invecchia, ma a vederla così di botto, oddio, è sempre bellissima, sempre meravigliosa. E io continuo ad adorarla, Sonia Braga.

    TRANSLATION
    At a certain point, soap operas appeared in Italy. You recognized them right away because we were used to a kind of television that was done properly, with the lights put in the right place, a television that wanted to educate its listeners, its viewers, and then suddenly these horrible, unwatchable things appeared on tv, with crazy lighting, cloying acting, so much so that I remember, I used to make fun of my mom who watched them and I said, well, don't you realize that it's all one thing, a badly produced, badly acted mess? But anyway, soap operas had that crazy attraction power and so...

    • 3 min
    3' grezzi Ep. 393 Generazione sottotitoli

    3' grezzi Ep. 393 Generazione sottotitoli

    Perché oggi tutti guardano i video con i sottotitoli, anche quando capiscono benissimo la lingua parlata? Colpa dei microfoni!

    TRASCRIZIONE [ENG translation below]
    Se avete un giovane, un ragazzo o una ragazza a portata di mano, un figlio o una figlia, o se osservate qualcuno giovane attorno a voi, qualcuno che sta guardando lo schermo del cellulare seguendo un video, probabilmente vi rendete conto che questa persona sta guardando il video con i sottotitoli, anche se il video è nella lingua parlata, quindi un video in italiano però si guarda quei sottotitoli.

    Sì, perché questa che abbiamo attorno è la generazione sottotitoli e devo confessare che anch'io guardo quasi sempre le cose con i sottotitoli. Sempre quando è disponibile il video in lingua originale, che preferisco guardare in lingua originale, ma anche quando guardo qualcosa in una lingua che conosco, in inglese, in italiano guardo coi sottotitoli. Perché?

    Ci sono dei motivi precisi, sono dei motivi tecnici che hanno a che vedere col modo in cui i video venivano fatti un tempo, prima che esistessero i mini microfoni con cui si microfonavano gli attori. Le scene si riprendevano di solito con una giraffa, quindi un braccio lungo lungo che stava fuori dalla scena e che sovrastava gli attori e le attrici e che doveva riprendere le voci di tutti quanti. Ecco perché nei film degli anni '50, '60 gli attori parlano in questo modo un po' particolare, declamano perché tutto quello che dicevano gli attori doveva essere catturato da questo braccio che li sovrastava.

    Ora, diciamo che negli ultimi decenni la tecnologia della microfonatura ha fatto passi da gigante, ora ci sono i microfoni che raccolgono il segnale in modo digitale, wireless, senza filo, quindi si possono mettere, si possono nascondere dei mini microfoni in miniatura all'interno dell'abbigliamento dei vari attori, che possono quindi, questi questi microfoni possono catturare la voce ancora meglio di quanto non facciano, non possono sentire i co-attori che stanno sulla stessa scena.

    Quindi questi minuscoli microfoni permettono agli attori di sussurrare. Cosa succede? Infatti se vi rendete conto, spesso quando guardiamo le serie tv, non si capisce quello che dicono perché stanno sussurrando in modo così convincente che le parole non si capiscono, anche se voi parlate la lingua, non capite quello che ha detto e dovete tornare indietro e dovete farglielo ripetere.

    Invece coi sottotitoli si può, anzitutto, soprattutto quando si guarda la tv la notte si può tenere il volume della tv basso e si può seguire tranquillamente quello che si dice, ogni tanto si butta l'occhio se non si capisce. Insomma, i sottotitoli servono a tutti.

    TRANSLATION
    If you have a young person, a boy or a girl close at hand, a son or a daughter, or if you observe someone young around you, someone who is looking at the cell phone screen following a video, you probably realize that this person is watching the video with subtitles, even if the video is in the spoken language, so a video in Italian watched with subtitles.

    Yes, because what we have around us is the subtitle generation and I must confess that I too almost always watch things with subtitles. Always when the video is available in the original language, which I prefer to watch in the original language, but also when I watch something in a language I know, in English, in Italian I watch with subtitles. Why?

    There are precise reasons, technical reasons that have to do with the way videos were made in the past, before there were mini microphones with which actors were miked. The scenes usually used a boom mic, that is a long arm hanging out of the scene and that towered above the actors and that had to pick up everyone's voices. That's why in the films of the 50s and 60s the actors speak in this somewhat particular way, they declaim, because everything the actors...

    • 3 min
    3' grezzi Ep. 392 Non la commessa di Zara

    3' grezzi Ep. 392 Non la commessa di Zara

    Eh no, mi dispiace commessa di Zara, ma finché continuerai a fare quel mestiere non potrai mai aspirare ad essere una nomade digitale! Ma qual è l'elemento indispensabile per diventare nomadi digitali?

    TRASCRIZIONE [ENG translation below]
    Ho un'amica inglese che si è trasferita da poco, prima abitava in un casolare in Umbria e adesso si è trasferita a Palermo, e lavora per una ONG che sta in Olanda. Ogni tanto va in Olanda per parlare e fare degli incontri, però fondamentalmente lei abita e vive a Palermo, dove sta bene perché il clima è ottimo, la città meravigliosa, ancora non sono riuscita ad andare a trovarla, però presto verrò a trovarti. Perché parlo della mia amica inglese? Perché lei è una nomade digitale. I nomadi digitali sono le persone che hanno la fortuna di fare un lavoro che possono fare a distanza, e che quindi possono lavorare per un'azienda, una società che paga bene, in un Paese dove il costo della vita è molto alto, e però non fanno questo lavoro abitando, vivendo in un Paese dove il costo della vita è molto più basso, ecco appunto il rapporto tra Olanda e Italia.

    L'italia si sta affacciando diciamo dopo il Covip, dopo il lock down, al concetto di lavoro svolto da lontano in remoto. Lo chiamano in modo diverso, anche se poi c'è un bel po' di confusione, ad esempio la differenza tra smart working, che sarebbe lavoro intelligente e lavoro fatto da casa: non tutto il lavoro svolto da casa intelligente, anzi, spesso è un lavoro stupidissimo, fatto male, organizzato ancora peggio.

    Però oggi volevo parlare brevemente del nomadismo digitale perché sta diventando sempre più un sogno nel cassetto di molti quello di poter fare un lavoro appunto da una spiaggia della Sardegna mentre si guadagnano i soldi, dollari americani molto pesanti e molto fruttuosi.

    La cosa più importante per diventare un nomade digitale è conoscere un mestiere che si presti al nomadismo digitale. Chiaro che se faccio la commessa da Zara devo andare al negozio di Zara ogni mattina perché non posso certamente farlo da remoto. Quindi se ci sono persone in ascolto che vogliono diventare nomadi digitali, consiglio fortemente di imparare un mestiere che si può fare da remoto. E poi altro elemento fondamentale per poter essere un nomade digitale è vivere in un posto dove c'è un'ottima connessione internet.

    E qui vabbè, vi inviterei sicuramente a fare un pensierino per la Sardegna per sede del vostro nomadismo digitale, perché il clima è fantastico, il mangiare buonissimo, la gente è super simpatica, però ahimè la Sardegna ancora non è molto ben attrezzata in quanto a copertura di rete internet, ci sono infatti delle zone che sono dei veri e propri buchi neri dove non si riesce nemmeno a usare il cellulare.

    TRANSLATION
    I have an English friend who has recently moved, before she lived in a farmhouse in Umbria and now she has moved to Palermo, and she works for an NGO in the Netherlands. Every now and then she goes to Holland foe a meeting, but basically she lives in Palermo, where she feels good because the climate is excellent, the city is wonderful, I haven't been able to visit her yet, but I will come to see you soon.

    Why am I talking about my English friend? Because she is a digital nomad. Digital nomads are people who are lucky enough to have a job they can do remotely, and who can therefore work for a company, a company that pays well, in a country where the cost of living is very high, and yet they do this job living in a country where the cost of living is much lower, here is precisely the relationship between Holland and Italy.

    Let's say after the Covip, after the lock down, Italy is facing the concept of work done remotely from afar. They call it differently, even if there is a lot of confusion, for example the difference between smart working, which is a job done in a smart way, and work done from home: not all the work...

    • 3 min
    3' grezzi Ep. 391 Diabolik che guida Cars di Pixar

    3' grezzi Ep. 391 Diabolik che guida Cars di Pixar

    La macchina che farebbe invidia a Diabolik. E il fatto che la nuova BMW riesca a cambiare colore in pochi secondi, credetemi, non è nemmeno la cosa più eccezionale! Le meraviglie della BMW Dee appena presentata al CES 2023.

    TRASCRIZIONE [Eng trandlation below]
    Avete presente quando Diabolik vuole scappare all'ispettore Ginko? Cosa fa? Sta guidando la sua bella Jaguar nera, si infila in un tunnel e quando esce dall'altra parte del tunnel sta guidando una Jaguar bianca. Naturalmente quel sempliciotto di Ginko non si accorge che è la stessa persona che guida una macchina di diverso colore. Ebbene, scansate Diabolik, perché adesso ci sono le macchine che cambiano colore.

    Sì, la BMW Dee l'ultima macchina super moderna presentata al Computer Electronics Show nel 2023 qualche settimana fa, e il fatto che questa macchina riesca a cambiare colore, ma in tempo reale, nel giro di pochissimi secondi, non è nemmeno la cosa più eccezionale, perché ha cose ben più eccezionali questa macchina. Quindi: potete cambiare colore, c'è una specie di telecomandi e dite non la voglio bianca, la voglio gialla, la voglio gialla con una striscia in mezzo, eccetera. E questo vabbè, ve l'ho detto, non è nemmeno la cosa più eccezionale. Poi ci sono all'interno dei proiettori che proiettano verso l'esterno delle immagini, quindi quando una persona passa fuori dalla macchina vede la vostra immagine, proprio voi, il vostro avatar che guida o che fa delle altre cose, se la persona cammina intorno alla macchina, l'avatar lo segue con gli occhi. Quindi anche per mettere in guardia chi volesse rubare questa macchina, che comunque è super sicura, si apre con l'impronta digitale. Ma ci sono poi degli altre cose dentro incredibili.

    Prima di tutto il vano interno è praticamente vuoto, non c'è niente, c'è solo un volante. Però si accende tutto il vetro davanti e ci sono, c'è un setting che permette a chi guida di guidare nella strada reale con tutti i sistemi di allerta - attenzione, ciclisti eccetera eccetera - però anziché vedere la strada effettiva che la macchina sta percorrendo, si vede una scena di realtà virtuale.

    Quindi, la macchina si inventa queste scene di realtà virtuale che vengono sovrapposte alla strada che si sta percorrendo, quindi se siete stanchi di fare la solita strada, la 131, dovete farla tutti i giorni per andare a lavoro, vi comprate questa BMW e vi vedete un non lo so, una scena del Signore degli Anelli, sempre però rispettando i limiti di velocità e senza mettere sotto nessuno. Insomma è una cosa incredibile, sembra di essere... quando l'ho vista ho visto il video, mi sembrava di vedere Pixar, sapete il film di Pixar Cars dove c'erano le macchinine che parlavano, anche perché un'altra delle caratteristiche di questa macchina è che potete dargli gli occhi: arrabbiati, felici - il parafango davanti si può settare così da far sapere agli altri automobilisti sono allegro, sono aggressivo, fa addirittura l'occhiolino.

    Insomma, questa macchina sarà disponibile a partire dal 2025, quindi resistete ancora un pochino con il vostro pandino e nel 2025 compratevi la BMW.



    TRANSLATION
    You know when Diabolik wants to escape Inspector Ginko? What does he do? He's driving his nice black Jaguar, he drives into a tunnel and when he comes out on the other side of the tunnel he's driving a white Jaguar. Naturally that simpleton Ginko doesn't notice that it's the same person...

    • 3 min

Customer Reviews

5.0 out of 5
1 Rating

1 Rating

mspassell ,

550 stars!!!

I have found this podcast to be the absolute best way to keep up on my Italian. I listen along with Cristina and follow along with the English translation (easily found in the show notes!) if I get stuck. I love getting into Cristina’s head each day. Listening to this beautiful language is like listening to music, and it helps me get beyond vocabulary and into the real way Italians speak.

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