4 episodes

Come nasce una canzone? Viene prima il testo o la musica? Ci deve essere correlazione tra loro? Cosa si intende per concept album? Cos'è un cantautore?

In questo podcast cercheremo di dare risposta a queste e molte altre domande attraverso l'esperienza di Roberto Frugone, artista che a venticinque anni dal suo primo album (1996), proporrà uno speciale sguardo sulla sua produzione musicale dialogando con l'autore, attore e regista teatrale Federico Luciani.

Faremo un viaggio nel mondo della musica, ma soprattutto parleremo di vita, perché è da lì che ogni canzone di Roberto trova la sua scintilla e il suo motore.
Scopriremo il cantautore come un artigiano, un cercatore di bellezza, le canzoni come pezzi unici. Andremo alla ricerca di qualcosa di effimero e prezioso che si nasconde nel marasma del nostro tempo.

APPROFONDIMENTI SU
https://www.robertofrugone.it/podcast/

Petali nella burrasca - Il cantautore Roberto Frugone si racconta Roberto Frugone

    • Music

Come nasce una canzone? Viene prima il testo o la musica? Ci deve essere correlazione tra loro? Cosa si intende per concept album? Cos'è un cantautore?

In questo podcast cercheremo di dare risposta a queste e molte altre domande attraverso l'esperienza di Roberto Frugone, artista che a venticinque anni dal suo primo album (1996), proporrà uno speciale sguardo sulla sua produzione musicale dialogando con l'autore, attore e regista teatrale Federico Luciani.

Faremo un viaggio nel mondo della musica, ma soprattutto parleremo di vita, perché è da lì che ogni canzone di Roberto trova la sua scintilla e il suo motore.
Scopriremo il cantautore come un artigiano, un cercatore di bellezza, le canzoni come pezzi unici. Andremo alla ricerca di qualcosa di effimero e prezioso che si nasconde nel marasma del nostro tempo.

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    #3 - Tra la rugiada e il sole: anche il diamante più duro è fatto di polvere

    #3 - Tra la rugiada e il sole: anche il diamante più duro è fatto di polvere

    Nel terzo episodio del podcast "Petali nella burrasca", conversando con l'autore, attore e regista teatrale Federico Luciani, abbiamo presentato "Tra la rugiada e il sole", un'altra delle mie prime canzoni, composta tra il 1991 e il 1994 e pubblicata nell'album "Appunti di viaggio" del 1996.

    La versione originale del brano, incisa da Enrico Pianigiani e arrangiata con il contributo del fisarmonicista Paolo Banchero e del chitarrista e cantante Carlo Faraci, è quella che gli ascoltatori del podcast potranno sentire al termine della puntata.
    Grazie della vostra attenzione e buon ascolto ancora!

    A SEDICI ANNI RACCONTARE LA MORTE, IN UNA CANZONE
    Federico: «La domanda di partenza, come di consueto, è "com'è nato questo pezzo?" Ma prima di lasciarti spazio, Roberto, vorrei partire anche dalla dedica che è riportata in fondo al testo del brano nel libretto originale dell'album: "Ad Adriano, rugiada che il sole ha voluto con sé"....»

    Roberto: «Sì, certamente Tra la rugiada e il sole è una canzone che ha avuto una genesi molto particolare: nasce infatti, come puoi immaginare dai versi che hai scelto per presentare il brano e dalla dedica, da un'esperienza diretta di contatto con la morte, la morte di un amico in giovane età. Ho cominciato a comporre questo pezzo poco tempo dopo la scomparsa di Adriano: mi era rimasta molto impressa la lunga e dolorosa malattia e, successivamente, la tragica scomparsa di questa giovane persona. I versi che hai letto, nell'apertura del brano, sono quelli con cui ho cercato di descrivere l'arrivo dell'inverno, inteso metaforicamente come il vento del male, imprevisto e imprevedibile, che sconquassa tutto, la malattia che che porta tutto via con sé e soprattutto, forse l'intuizione chiave in questa parte iniziale, l'idea di essere soli, la solitudine di fronte alla morte».

    QUALI DOMANDE DI FRONTE ALLA VITA E ALLA MORTE?
    Federico: «Infatti tu, poi, nella terza strofa addirittura scrivi, in una nota molto pessimista, "muori sempre solo". Ma nonostante questo la canzone si intitola Tra la rugiada e il sole. Il significato è quindi ambivalente?»

    Roberto: «Certo. Questa canzone appartiene alla mia tarda adolescenza (come abbiamo già anche provato a raccontare negli episodi precedenti di questo podcast), sia dal punto di vista creativo che esistenziale: quando ho scritto questo pezzo avevo poco più di sedici anni, e quando l'ho presentato ufficialmente al pubblico ne avevo una ventina. Per cui ruggivano dentro di me le grandi domande leopardiane dell'esistenza: "Che senso ha la vita?", "C'è un principio ordinatore?", "C'è o non c'è un Dio nel cosmo?"

    È una canzone che, in qualche modo, racconta molto una visione religiosa dell'esistenza, e pertanto, in essa, in maniera molto contrastata è raccontata quella che era la mia suggestione di fronte al tema della morte come la poteva esprimere un ventenne, anche se il quarantasettenne di oggi non ne sa ovviamente molto di più! E ciò la rende per me ancora attuale».

    LA FERROVIA E IL TUNNEL
    Federico: «Hai usato la metafora della ferrovia, rimandando, vista la natura della ferrovia in cui non puoi uscire dai binari, a un viaggio programmato...»

    Roberto: «Sì, ma avevo in mente anche l'idea del tunnel della morte, al di là del quale c'era nuovamente la vita, la "vita eterna" secondo l'ottica di fede che sentivo particolarmente mia in quel momento della mia vita e della mia esperienza creativa. Mi ritrovavo tanto in questo tipo di visione che poi veicolavo attraverso le mie canzoni: una visione attorno alla quale con il tempo, attraverso le composizioni più recenti, ho in qualche modo girato intorno. Non mi stanco cioè di ripetere questo fatto: se per un certo periodo della mia vita sono stato il cantore di un certo tipo di fede, oggi, senza rinnegare nulla, mi trovo molto di più sui territori del dubbio, ma non con meno stupore di fronte alla vita e alla mistero...

    • 21 min
    #2 - Metropolis, i vent'anni, l'incertezza del futuro e la mia scelta artigiana

    #2 - Metropolis, i vent'anni, l'incertezza del futuro e la mia scelta artigiana

    "Io non sono il saggio che conosce la meta,
    ma un giullare in viaggio, e tu una cometa,
    così ti osservo e ascolto quel che dice il cielo,
    lassù la tua città, la mia, prima o poi, la troverò."
    (Metropolis, musica e parole di Roberto Frugone)

    Nella seconda puntata del percorso del podcast "Petali nella burrasca", conversando con l'autore, attore e regista teatrale Federico Luciani, ho presentato "Metropolis", una delle mie prime canzoni, un brano che amo molto per i motivi che scoprirete ascoltando il podcast o leggendo il testo trascritto di seguito, un pezzo che, infatti, dal 1994 continuo a proporre durante i miei concerti.

    Ed è estratta proprio da un concerto tenuto a Chiavari (nella caratteristica Piazzetta dei pescatori) nell'estate del 2010 con una particolare formazione della Roberto Frugone Band (Gianteo Bordero - basso elettrico, Roberto Frugone - voce e chitarra acustica, Maurizio Ghirlanda - chitarra elettrica, Luca Laurino - batteria) la versione live del brano con cui mi piace omaggiare gli ascoltatori del podcast: la potrete ascoltare al termine della puntata.
    Grazie ancora e buon ascolto a tutti!

    METROPOLIS, GENESI DI UNA DELLE MIE CANZONI MANIFESTO
    Federico: «In questa puntata iniziamo il nostro viaggio dall'album Appunti di viaggio del 1996 e dalla canzone Metropolis in esso contenuta. Com'è nata questa canzone?»
    Roberto: «Metropolis è una delle canzoni a cui sono più legato perché forse è una delle prime a cui riconosco la patente di canzone in qualche modo adulta, sia come linguaggio, sia come forma musicale che come contenuti espressi. È una canzone composta nell'estate del 1994, durante le vacanze estive in montagna con la mia famiglia. Non avevo neanche 20 anni all'epoca, e l'occasione della vacanza è sempre stata per me occasione di ritiro tra i monti e possibilità di praticare la scrittura nella quiete alpina, una dimensione che amo molto e che mi ha permesso di comporre parecchie canzoni. Metropolis è una di queste. Il pretesto per comporre è molto semplice: il compleanno di un'amica coetanea che in quel periodo compiva appunto vent'anni. Nel brano mi rivolgo a un tu, che è una lei in questo caso, ma, come in molti altri casi, ne approfitto per parlare anche a me stesso.

    UNA RIFLESSIONE SUI VENT'ANNI E L'INCERTEZZA DEL FUTURO
    Metropolis è una riflessione per fare il punto sui miei primi vent'anni, nel tentativo di avere uno sguardo lungimirante, come se fosse passato chissà quanto tempo da quei vent'anni, quando invece lo scrivente era consapevole di essere nel pieno della della giovane età. Comunque, dalla nascita fino a lì è una prima grande occasione per fare il punto, infatti l'incipit della canzone, che poi viene ripreso anche nella conclusione − un accorgimento che mi trovo ad adoperare spesso per le molteplici valenze di simmetrie metriche e semantiche − apre con
    "Adesso che hai vent'anni, adesso capirai
    che la vita non l'inganni, il domani non ce l'hai."
    È la prima presa di coscienza che diventare grandi, diventare maturi significa entrare nel gran mare dell'incertezza, in particolare l'incertezza del futuro, che per i giovani credo sia, oggi più che mai, un tema attualissimo».
    Federico: «Condivido, infatti quello dell'incertezza è stato anche il tema del mio ultimo lavoro Q: l’eroe che inseguì la blatta, lo spettacolo originale con Chiara Pellegrini, Michele Moretti e Francesca Spiccio che ha vinto il concorso per autori teatrali “Teatro in cerca d’autore” di Avezzano (AQ). Ma torniamo a Metropolis...».

    IMMAGINI DELLA CITTÀ, TRA FORMICHE E POPOLI CHE TORNANO A CASA
    Roberto:  «Il titolo Metropolis è una citazione dell'omonimo celebre album di Francesco Guccini, in cui le storie narrate nelle canzoni si sovrappongono a quelle delle città che esse richiamano, ma è soprattutto una citazione del film capolavoro del cinema muto di Fritz Lang, la cui visione mi aveva molto...

    • 22 min
    #1 - Alle origini del mio percorso di cantautore

    #1 - Alle origini del mio percorso di cantautore

    Come nasce una canzone? Viene prima il testo o la musica? Ci deve essere correlazione tra loro? Cosa si intende per concept album? Cos'è un cantautore?

    In questo podcast cercheremo di dare risposta a queste e molte altre domande attraverso l'esperienza di Roberto Frugone, artista che a oltre venticinque anni dal suo primo album, proporrà uno speciale sguardo sulla sua produzione musicale dialogando con l'autore, attore e regista teatrale Federico Luciani.

    Faremo un viaggio nel mondo della musica, ma soprattutto parleremo di vita, perché è da lì che ogni canzone di Roberto trova la sua scintilla e il suo motore.
    Scopriremo il cantautore come un artigiano, un cercatore di bellezza, le canzoni come pezzi unici. Andremo alla ricerca di qualcosa di effimero e prezioso che si nasconde nel marasma del nostro tempo.

    INDICE DELLA PUNTATA #1
    - Introduzione “Avvenne un giorno – o meglio, una notte…” (citazione da “Nel seno della rosa”, 2006)
    - Presentazione autori e progetto
    - Perché il titolo “Petali nella burrasca”?
    - Le mie origini discografiche, l’album “Appunti di viaggio” del 1996
    - La scoperta della canzone e della scrittura creativa musicale durante l’adolescenza
    - «Perché hai iniziato a fare il cantautore?»
    - L’adolescenza, l’età fondamentale delle domande di senso e delle passioni
    - L’interesse per la ricerca spirituale e filosofica
    - La ricerca della bellezza attraverso la forma canzone
    - Come sono nate le mie prime canzoni
    - Un fondamentale viaggio ad Assisi, a cui devo il mio nome d’arte di “giullare”
    - Scrivere canzoni è un’arte eclettica che ti costringe a un’estrema sintesi poetica
    - Il concerto è come un libro di cui le canzoni sono i capitoli
    - Artisti di provincia
    - Il giullare
    - L’album “Appunti di viaggio” del 1996
    - «Come nascono le tue canzoni? Che importanza ha il titolo?»
    - Continue cancellature e riscritture, le mie tecniche di scrittura creativa musicale
    - Il canovaccio musicale della canzone
    - Le basi musicali: buona tecnica e polistrumentismo
    - Le competenze nel campo dell’arrangiamento
    - La ricerca del proprio stile
    - L’archivio delle idee musicali e poetiche
    - Il tema cardine del viaggio
    - Essere un autore: qualcuno che dice la sua su qualcosa in un qualche modo
    - La potente metafora del viaggio dell’eroe
    - La ricerca di orizzonti di senso all’esperienza umana
    - La fede e il dubbio
    - Il lessico del sacro e del religioso nella canzone d’autore italiana
    - La spiritualità come ricerca
    - «Quando hai iniziato, qual era la meta del tuo viaggio?»
    - La musica è stata un formidabile strumento d’incontro con le persone
    - Il sogno di arrivare lontano con la musica

    APPROFONDIMENTI SUL MIO SITO WEB
    https://www.robertofrugone.it/podcast/

    • 45 min
    Invito all'ascolto di "Petali nella burrasca", il podcast del cantautore Roberto Frugone [trailer]

    Invito all'ascolto di "Petali nella burrasca", il podcast del cantautore Roberto Frugone [trailer]

    Come nasce una canzone? Viene prima il testo o la musica? Ci deve essere correlazione tra loro? Cosa si intende per concept album? Cos'è un cantautore?

    In questo podcast cercheremo di dare risposta a queste e molte altre domande attraverso l'esperienza di Roberto Frugone, artista che a oltre venticinque anni dal suo primo album, proporrà uno speciale sguardo sulla sua produzione musicale dialogando con l'autore, attore e regista teatrale Federico Luciani.

    Faremo un viaggio nel mondo della musica, ma soprattutto parleremo di vita, perché è da lì che ogni canzone di Roberto trova la sua scintilla e il suo motore.
    Scopriremo il cantautore come un artigiano, un cercatore di bellezza, le canzoni come pezzi unici. Andremo alla ricerca di qualcosa di effimero e prezioso che si nasconde nel marasma del nostro tempo.

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    https://www.robertofrugone.it/podcast/

    • 1 min

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