12 episodes

Come nasce una canzone? Viene prima il testo o la musica? Ci deve essere correlazione tra loro? Cosa si intende per concept album? Cos'è un cantautore?

In questo podcast cercheremo di dare risposta a queste e molte altre domande attraverso l'esperienza di Roberto Frugone, artista che a venticinque anni dal suo primo album (1996), proporrà uno speciale sguardo sulla sua produzione musicale dialogando con l'autore, attore e regista teatrale Federico Luciani.

Faremo un viaggio nel mondo della musica, ma soprattutto parleremo di vita, perché è da lì che ogni canzone di Roberto trova la sua scintilla e il suo motore.
Scopriremo il cantautore come un artigiano, un cercatore di bellezza, le canzoni come pezzi unici. Andremo alla ricerca di qualcosa di effimero e prezioso che si nasconde nel marasma del nostro tempo.

APPROFONDIMENTI SU
https://www.robertofrugone.it/podcast/

Petali nella burrasca - Il cantautore Roberto Frugone si racconta Roberto Frugone

    • Music

Come nasce una canzone? Viene prima il testo o la musica? Ci deve essere correlazione tra loro? Cosa si intende per concept album? Cos'è un cantautore?

In questo podcast cercheremo di dare risposta a queste e molte altre domande attraverso l'esperienza di Roberto Frugone, artista che a venticinque anni dal suo primo album (1996), proporrà uno speciale sguardo sulla sua produzione musicale dialogando con l'autore, attore e regista teatrale Federico Luciani.

Faremo un viaggio nel mondo della musica, ma soprattutto parleremo di vita, perché è da lì che ogni canzone di Roberto trova la sua scintilla e il suo motore.
Scopriremo il cantautore come un artigiano, un cercatore di bellezza, le canzoni come pezzi unici. Andremo alla ricerca di qualcosa di effimero e prezioso che si nasconde nel marasma del nostro tempo.

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    11. Nessuna scorciatoia per la libertà: "A tæra a l'è bassa", vivere è fatica

    11. Nessuna scorciatoia per la libertà: "A tæra a l'è bassa", vivere è fatica

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    Nell'undicesimo episodio del podcast "Petali nella burrasca", conversando con l'amico regista teatrale Federico Luciani, abbiamo presentato "A tæra à l’é bassa" (La terrà e bassa), una mia canzone in dialetto genovese composta nel 2007 e di prossima pubblicazione all'interno del mio nuovo album. I versi e la musica del pezzo ci hanno portato a parlare di lingua, terra, libertà e lavoro.

    Gli ascoltatori del podcast potranno ascoltare, al termine della puntata, la versione del brano registrata a Chiavari il 12 luglio 2018 da Fulvio Fusaro, nell'esecuzione dal vivo dalla Roberto Frugone Band durante lo spettacolo "Liguritudine – Viaggio in Liguria, all'origine di un'idea di bellezza".

    Buon ascolto!

    INDICE DELLA PUNTATA 11
    - "Non è un campo o un paese, né soldi né carte, ma quelli che la conoscono la chiamano «Libertà!»"
    - Squadernare ricordi e pensieri attraverso la scrittura
    - "La terra è bassa": fatica e libertà di vivere
    - Peripezie editoriali di un'inedito
    - Liguritudine, tra montagna e mare
    - La mia ricerca linguistica in dialetto genovese
    - Alla larga dalla retorica campanilista
    - La forza spontanea e senza maschera dell'espressione dialettale
    - Fatica, libertà, lavoro
    - Contadini e marinai
    - Terra e libertà
    - Parole che cambiano a seconda della sponda del mare da cui le pronunci
    - Fuoco che piove e falci che rotolano
    - Una ballata tra blues e folk
    - La dimensione personale del ritmo: il "frugonomo"
    - "A tæra à l’é bassa" [versione live Roberto Frugone Band, Chiavari 2018.07.12]

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    • 34 min
    10. "Ciane zerbie": la scoperta del dialetto per cantare la terra, il mare e le mie radici di provincia

    10. "Ciane zerbie": la scoperta del dialetto per cantare la terra, il mare e le mie radici di provincia

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    "Vorriæ poi vive pe sempre pe poi sempre vei
    Vorrei poter vivere per sempre per poter sempre vedere

    l’oiva ch’a nasce e l’uga ch’à moe into vin
    l’olivo che nasce e l’uva che muore nel vino

    tutte e ciañe zerbie e i tacchi ancon  da sappâ
    tutti i campi incolti e i solchi ancora da arare

    a mæ vitta ch’à passa ma a no se ne veu andâ.
    la mia vita che passa ma non se ne vuole andare".

    Ciane zerbie
    (musica e parole di Roberto Frugone)

    Nel decimo episodio del podcast "Petali nella burrasca", conversando con l'amico regista teatrale Federico Luciani, abbiamo presentato "Ciane zerbie" (campi incolti), la mia prima canzone in dialetto genovese, composta nel 1997 e pubblicata nel 1999 all'interno dell'album "Un giorno sulla terra".

    Gli ascoltatori del podcast potranno ascoltare, al termine della puntata, la versione del brano registrata a Chiavari il 12 luglio 2018 da Fulvio Fusaro, nell'esecuzione dal vivo dalla Roberto Frugone Band durante lo spettacolo "Liguritudine – Viaggio in Liguria, all'origine di un'idea di bellezza".

    Buon ascolto!

    INDICE DELLA PUNTATA 10
    - "Vorrei poter vivere per sempre per poter sempre vedere l’olivo che nasce e l’uva che muore nel vino"
    - Il genovese, la lingua che mi ha permesso di "cantare la terra"
    - Un'identità instabile al di là della tradizione e del folklore
    - Ricerca e sperimentazione attorno alle radici
    - La cultura meticcia, contadina e marinara, di Casarza Ligure
    - Guardando il mondo attraverso gli occhi di un vecchio
    - Una canzone d'amore, alla fine
    - Tutta l'inquietudine del vivere in provincia
    - La mia vita che passa ma non se ne vuole andare
    - Il repertorio in dialetto e lo spettacolo "Liguritudine"
    - "Ciane zerbie" [versione live Roberto Frugone Band, Chiavari 2018.07.12]

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    • 26 min
    9. Diario di bordo dell'album "Un giorno sulla terra"

    9. Diario di bordo dell'album "Un giorno sulla terra"

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    "È quasi sera. La sera di un altro giorno passato sulla terra.
    Dormiremo qui in provincia, stanotte.
    Perché siamo solo di passaggio.
    Un tenue color pastello confonde ed altera
    le tinte originali delle cose, qui attorno, e la pelle,
    per via della polvere sollevata dal vento sulle strade,
    si è abbronzata in un modo tutto suo."

    Diario di bordo dell'album "Un giorno sulla terra"
    (parole di Roberto Frugone)

    Nel nono episodio del podcast "Petali nella burrasca", conversando con l'amico regista teatrale Federico Luciani, abbiamo presentato il mio secondo album "Un giorno sulla terra", pubblicato nel 1999.

    Il dialogo ci ha condotto anche stavolta ad approfondire diversi temi: l'idea di fondo attorno a cui si è sviluppato l'album, cioè tutto ciò che, in qualche modo, una persona può sperimentare in un solo giorno di vita, simbolo e riassunto di un’intera esistenza; l'immagine, nella sua ambivalenza, fortemente evocativa del crepuscolo; il bello di ritrovarsi insieme a scambiarsi vita ed esperienze cantando attorno a un fuoco; l'anima rock e il gruppo multicolore di musicisti grazie a cui è stato possibile realizzare questo disco. Infine abbiamo concluso con l'aneddoto comico sull'affermazione di mio padre in seguito al primo ascolto di "Un giorno sulla terra" e (brano che gli ascoltatori del podcast troveranno al termine della puntata) con "Diario di bordo", il testo introduttivo dell'album letto da Federico.

    Buon ascolto!

    INDICE DELLA PUNTATA 9
    - "È quasi sera. La sera di un altro giorno passato sulla terra"
    - La sfida del secondo album
    - Star Trek, nel mio piccolo
    - Cosa vuol dire il titolo "Un giorno sulla terra"
    - Ogni giorno come se fosse l'ultimo
    - La forza evocativa del crepuscolo
    - Cantando ancora attorno a un fuoco
    - Le mie canzoni cantate dagli altri
    - I "Totem", la band di "Un giorno sulla terra"
    - «È un disco: un disco normale!»
    - Diario di bordo dell'album "Un giorno sulla terra"

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    • 28 min
    8. "Notturno per voce sola": può una canzone diventare un'indagine sull'io, l'altro e l'amore?

    8. "Notturno per voce sola": può una canzone diventare un'indagine sull'io, l'altro e l'amore?

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    "Ma per chi credi che scriva?!
    Un palco è solo una scusa
    per venirti vicino,
    dove un alibi non arriva
    e la tua anima si riposa".

    Notturno per voce sola
    (musica e parole di Roberto Frugone)

    Nell'ottavo episodio del podcast "Petali nella burrasca", conversando con Federico Luciani (autore, attore e regista teatrale), abbiamo presentato "Notturno per voce sola", una canzone pubblicata in "Appunti di viaggio", il mio album di debutto come solista cantautore (1996).

    La conversazione ci ha condotto anche stavolta ad approfondire diversi temi (forse è proprio questo il bello della canzone d'autore e dello strumento podcast): l'omaggio a Chopin e alla figura dell'artista romantico in dialogo e dissidio con sé stesso racchiusa nello stesso titolo, le infinite declinazioni della dimensione forse più umana di tutte, quella dell'amore, e una ricorrente riflessione sull'arte per l'arte e sulla forza dirompente del dialogo autentico.

    Gli ascoltatori del podcast troveranno, al termine della puntata, la versione originale del brano, incisa a Lavagna da Enrico Pianigiani.

    Buon ascolto!

    INDICE DELLA PUNTATA 8
    - "Ma per chi credi che scriva?! Un palco è solo una scusa per venirti vicino..."
    - Da una canzone un'indagine sull'io, l'altro e l'amore, come in un notturno di Chopin
    - "Tu passi, infilzi e te ne vai": attraversati dall'amore
    - Falene, lune e lampadine
    - Il piano umano e quello del palcoscenico
    - L'arte per l'arte
    - La forza dirompente del dialogo autentico
    - "Notturno per voce sola" [versione album studio “Appunti di viaggio”1996]

    ALTRI CONTENUTI, VIDEO E TESTO COMPLETO DEL PODCAST SU ► https://www.robertofrugone.it/notturno-per-voce-sola-puo-una-canzone-diventare-unindagine-sullio-laltro-e-lamore/

    • 15 min
    7. "Voyager", il cercatore di umani frammenti di stelle

    7. "Voyager", il cercatore di umani frammenti di stelle

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    "Mi sento argilla
    ostinatamente ribelle
    al fatto che è di terra
    la mia anima e questa pelle,
    Ma anche qui, a un miliardo di chilometri,
    tra un miliardo di lenticchie nel blu,
    la mia stella resti tu".

    Voyager - il cercatore di stelle
    (musica e parole di Roberto Frugone)

    Nel settimo episodio del podcast "Petali nella burrasca", conversando con Federico Luciani (autore, attore e regista teatrale), abbiamo parlato di "Voyager - il cercatore di stelle", una mia canzone pubblicata in "Appunti di viaggio", il mio album di debutto solista di cantautore (1996).

    Il dialogo, proprio come il soggetto di questo brano - ispirato alla storia della sonda spaziale statunitense lanciata nello spazio nel 1977 per l'esplorazione del sistema solare esterno - ci ha condotto lontano, ad approfondire in particolare su alcuni spunti sollevati dal pezzo, come la ricerca del divino e la potenza espressiva e sociale della musica.

    Gli ascoltatori del podcast troveranno, al termine della puntata, la versione originale del brano, incisa da Enrico Pianigiani e arrangiata con il contributo del violinista Paolo Banchero.

    Buon ascolto!

    INDICE DELLA PUNTATA 7
    - "Mi sento argilla ostinatamente ribelle"
    - Una canzone sugli "interminati spazi"
    - Alla ricerca di punti luminosi
    - Maiuscole e minuscole
    - La potenza espressiva e sociale della musica
    - L'arte non è messaggistica
    - L'arca, l'argilla e le lenticchie
    - "Curami col tuo balsamo"
    - Stupore e nostalgia
    - "Voyager - il cercatore di stelle" [versione album studio “Appunti di viaggio”1996]

    ALTRI CONTENUTI, VIDEO E TESTO COMPLETO DEL PODCAST SU ► https://www.robertofrugone.it/voyager-il-cercatore-di-umani-frammenti-di-stelle/

    • 25 min
    6. "Bucaneve": quando trovi la tua voce puoi sciogliere il ghiaccio

    6. "Bucaneve": quando trovi la tua voce puoi sciogliere il ghiaccio

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    "Bucaneve, scusa Bucaneve,
    se sono fatto così:
    non ho giardini, né aiuole, né rose
    ma un campo bianco e lì
    tu d’istinto cerchi il sole,
    mi gridi dentro senza far rumore,
    nella mia fredda conchiglia di ghiaccio
    un granello di sabbia è diventato perla".

    Bucaneve
    (musica e parole di Roberto Frugone)

    Nel sesto episodio del podcast Petali nella burrasca, conversando con Federico Luciani (autore, attore e regista teatrale), abbiamo raccontato i contenuti e l'ispirazione di "Bucaneve", una mia canzone composta nel 1995 e pubblicata all'interno di "Appunti di viaggio", il mio album di debutto solista di cantautore (1996).

    Il dialogo ci ha portato stavolta a parlare, nella stessa puntata, di botanica, di Robinson Crusoe, dell'importanza di trovare il proprio baricentro vocale, il proprio corpo-voce, e di quanto siano importanti i riff e gli ostinati nella composizione musicale.

    Gli ascoltatori del podcast troveranno, al termine della puntata, la versione originale del brano, incisa da Enrico Pianigiani e arrangiata con il contributo del chitarrista Carlo Faraci.

    Buon ascolto!

    INDICE DELLA PUNTATA 6
    - "Bucaneve, scusa Bucaneve, se sono fatto così"
    - Una canzone proteiforme
    - Riferimenti biblici ed esperimenti linguistici
    - Il fascino per la botanica
    - L'amore lascia il segno, buca il ghiaccio e fa rinascere
    - La natura come metafora
    - "La vita da Robinson non fa per me"
    - La transizione dal folk al rock e la presa di coscienza del corpo-voce
    - Ricercare la mia tecnica compositiva tra ostinati e riff
    - "Bucaneve" [versione album studio “Appunti di viaggio”1996]

    ALTRI CONTENUTI, VIDEO E TESTO COMPLETO DEL PODCAST SU ► https://www.robertofrugone.it/bucaneve-quando-trovi-la-tua-voce-puoi-sciogliere-il-ghiaccio/

    • 20 min

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