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Quattro amici: Alessandro, Antonio, Monica e Gianluca creano un podcast per parlare di politica e attualità su Ortona ed in generale l'Abruzzo. Il nome non è messo lì a caso. Per un paio d'anni abbiamo scritto di politica locale sul nostro blog. Per tutti siamo stati "quelli del blog". Ora saremo "quelli del podcast"?

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Quattro amici: Alessandro, Antonio, Monica e Gianluca creano un podcast per parlare di politica e attualità su Ortona ed in generale l'Abruzzo. Il nome non è messo lì a caso. Per un paio d'anni abbiamo scritto di politica locale sul nostro blog. Per tutti siamo stati "quelli del blog". Ora saremo "quelli del podcast"?

    Ep. 9 - Un luogo altro

    Ep. 9 - Un luogo altro

    “La violenza contro le donne non è un fenomeno emergenziale, ma un fenomeno ben strutturato, radicato e sistematico.”

    Ai nostri microfoni c’è Sara Di Rado, la presidente dell’associazione Donn.è, con cui abbiamo parlato delle attività da loro svolte: dalle campagne di sensibilizzazione nelle scuole agli sportelli antiviolenza diffusi nel territorio abruzzese.

    “Un luogo altro”

    Così viene definito il centro antiviolenza, che accoglie le donne vittime di maltrattamenti che potranno rivolgersi a esperti professionisti in continua formazione, per avere il sostegno necessario in modo da uscire dalla condizione difficile in cui vivono.\
    Gli sportelli antiviolenza attivi sono ad Ortona, Lanciano, Fossacesia, Tollo e Torino di Sangro.

    Un fenomeno trasversale

    Sara ci ha spiegato come la violenza contro le donne sia un fenomeno culturale trasversale, che colpisce le donne a prescindere da età, provenienza, status economico o livello di istruzione. Una donna può essere vittima di violenza perché nata donna, è per questo che il lavoro di sensibilizzazione e formazione dei più giovani è fondamentale per contrastare questa piaga sociale.

    Dati alla mano

    Secondo i dati ISTAT, una donna su tre tra i 16 e 70 anni almeno una volta nella vita ha subito violenza. Nella nostra città invece, la media annuale di donne che il centro Donn.è segue, è di trenta l’anno, di età tra i 20 e 60 anni.

    • 35 min
    Ep. 8 - In vino veritas

    Ep. 8 - In vino veritas

    Abbiamo messo a confronto due punti di vista differenti: da un lato giovani ragazzi che da poco fanno impresa, con successo, nel mondo del vino, dall'altro chi ha fondando una cantina storica, veterano del settore.
    Quattro aziende ai nostri microfoni: Pinto Vini, Dora Sarchese, Giovenzo ed Inverso, che ci hanno raccontato cosa significhi "fare il vino".

    Nella botte piccola c’è il vino buono.

    Ortona, e in generale l'Abruzzo, è un territorio molto fertile per la vitivinicultura e offre prodotti eccezionali, spesso però poco conosciuti. Un dato significativo viene citato durante l'episodio: "soltanto il 30% del prodotto totale viene imbottigliato nell'Abruzzo, il restante 70 fuori Regione". Insomma c'è molto da recuperare, non solo in termini economici ma anche di visibilità.

    Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

    Anche qui la pandemia si è fatta sentire: l'importanza dell'incasso, più che della vendita in sè per sè, è diventata fondamentale per capire lo stato di salute dell'azienda. I nostri ospiti ci hanno poi raccontanto anche della possibilità di vendita su altri canali. Non tutti i mali vengono per nuocere: l’e-commerce è di fatto una costante per tutte le aziende produttrici, che ne hanno guadagnato in clientela e notorietà.

    Non ti mettere in cammino, se la bocca non sa di vino.

    Quanto può fare da traino l'industria del vino, e in particolare le singole cantine, per il turismo? Ce lo ha spiegato il Presidente del Movimento del Turismo del Vino, Nicola D'Auria, che con la sua Fontana del vino, presso la cantina Dora Sarchese, sa bene come trattare un ospite. Ci ha spiegato come nessun turista si faccia mai mancare un giro tra i vigneti qualora dovesse trovarsi in Abruzzo. Essere pronti ad un turismo enologico è prima di tutto una questione di ospitalità. A chi non si offrirebbe un buon bicchiere di vino?

    • 38 min
    Ep.7 - Generazione Dad

    Ep.7 - Generazione Dad

    Pochi giorni fa le scuole hanno finalmente riaperto. Soprattutto hanno riavviato le lezioni in classe, in presenza. È complicatissimo parlare di Scuola senza tirare in ballo tanti altri argomenti perché è un servizio essenziale: un riferimento per i giovani, per le famiglie, per la società. La Scuola ci obbliga a riflettere sul futuro di tutti. Non a caso il piano di investimenti della Ue per il rilancio dell'economia è stato definito "Next generation". Perché guarda avanti e richiama la necessità di investire sul futuro, quindi sulle nuove generazioni.

    ## Relazioni a distanza

    A Scuola si formano amicizie che durano nel tempo. Riaprire le scuole significa ricostruire non solo il filo dell'apprendimento e della formazione, ma il tessuto sociale. Un'esigenza che non può venire risolta attraverso la Didattica a distanza, la famosa Dad, che si avvale delle tecnologie digitali. Varie sono, infatti, le criticità: dalle famiglie che non possedevano sufficienti strumenti tecnologici, all’esclusione dei rapporti umani che, più di tutto, hanno bisogno di essere coltivati.

    ## Scuola d'estate? Ni.

    Gli studenti sarebbero favorevoli ad attività di potenziamento delle materie per i compagni che hanno avuto difficoltà nel seguire la Dad, oltre a seguire percorsi educativi. Assolutamente contrari, invece, alla proposta di proseguimento del programma di studi, opzione che renderebbe vano, a loro dire, lo sforzo di aver seguito le lezioni da casa e che rappresenterebbe un sacrificio troppo grande da sopportare, dopo un anno di chiusure forzate per gli studenti e per i professori.

    ## "Mamma mi accompagni tu stamattina a scuola?"

    Infine c'è il tema dei trasporti. Per tutti quelli che non hanno la fortuna di poter andare a scuola facendo due passi, il problema è notevole: spesso sugli autobus le norme anti-Covid non vengono rispettate, gli orari d’ingresso ed uscita sono coincidenti per molte classi, l'affollamento delle autolinee è un dato di fatto. Così diventa praticamente impossibile rispettare le regole di capienza e quindi di distanziamento. Inoltre, le riaperture dello scorso 26 aprile hanno mostrato il fianco di nuovo allo stesso problema. Se a settembre-ottobre eravamo ancora in emergenza, ad aprile il problema è diventato cronico, decretando purtroppo una sconfitta organizzativa.

    ## A.S. 2021/2022.

    La sfida per il prossimo anno è palese: tornare tutti in presenza. E non si parla solo di benefici sull’apprendimento e didattica, ma soprattutto a livello di benessere psicologico e sociale. Ritrovare la serenità nelle aule scolastiche sarà l'esame più importante del prossimo anno, oltre alla Maturità.

    • 41 min
    Ep.6 - L'Ultima Cena

    Ep.6 - L'Ultima Cena

    Quand'è stata l'ultima volta che siete andati fuori a cena? Se non lo ricordate più è probabilmente perché potrebbe essere accaduto un bel po' di tempo fa, e ad accorgersene sono stati soprattutto i ristoratori. Così abbiamo deciso di farci raccontare quale sia la situazione attuale proprio da chi il ristoratore lo fa di professione, ovvero da Armando Cardone e Massimo Bruni, rispettivamente i gestori del "Hostaria del Castello" e di "Pizza Shock", nostri ospiti di questo episodio.

    Chiudiamo per riaprire
    Quante volte abbiamo sentito questo slogan in voga sin dalla prima ondata di un anno fa? E così, bar e ristoranti furono i primi ad essere costretti a chiudere e gli ultimi a riaprire. L’estate ha poi dato una boccata d'aria a tutti, ma già da Ottobre lo spettro delle chiusure si è rifatto più vivo che mai. "Chiudiamo per riaprire", si ma quando questa volta? Senza programmazione, senza neanche la possibilità di organizzare un'apertura come si deve, senza neanche la sicurezza o garanzia che un periodo di apertura possa coprire i costi di quanto investito per rendere possibile la riapertura stessa.
    Perché rimettere in moto un ristorante non significa soltanto tornare ai fornelli, ma comprare tutte quelle materie prime nelle quantità necessarie e omologarsi alle normative sanitarie vigenti. Quindi un apri e chiudi che si è tradotto in un vero e proprio stillicidio, con migliaia di euro andati in fumo.

    Questi sono i miei ristori, prendete e mangiatene tutti.
    E così arrivano i ristori prima e i sostegni poi (per qualcuno, non per tutti). Ma sono solo un contentino per poter sperare di andare avanti: una cifra in percentuale irrisoria rispetto alle enormi perdite che l'annata 2020 ha causato. E così, per amore del mestiere, Armando ci racconta ad esempio di come abbia continuato a finanziare, nei momenti più difficili, la propria attività di tasca sua. "Senza poter sperare in un minimo di crescita e senza poter fare investimenti, si continua a buttare i soldi in un pozzo nero senza fondo, pur di potere andare avanti e non chiudere baracca".

    "Alla fine del tunnel arriverà la luce, non preoccupatevi"
    Una luce arriva sempre, ma quella da pagare, però. Anche sul tema delle bollette e delle tasse che continuano ad arrivare imperterrite, i nostri due ospiti, Armando e Massimo, ci hanno dato uno spunto di riflessione e detto la propria: consumi minimi ed elevatissime tasse da pagare, IVA inclusa.

    La cena te la porto io.
    E poi abbiamo parlato anche del delivery, con Massimo che ci ha detto come la sua pizzeria, già nel suo anno di apertura nel '97 , si chiamasse "Pizza Shock, Free Delivery", e di come, ad Ortona, cominciare a parlare di free delivery 24 anni fa sia stato come vendere i termosifoni in Alaska.
    E con Armando che, grazie ad una preziosa collaborazione con un ristorante giapponese, ha introdotto tra le sue proposte anche il sushi, riuscendo così, insieme al delivery dei suoi prodotti di Hostaria del Castello ovviamente, a coprire i costi ed andare almeno in pari durante questi ultimi sei mesi.

    E poi abbiamo rivolto lo sguardo all'imminente estate che sta arrivando: sarà all'insegna della (quasi) normalità? O le limitazioni e restrizioni continueranno? Nessuno può saperlo, ma una cosa è certa: la voglia di tornare a fare bene il proprio mestiere è tanta. C’è da dire però, che questa pandemia non ha avuto solo effetti negativi: ha dato l'opportunità, a chi aveva un'attività sana, di rimescolare le idee, di fermarsi a pensare a ciò che si poteva migliorare e a dove si stava sbagliando. Tornare a lavorare non è mai stato così bello.

    • 36 min
    Ep.5 - Aveva una casetta piccolina in Canadà

    Ep.5 - Aveva una casetta piccolina in Canadà

    Inaugurata il 18 febbraio, la nuova "Piazza degli Eroi Canadesi, già piazza Plebiscito" ridà vita a quella che fino a pochi giorni fa era Piazza Plebiscito, in sostanza una piazza di transizione, dove passavano e stazionavano autobus e macchine. Un'opera importante, su cui l'amministrazione ha investito tanto, sia in termini comunicativi che economici (circa 220mila il costo per le casse comunali) e che riallaccia, semmai ce ne fosse stato il bisogno, in modo concreto i rapporti tra Ortona e il Canada.

    ## Tutto molto bello, ma dove parcheggio la macchina ora?

    É vero, con la pedonalizzazione della piazza si sono persi quella ventina di parcheggi che c'erano prima e ora il traffico convoglia su strade più strette e forse non in buone condizioni. A tutto questo bisogna anche aggiungere la questione parcheggio Ciavocco che si trova proprio lì di fronte: 2 piani su 3 sono in totale stato di abbandono e dunque inutilizzabili. Solo il funzionamento al 100% del parcheggio multipiano potrebbe mettere la parola fine al problema dei mancati parcheggi non solo di quella che era piazza Plebiscito, ma anche riguardo ai pochi parcheggi presenti nell'intero centro urbano.

    Arrivare a pensare di pedonalizzare l'intero centro storico, e liberare magari anche così piazza San Tommaso, sembra essere ancora utopistico e molto complesso da realizzare (vedi Ciavocco sopra), ma per il momento la strada da seguire, anche guardando a molte altre città d'Italia, sembra essere quella.

    ## Tanti audio, una sola voce

    L'impressione generale è che la piazza sia piaciuta agli ortonesi, e dai tanti audio che ci sono arrivati, (siete stati veramente in tanti, grazie!) traspare un comune senso di poter fare ancora di più, di come questo sia stato solo uno dei tanti passi da fare verso un miglioramento delle condizioni del centro città.

    ## Un ponte tra Ortona e il Canada

    La piazza ha certamente un forte valore simbolico ma da sola è e rimarrà una piazza: questi legami non possono essere tenuti in piedi solo da mattonelle. E se questa fosse l'occasione buona per dare vita ad una forma di scambio culturale, a mo' di Erasmus, tra ragazzi del Canada e di Ortona?

    Per concludere ci teniamo veramente tanto a ringraziarvi per aver dedicato un minuto di tempo per raccontarci la vostra, e vi rinnoviamo l'invito a continuare a farlo. Questo episodio è soprattutto merito vostro.

    • 31 min
    Ep.4 - C'è un nuovo super-eroe ad Ortona!

    Ep.4 - C'è un nuovo super-eroe ad Ortona!

    Con noi questa volta un super-ospite: Giustino Carchesio!

    Giustino ha 33 anni, è di Ortona e nella vita ha una passione in particolare: quella del cosplay. Nella puntata di Italia's Got Talent dello scorso 10 febbraio, Giustino ha presentato un'esibizione cosplay a tema Superman e si è guadagnato il Golden Buzzer di uno dei giudici, Frank Matano.

    Giustino ci racconta nel nostro podcast di come gli sia venuto in mente di partecipare proprio ad Italia's Got Talent, di come sia stato salire su quel palco e di come sarà salirci di nuovo, per la finale il 24 marzo (a proposito, votatelo!). Ci dice come sia stato realizzare tutta la scenografia e volare tra i palazzi di cartone, e soprattutto ci parla di lui, della sua timidezza, della sua spontaneità e dei suo sacrifici per essere arrivato fin lì. Dei suoi sogni, mai veramente accantonati tra un lavoro da postino e altro.

    Il suo vero super-potere, dopo tutto, è essere sé stesso.

    • 25 min

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