96 episodi

Diventare il punto di riferimento nel proprio settore attraverso la condivisione di valore e il coltivare relazioni di lunga durata. Un modo diverso di vedere la vita e di fare business online. Strategie, tattiche, strumenti per imprenditori digitali e piccole aziende.

da Brand a Friend Robin Good

    • Economia

Diventare il punto di riferimento nel proprio settore attraverso la condivisione di valore e il coltivare relazioni di lunga durata. Un modo diverso di vedere la vita e di fare business online. Strategie, tattiche, strumenti per imprenditori digitali e piccole aziende.

    Strategia Editoriale: Profondità non Ampiezza

    Strategia Editoriale: Profondità non Ampiezza

    Cercare sempre temi nuovi, o andare a fondo su quelli essenziali. Cosa è meglio?


    L'altro giorno ragionavo sul fatto di quanti anni siano che io in fondo parli sempre di certe cose. Condivisione, ascolto, creazione di contenuti di valore, nicchie di mercato. Superficialmente potrei sembrare monotono, o sorpassato. E mi domandavo se era in realtà così.

    La risposta è che i pilastri fondamentali della mia filosofia di comunicazione e marketing sono invariati. Possono cambiare le tattiche, i tool e gli strumenti, ma l'approccio e i principi fondamentali rimangono gli stessi.


    Per chi produce contenuti online, quindi cosa è più appropriato fare? Affrontare i temi classici della sua nicchia, tornandoci sopra periodicamente, oppure cercare sempre nuovi argomenti e tematiche da affrontare?

    In passato e fino a poco tempo fa’, ero un forte sostenitore del partito “cerchiamo cose nuove e nuovi argomenti e temi interessanti”, ma recentemente ho cambiato opinione.

    Ho riflettuto e realizzato che avere un fuoco preciso e mantenerlo, è un asset, non è un handicap.

    Ho capito che anche su quelli che sono i temi centrali del proprio settore si può andare a fondo per migliaia di chilometri.

    Ho realizzato che le stesse tematiche possono essere affrontate con gli occhi di tribù differenti, che hanno dubbi, perplessità e domande diverse dalle altre.

    Ho capito che anche se i temi e le problematiche centrali alla mia nicchia non sono infiniti, la mia filosofia su come gestirle si evolve e migliora nel tempo. Oggi, non dico le stesse cose che dicevo cinque anni fa. Riesco ad avere maggior risoluzione e profondità su quello stesso argomento, perché nel frattempo ho fatto più esperienza.

    Poi, un giorno ho anche fantasticato che i temi frequenti e centrali al proprio settore di interesse sono l’equivalente dei grandi successi di un cantante. Non è che perché li ha già cantati, che la gente non li vuol risentire più. Anzi...


    I tuoi temi fondamentali sono le tue canzoni di successo e le persone amano riascoltarle più e più volte, magari in interpretazioni diverse.



    Morale della favola: il sapere individuare bene quali sono i propri argomenti chiave, quali sono le proprie”canzoni di successo”, analizzarle periodicamente e ripresentarle sotto tagli diversi, è cosa buona e giusta.

    Si può parlare di uno stesso argomento per decine di volte ma ogni volta approfondirlo di più, analizzandolo da angolazioni diverse, in situazioni e contesti differenti o in relazione a strumenti e tool diversi.

    Un argomento, un problema, un concetto non si esaurisce mai. E tanto più è di interesse per il tuo pubblico e centrale alla risoluzione dei suoi problemi principali, tanto più volentieri ne vorrà sentir parlare.






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    • 6 min
    Storie di Friends: PaninoGiusto - Cherubini

    Storie di Friends: PaninoGiusto - Cherubini

    Appena conosciuto l’uomo delle scarpe speciali, incontrato a SMXL Milano, ci siamo proposti di uscire subito insieme per mangiare qualcosa e per conoscerci meglio.

    La mia proposta è stata subito quella di andare a farci un Panino Giusto. Quel nome porta con sé così tanti ricordi ed emozioni, che per me è sempre una gioia, ora che da Milano non passo quasi mai, riassaporarli così come ai tempi gloriosi in cui ho iniziato a lavorare nei sotterranei di Milano 2.

    Detto, fatto. Abbiamo cercato sullo smartphone quale fosse il più vicino - Panino Giusto Cherubini - e siamo andati. Io già avevo in testa e in bocca il desiderio di riprovare un Washington. Lo avevo riassaggiato dopo tanti anni in primavera a Varese, durante una delle tappe del 4° mini-tour, e mi era rimasto stampato in bocca.
    E così, appena entrati, senza neanche verificare sul menu, ho ordinato subito un Washington.

    Ma non era lo stesso. Qualcosa non quadrava. Il problema era che non c’era più la mozzarella di bufala. Al posto suo aveva trovato il posto una robiola cremosa. Una specie di Philadelphia che non aveva nulla a che fare con la corposità e il sapore caratteristico della mozzarella di bufala.

    Sono rimasto deluso. Ho chiesto informazioni. Sono andato dove preparano i panini e ho chiesto spiegazioni. Cosa era successo alla mozzarella di bufala? Come mai era cambiato un classico come il Washington?

    Lo staff della cucina mi ha risposto prontamente che il menu era cambiato proprio il giorno prima (inizio Novembre 2019) e che il Washington non era più con la bufala.

    Non potevo crederci. I ricordi, i sapori, la voglia di Washington erano in lutto totale.

    Sono tornato al mio posto e mentre raccontavo al mio nuovo amico Stefano cosa avevo scoperto, Chiara, la responsabile dello staff, si è avvicinata al tavolo e mi ha detto: “Ma se lei vuole, noi possiamo fargliene uno, di Washington, con la bufala. Non c’è problema.”

    L’avrei sposata lì sul posto.

    I miei occhi si sono illuminati di gioia, l’appetito è ricresciuto a mille e non stavo più nella pelle. Ma che bella cosa questo gesto di ascolto e di attenzione verso un cliente. Basta così poco a volte per far stare bene le persone. E basta ancora meno, - il non fare nulla - per lasciarle completamente deluse.

    Fatto sta che mentre il Panino Giusto stava per perdere inesorabilmente punti di stima e affetto da parte mia, grazie a Chiara e al suo “andare oltre il dovuto” per soddisfare un cliente, lei prima di tutto, ma anche il Panino Giusto ha mantenuto e consolidato la sua posizione positiva nella mia memoria.


    Morale della favola: Ascoltare, non dare le cose per scontate e andare oltre il dovuto nel trattare i propri clienti, fa una differenza enorme nella percezione che poi gli altri si fanno di noi. Questa semplice storia di vita di tutti i giorni, ci insegna, che di questi tempi, dove vanno tutti di fretta, dove pochi ascoltano e dove la maggior parte sono solo interessati a spremere il portafoglio del cliente, chi invece presta attenzione alle richieste dei suoi clienti ed a soddisfare le reali esigenze dei suoi clienti ottiene benefici e risultati che vanno ben oltre il mero profitto economico.

    *Su TripAdvisor trovi la mia recensione a 7 stelle (con foto) a testimonianza di questa piccola avventura a lieto fine. https://www.tripadvisor.com/Restaurant_Review-g187849-d12592916-Reviews-Panino_Giusto_Cherubini-Milan_Lombardy.html




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    "Garoto" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
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    br...

    • 12 min
    Storie di Friends: Yuool

    Storie di Friends: Yuool

    Agli inizi di Novembre 2019 ero a Milano per l’evento SMXL che si teneva all’interno degli spazi della Fiera di Milano.

    Il mio ruolo era quello del chairman per la traccia social media di questo evento internazionale che si tiene annualmente. Le mie responsabilità erano quelle di
    a) individuare i temi caldi legati ai social media da trattare durante i due giorni dell’evento
    b) di individuare gli speaker / esperti da far intervenire sul palco,
    c) fare da intervistatore in alcune sessioni specifiche.

    Il mio lavoro quindi si è svolto per lo più nei mesi e nelle settimane che precedevano l’evento per definire gli argomenti, il format della presentazione e quanto altro necessario relativamente alla logistica di ogni intervento.

    Durante l’evento stesso ho avuto la possibilità di eleggere due abilissimi presentatori (Ryuichi Sakuma e Giulio Gaudiano) e grazie a loro ho avuto la possibilità di avere parecchia libertà durante i due giorni, per poter vedere da spettatore molte delle sessioni che avevo organizzato, così come il poter curiosare ed esplorare ciò che succedeva anche nelle altre “sale” dove si alternavano altri esperti sui temi della SEO e del “Paid Advertising”. Ho potuto curiosare, esplorare e guardare con occhi attenti, curiosi e critici, tutto ciò che mi circondava.

    La location di per sé era piuttosto originale. Un enorme garage, dove contemporaneamente, in zone diverse, si alternavano speaker e presentazioni. Luci basse, fluorescenti lampeggianti in perfetto stile grunge, atmosfera dark e un po’ cyberpunk.

    Ma due cose in particolare avevano colpito i miei occhi. Una De Lorean in perfetto stile “Ritorno al Futuro” e uno stand di scarpe a poca distanza.

    La De Lorean, nonostante la sua età, e la chiara appartenenza ad un’epoca diversa, trasmetteva ancora un’idea di futuro e di novità, che si amalgamava bene nell’atmosfera cupa di quell’enorme garage.

    Ma lo stand di scarpe, non riuscivo ad inquadrarlo proprio. Nonostante ci dovessi passare davanti ogni volta che mi recavo dall’ingresso all’area dove si tenevano gli eventi da me coordinati, ogni volta che ci passavo di fronte, mi dava la sensazione di essere come l’intruso nel classico gioco della Settimana Enigmistica. Un qualcosa che non c’entrava nulla con l’ambiente nel quale si trovava. Un “fuori luogo” comprato a suon di euro, per vendere, a me sembrava, cose che non avevano nulla a che fare con i temi trattati in quel contesto. O perlomeno così io pensavo nella mia testa.

    E così sono passato davanti a questo stand di scarpe, decine di volte, sempre con una vocina nella testa che mi diceva: “Ma che c’entra uno stand di scarpe in un evento come questo? Che idea malsana.”

    Poi, ad un certo punto, verso sera, mi sono trovato a girare intorno alla De Lorean, per guardarla più da vicino, e ho visto che quello che doveva essere il responsabile dello stand delle calzature e una ragazza scherzavano, mentre cercavano di fare una foto ad un paio di scarpe che avevano appoggiato sul cofano della macchina.

    Mentre cazzeggiavano, io senza dire nulla, mi sono avvicinato alla De Lorean, ho spostato le scarpe nella parte anteriore del cofano, sopra i fari, e ho scattato una foto particolare. Avevo visto un inquadratura “forte” e non volevo farmela scappare. Fatta la foto, sono andato diretto dal ragazzo che avevo intuito fosse il responsabile delle stesse e, di nuovo, senza dire nulla, gli ho mostrato, sorridendo, lo scatto appena fatto.

    A quel punto è scattato qualcosa. Simpatia? Voglia di conoscersi? Curiosità? Deviazione professionale? Non so, ma credo sinceramente che sia stato un mix di tutte queste cose.

    Fatto sta che quello che è successo dopo non avrei mai potuto immaginarlo.

    Io per conto mio, gli ho spiegato quanto avessi snobbato quello stand, quanto lo avessi ritenuto fuori luogo

    • 21 min
    Storytelling

    Storytelling

    Le Storie Bisogna Raccontarle Quando Sono Calde

    Storytelling - prima pensavo mi fosse completamente alieno - mi domandavo ma come faccio a spiegare i concetti e le cose che so', attraverso delle storie? Troppo complicato, troppa fatica. ...e poi come diamine si fa'?.

    Ho letto articoli e guide, dove ci sono trame, svolgimenti e schemi per fare storytelling, ma nonostante mi apparissero affascinanti, non sapevo come poterli mettere effettivamente in pratica.

    Poi ho capito che sono storie semplici - che mi succedono in continuazione quelle che sono da raccontare.

    Sono episodi e avvenimenti che succedono nella vita di tutti i giorni, ma che ci colpiscono per la loro unicità, originalità, umanità. Quando li viviamo, ci colpiscono emozionalmente e sentiamo che sono momenti magici. Ma il brutto è che dopo poco ce ne dimentichiamo, immersi come siamo sempre nell’inseguire la prossima preoccupazione.

    Eppure in questi piccoli racconti di vita vissuta, è sempre possibile trovare degli insegnamenti utili, una morale, una lezione da apprendere per il futuro e ricollegabile a ciò che facciamo e al settore di mercato nel quale operiamo.

    Esempio: mucche che vanno da sole a pascolare in un altro campo. Morale: mettile nelle condizioni ideali, dagli fiducia e rendi semplice il percorso e le persone come gli animali, possono fare da soli un sacco di cose.

    Ma le lezioni più importanti sono due:

    1) Le storie vanno annotate e catturate subito, appena sono successe, perché solo subito dopo riesci a coglierne tutta la magia e gli aspetti speciali, se ne prendi subito nota

    2) Le storie vanno raccontate poco dopo l’evento almeno una volta. A caldo entro il minimo tempo possibile da quando sono avvenute, per far emergere attraverso il racconto le parti più emozionali, ancora vive nella tua memoria.





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    • 18 min
    Come Scegliere Immagini d'Impatto

    Come Scegliere Immagini d'Impatto

    Come scegliere immagini che siano di reale impatto per accompagnare i tuoi contenuti online?


    *Problema*
    Quando siamo alla ricerca di immagini in una libreria online, ci sono decine e decine di immagini fra cui scegliere, ma il nostro criterio di scelta è spesso molto soggettivo, basato sull'intuizione, e su ciò che ci piace o ci colpisce. Sarebbe meglio invece utilizzare dei criteri oggettivi per filtrare e selezionare le immagini che meglio si prestano a svolgere il ruolo di colpire l'occhio del lettore e di attirare la sua attenzione.


    *Soluzione*
    Utilizzare dei criteri "oggettivi" per la selezione delle immagini. Specificamente:
    a) immagini semplici e
    b) immediatamente riconoscibili dall'occhio umano. Anche in condizioni di visibilità non ideali.

    Esempi:
    1) Volti umani
    2) Simboli
    3) Icone
    4) Segnali stradali
    5) Oggetti isolati

    Per rendere gli oggetti immediatamente riconoscibili puoi scontornarli usando uno di questi tool:
    a) Remove.bg - 100% automatico (a pagamento)
    b) Trace - 100% automatico (100% gratuito) - https://www.stickermule.com/eu/trace
    c) ClippingMagic.com - manuale, ma più preciso e personalizzabile (a pagamento)




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    Musica: "Chillin'" by baaskaT - disponibile su Bandcamp:
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    • 10 min
    Come Trovare le Immagini

    Come Trovare le Immagini

    Come trovare le immagini (gratuite) per i tuoi contenuti?

    *Problema*
    Tutti coloro che comunicano o pubblicano contenuti online hanno un crescente bisogno di trovare immagini di qualità, possibilmente a costo zero, per illustrare e comunicare efficacemente i concetti che desiderano trasmettere e per differenziarsi dalla concorrenza nella propria nicchia di mercato. Dove trovare fonti affidabili di immagini di buona qualità a costo zero? Come selezionare le immagini più appropriate fra decine e decine di immagini simili?



    *Dove cercarle*
    Ci sono letteralmente decine e decine di librerie di immagini gratuite online dove poter trovare immagini rilevanti, poterle scaricare e poterle utilizzare per i propri articoli o contenuti online senza dover pagare nulla.

    Le principali librerie di immagini, tra quelle gratuite, che ti suggerisco di usare sono:

    1) Unsplash.com
    2) Pixabay.com
    3) https://www.chamberofcommerce.org/findaphoto/
    4) Pexels.com

    Tutte le altre le trovi qui:
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    Io utilizzo anche Freepik.com (a pagamento).

    N.B.: Evita di cercare e usare le immagini che trovi su Google Immagini perché sono coperte tutte da copyright e per evitare di dover spendere tempo nel contattare gli autori e chiedere permessi.



    *Come cercarle*
    L’errore più frequente, che fanno tutti quanti è quello di cercare le immagini usando come ricerca la parola che vogliono illustrare. Di tutte le strade possibili questa è quella che da i risultati meno efficaci.

    La tecnica che suggerisco di usare è il “Metodo Mantra”:

    Visualizza nella tua mente, senza cercare sul computer, i simboli, gli oggetti o le immagini che per te rappresentano quel nome/soggetto/concetto che devi raffigurare.

    Fai un elenco di alternative possibili.

    Ora che hai una serie di immagini precise già individuate nella tua mente, cerca nella tua libreria di immagini preferita immagini simili, mentre reciti a mente la parola che vuoi illustrare, o meglio ancora il titolo che verrà abbinato a quell'immagine.

    Noterai che fra le immagini che trovi nella libreria, alcune, si accoppieranno perfettamente al titolo o al concetto che vuoi rappresentare. Io dico che fanno "clac", come quando due calamite vicine si attaccano improvvisamente una all'altra. Ecco, quando avverti questo clac, fra concetto e immagine, vuol dire che hai trovato una buona immagine da usare.






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    • 17 min

Recensioni dei clienti

websilvia ,

Illuminante da Websilvia di Illuminamarketing

Ci sono persone che vedono lontano e hanno la magia di far vedere al mondo la Strada da percorrere... e Robin con il suo Podcast è il Faro 🗽che ci guida puntata dopo puntata.

@Calima ,

PODCAST AUTOREVOLE

Robin Good ha una personalità unica : lo dimostra la scelta del format diverso dal solito, che usa per comunicare le cose che nessuno ti dice, con un tono informale, schietto, diretto, fuori dalle righe! Col passare degli anni le persone cambiano, ma se guardi un video di 10 anni fa, lui già diceva le stesse cose di oggi, anzi ti accorgerai che i migliori digital marketers,gli imprenditori online, hanno usato le credenze di Robin per fare successo, ma poi si sono persi per strada per la smania di fare soldi, a danno della loro credibilità e relazione con il pubblico.
La verità e la condivisione pagano sempre, anche lo sbagliare e chiedere scusa pubblicamente con responsabilità.
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Bondino007 ,

Cambio di mentalità

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Potresti porti domande e darti risposte importanti, ben diverse dal tuo ordinario.

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