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Italia a Tavola è il quotidiano che si occupa di food service, horeca, enogastronomia, pizzerie, pasticerie, bar, salute, turismo, travel e wellness. Italia a Tavola è un quotidiano online (www.italiaatavola.net) ed è attivo su tutti i principali social.

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Italia a Tavola è il quotidiano che si occupa di food service, horeca, enogastronomia, pizzerie, pasticerie, bar, salute, turismo, travel e wellness. Italia a Tavola è un quotidiano online (www.italiaatavola.net) ed è attivo su tutti i principali social.

    Bombana, sopravvivere al virus: Disinfettanti ai tavoli e mascherine

    Bombana, sopravvivere al virus: Disinfettanti ai tavoli e mascherine

    Bombana, sopravvivere al virus:
    Disinfettanti ai tavoli e mascherine
    https://bit.ly/3c7d0y6

    #coronavirus #bombana

    Lo chef tra Cina e Hong Kong ha respirato l’atmosfera da coronavirus; ora racconta ai colleghi italiani la situazione, raccomandando ulteriore attenzione all’igiene per creare un clima sereno

    • 3 min
    Coronavirus, Canzian: «Dobbiamo restare uniti»

    Coronavirus, Canzian: «Dobbiamo restare uniti»

    Coronavirus, la ristorazione piange
    Canzian: «Dobbiamo restare uniti»

    #coronavirus #milano #danielcanzian

    Il cuoco Euro-Toques e Jre Italia sa che la situazione è drastica. Di fronte ad essa, lancia un appello forte e chiaro: «Dobbiamo convivere con questa difficoltà, che ci vede tutti dalla stessa parte»

    • 1m
    Coronavirus, Fipe sui locali chiusi «Settore a rischio stato di crisi»

    Coronavirus, Fipe sui locali chiusi «Settore a rischio stato di crisi»

    Coronavirus, Fipe sui locali chiusi
    «Il settore rischia lo stato di crisi»
    https://bit.ly/37YRkkh

    #coronavirus #fipe #localipubblici

    Il presidente della Federazione internazionale pubblici esercizi Lino Stoppani ha fatto il punto della situazione a Italia a Tavola sulla questione delle chiusure di alcuni locali pubblici in Lombardia. Qualche perplessità è emersa, ma Stoppani ha sottolineato il massimo rispetto per ogni scelta presa dal Governo

    • 2 min
    Chiara Carcano, dieta da influencer. «Lo sport e la pizza sono la vita»

    Chiara Carcano, dieta da influencer. «Lo sport e la pizza sono la vita»

    Senti parlare Chiara Carcano e ti viene voglia di mollare tutto ciò che stai facendo, uscire all’aria aperta e iniziare a correre, muoverti, saltare, sorridere, respirare, “fare cose” come si dice oggi nell’epoca social. Un’espressione che ci riserviamo di utilizzare qui perché Chiara Carcano è una delle “regine” dei social; si potrebbe definirla “influencer”, ma probabilmente sarebbe riduttivo vista la bomba di energia, di iniziative e di ruoli che svolge come quello di postina a C’è Posta per Te che l’ha fatta conoscere al grande pubblico della televisione.

    Il rapporto tra Chiara e i social è dunque strettissimo, ma è saldo anche quello con il cibo. Sì, con quello mangiato, apprezzato, sognato è chiaro perché - ammissione sua - adora mangiare. Ma anche con il cibo inteso come ingrediente per cucinare. Sul suo profilo social ha lanciato l’hashtag #lacasadicarca per annunciare ai follower l’esperienza incominciata nella sua nuova casa che la “obbliga” ora anche a dover imparare a cucinarlo quel cibo che tanto ama. Un motivo - ci consenta il simpatico nesso - per affrontare con un obiettivo in più l’imminente esperienza con Chef Save The Food. Si tratta di un programma che andrà in onda su La5 dal prossimo 20 febbraio in seconda serata e che condurrà con Marco Ferri: per i calciofili di vecchia data, figlio dell’arcigno ex difensore interista Riccardo Ferri, per la “new generation” uno degli influencer uomini più seguiti ed ex “naufrago” all’Isola dei Famosi.

    L’idea del format parte da Davide Zanon e Luca Carcano (fratello di Chiara), che hanno ottenuto finanziamenti dal ministero per lo Sviluppo economico grazie all’associazione di Consumatori Codici la quale ha voluto inserire questo format nel proprio progetto denominato “Consuma consapevole” che mira a promuovere l’economia circolare e il risparmio di risorse nelle famiglie italiane. Una seconda edizione quella che si appresta a partire dopo la primissima esperienza andata in onda sul web nel 2017 e condotta sempre da Chiara Carcano. In questa edizione ci sarà la supervisione dello chef bistellato Alessandro Negrini (Il Luogo di Aimo e Nadia) che giudicherà i piatti preparati da otto coppie (si sfideranno in un due-contro-due in quattro diverse puntate) solo con ingredienti di “avanzo” che troveranno nelle rispettive gare.

    Chiara Carcano sui social però è anche quella che propone ai followers come messaggio principale uno stile di vita sano, corretto, all’insegna del mangiare bene e dell’attività fisica costante. «Parto dal presupposto - dice - che secondo me quello che serve è una buona educazione al cibo, mia mamma mi ha sempre insegnato a mangiare bene e ad evitare cotture “grasse”. Sono sempre per il mangiare bene senza esagerare, a me piacciono i dolci, ma sto sempre attenta. Evito gli eccessi, come il fritto. Mi piace di più la pietanza al naturale e prediligo anche le cotture leggere, al vapore o bolliti ad esempio».

    Piatti leggeri, ma proponetele una cena con pizza e tiramisu e avrete con voi la ragazza più felice del mondo. «Possono succedere le peggiori cose, ma vuoi mettere avere davanti un tiramisu? Rinasco, oppure la pizza che è davvero patrimonio Unesco per l’Italia».

    Ma ogni peccato di gola si fa perdonare con un’attività fisica costante. Sempre tramite i social, Chiara ha lanciato l’hashtag #starttodaynottomorrow per dire ai followers che è oggi che bisogna alzarsi dal divano e iniziare a muoversi, non domani, altrimenti la voglia passa. «Per me - spiega - oltre che per un motivo estetico, la palestra è l’unico momento in cui mi dedico a me stessa e scarico tutta l’energia e lo stress di una giornata difficile. E se non è palestra io una camminata riesco sempre a farla».

    Per leggere l'articolo collegato visita il sito http://www.italiaatavola.ne

    • 2 min
    Abano Ritz, dopo 50 anni l'esigenza di un nuovo ristorante

    Abano Ritz, dopo 50 anni l'esigenza di un nuovo ristorante

    L’acqua da cui tutto prende vita. L’acqua che caratterizza un territorio. L’acqua che crea accoglienza ed entra nei piatti e nei calici della cucina di quel luogo. L’acqua che ad Abano Terme (Pd) è al centro della proposta turistica perché questa, da sempre, è la capitale del turismo termale italiano - sicuramente - ma anche internazionale. L’Abano Ritz è la storica struttura a cinque stelle tra le più blasonate di questa zona gestita da 4 generazioni dalle donne della famiglia Poletto. Oggi tocca a Ida essere al timone di un hotel tanto prestigioso, quanto capace di creare un’atmosfera intima e famigliare. «Il miglior modo per vivere è saper ascoltare - spiega Ida Poletto - e noi in questi 52 anni di attività abbiamo sempre accolto le richieste dei clienti. È così che possiamo dire di avere 7 tipologie di stanze diverse che vanno sempre di più nella direzione della personalizzazione dell’offerta».

    Abano non è certo l’unica località italiana che punta sul turismo termale (settore in crescita, apprezzato soprattutto all’estero) ma di certo è quella che vanta un’esperienza e una qualità diverse da tutte le altre. Viene da chiedersi quale sia il segreto. «Il segreto sta nell’acqua - spiega Ida Poletto - che sgorga a 87° ed è quindi in grado di “raccogliere” minerali che la rendono ricchissima e diversa. Da qui poi nasce il valore aggiunto relativo al fatto che ogni albergo ha la sua acqua, il suo pozzo, che è privato e che gestisce come ritiene più opportuno. E poi c’è l’aspetto medico perché Abano Terme è l’unica località che produce letteratura medica basandosi sulle esperienze fatte qui». Come in molti altri “paradisi” però ciò che Madre Natura ha donato non basta per garantire sviluppo. Anche all’Abano Ritz se ne sono accorti e hanno posto subito rimedio: «Ci siamo accorti - spiega Ida Poletto - che negli ultimi anni stava cambiando in maniera velocissima il mondo del turismo, sempre più gente acquistava soltanto camere, non acquistava più soggiorni, cercava un approccio diverso con il territorio, ci domandava anche un’offerta diversa. Noi vivevamo di pensioni complete o mezze pension,i ma abbiamo visto che quasi un 30% della nostra clientela in realtà prenotava solo il pernottamento e la prima colazione, oltre ai protocolli termali per i quali siamo famosi».

    Da qui l’idea di aprire un ristorante separato dall’hotel, anche se attiguo, dove la proposta culinaria è ben diversa da quella del ristorante dell’hotel. «Il ristorante dell’hotel - chiarisce Ida Poletto - deve seguire un percorso di cure termali ben preciso e presuppone che il cliente pranzi o ceni qui per una settimana. Il ristorante esterno invece - il Brutto Anatroccolo che vede in cucina Alessandro Capescioti - offre un’esperienza unica, nel senso che si presuppone che chi sceglie di venire qui lo faccia una volta ogni tanto. Nel menu c’è in ogni caso molto equilibrio, nessuna sperimentazione e tanto racconto del territorio. C’è anche la filosofia del massimo relax con piatti, posate, tavoli e arredi tondi, nessuno spigolo, come nel menu». Un territorio che deve tutto all’acqua la quale svolge un compito fondamentale anche per i vigneti dai quali nascono vini di fama. All’acqua devono la loro gratitudine anche gli animali che su questo terreno mangiano e producono le materie prime che finiscono nei piatti. Un “cerchio” che si chiude perfettamente. Tondo, come la filosofia dell’Abano Ritz.

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    Venezia fa i conti con il virus «Se dura, a rischio 60 milioni»

    Venezia fa i conti con il virus «Se dura, a rischio 60 milioni»

    Dopo il fenomeno acqua alta tra Natale e Capodanno che ha messo in ginocchio il turismo a Venezia ora ci si mette il Coronavirus a ridosso di Carnevale a far preoccupare gli addetti ai lavori che speravano di recuperare il terreno perduto proprio con il classico evento in maschera. Ne parla il vicedirettore di Federalberghi Venezia, Daniele Minotto. «La presenza cinese - spiega - pesa a Venezia per circa il 3% delle presenze complessive, è il quinto Paese di provenienza per il nostro turismo. Non ha un grande impatto economico, ma è sicuramente una presenza importante».

    Qualche disdetta è già arrivata sia per motivi di prudenza, che per ovvie ragioni legate al blocco dei viaggi da e per la Cina. Quanto inciderà il Coronavirus sul turismo veneziano dipenderà da quanto sarà lunga l’onda del contagio.

    «Se dovessimo ragionare sull’annualità e dovesse permanere una chiusura totale del mercato cinese - prosegue Minotto - si parla di circa 50-60 milioni di euro di fatturato in meno per la nostra categoria».

    Non poco, ma diverse sono le chiavi di lettura di fronte ad un fenomeno così in divenire e tutto da comprendere. «Le dinamiche - spiega Minotto - sono difficili da comprendere perché o si genera una paura a viaggiare oppure è possibile che si recuperino altri mercati, ovvero quelli dei viaggiatori che non hanno potuto andare in Cina, perché chiusa. Potrebbe verificarsi un po’ quello che è accaduto nell’epoca degli attentati dove c’è stata una tendenza a muoversi a raggio più breve».

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