Pubblica

Radio Popolare

Pubblica, mezz’ora al giorno di incontri sull’attualità e le idee

  1. 1 g fa

    Stati Uniti, dalle midterm un Congresso anti-Trump

    Il parlamento vince. Il voto americano per le elezioni di metà mandato e l’aumento consistente dell’affluenza rispetto a quattro anni fa, hanno dimostrato che il parlamento conta, viene riconosciuto dagli elettori e dalle elettrici come luogo della rappresentanza e della democrazia. Il trumpismo, l’autoritarismo degli ideologi dell’IA e delle piattaforme digitali, non sono riusciti a tenere lontano dai seggi e dalla partecipazione una maggioranza di cittadine e cittadini. Il voto - che consegna il Congresso ad una solida maggioranza democratica - è stato un no alla benzina a 4 dollari al gallone, no al carovita generato dai dazi contro i paesi amici, un no alla violenza delle deportazioni di stato. E' l'economia e lo stato della democrazia la priorità per gli americani, sostiene un sondaggio dell'Associated Press. Il voto ha rappresentato anche il rifiuto di farsi contaminare da un capitalismo predatorio che si mangia le vite delle persone attraverso ingiustizie e disuguaglianze. Chi ha vinto e chi ha perso, dunque, il referendum delle elezioni di metà mandato? Pubblica ha ospitato: Mattia Diletti che insegna sociologia dei fenomeni politici all'università “La Sapienza” di Roma. Diletti studia il sistema politico degli Stati Uniti ed è autore di «Divisi. Società, politica e conflitti nell’America del XXI secolo» (Treccani); Elisabetta Grande, docente di sistemi giuridici comparati all’Università del Piemonte orientale, studiosa del sistema giuridico nordamericano, è autrice di «Guai ai poveri. La faccia triste dell’America» (Edizioni Gruppo Abele).

  2. 26 ott

    Ilva, tra bilanciamenti e equilibrismi sull'orlo del baratro

    Sono passati quasi due giorni dalla mezzanotte tra sabato e domenica scorsi, ma l’ex Ilva, l'acciaieria, non ha ancora spento l’area a caldo dello stabilimento di Taranto, dove si trovano tonnellate di amianto. L'ex Ilva avrebbe dovuto farlo in base al decreto della Corte d’Appello di Milano (27 luglio 2026) che dava novanta giorni all’azienda per rimuovere l’amianto dagli altiforni e abbassare le emissioni di polveri sottili. Adempimenti che l’azienda ha contestato come irrealizzabili in novanta giorni. Ora tutti aspettiamo di sapere cosa deciderà la Corte di Cassazione: confermerà l'Appello di Milano e la chiusura dell'area a caldo oppure no? Durante l’ultima udienza in Cassazione, il sostituto procuratore generale Luigi Birritteri ha detto: «Quello che manca nel decreto della Corte di Appello di Milano» - che ha stabilito lo stop dell'area a caldo dell'ex Ilva - «è il bilanciamento fra tutela della salute e produzione industriale». Cosa vuol dire? E’ un rimprovero che il procuratore generale fa alla Corte d'Appello per aver trascurato gli interessi della salute e quelli della produzione, per non aver fatto il presunto «bilanciamento»? Se fosse così (e temo che lo sia) sarebbe un ritorno agli anni ‘90, quando si parlava di interessi in conflitto tra ambiente e lavoro. Oggi quel conflitto è risolto, ha vinto la produzione e ha perso la salute. Pensiamo alla crisi climatica: surriscaldamento del pianeta, inondazioni, siccità. Eventi estremi, in generale, che hanno provocato morti e danni. E’ la crisi generata dal modello di produzione e di consumo «fossile» che si è abbattuta sulla vita delle persone. La produzione ha vinto sulla salute. Ecco che cosa insegna la crisi climatica. Ripristinare una priorità alla salute non è opera di un bianciamento, ma dovrebbe essere il frutto di precise scelte politiche, pubbliche.

Valutazioni e recensioni

4
su 5
2 valutazioni

Descrizione

Pubblica, mezz’ora al giorno di incontri sull’attualità e le idee

Potrebbero piacerti anche…