Realmen 💪 tempi duri, forgiano uomini forti

Emanuele e Francesco

Nel cuore dell’uomo vive uno spirito avventuroso, sognatore, pronto a partire e a pensare in grande. Dove è andato a finire il tuo spirito autentico? REALMEN è un podcast per ritrovare la consapevolezza di cosa vuol dire essere uomini e del contributo fondamentale che possiamo dare al mondo. Un nuovo episodio ogni settimana! Per approfondire, vai su https://realmen.it Ti aspettiamo!

  1. 13 H FA

    Avidità!

    TLDR Oggi parliamo di avidità. Non in astratto ma come meccanismo che inquina relazioni, lavoro ed economia. Non è questione di vizio personale: ma un vero e proprio sistema socio economico… ma non deve necessariamente essere così! Cosa porta all’avidità? Mancanza di autostima Quando non riconosciamo il nostro valore, tendiamo a trattenere tutto per compensare. Abbiamo bisogno delle conferme esterne, dei like, del riconoscimento. Non riconosciamo nemmeno quello che abbiamo, quindi facciamo fatica a donarlo. Incapacità di lasciare andare Nelle relazioni si vede chiaramente: quando ho poca stima di me, pretendo di trovare la mia identità nell’altro e faccio fatica a lasciare andare quella persona. Lo stesso vale col denaro - trattenere diventa un bisogno. Il contrario dell’amore è il possesso (cit. San Francesco). Incapacità di godere di quello che si ha Sempre insoddisfatti, sempre in cerca di più. Non significa non desiderare qualcosa di meglio, ma significa riconoscersi in cammino e godere anche del processo. Questi tre aspetti dell’avidità ribaltati al positivo sono esattamente la radiografia di una persona libera - una persona che sa amare davvero. Autostima significa sapere chi sei e non aver bisogno di riempirti di cose o persone per sentirti completo. Lasciare andare significa non trattenere nulla per sé, né persone né denaro, perché sai che non ti serve qualcosa di esterno per stare in piedi. Godere di ciò che hai significa riconoscere il dono della tua vita e la ricchezza che già possiedi, anche nelle mancanze e nelle ferite. Questa è la chiave per una vita donata, non trattenuta per sé. Una vita che sa dare invece che tenere per se. Buon ascolto!

    41 min
  2. 11 FEB

    Vademecum per entrare in relazione con una donna

    TLDR In questo episodio parliamo di come entrare in relazione con una donna partendo dalle fondamenta giuste: dall’autostima alla gratuità, dall’amicizia al corteggiamento: una bussola per entrare in relazione con le idee chiare e senza farsi male. 3 Take-aways importanti 1. L’autostima è il punto centrale Se non riconosci il tuo valore, entrerai in relazione non per donare te stesso ma per colmare un vuoto affettivo devastante - e questa è la formula per il disastro. Crescere nell’autostima è un cammino e non siamo mai arrivati, ma per entrare in relazione serve un minimo sindacale di stima di sé: sotto quella soglia vai a fondo e fai danni. 2. L’amicizia deve avere la precedenza La vostra compagna di vita è prima di tutto la vostra migliore amica. L’amicizia è dove si costruiscono comunicazione e conoscenza vera. Una relazione solida si costruisce per gradi, con progressività. Come fai a dire di amare una persona che non conosci? Ti possono piacere gli occhi, il suo corpo, ma quella persona non la conosci davvero. Il colpo di fulmine, nella maggioranza dei casi, è indice di immaturità affettiva. 3. Guardate nella stessa direzione Questo è proprio imprescindibile, la struttura portante. Potete avere tutti gli interessi in comune che volete, ma se non guardate nella stessa direzione è come tirare a caso in area di rigore. Per capire questo però devi prima sapere chi sei tu e cosa vuoi dalla vita - altrimenti vai a caso. Nell’episodio inoltre parliamo del ruolo fondamentale di relazionarsi con gratuità, senza pretendere nulla in cambio (e la differenza col fare da “zerbino”), di quanto sia vitale il confronto con chi ti vuole bene per non finire in un rapporto simbiotico. E poi c’è quella cosa del “sentirsi a casa” con una persona - quel momento in cui riconosci che è lei. Buon ascolto!

    38 min
  3. 4 FEB

    Sessualità ferita #padre_carlo_passionisti

    TL;DR: Episodio con Padre Carlo sulla sessualità maschile, continenza e castità. La masturbazione e pornografia sono spesso “gridi di sofferenza” che nascono da ferite profonde. La soluzione non è il controllo esterno ma un cammino di guarigione accompagnato. La castità non è castrazione, ma libertà e strumento di verità. In Sintesi In questo episodio ho avuto l’opportunità di parlare con Padre Carlo di un tema che fa male a tanti uomini: la sessualità, la pornografia, la masturbazione, la continenza. Un nervo scoperto per molti, sposati o single che siano. LA FERITA DIETRO IL SINTOMO Padre Carlo è stato chiarissimo: dietro una sessualità disordinata c’è sempre una ferita. Non è questione di forza di volontà o di “non trovarti a casa da solo”. Il punto non è evitare i trigger superficiali, ma risalire la cascata: perché quella solitudine? Perché quella rabbia? La masturbazione adulta è quasi sempre un grido di sofferenza. IL CAMMINO Non esiste la soluzione rapida. Serve tempo, accompagnamento (psicologico E spirituale), e il coraggio di non fermarsi alla caduta ma di capire cosa c’è dietro. Riconoscere la propria fragilità non è debolezza, è il primo passo. E serve comunità: gruppi di accountability dove aprirsi senza giudizio, come facciamo nei gruppi Realmen. LA CASTITÀ COME LIBERTÀ Padre Carlo ha ribaltato la prospettiva: la castità non è castrazione, ma libertà di amare in modo più alto. È uno strumento di verità che ti obbliga a fare i conti con le vere motivazioni della tua vita. Se uno vive pienezza nella propria vocazione, generalmente non casca in certe dinamiche. ALLE DONNE Alle donne che soffrono dopo aver scoperto che il marito o il fidanzato soffrono di questo problema: il problema non sei tu: non è che “non gli basti”. Non è tradimento nel senso che pensate. È una battaglia che lui sta combattendo con se stesso, una ferita antica che va capita, non giudicata. Il messaggio finale: non abbiate paura di fare verità su voi stessi. Darsi del tempo è la prima forma per amarsi veramente.

    44 min
  4. 28 GEN

    Realmen conoscono il proprio corpo! #ii_raduno_nazionale

    ISCRIZIONI APERTE al II RADUNO NAZIONALE dal 2 Febbraio! In questo episodio affrontiamo il tema del corpo maschile, una questione che oggi vive due derive opposte. Da una parte c’è l’ossessione estetica - dall’altra la spiritualizzazione estrema, dove il corpo diventa secondario perché “conta solo quello che sono dentro”. Entrambe sono bugie. Il corpo è centrale nella nostra identità: quando pensi a una persona, pensi al suo volto, al suo fisico. Non possiamo amare gli altri se prima non amiamo noi stessi, corpo compreso. Il corpo non è né un oggetto da perfezionare né qualcosa da trascurare: è un mezzo prezioso da conoscere, onorare e donare. La consapevolezza di tutto questo è un passo necessario per costruire una autostima solida e duratura. 1. L’autostima passa dal corpo Non puoi amare gli altri se non ami te stesso, e questo include il tuo corpo.de Se ti doni ma pensi di non valere, stai dando qualcosa senza valore. L’accettazione profonda del proprio corpo - con tutti i suoi limiti - costruisce quella solidità interiore necessaria per affrontare la vita. Quando poggi la tua autostima sul bicipite perfetto o sui capelli, alla prima difficoltà crolli. 2. Il corpo rivela la tua missione Guardati allo specchio e chiediti: perché il Signore mi ha fatto così? Ogni caratteristica fisica - anche quelle che consideri difetti - ha un senso e una missione. Finché vedi i tuoi limiti fisici come ingiustizie, non andrai avanti. Quando li accogli come opportunità per scoprire chi sei chiamato a essere, tutto cambia. Il corpo è la porta d’accesso alla tua identità più profonda. 3. Onorare il proprio corpo Ringraziare per il proprio corpo non è un esercizio di ottimismo. È l’inizio di una cura autentica. Se sono grato per le mie gambe, nel limite delle mie possibilità me ne prendo cura - non per narcisismo ma per onorare questo dono. L’esercizio di lodare ogni parte di noi stessi, dalla milza ai capelli, perché ti permettono di essere l’uomo che sei. Questo trasforma il corpo da oggetto a mezzo prezioso da custodire e donare. Buon ascolto!

    36 min
  5. 14 GEN

    L'arte di prendere appunti (aka: costruire un sistema per ricordarsi qualsiasi cosa)

    Il problema di base Viviamo nell’era dell’abbondanza di informazioni. Il problema non è trovare le cose, ma sapere cosa farne. Quanti di voi hanno mille librettini, foglietti volanti, finestre aperte nel browser, chat con se stessi su Telegram pieni di link e appunti? E poi quando vi serve qualcosa… non la trovate più. O peggio, non la rivedrete mai. Il punto è: la nostra mente è fatta per pensare e mettere insieme i pezzi, non per essere un hard disk. Il metodo PARA Mi è capitato sotto mano questo libro: “Building a Second Brain” di Tiago Forte, e l’idea centrale è organizzare le informazioni non per tipo (documenti, foto, video…) ma per come le userai. Utilizzando uno schema che l’autore chiama PARA: Progetti Aree Risorse Archivio Le 4 categorie base: (Personalmente nella home del mio disco ho creato una cartella Notes e all’interno ho messo le altre categorie. Questa cartella viene poi automaticamente replicata e sincronizzata su tutti i miei dispositivi) 01-progetti Qui ci va SOLO quello su cui stai lavorando ADESSO. Se non ci stai mettendo le mani questa settimana, non va qui. Nel mio caso: piano di battaglia con Manu, il bot di Realmen, il libro con Ale, sistemare il garage… Fare questa lista ti obbliga a chiarire dove vuoi mettere le tue energie. È un esercizio potentissimo. 02-aree Le responsabilità continuative, le cose che non finiscono mai: lavoro, finanza, famiglia, casa. Per esempio: Realmen è sia in progetti (per progetti specifici) che in aree (per tutta la roba generale). Altri esempi: La perdita dell’acqua di casa? In aree/casa, con foto del contatore, libretti, strategie per controllare le perdite. La differenza con i progetti è che i progetti hanno una data di scadenza, le aree no. 03-risorse Il posto dove mettere tutto quello che dici “ah interessante!” ma che non stai usando adesso. Video di YouTube da guardare, articoli, idee per progetti futuri. Io ho una cartella “DIY”, una “pornografia” (per quando faremo l’episodio), “attrezzatura podcast”… L’importante: quando metti qualcosa, scrivi PERCHÉ ti ha colpito. Non tenere solo il link. Scrivi due righe su cosa c’è di interessante, così quando lo riapri tra sei mesi capisci perché l’avevi salvato. Usa qualsiasi formato: foto, note di testo, pdf, file audio, video; qualsiasi cosa. 04-archivio Progetti finiti, roba vecchia. Non la cancelli perché non si sa mai, ma non la vuoi avere davanti a te. Le mie aggiunte: 00-inbox La cartella dove butto dentro al volo. Foto che vedo, link interessanti, la scannerizzazione del libretto della moto… Poi, ogni 2-3 giorni la ripulisco e sistemo tutto nelle altre cartelle. Ho creato sottocartelle: da-leggere, da-vedere, da-ascoltare, da-scrivere, pagare. Sono robe in attesa di essere sistemate nel sistema principale o azioni imminenti ma semplici da realizzare (todo). 05-trash Sono paranoico. Prima di cancellare definitivamente, la metto qui. È una rete di sicurezza. Il principio seriale La cosa più bella di questo metodo è che è SERIALE, ti guida in un processo semplice e lineare. Non devi incastrare tutto in uno schema complesso. È sempre: questo -> oppure quello? Una scelta alla volta. Binaria. Semplice. Prendi una cosa dall’inbox: Ci sto lavorando adesso? → Progetti È una responsabilità continuativa? → Aree Potrebbe interessarmi in futuro? → Risorse È finito/vecchio? → Archivio Fine. La mente si libera, il sistema funziona. Perché tutto questo? La creatività non è l’illuminazione geniale. È mettere insieme competenze diverse che altre persone non hanno avuto occasione di combinare. Competenza finanziaria + conoscenza di un mestiere specifico = idea nuova. Questo sistema di note ti permette di: Liberare la mente dalle preoccupazioni Non perdere le idee interessanti Mettere insieme pezzi da ambiti diversi FINIRE i progetti che inizi Non è questione di essere ordinati per natura. È questione di avere un SISTEMA. Come le scarpe: se hai una scarpiera, sai dove metterle, altrimenti finiranno sempre in mezzo al soggiorno… Il problema non è lo sforzo, è non sapere dove mettere le cose. Come finire i progetti? A questo scopo ci sono tre tattiche che ho sperimentato e che sono state proposte nel libro di Tiago: Non partire mai da zero Quando inizi un progetto nuovo, vai a ripescare tutto quello che hai già salvato su quell’argomento. Ogni nota è un’isola, il tuo lavoro è costruire ponti tra le isole. Boom, non si parte mai dal foglio bianco (o non necessariamente). Il file BRIDGE In ogni progetto ho un file che si chiama sempre “bridge”. Dentro ci scrivo: “sono arrivato fino a qui, quello che manca è questo”. Mai finire una giornata di lavoro spompato e vuoto. Lascia sempre qualcosa da fare, una nota al te stesso del futuro, così quando riprendi (magari tra una settimana) sai già da dove partire. Hemingway faceva così. Fai DOWNSCALING Prima c’è la fase di espansione dove metti dentro un sacco di robe. Poi arriva il momento di finire e ti rendi conto che è troppo. Invece di mollare tutto o sentirti sopraffatto, togli le cose “belle da avere” e tieni solo l’essenziale. La barca da 80 metri diventa una barca da 8 metri, ma la finisci. Le cose che hai tolto NON le cancelli. Le metti da parte in un file “idee future” o “v2.0”. Sono lì, pronte per quando farai un upgrade. Cartaceo vs Digitale Paper is king. La penna che scorre, la fisicità, i sensi, nessuno sbatimento di internet che va lento o app buggate. È imbattibile per fare brainstorming. Ma per l’organizzazione e il riutilizzo, il digitale vince. Ad esempio, io scrivo su carta durante le call, poi mi prendo 5-10 minuti per trascrivere le cose importanti nel digitale (o uso il riconoscimento vocale che ormai è ottimo). A volte il cartaceo è solo un passaggio per aiutarti a focalizzare, e poi non lo usi più. Ma ti ha già dato quello che ti serviva: chiarezza mentale. Tool che uso Syncthing: sincronizza cartelle tra tutti i miei device (computer, Kindle, telefono) in modalità peer-to-peer, senza server centrale. Nessuna app speciale per le note. Solo file system, cartelle e file di testo (per Android Cx File Explorer, ma ce ne sono tanti). Uso anche il riconoscimento vocale per trascrivere rapidamente appunti cartacei o app per la scansione di documenti con la fotocamera. Nel podcast entriamo con Manu molto più nel dettaglio con esempi concreti sull’organizzazione delle idee e discussioni su come gestiamo noi le informazioni. Link al libro: Il tuo secondo cervello di Tiago Forte (odio il titolo, ma il contenuto è ottimo).

    1 h 11 min

Valutazioni e recensioni

4,8
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Descrizione

Nel cuore dell’uomo vive uno spirito avventuroso, sognatore, pronto a partire e a pensare in grande. Dove è andato a finire il tuo spirito autentico? REALMEN è un podcast per ritrovare la consapevolezza di cosa vuol dire essere uomini e del contributo fondamentale che possiamo dare al mondo. Un nuovo episodio ogni settimana! Per approfondire, vai su https://realmen.it Ti aspettiamo!

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