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Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.

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Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.

    146: Europa zona rossa

    146: Europa zona rossa

    Nuovi lockdown e vaccinazioni obbligatorie: l’Unione europea cerca di fermare il contagio, mentre l’arrivo della variante Omicron fa temere sulla tenuta dei vaccini
     

    I residenti in Grecia che hanno più di 60 anni e non hanno ancora effettuato il vaccino contro il Covid–19 saranno multati fino a 100 euro al mese: è il primo passo verso un obbligo vaccinale generale, annunciato di fronte al numero sempre crescente di casi. A novembre, nonostante il buon tasso vaccinale, in Grecia sono morte di Covid 2.219 persone, e soltanto martedì sono stati registrati 7.486 nuovi casi. Anche la Germania, finora restia a a qualsiasi tipo di vaccinazione obbligatoria, sembra ormai orientata in questa direzione: il futuro cancelliere Olaf Scholz ha dichiarato che il paese potrebbe introdurre l’obbligo a partire da febbraio o marzo, specificando che qualsiasi decisione dovrà passare dal parlamento. Il numero di casi ha smesso di crescere in modo drastico negli ultimi giorni, ma il numero di morti continua ad aumentare: l’altroieri sono stati contati 446 decessi.

     

    Grecia e Germania si trovano nella situazione complessa di dover parlare di vaccinazioni obbligatorie mentre sui media continua il dibattito sull’efficacia dei vaccini attuali contro la variante Omicron. Martedì l’ad di Moderna Stéphane Bancel ha detto al Financial Times che “tutti gli scienziati con cui ho parlato dicono che le cose non andranno bene.” Bancel ha specificato che per avere dati più sicuri bisognerà aspettare, ma ha anche sottolineato che serviranno mesi per lo sviluppo e la produzione di vaccini aggiornati. È stato più confortante invece il co–fondatore di BioNTech Ugur Sahin, secondo cui, anche se sicuramente più persone vaccinate si ammaleranno a causa della variante, molto probabilmente saranno comunque protetti dai sintomi più gravi. “Il nostro messaggio è: non spaventatevi, il piano resta lo stesso — bisogna accelerare con la somministrazione delle terze dosi,” ha detto Sahin, rivolgendosi ai paesi più ricchi del mondo. Le dichiarazioni di Bancel avevano avuto un impatto negativo sui mercati.

     

    I dati che arrivano dal Sudafrica sembrano attestare l’alta contagiosità della variante Omicron: mercoledì i casi registrati sono raddoppiati rispetto al giorno precedente — passando da 4.373 a 8.561. La settimana scorsa i casi si aggiravano attorno al migliaio al giorno — la settimana precedente 300. Stanno aumentando anche le ospedalizzazioni, anche se fortunatamente non alla stessa velocità. Maria Van Kerkhove, una dirigente dell’OMS, ha confermato che ci sono molti casi con sintomi moderati, ma anche casi gravi. Michelle Groome, dell’Istituto nazionale sudafricano per le malattie trasmissibili, ha dichiarato che il paese sta osservando “un aumento esponenziale” dei casi.

     

    Ieri sono stati confermati i primi casi di Omicron anche negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti, e in Corea del Sud. La diffusione preoccupa particolarmente le autorità sudcoreane, che stanno già affrontando l’ondata più grande dall’inizio della pandemia. In Europa, von Der Leyen ha aperto la porta alle vaccinazioni obbligatorie dicendo che di fronte alla variante Omicron il blocco deve “prepararsi per il peggio, e sperare che vada tutto bene.”

     

    Il direttore generale dell’OMS Tedros ha aperto il briefing media sul Covid–19 ricordando in modo pragmatico ai leader del mondo che la quasi totalità dei casi registrati a livello globale dipendono ancora dalla variante Delta. Il direttore generale ha però denunciato la “combinazione tossica” di “bassa copertura vaccinale e testing ancora minore,” che insieme costituiscono “una ricetta per allevare e amplificare le varianti.”

     
    Show notes
    South Africa's new COVID cases double in 1 day amid omicron | AP News
    Covid: WHO says South Africa hospitalizations rising, omicron severity unclear
    Omicron variant fuelling ‘exponential’ rise in Covid

    • 57 min
    145: Il Kurdistan siriano si prepara a una quarta invasione turca

    145: Il Kurdistan siriano si prepara a una quarta invasione turca

    Nonostante gli accordi di cessate il fuoco, i bombardamenti turchi nel Kurdistan siriano non sono mai finiti, e ora, con la situazione politica in Turchia sempre più instabile, molti temono Erdogan si stia preparando a una quarta invasione.
     

    Tre giorni fa la testata turca Sabah ha denunciato con sdegno la presenza di bandiere e insegne curde in Strappare lungo i bordi, la serie animata di Zerocalcare per Netflix. La vicinanza dell’artista alla causa curda non è ovviamente una notizia — almeno per il pubblico italiano che lo segue da anni — ma la polemica turca ci offre una utile scusa per tornare a parlare per un’ora di Kurdistan siriano, ridotto, dopo tre operazioni di vera e propria guerra, in patchwork geopolitico, con piccole strisce di territorio sotto il controllo di militanti e attori esteri diversi.

     

    Le tre incursioni turche, infatti, hanno reso lo scacchiere, già molto complesso — tra operazioni russe e statunitensi contro ISIL praticamente ingestibile e presenza delle forze fedeli ad Assad — praticamente invivibile. Le tre operazioni sono state condotte rispettivamente nel 2016, nel 2018 e nel 2019: quest’ultima in aperta opposizione alle operazioni statunitensi, che negli anni precedenti, prima del tradimento di Trump, aveva investito ingenti risorse per addestrare le SDF.

     

    Due anni dopo, la zona attorno a Idlib, l’ultima area completamente in mano ai ribelli, è costellata di avamposti di milizie vicine ad Ankara, e le strade che collegano la regione sono “sorvegliate” da pattuglie coordinate da Turchia e Russia. 

     

    Secondo la Turchia, le ultime enclavi curde costituiscono un problema per la sicurezza: un problema alla sicurezza che viene gestito bombardando civili e controllando impedendo la circolazione dell’acqua.

     
    Show Notes
     

    Netflix'te yayınlanan çizgi dizide PKK/YPG skandalı - Son Dakika Haberler
    "Non possiamo voltare le spalle ai curdi". L'appello di Zerocalcare
    Turkey's war of attrition against Syria's Kurds - Al-Monitor: The Pulse of the Middle East
    Kurds and refugees behind Turkey’s Syria offensive | News | Al Jazeera
    Turkey to launch imminent Syria operation against YPG | Turkey-Syria Border News | Al Jazeera
    How Turkey’s ‘Peace Spring’ changed the dynamics of Syria’s war | Turkey-Syria Border | Al Jazeera
    3 Killed in Suspected Turkish Drone Attack in NE Syria
    Killing the Khabur: How Turkish-backed armed groups blocked northeast Syria’s water lifeline - Peace Organization PAX
    Iraq's elections weaken PKK in Sinjar - Al-Monitor: The Pulse of the Middle East
    Erdogan Has Never Been in This Much Trouble

     
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    In copertina: grab Netflix / Strappare lungo i bordi 

    • 57 min
    144: Giro d’Europa nella quarta ondata

    144: Giro d’Europa nella quarta ondata

    In tutta Europa la politica cerca soluzioni all’aumento dei contagi senza ritornare alle restrizioni: ma è un campo ancora inesplorato — mentre i contagi e i morti aumentano.
     

    Ieri la Germania ha registrato 65.371 casi giornalieri. È il numero più alto dall’inizio della pandemia, ma probabilmente è sottostimato: il presidente dell’Istituto Robert Koch, Lothar Wieler, ha avvisato che moltissimi casi non sono stati conteggiati, durante un discorso che ha scosso la politica tedesca — il Welt lo definisce “incendiario.” Il presidente dell’Istituto in questi mesi si era fatto conoscere come una presenza calma anche nelle situazioni più dure, mentre ieri non ha nascosto la gravità della situazione: secondo Wieler la Germania va incontro a un “Natale molto brutto,” e ha definito la situazione attuale come “molto cupa,” preannunciando che se non si agisce in fretta il paese potrebbe arrivare a vedere 1.200 morti al giorno.

     

    Ciononostante, il Bundestag ha deciso di non estendere le precedenti misure d’emergenza, preferendo inaugurarne di nuove, firmate dalla nuova coalizione tra SPD, Verdi e FDP. Tra le misure, c’è l’obbligo di regolamentazione 3G su tutti i posti di lavoro e sui mezzi — una misura analoga al nostro green pass, che permette l’accesso alle persone vaccinate (geimpft), guarite (genesen) o testate (getestet).

     

    La decisione del parlamento tedesco arriva dopo una settimana di decisioni che si sono susseguite mentre la politica cercava un modo per limitare il contagio alternativo alle ormai classiche limitazioni alla circolazione. Si sta formalizzando, attraverso molti paesi europei e nell’invocazione dei governatori regionali italiani, un vero e proprio “modello bavarese” — che prevede livelli di restrizioni diversi, negando l’accesso a servizi e svaghi a chi ha test negativi ma non ha fatto il vaccino e non è guarito.

     

    In questa puntata di TRAPPIST percorriamo rapidamente la situazione stato per stato: dove la campagna vaccinale ha incontrato più difficoltà, ora la situazione è proporzionalmente più grave: ma in tutta Europa la situazione è la stessa — i mesi persi all’inizio della campagna e le difficoltà nel gestire le terze dosi ora si fanno sentire.

     
    Show notes
     

    Corona: Germany Measures of the Federal Government
    COVID in Europe: Germany faces 'terrible Christmas', Czech Republic and Slovakia target unvaccinated | Euronews
    Čo s neočkovanými zamestnancami, ktorí sa nechcú testovať? Firmy vidia riziká - Korzár SME
    Česko zavede bavorský model. Vláda zvažuje i obnovení povinného testování ve firmách | Hospodářské noviny (HN.cz)
    FFP2 und 2-G-plus: Was gilt in welchem Bundesland? | DiePresse.com
    Coronavirus: RKI-Chef Lothar Wieler warnt in Brandrede vor einem „sehr schlimmen Weihnachtsfest“ - WELT
    Corona-Regeln der Bundesländer: 3G, 2G-Plus, 2G – was gilt wo? - DER SPIEGEL
    Bundestag und Ministerpräsidentenkonferenz: Bund und Länder entscheiden über neue Corona-Regeln | ZEIT ONLINE
    Covid Italia, superata la soglia dei diecimila contagi. Stretta sul green pass, mossa delle Regioni- Corriere.it
    Green pass rafforzato, il pressing delle Regioni - Cronaca - ANSA

     
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    in copertina, elaborazione foto CC-BY-SA 4.0 Cezary p

    • 1 hr 2 min
    143: Come sta la destra statunitense

    143: Come sta la destra statunitense

    Un anno dopo la sconfitta, il partito repubblicano è diviso tra chi vuole assecondare una base ormai radicalizzata e chi invece vorrebbe collaborare con i democratici
    Anche se siamo ormai alle porte del 2022, la politica e la società statunitense devono ancora metabolizzare il fatto senza precedenti accaduto lo scorso 6 gennaio, quando una folla variegata di estremisti di destra e supporter dell’ex presidente Trump ha invaso il Campidoglio a Washington. Il repubblicano sta ora cercando di fermare la desecretazione e la pubblicazione di alcune carte relative a suoi incontri e conversazioni nelle ore precedenti all’assalto — viene da domandarsi perché. In queste carte potrebbero essere contenute informazioni cruciali per capire davvero le dinamiche di quei giorni: non è chiaro se Trump, sfruttando la legislazione statunitense, potrà davvero impedirne la diffusione.

    Il Partito repubblicano intanto è sospeso in un limbo in vista delle prossime elezioni di midterm, sulle quali potrebbe lucrare grazie al calo della popolarità di Biden. Una parte ha votato il piano di investimenti infrastrutturali dell’amministrazione, ma un’altra larga fetta è invece rimasta ostile a qualsiasi forma di trattativa con l’esecutivo, adottando una tattica ostruzionistica. 

    La Corte suprema del paese intanto dovrà dare il proprio parere su alcune delle questioni più scottanti e divisive degli ultimi anni - in particolare quelle inerenti al diritto all’aborto, che è al centro di decenni di tentativi di attacco da parte della destra reazionaria. In primis, saranno esaminati i casi provenienti dal Texas e dal Mississippi.

    Su questo sfondo la battaglia puramente ideologica tra chi vuole un paese egualitario — almeno a livello di diritti civili — e uno in cui vige di fatto il suprematismo bianco è sempre accesa e risulta evidente nei giorni del processo al terrorista Kyle Rittenhouse. Il nuovo terreno di scontro è la cosiddetta Critical race theory, una prospettiva di insegnamento della storia statunitense nelle scuole che fa notare come il razzismo sia incardinato da sempre alle istituzioni del paese, che ha ovviamente irritato i conservatori. Tra questi, il nuovo governatore della Virginia Glenn Youngkin, che ha costruito una campagna elettorale vittoriosa facendo del contrasto alla CRT la propria bandiera.
    Show notes

    La decisione della giudice sui registri della Casa bianca
    Trump’s Claim of Executive Privilege in the Jan. 6 Inquiry, Explained - The New York Times
    Capitol Police Officers Sue Trump and Allies Over Election Lies and Jan. 6 - The New York Times
    Trump bashes infrastructure bill and many Repulicans follow his lead - The Washington Post
    How Mitch McConnell, one of Washington's longtime GOP power players, succumbed to the preeminence of Trump - The Washington Post
    McConnell praises federal infrastructure bill during a visit to Covington | WVXU
    Glenn Youngkin vows to ban critical race theory if elected Virginia governor | Fox News
    Glenn Youngkin | TheHill
    What Youngkin's Win in the Virginia Governor Race Means for Democrats - The New York Times
    Pete Buttigieg gains new tool to speed up infrastructure megaprojects - The Washington Post
    How a Conservative Activist Invented the Conflict Over Critical Race Theory | The New Yorker
    The 1619 Project and the Long Battle Over U.S. History - The New York Times
    "Critical race theory" is a fairytale — but America's monsters are real | Salon.com

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    In copertina, foto CC-BY 2.0 Anthony Crider

    • 1 hr 3 min
    142: La Cop26, tra buone intenzioni ed ecofascismo

    142: La Cop26, tra buone intenzioni ed ecofascismo

    Secondo gli esperti supereremo il limite di 1,5 °C già tra 11 anni. Intanto, la comunità internazionale non è pronta a mettere in discussione il nostro sistema economico
    La Cop26 era iniziata non con i migliori auspici. A Roma, il G20 si era chiuso con un nulla di fatto, e Boris Johnson, che sta ospitando il summit, aveva sfondato ampiamente nell’ecofascismo, spiegando che il cambiamento climatico causerà “eventi geopolitici molto difficili” tra cui migrazioni di massa. Intervistato dentro al Colosseo, il Primo ministro britannico ha usato la Roma imperiale come paragone, dicendo che “quando l’impero romano è crollato, è stato in gran parte a causa dell’immigrazione incontrollata.” Una cosa che, secondo la visione pronta per la quinta elementare del premier britannico, “potrebbe succedere di nuovo.”

    All’evento non si sono presentati né Vladimir Putin né Xi Jinping, e anche Erdogan ha cancellato la propria partecipazione all’ultimo minuto. Anche tra i presenti le cose non sono iniziate benissimo, durante gli annunci degli impegni nazionali per affrontare la crisi climatica, l’India si è data per la prima volta una scadenza entro cui arrivare alle zero emissioni — ma per il 2070, vent’anni troppo tardi. Nel proprio discorso Modi ha comunque difeso il proprio paese, sottolineando come l’India costituisca il 17% della popolazione globale, ma contribuisca solo al 5% delle emissioni. Questo annuncio ha congelato qualsiasi ambizione di presentare obiettivi più avanzati della Cop22 di Parigi, nonostante la politica abbia ormai imparato a usare la retorica dell’apocalisse per parlare del disastro climatico: durante il proprio intervento Boris Johnson ha citato James Bond, dicendo che l’umanità è legata a un “dispositivo apocalittico”; con lo stesso spirito teatrale, Antonio Guterres ha detto che i leader del mondo “stanno scavando la propria stessa fossa,” e che bisogna “smettere di trattare la natura come un cesso.” Tra gli interventi più importanti c’è stato quello della Prima ministra delle Barbados, Mia Mottley, che ha parlato a nome dei tanti stati insulari a rischio a causa dell’innalzamento del livello del mare, chiedendo agli stati più ricchi di “non permettere che la via dell’avidità e dell’egoismo pianti i semi della nostra comune distruzione.”

    Una delle voci più ottimiste della prima giornata di summit è stata quella di Biden, che ha parlato di una “opportunità incredibile” di fronte alla “crescente catastrofe.” Biden da sempre sostiene che la conversione necessaria per ridurre le emissioni e la dipendenza dai combustibili fossili possa essere una nuova fonte importante di impiego: “Costruire i pannelli solari e le turbine eoliche che faranno crescere il mercato energetico del futuro creerà lavori sindacalizzati e ben pagati per i lavoratori americani,” ha commentato il presidente statunitense nel proprio intervento. “È una cosa che non dobbiamo mai perdere di vista.” Parlando con gli altri leader presenti al summit, Biden ha ammesso che l’impegno climatico degli Stati Uniti è stato a dir poco incostante, ovviamente in gran parte per responsabilità di Trump: “La mia amministrazione sta facendo gli straordinari per dimostrare il nostro impegno climatico coi fatti e non con le parole.” Biden ha promesso che nei prossimi giorni saranno svelate nuove iniziative climatiche guidate dagli Stati Uniti.

    Intanto, alcuni dati visti dal Guardian confermano le preoccupazioni degli attivisti: attraverso un accordo internazionale poco noto — l’Energy Charter Treaty del 1998 — gli investitori del petrolio e del carbone possono fare causa ai governi per i profitti persi a causa delle leggi che cercano di far abbandonare i combustibili fossili. Il quotidiano di Londra ha visionato numerosissime cause intentate nel contesto della ECT, tra cui c’è anche il famigerato caso che vede Rockhopper Exploration contrapposta all’Ital

    • 54 min
    141/2: Pandemia e territorio: presentazione di Opera Aperta e Scalandrê

    141/2: Pandemia e territorio: presentazione di Opera Aperta e Scalandrê

    Questa settimana su TRAPPIST ospitiamo le due talk di APNEA, l’evento organizzato sabato 23 al Circolo IAM.
    Opera Aperta e Scalandrê sono due nuovi libri fotografici di Cesura Publish, le pubblicazioni del collettivo di fotografi emiliano. Ne abbiamo parlato con i due autori, Alex Majoli e Marco Zanella, che ci hanno raccontato il loro percorso da fotografi, dalle origini ai loro ultimi progetti.
     

    Oᴘᴇʀᴀ Aᴘᴇʀᴛᴀ | ​​Nel febbraio 2020, Alex Majoli si trovava a Reggio Emilia, dove stava lavorando con la Fondazione I Teatri. La sua intenzione era quella di aggiungere un nuovo capitolo al suo progetto Scene, una lunga ricerca per immagini sulla teatralità della vita quotidiana. ​​L’8 marzo tutto si ferma, il teatro chiude, Majoli e il suo assistente partono per un viaggio che li porterà dal profondo sud alle montagne del Nord Italia, per documentare una tragedia contemporanea. Dopo più di un anno di pausa, l’autore decide di riprendere il lavoro insieme a I Teatri. Il libro che ne risulta non è più solo fotografia, ma un paragrafo aperto sul COVID.

    Con SCENE, Alex Majoli ha generato nuove chiavi di lettura sul rapporto tra l’uomo e la sua quotidiana teatralità. In Opera Aperta, l’autore riprende il discorso già sviluppato, ed esplora l’ambiguità tra realtà e finzione.

     

    Sᴄᴀʟᴀɴᴅʀê | parola del dialetto romagnolo che significa “fuori stagione, sfasato”, è il titolo del progetto di Marco Zanella protrattosi per gli ultimi tre anni in una piccola cittadina di tradizione agricola del Nord Italia, Cotignola. Indaga quella che è stata spesso definita la fine della civiltà contadina, collocandosi a cavallo tra il mondo prima e dopo la pandemia. Racconta di una realtà messa a dura prova dall’incedere della nuova società digitale e dal confronto con un sentimento del tempo alienante, dove il ritmo naturale delle stagioni, delle feste e dei riti, che ha sempre scandito la vita di una comunità in contatto osmotico con la terra, rischia di essere stravolto e perduto. Le immagini di Marco Zanella testimoniano l’impegno di una comunità nel preservare dal cambiamento accelerato antiche tradizioni e memorie collettive.

     
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Mdfkc ,

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Accento lombardo, cantilena con vocali marcate,
anti tutto immobilista, linguaggio colonialimperialista contrastato da idee noglobal inizi 2000.
Estremo senso di colpa provincialcattolico sulle pronunce, paura della suscettibilità altrui.
Prolisso, soporifero, decadente.
Perfetto rimedio all’insonnia.

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