Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

Episodes

  1. 13H AGO

    [Sab 2] Commento: Quasi tutti ascoltano...

    «Voi siete un popolo redento, annunziate…!»; è la voce del Signore che risuona all’inizio della celebrazione eucaristica nell’antifona. Non possiamo essere sordi a tale richiamo o far finta di non essere interpellati tutti personalmente, perché ognuno di noi ha ricevuto il necessario per compiere quelle cose grandi che il Signore ha predetto. La grandezza alla quale siamo chiamati non fa chiasso, perché è fatta di semplici e gioiosi «sì» quotidiani, gocce di acqua dissetante per noi e per molti altri fratelli… «Quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio», leggiamo nella prima lettura. Gli ascoltatori innamorati della Verità non accettano quel «quasi» che turba il cuore del sincero credente; superando l’indifferenza, prendono esempio dal buon Pastore e partono alla ricerca del fratello che non risponde, perché è troppo grande il vuoto che lascia. La nostra fede si fa annuncio quando non rimane «privata» e nascosta: non c’è nulla di «privato» nel Regno di Dio. Preghiera e umiltà, coerenza e coraggio costituiscono un buon carburante per arrivare in pascoli lontani. Forse non servono tante parole… I figli della carità sono instancabili, sostenuti dal Signore che ha detto: «Io sono nel Padre e il Padre è in me». Anche noi siamo lì con lui. Se accogliamo il Signore, pane di vita, entriamo nella vita, nella Santissima Trinità che è solo e sempre scambio d’amore.

    2 min
  2. 1D AGO

    [Ven 1] Commento: Il Figlio del carpentiere.

    Scegliamo di commentare oggi la memoria di san Giuseppe, anche se è diventata facoltativa. Di lui non ne sappiamo molto. Giuseppe, anche lui, come la Madonna Santissima, è uomo di fede, di fede e di speranza. Anche lui ha creduto alla Parola, senza pretendere di capire tutto. E il Vangelo ci presenta proprio la famiglia di Giuseppe, una famiglia semplice... Eppure Gesù, anche se figlio di un semplice carpentiere, sa parlare bene; sebbene non abbia studiato nelle scuole di Gerusalemme, stupisce comunque per la sua saggezza. Oggi, però, la nostra attenzione viene spostata al lavoro: san Giuseppe lavoratore. La reazione della gente di Nàzaret, nel Vangelo di oggi, a proposito della sapienza di Gesù, fa pensare al capitolo del Siràcide, che contrappone il lavoro manuale e la Legge. La gente del popolo (operai, contadini), dice il Siràcide, mette tutta la sua attenzione nelle cose materiali; lo scriba, invece, ha pensieri profondi, cerca le cose importanti e può essere consultato per il buon andamento della città. La gente di Nàzaret si domanda: «Da dove mai viene a costui questa sapienza? Non è il figlio del carpentiere?», uno che non ha studiato e non può avere cultura? È chiaro: la sapienza di Gesù è sapienza divina ed egli ha insistito varie volte sul mistero di Dio, che viene rivelato ai piccoli, ai semplici, e nascosto ai sapienti; ha anche criticato gli scribi che «dicono e non fanno». D'altra parte, il Vangelo insiste anche sulla Parola: è necessario, dobbiamo accogliere la parola di Dio! E soltanto se ci ispiriamo alla parola di Dio il nostro lavoro vale, il nostro lavoro ha un valore costruttivo: costruiamo, creiamo il mondo con Dio. «Tutto quello che fate, in parole e opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre». Tutto quello che facciamo, tutti i lavori, materiali e intellettuali, sia lo studio sia la carità fraterna, lo facciamo per il Signore. Il Vangelo ci dice che il nostro servizio deve essere sincero, umile: dobbiamo avere disponibilità nella carità; tutto questo per essere uniti a Gesù, figlio del carpentiere, quel Figlio che ha dichiarato di essere venuto a servire e non per essere servito. La vera dignità consiste proprio in questo: nel servizio dei fratelli, secondo le proprie capacità, in unione con Gesù, Figlio di Dio. Verifichiamo la nostra scala di valori, per renderla sempre più aderente ai pensieri di Dio.

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  3. 3D AGO

    [Mer 29] Commento: La vergine saggia e sapiente.

    Santa Vergine Caterina, e il Vangelo che, nell’immagine delle vergini, ci rappresenta la grande santa senese, come la vergine saggia e prudente, che, in attesa dell’incontro con lo Sposo divino, ha preso con sé la lampada e si è munita di olio. Possiamo intravedere nella parabola evangelica tutte le belle virtù che hanno adornato la patrona della nostra patria. Lei è la donna sapiente, che ha compreso appieno l’essenza della religiosità autentica: ha dedicato tutta la sua vita a un incontro personale con Cristo, si è lasciata umilmente illuminare dalla luce radiosa dello Spirito Santo e ha trovato nell’amore al Signore la realizzazione piena della sua vita. Abbondando così di olio, ha tenuto costantemente accesa la sua lampada, anche nel cuore della notte, e ha saputo irradiare la sua luce a tutto il mondo ecclesiastico e civile del suo tempo. Aveva appreso la vera sapienza e la vera prudenza non dai libri, ma dal cuore stesso del suo Sposo divino, dalla fonte stessa della verità e della vita. Si è trovata pronta all’incontro con lui e la lampada luminosissima della sua vita ha riflesso luce ovunque e a tutti. Ha squarciato le tenebre della notte del suo tempo e, ancora ai nostri giorni, con i suoi scritti, con i suoi esempi, con la sua intercessione, irradia luce di sapienza e si mostra come modello sublime di vita e come celeste patrona. Lei ci ricorda che è da stolti restare senz’olio, affondare nel buio e mancare all’appuntamento con il Signore. Ci indica ancora la fonte inesauribile della vera sapienza e, soprattutto alle donne di ogni epoca, addita i motivi profondi per affermare e difendere la propria dignità. Indica a tutti di non cedere alla facile tentazione di confidare nelle proprie forze, per non cadere nell’illusione di un superficiale perbenismo. Restare al buio e privi di olio, vedersi esclusi dal convito dello Sposo per un colpevole ritardo, è un grave peccato che guasta la vita di molti. Essere sempre pronti, con le lampade accese, è la virtù del viandante sapiente e saggio, è la virtù del cristiano vero. Seguiamone le orme.

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