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Cerchiamo come te il meglio nella Borsa e nella Vita. Ascolta le nostre storie! Un podcast di SoldiExpert.com a cura di Salvatore Gaziano & Roberta Rossi, consulenti finanziari indipendenti e fondatori di SoldiExpert SCF, fra le prime società in Italia del settore.
"La Borsa & la Vita" è il nuovo show realizzato da Roberta & Salvatore dove si parla di argomenti importanti per affrontare i tempi moderni con l'intervento di super ospiti a ogni episodio.
Inoltre in questo canale sono raccolti tutte le interviste audio (a Roberta Rossi e Salvatore Gaziano, fondatori di SoldiExpert SCF e Radioborsa) e gli interventi a Radio24, Radio Capital, Radio InBlu.


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    Come investire in azioni in modo oculato. Le evidenze della storia dei mercati. Prima parte

    Come investire in azioni in modo oculato. Le evidenze della storia dei mercati. Prima parte

    Conoscere quello che i mercati finanziari (azionari, obbligazionari e non solo) hanno insegnato negli ultimi 50 anni (e oltre) è fondamentale per chi investe. Quali rendimenti attendersi nel tempo? E quali rischi? Cosa attendersi dall’investimento azionario? E da quello obbligazionario? Dall’investimento in oro, immobili o materie prime?

    Questa è la prima lezione del nuovo mini corso di SoldiExpert SCF per diventare un investitore oculato che raccoglie il meglio degli studi e dell’esperienza di centinaia dei più grandi investitori di tutto il mondo e di tutte le epoche. Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente, condivide l’approccio seguito nei portafogli responsabile delle strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, società di consulenza finanziaria indipendente (iscritta all’Albo OCF) facendo parlare dati, numeri ed evidenze perchè quando si parla di investimenti e finanza personale è fondamentale disporre dei giusti dati per decidere come anche adottare i giusti comportamenti.
    E conoscere le trappole dei mercati (comprese quelle dei finti guru) e del nostro cervello.

    • 21 min
    Lettera #30.2 Investire nella cannabis? Attenzione a fumarti i soldi

    Lettera #30.2 Investire nella cannabis? Attenzione a fumarti i soldi

    Come spesso spieghiamo una delle prime regole per un buon investitore è la diversificazione. Potrebbe sembrare semplice come regola ma c’è ancora chi pensa che investire gran parte del proprio patrimonio in alcuni settori particolari o addirittura in singole azioni di questi settori potrebbe farli diventare ricchi, ovviamente senza considerare i rischi.

    Se una persona non ha mai investito in azioni dovrebbe prima valutare opportunità e rischi, ovvero perdite che può sopportare e poi comunque partire dalle basi ovvero da un portafoglio diversificato fatto magari da Etf e non certo tentare il colpaccio con poche azioni di un unico settore perché questo non è investire ma scommettere e basta.

    Negli ultimi due anni tanti investitori alle prime armi hanno puntato le loro fiches sul settore della cannabis, prendendo in alcuni casi delle vere e proprie legnate.

    È un settore molto particolare, anche perché le quotazioni non sono regalate ed è certo per alcuni investitori ancora controverso ma comunque alcune delle azioni del settore sembrano dei veri “pump & dump” come vengono definiti negli Stati Uniti, ovvero titoli di società molto piccole quotate in mercati nord americani non regolamentati che vengono “pompate e scaricate” ai piccoli risparmiatori creduloni che sulla rete vanno a caccia di dritte.

    • 4 min
    Lettera #30.1 Warren Buffett e il patrimonio di famiglia. Cosa possiamo imparare?

    Lettera #30.1 Warren Buffett e il patrimonio di famiglia. Cosa possiamo imparare?

    Quella passata per i mercati azionari e obbligazionari non è stata una grande settimana come non lo è stato il mese di aprile a dispetto degli analisti di Bank of America che prevedevano, invece, a inizio mese un solido rally in parte trainato dalla tendenza dei corsi azionari a sovraperformare durante il mese di aprile.

    Dal 1928 in poi mediamente l’azionario Usa era salito dell’1,4% ad aprile, ma invece quello passato ci ha regalato una delle peggiori performance da diversi decenni. Per l’indice S&P 500 una discesa di quasi il 10% e di oltre il 13,5% per l’indice Nasdaq, quello più ricco di valori tecnologici.

    I primi 4 mesi dell’anno per i mercati azionari e obbligazionari sono stati così decisamente negativi e a Wall Street per vedere un primo quadrimestre così retrattile (-13,3% l’indice S&P 500 e -21% per l’indice Nasdaq) bisogna tornare addirittura al 1939. Soprattutto l’obbligazionario ha subito gravi perdite proprio quando era più necessario un andamento decorrelato su cui molti investitori facevano invece conto, perché così era spesso accaduto nel passato.

    Se si vuole guardare sempre dal punto di vista statistico la cosa va detto che in tutte le più grandi 5 discese a 2 cifre avvenute nel primo quadrimestre dell’anno dal 1928 a oggi Wall Street ha poi messo a segno negli 8 mesi successivi 4 volte su 5 dei significativi recuperi positivi mediamente sempre a 2 cifre (oltre il 13%).

    Nel passato dagli anni ’60 in poi, a fronte di un ribasso forte dell’azionario, nel 70% dei casi l’obbligazionario governativo Usa era, invece, salito con un rendimento medio del 2,3%. Finora quest'anno i titoli di stato e le obbligazioni hanno fallito la missione di fungere da contrappeso agli asset rischiosi, scendendo di quasi il -9%.

    Da inizio anno i BTP (e non solo i Treasury Usa) perdono questa cifra e la salita dei tassi d’interesse sta agendo come una clava. Una tendenza che punisce soprattutto gli investitori con portafogli costituiti da titoli con scadenze lunghe.

    • 9 min
    Lettera #29.2 Il prezzo del Nickel vola: non tutti però guadagnano come Volkswagen

    Lettera #29.2 Il prezzo del Nickel vola: non tutti però guadagnano come Volkswagen

    È comprensibile che in questa situazione di incertezza economica e geopolitica l’andamento di alcuni settori è sotto pressione come quello automobilistico.

    A marzo sono state immatricolate in Europa 844.000 auto, oltre il 20% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Il calo è stato più alto in Svezia con quasi il 40 per cento, seguita dalla Danimarca con meno 38,4 per cento.

    E le vendite sono diminuite significativamente anche nei maggiori mercati di vendita dell'Unione Europea (UE). In Italia il meno è stato di quasi il 30 per cento, in Francia del 19,5 per cento e in Germania del 17,5 per cento.

    Nel primo trimestre in Europa sono stati venduti poco più di 2,2 milioni di veicoli, con un calo di oltre il dodici percento.

    Il marchio Volkswagen ha perso quasi il 30% nell'Unione Europea e anche Stellantis ha perso quasi un terzo delle vendite rispetto a un anno, la BMW si è ridotta del 17,8%, la Mercedes ha perso il 13,2% mentre Porsche, invece, mostra un lieve aumento (più 4,8%).

    E in altre regioni del mondo, i numeri sembrano anche peggiori. Quasi il 16% in meno di veicoli è stato venduto negli Stati Uniti e oltre il 17% in Giappone nel primo trimestre. Nella Russia sanzionata , il mercato delle vendite è crollato del 29%.

    Il declino in Europa è legato, tra l'altro, alle catene di approvvigionamento interrotte a causa della guerra tra Russia e Ucraina, visto che il Paese invaso dalla Russia è anche un luogo di produzione di cablaggi per numerose case automobilistiche soprattutto tedesche.

    In Borsa il settore automobilistico europeo perde quasi il 15% da inizio anno, ma si comporta meglio di altri settori come il Retail (-29%), il tecnologico (-24%) e quello industriale.

    • 13 min
    Dollari e fondi Hedgiati: coprire il rischio cambio è una buona strategia?

    Dollari e fondi Hedgiati: coprire il rischio cambio è una buona strategia?

    Dalla pausa pasquale a fine settimana scorsa, i mercati azionari si sono indeboliti con soprattutto la Cina in difficoltà per effetto dei nuovi pesanti lockdown che stanno bloccando Shanghai e con il timore che qualcosa del genere possa accadere anche a Pechino dove il governo cinese sta ora provando l’arma più leggera dei tamponi di massa.

    Il porto più trafficato del mondo come quello di Shanghai è da settimane in parte bloccato con i container che aspettano mediamente 12,1 giorni per essere gestiti, mentre un mese fa bastavano pochi giorni. La flotta di autotrasporti cinese è stata catturata dall'approccio Covid Zero del governo alla pandemia, bloccando i conducenti in una rete di controlli di quarantena e tutto questo incide sulle catene dell’approvvigionamento globale.

    Il governo cinese sembra risoluto nel continuare il suo attuale approccio, con Xi Jinping che afferma ripetutamente che "la perseveranza è vittoria". Ma le sue misure anti-coronavirus sempre più severe stanno sconvolgendo i mercati, mentre le catene di approvvigionamento si logorano e le fabbriche sono costrette a chiudere.

    La politica cinese zero-COVID ha bloccato milioni di persone e ha avuto un impatto crescente sulla seconda economia più grande del mondo, in contrasto con altri paesi che hanno annullato le restrizioni anche se il virus si sta ancora diffondendo. Secondo le dure regole cinesi, anche le persone con casi asintomatici o molto lievi devono andare in quarantena in strutture centralizzate, dove molte persone si sono lamentate delle cattive condizioni.

    La situazione è difficile anche nel resto del Paese. Gli esperti stimano che, nelle ultime settimane, tra 70 e 90 città sono state completamente o parzialmente chiuse e ai residenti non è stato permesso in alcuni casi di lasciare le loro case, se non per una volta al giorno per andare a fare la spesa.

    Il Dollaro continua a salire e sopratutto negli ultimi mesi è stato utilizzato come bene rifugio. Ma quindi è meglio utilizzare fondo o etf a cambio aperto o a valuta coperta (Hedgiati)?

    Se 5 anni fa aveste scelto un fondo o un ETF “sterilizzato” rispetto alla valuta (e non a quello a cambio aperto) oggi vi ritrovereste a parità di strumento con un capitale inferiore mediamente del -20%.

    • 6 min
    Fondo pensione: come scegliere il migliore analizzando i costi di gestione

    Fondo pensione: come scegliere il migliore analizzando i costi di gestione

    Dopo il primo video introduttivo sul tema previdenza integrativa e fondi pensione abbiamo deciso di entrare maggiormente nel dettaglio di questi strumenti finanziari che hanno caratteristiche particolari per valutarne pro e contro.

    Come consulenti finanziari indipendenti spesso ci viene chiesto:

    Conviene sottoscrivere un fondo pensione?
    Quale scegliere?
    E soprattutto quanto bisogna versare?

    Una per volta nel corso di questi video cercheremo di rispondere a tutte le domande, e se avete qualche domanda specifica in merito a questo argomento potete scriverci una mail o contattarci.

    Come tutti sappiamo i fondi pensione godono di importanti vantaggi fiscali, e per questo banche e assicurazioni nell’ultimo periodo propongono sempre con più entusiasmo la sottoscrizione di questi fondi pensione.

    Dobbiamo considerare che un fondo pensione può essere detenuto da una persona anche per 20-30 anni e per questo gli istituti finanziari si possono assicurare ricavi da commissioni per molto tempo. Fa gola a tanti consulenti avere in gestione i fondi pensione dei propri clienti.

    Come spesso ricordiamo come consulenti finanziari indipendenti, non vendiamo fondi pensione ma il nostro obiettivo è quello di aiutare le persone a ottimizzare i versamenti e l’utilizzo di questo prodotto finanziario

    Purtroppo tra fondi pensione aperti, fondi negoziali (es. Cometa - Perseo Sirio - Fonte - Fonchim) e pip ci sono centinaia di fondi pensione e quindi la domanda è:

    Quale scegliere?

    • 9 min

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