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Chapeau Media

Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.

  1. 1 day ago

    Dallo SFRATTO alla Catena di Palestre Più Grande d’Italia 💪🏼 Eduardo Montefusco, CEO di FitActive

    Prova 8Sleep con uno sconto ESCLUSIVO di €350: http://eightsleep.com/chapeau. Siamo molto gasati di collaborare con loro e abbiamo anche intervistato il loro CTO Nel 2007, un programmatore napoletano eredita una palestra sotto sfratto e €400 mila di debiti. 20 anni dopo ha la catena di palestre più grande in Italia. Eduardo nasce a Napoli nel 1982. Cresce a Milano dove da piccolo scopre l’informatica grazie al pc del padre e se ne innamora subito. Impara a programmare da autodidatta e a 18 anni inizia a lavorare in p.IVA per per una società di intermediazione bancaria, oggi Nexi. Si iscrive a Informatica in Bicocca ma abbandona presto l'università, dando priorità al lavoro da sviluppatore software per piccole attività locali. Un giorno, all’iscrizione in palestra, il titolare gli chiede un software gestionale. Nasce così una collaborazione che diventa una proposta di entrare in società. Eddy accetta e investe €30 mila. Di giorno lavora come sviluppatore mentre la sera come venditore porta a porta di prevendite per la palestra Evolution a Seveso, in apertura nel 2007. I primi anni sono durissimi: taglio della corrente per bollette non pagate e sfratto esecutivo. Nel gennaio 2009, a 26 anni, diventa amministratore della palestra ereditando €417 mila di debiti. Per rilanciare l’attività, introduce nuove dinamiche commerciali (recall clienti per rinnovi e assenze) che portano la crescita al +30% nel 2009, con un fatturato di €700 mila, e a ripagare i debiti nel 2010. Nel 2014 arriva a gestire 3 palestre e, l’anno successivo, apre 4 palestre insieme lanciando ufficialmente il brand FitActive. Nel 2016 però vive una crisi profonda con alcuni soci, risolta acquistando le loro quote. Diventa così unico proprietario e lancia il modello franchise/partnership per finanziare la crescita. Eddy inoltre introduce in Italia il modello fitness low-cost 24h, assente fino a quel momento, ispirandosi alle palestre in Germania. Grazie a questo format, le aperture crescono in modo esponenziale: da poche sedi fino a 20-27 aperture all’anno nell’ultimo periodo. Anche durante il Covid continuano le aperture di nuove palestre e, nonostante la crisi vissuta dal settore, chiude definitivamente solo una sede. Eddy raddoppia comprando anche una catena di palestre in Spagna (KeasyFit) e aprendo fuori dall’Italia. Oggi FitActive conta quasi 200 palestre in 7 paesi (Italia, Svizzera, Romania, Albania, Macedonia del Nord, Brasile, Spagna), con più di 450 mila iscritti. Il fatturato è di circa 150 milioni di euro con un EBITDA del 20%, tra i più alti del settore. Eddy ci ha raggiunto a Milano per raccontarci tutta la sua storia (00:00) Chi è Eduardo Montefusco (01:00) A 18 anni inizia a lavorare come programmatore indipendente (02:04) Le prime esperienze da venditore porta a porta (03:09) Diventa socio di una palestra per €30 mila (04:59) Vende 300 abbonamenti per una palestra che ancora non esiste (06:38) I primi grossi problemi della palestra (bollette non pagate) (08:34) Rilancia l’attività per ripagare €417 mila di debiti (10:31) Falliscono tutte le nuove attività (ristorante, fisioterapia, …) (12:11) Come apre 6 nuove palestre in 2 anni (13:25) Liquida i soci per risolvere i problemi legali (15:45) Fonda FitActive e apre la prima palestra in Franchise (18:21) Apre 50+ palestre in tutta Italia (periodo 1-100) (20:16) Il periodo più difficile: fatturato a €0 e sfratto (23:00) Uscire dall’Italia e i problemi dell’estero (24:44) Offerte di acquisizione e numeri di FitActive oggi (27:47) Le tecniche di vendita delle Low Cost (28:58) Consigli

    31 min
  2. 30 Jun

    Ha Salvato Gucci e l’Ha Portata a €10 MILIARDI di Fatturato 👜 Marco Bizzarri

    Il figlio di 2 operai ha portato Gucci da €3 a €10 miliardi di fatturato e l’ha fatto diventare il marchio italiano più famoso al mondo  Risparmia ore di lavoro e automatizza i processi della tua azienda con Keplero:  https://0eernno1ar0.typeform.com/to/nsl6AXti Marco Bizzarri nasce a Reggio Emilia nel 1962. Studia ragioneria ed economia a Modena e nel 1983 inizia a lavorare in Arthur Andersen, all’epoca una delle 7 società di consulenza più grandi al mondo. Nel 1993 riceve un’offerta dal CEO di Mandarina Duck, suo cliente del tempo. Decide così di lasciare Andersen ed entrare in Mandarina, che all’epoca fattura circa 50 miliardi di lire. Qui fa la prima esperienza internazionale e segue acquisizioni all’estero.  Ha una parentesi in Lamarthe, acquisita da Mandarina, che porta da €2 a 15 milioni di fatturato in 3 anni, lanciando nuovi modelli con campagne marketing geniali. Nel 2000 diventa CEO di Mandarina fino al 2004, quando si licenzia in cerca di una nuova esperienza. Non trova però opportunità e finisce per lavorare per alcuni anni come importatore di orologi in Australia e Direttore di Girbaud a Parigi. Nel 2005 arriva l’occasione che gli cambia la vita. Entra in Stella McCartney, brand nato nel 2001 in Gucci Group, che fatturava circa £10 milioni ma perdeva altrettanto. Gestire Stella è complicato ma lavorando su posizionamento e collaborazioni, come quella con H&M, in 3 anni porta il brand a €60 milioni. Nel 2008 lascia Stella McCartney e diventa CEO di Bottega Veneta, che allora fatturava circa €400 milioni. Dopo pochi mesi però arriva la crisi e il fatturato cala del 10%. Marco reagisce attivando i clienti dormienti e spingendo servizi di riparazione, colori e la Cina.  Così nel 2012, quando Bottega fattura più di €1 miliardo, è chiamato da François-Henri Pinault a coprire un nuovo ruolo: controllare tutti i brand di Kering tranne Gucci. Dato il successo di questo riposizionamento di Gruppo, gli è affidato un altro compito: CEO di Gucci. Gucci al tempo era in stallo e Marco prende una decisione radicale. Sceglie Alessandro Michele come direttore creativo, un nome interno e quasi sconosciuto, che punta su uno stile radicalmente diverso dal passato. Dopo le critiche iniziali, lo stile di Michele conquista il mondo e Gucci passa da €3 a 10 miliardi di fatturato in pochi anni. Nel 2024, all’inizio della crisi del lusso, Marco lascia una Gucci in crisi che vedrà quasi dimezzarsi il fatturato in 2 anni.  In seguito, entra nei board di alcune aziende incredibili come Armani, Illy e Golden Goose.  (00:00) Chi è Marco Bizzarri (01:05) Infanzia e studi (02:39) Inizia la carriera in consulenza e  (04:30) Entra in Mandarina Duck e salva un’azienda che perde €7 milioni (06:40) Viene licenziato e si trasferisce in Australia (08:44) Entra in Kering come CEO di Stella McCartney (10:23) Porta Stella da €10 a 60 milioni in 3 anni (12:36) Salva Bottega Veneta dalla crisi e la porta a da €400 milioni €1 miliardo (15:41) Diventa Direttore della Divisione Lusso di Kering  (19:15) Diventa CEO di Gucci e nomina Alessandro Michele Direttore Creativo (21:54) Il primo anno da CEO: butta le vecchie collezioni pronte e rivoluziona lo stile (25:03) Porta Gucci da €3 €10.7 miliardi in 5 anni (27:22) Gucci diventa il marchio italiano più famoso al mondo  (28:38) La peggiore crisi nella storia di Gucci (30:45) Marco lascia Gucci ed entra in Armani e Golden Goose (32:37) I personaggi più incredibili che ha conosciuto (33:17) La crisi del lusso (35:23) Il momento più difficile  (37:31) Consigli

    40 min
  3. 23 Jun

    La più Grande Azienda al Mondo di Apparecchi per l’Udito è Italiana e Fa €2.4 MILIARDI 🦻Enrico Vita, Amplifon

    Scopri il conto aziendale TOT: https://go.tot.money/49U8XF5 ⁠Col codice CHAPEAUX3 hai 3 mesi GRATIS su tutti i piani mensili. Algernon Holland nasce nel 1919 in Inghilterra. Nel 1944 viene paracadutato in Italia come operatore radio delle forze speciali alleate. Finito il conflitto ha un’intuizione: diverse persone avranno problemi all’udito per colpa delle esplosioni. Rimane quindi a Milano dove fonda ELIT, un’azienda che distribuisce apparecchi acustici.  Nel 1950 fonda quindi Amplifon. L'obiettivo è distribuire apparecchi acustici direttamente al paziente finale. Negli anni ‘70-’80 l’azienda cresce molto velocemente grazie a pubblicità e aperture in ogni regione d’Italia, diventando così il leader di mercato. Nei primi anni '90 inizia l’espansione in Europa con l'ingresso in Spagna, Portogallo, Svizzera e Austria.  La prima grande acquisizione avviene invece nel 1999 negli USA: Amplifon compra Miracle-Ear, una rete in franchising, per circa €15 milioni.  Nel 2001 Amplifon si quota in Borsa con una capitalizzazione intorno ai €400 milioni e un fatturato di circa €200.  Nel 2010, con l'acquisizione di National Hearing Care, diventa leader in Australia e Nuova Zelanda ed entra in India, raggiungendo un fatturato di circa €700 milioni. Nel 2014 entra in azienda un nuovo manager: Enrico Vita. Enrico diventa responsabile prima della regione EMEA e, solo un anno dopo, viene nominato CEO. Avvia da subito una profonda trasformazione organizzativa. In dieci anni investe circa €2 miliardi in acquisizioni e oltre €1 miliardo in capex. Nel 2018 acquisisce GAES, leader del mercato dei dispositivi auditivi in Spagna con oltre il 40% di quota di mercato, per oltre €500 milioni, la più grande operazione della storia di Amplifon fino a quel momento.  Nel 2020, durante il Covid, compra anche i negozi dell’imprenditore Pat Kerry nella Sunbelt americana (Texas, California e Florida), prima presenza diretta negli USA e base dell'attuale network di circa 1.500 punti vendita.  Nel 2021 acquisisce Bay Audio in Australia, una catena di circa 100 cliniche all'interno principalmente di centri commerciali per €350 milioni. La più grande acquisizione nella storia di Amplifon però, ancora in attesa di approvazione antitrust, è quella di GN Hearing per €2,3 miliardi. GN fattura circa €1 miliardo e progetta chip custom per apparecchi acustici. Questo permetterebbe ad Amplifon di integrare verticalmente la filiera, dal design dei chip alla distribuzione, e portare il gruppo a oltre €3 miliardi di fatturato. Nel 2025 Amplifon fattura €2,4 miliardi, conta circa 10.000 punti vendita, 20.000 dipendenti e opera in 25 paesi con una quota di mercato globale del 13%, superiore al 30% in Italia e Nuova Zelanda.  Nei 10 anni alla guida, enrico ha triplicato il valore dell’azienda e il fatturato. Quindi, lo abbiamo raggiunto a Milano per scoprire come ha fatto: (00:00 Amplifon: la più grande azienda di apparecchi acustici al mondo (01:00) Un paracadutista inglese vuole aiutare gli italiani vittime delle bombe (02:17) Parte da un sottoscala e gira l’italia in bus per visitare i pazienti (03:29) Porta Amplifon a €200 milioni e inizia l’espansione all’estero (04:33) Enrico diventa CEO e investe €3 miliardi per rinnovare l’azienda (06:14) Compra il più grande concorrente in Spagna per €500 milioni (06:57) Apre 500 negozi e conquista la Cina (08:15) Compra Audio Bay per €350 milioni per controllare i centri commerciali (10:15) Investe €2.3 miliardi per diventare produttore degli apparecchi  (11:35) Amplifon oggi: fatturato e quote di mercato (13:13) Come si diventa CEO di Amplifon (14:25) A 30 anni gestisce un budget da €2 miliardi (16:04) Errori e momenti più difficili (17:31) Giornata tipo (18:18) Consigli

    19 min
  4. 2 Jun

    L’OPERAIO che ha Creato un’Azienda da €200 MILIONI ☕️ Nando Ottavi, Nuova Simonelli

    Prova 8Sleep con uno sconto ESCLUSIVO di €350: http://eightsleep.com/chapeau Nel 1962 un 16enne fa l’operaio in una fabbrica nelle Marche. 60 anni dopo ha una delle aziende di macchine da caffè più grandi al mondo. Nel 1936 Orlando Simonelli crea una delle prime macchine italiane per il caffè espresso e dopo la Guerra apre una fabbrica a nelle Marche.  Negli anni 50 lancia la Eureka, una macchina con pannelli in ottone che ha subito un grande successo. L’azienda però resta piccola e vende poche centinaia di macchine l’anno.  In quegli anni cresce Nando Ottavi, marchigiano classe 1946. I genitori lavorano in campagna e aprono una piccola osteria, in cui Nando inizia a lavorare a 7 anni. Nando passa l’infanzia a Caldarola e si diploma al Professionale di Tolentino. Nel 1962, a 16 anni, entra in Simonelli come apprendista e poi operaio.  Alla fine degli anni 60, Orlando Simonelli ha problemi di salute e nessun erede interessato all’azienda. Un gruppo di investitori si offre quindi di comprare la fabbrica, ma Nando teme che vogliano spostare l’azienda e che i suoi colleghi possano perdere il lavoro. Così propone un accordo: noi produciamo le macchine, voi le vendete. Gli investitori accettano e offrono il 100% dell'azienda. Nando e alcuni colleghi accettano. Non hanno soldi, ma rilevano Nuova Simonelli con 35 milioni di lire di debiti. Così, a 25 anni Nando diventa Amministratore Delegato.  La sua idea è chiara: Nuova Simonelli non può restare nell’Italia centrale. Deve iniziare a vendere in tutta Italia e nel mondo. Nel 1974 arriva la prima vendita all’estero: 24 macchine in Canada. Poco dopo nasce la ISX, una macchina in acciaio inox che ottiene subito un grande successo. Negli anni 80 l’azienda cresce. Lancia Premier e Program, tra le prime macchine del settore a usare l’elettronica, e negli anni 90 supera l'equivalente di €10 milioni di fatturato. Nel 1992 Nando apre la prima filiale negli Stati Uniti. Compra un terreno da $300.000 e costruisce uno stabilimento da 2.000mq. Negli anni 90, capisce che non basta vendere macchine ai bar. Bisogna fornire un servizio: formare baristi, tecnici e insegnare la cultura dell’espresso, che all’epoca era totalmente assente in Asia e Stati Uniti. Nel 2001 compra Victoria Arduino, marchio storico nato nel 1905 che faceva macchine verticali dorate con il famoso stemma dell’aquilotto. Lo paga 800 milioni di lire e lo rilancia come marchio di fascia alta. Nel 2004 lancia l’Aurelia, macchina di alta qualità che viene scelta per i mondiali dei baristi e porta l’azienda a sfiorare quota 12.000 macchine l’anno, di cui 7.000 Aurelia. L’anno dopo arriva anche l’Appia, macchina di fascia media che fa schizzare le vendite dell’azienda portandola a produrre 40.000 macchine l’anno.  Nel 2024, Nando compra anche 3TEMP, uno dei marchi di caffè filtrato più famosi al mondo, per €5 milioni.  Oggi OMT, la holding del Gruppo Simonelli che comprende Nuova Simonelli, Victoria Arduino e 3TEMP, sfiora i €200 milioni di fatturato, esporta in 130 paesi e produce 40.000 macchine l’anno, una delle 5 aziende di macchine da caffè più grandi al mondo. (00:00) Chi è Nando Ottavi (00:57) Infanzia e studi: camminare 7km tutte le mattine per andare a scuola (02:21) Fa l’operaio in fabbrica (03:28) Compra la fabbrica dove lavora per salvare i colleghi (Da 0 a 1) (05:19) Vende le prime macchine all’estero (07:08) Entra negli Stati Uniti e porta l’azienda a €10 milioni (08:52) Compra Victoria Arduino (10:27) Da 10 a €20 milioni: vendere a McDonald's e campionato del mondo di caffè (11:54) I 2 modelli che portano l'azienda da 5.000 a 40.000 macchine l'anno (13:54) Dalla crisi a €80 milioni di fatturato (16:11) Dentro la fabbrica: come si producono le macchine da caffè (18:29) I numeri di Simonelli Group oggi e l’impatto delle guerre (20:29) Offerte di acquisizione (21:56) I momenti più difficili e la crisi (23:15) Giornata tipo (24:43) Come si fa il CAFFÈ PERFETTO (25:52) Consigli

    27 min
  5. 19 May

    L’Italiano che ha Inventato la BRUGOLA e fa €190 MILIONI con le VITI ⚙️ La Storia dei Brugola

    Clicca qui https://www.ticketrestaurant.it/chapeauproject per una promo esclusiva di Edenred a zero costi di gestione e ottieni tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant ®️ Edenred Nel 1946 un operaio italiano di nome Brugola ha creato la vite più famosa al mondo. 80 anni dopo la sua famiglia ha un impero da €190 milioni. Egidio Brugola nasce nel 1901 a Lissone. 25 anni dopo apre Brugola OEB, un’azienda di anelli e rondelle.  Nel 1945 deposita il brevetto della vite a esagono incassato. Questa prenderà poi il suo nome grazie alla chiave per stringerla, conosciuta proprio come chiave a brugola.   Durante quegli anni rischia la vita in guerra. Nel 1959, all'apice della carriera, muore di infarto all'Isola d'Elba. La gestione di Brugola passa per qualche anno alla moglie Emmy, aiutata da un gruppo di manager. Nel 1964 Giannantonio, figlio di Egidio, entra in azienda e prende la guida a soli 21 anni.  Giannantonio razionalizza la produzione e negli anni Ottanta Brugola diventa tra i più grandi produttori di viti in Europa.  Giannantonio però capisce anche il potenziale dell’industria automobilistica. Così, studia il tedesco da autodidatta e ogni settimana viaggia in Germania alla ricerca di clienti.  Nel 79 chiude un mega contratto con Volkswagen e poi con Ford, prima in Europa e poi negli Stati Uniti.  Negli anni 90 Giannantonio introduce le selezionatrici automatiche e brevetta la Polydrive, un nuovo tipo di vite adottata anche da Audi e Jaguar. Il fatturato cresce così dai 30 miliardi di lire degli anni 90 ai €100 milioni nel 2008. Durante la crisi finanziaria globale però il fatturato crolla da €100 a €64 milioni in 2 anni. Le banche revocano il credito e Brugola entra nell'Articolo 67, strumento di ristrutturazione del debito.  A Giannantonio succede il figlio Jody, che costruisce un piano di risanamento in 44 punti e taglia sprechi e inefficienze. Il fatturato rimbalza e torna a crescere fino a €126 milioni. Nel frattempo, Jody ripaga anche il 60% dei debiti, circa €16 milioni. Nel 2015 ci lascia Giannantonio, Jody diventa Presidente e firma un accordo col Fondo Italiano d’Investimento per uscire dall'Articolo 67. Sotto la guida di Jody, l'azienda apre uno stabilimento negli Stati Uniti, allarga il portafoglio clienti a BMW, Mercedes, Hyundai, Kia, Stellantis e Tesla, e diversifica la gamma con componentistica speciale e nuovi materiali, come acciaio inox e alluminio.  Anche se dal 2023 il settore delle auto è in crisi nera, Brugola è arrivata a fatturare €190 milioni, produce 8 milioni di pezzi al giorno e una macchina su 3 nel mondo monta le loro viti.  Questo, però, è anche un periodo molto complesso per Brugola: i debiti, infatti, son tornati a salire, nel 2026 l’azienda ha dovuto iniziare una procedura di ristrutturazione per rinegoziarli e, lo stesso anno, ha ceduto lo stabilimento statunitense. Quindi, noi di Chapeau abbiamo raggiunto Jody nella fabbrica di Brugola a Lissone per scoprire tutta la storia della sua famiglia e come si producono le viti più famose al mondo: (00:00) La famiglia Brugola (00:43)  Egidio Brugola inventa la vite più famosa al mondo (Da 0 a 1) (02:08)  Brugola batte i tedeschi e conquista il mondo dell’automobile (05:05)  Da 1 a €50 milioni: diventare l’azienda di viti per auto più grande al mondo  (07:41)  Perde €40 milioni in 2 anni e rischia di fallire (08:55)  Salva l’azienda e la porta da €66 a €145 milioni (10:15)  Apre negli Stati Uniti e chiude accordi con Mercedes e BMW (11:58)  Supera €190 milioni di fatturato e 8 milioni di viti al giorno (13:35)  Dentro la fabbrica: come si fanno le viti  (17:53)  Momenti difficili e insegnamenti del padre  (19:33)  La storia di Jody Brugola: da attore a Presidente di Brugola  (21:09)  Il peso di guidare un’azienda come Brugola (22:39)  Crisi settore auto e i debiti di Brugola (23:29)  Ricomprare il 100% dell’azienda, errori e chiusura negli Stati Uniti (25:55)  Consigli

    28 min
  6. 12 May

    ⁠L’Ingegnere Italiano che Costruisce MIGLIAIA DI ROBOT UMANOIDI per Battere Tesla 🤖 Daniele Pucci

    👉 Scopri Tot: https://go.tot.money/41rXGXH Con il codice CHAPEAUX3 hai 3 mesi GRATIS su tutti i piani mensili. Daniele Pucci nasce a Velletri nel 1985. Intorno ai 12 anni comincia a programmare e costruisce i primi circuiti. Si diploma all'Istituto Tecnico Industriale con specializzazione in elettronica e telecomunicazioni, poi si iscrive a Ingegneria dell'Automazione alla Sapienza di Roma.  A 21 anni lavora per Avio, azienda aerospaziale italiana, dove si occupa del Vega Electrical Simulator, un simulatore del lanciatore dell'ESA. Continua comunque gli studi, si trasferisce in Francia per un dottorato di ricerca (PhD) all'INRIA e lì studia dinamica del volo e aerodinamica dei velivoli a decollo verticale. Consegue poi un doppio PhD, affiancando alla tesi principale una ricerca sulla fusione nucleare presso il Centro di Frascati. Nel 2014 entra all'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Il primo compito è far stare in piedi iCub, un robot umanoide. In quattro anni di ricerca, il team passa da tre a dodici ricercatori.  Quando il suo responsabile diventa capo della robotica di Google DeepMind, Daniele assume la guida del laboratorio Dynamic Interaction Control dell’IIT, poi rinominato Artificial and Mechanical Intelligence, portando il gruppo a 55 persone tra ricercatori, ingegneri e designer.  Nel periodo in IIT, coordina altri due grandi progetti: ErgoCub, robot umanoide per supportare i lavoratori manuali co-finanziato da INAIL con €10 milioni, e IronCub, il primo robot umanoide al mondo capace di volare.  Nell'estate del 2023 la vita di Daniele cambia. Nota infatti la crescita degli investimenti globali nella robotica umanoide, con Tesla e startup come Figure che raccolgono più di €1 miliardo e capisce che il laboratorio accademico non è più il contesto migliore per industrializzare quella tecnologia.  Nel 2024 quindi fonda Generative Bionics insieme a un team di colleghi dell’IIT, con l’obiettivo di creare il suo robot umanoide. Raccoglie un primo finanziamento da mezzo milione tramite CDP Ventures per partire, poi altri €70 milioni (a una valutazione pre-money di €150 milioni) da grandi nomi come AMD Ventures, Tether, Duferco ed Eni Next.  Nel 2026, Daniele presenta il suo robot Gene 01 al CES di Las Vegas, il più grande evento tecnologico del mondo. Questo prototipo è la piattaforma di partenza per una famiglia di robot umanoidi destinati a lavorare nella manifattura, logistica, sorveglianza, healthcare e retail. Grazie alla partnership con Fincantieri, i primi modelli di Gene 01 inizieranno a lavorare come saldatori nei cantieri navali già nel 2026.  Per il momento questo mercato è dominato dalla Cina, dove sono presenti robot molto agili di dimensioni ridotte e spesso senza dita, e dagli USA, dove si sviluppano macchine più simili all’uomo e che iniziano ad aiutare nei mestieri di casa.  Generative Bionics oggi conta 85 dipendenti e Daniele punta a costruire in Italia la più grande fabbrica di robot umanoidi in Europa, un investimento che gli costerà circa €500 milioni. Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia: (00:00) Chi è Daniele Pucci (01:00) Infanzia, studi e rifiutare il MIT per stare con la madre (03:07) Costruisce i primi robot (e il primo robot volante) (04:56) Lavora all’Istituto Italiano di Tecnologia e diventa Capo della Robotica (05:56) Si licenzia per fondare Generative Bionics (07:12) Partire e raccoglie i primi fondi (periodo 0-1) (08:16) Perché può battere i robot di Tesla? (10:46) Come ha raccolto €70 milioni (13:16) Costruire la fabbrica di robot più grande in Europa (15:57) Perché gli servono €500 milioni (17:39) Accordi con Fincantieri e AMD (19:47) Quanto costa un robot umanoide (21:02) Quando i robot ci ruberanno il lavoro (23:17) I robot conquisteranno il mondo? (24:59) Perché Cina e USA stanno battendo l’Europa nei robot (27:02) Fare robot umanoidi dall’Italia (28:22) Errori più grandi (29:06) Giornata tipo (30:15) Consigli

    31 min
  7. 28 Apr

    Com'è Fatta una LAMBORGHINI 🐂 Da 0 a una Macchina da €700,000

    Clicca qui www.ticketresturant.it/chapeauproject per una promo esclusiva di Edenred a zero costi di gestione e ottieni tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant ®️ Edenred.Siamo stati i primi Youtuber nella storia ad entrare nella fabbrica di Lamborghini a Sant’Agata Bolognese per scoprire come producono, personalizzano e testano tutte le loro macchine.🐂 Storia di Lamborghini Lamborghini nasce nel 1963, quando Ferruccio Lamborghini produce la sua prima auto a Sant’Agata Bolognese. Fino al ‘71 le cose vanno alla grande grazie alla Miura, prima supersportiva della storia, e alla Countach, la prima con le portiere che si aprono verso l’alto.Nel ‘72, però, i debiti costringono Ferruccio a vendere il 51% dell’azienda. Da quell’anno al ‘98, la proprietà di Lamborghini passa di mano 4 volte e il marchio del toro arriva 2 volte sull’orlo del fallimento.Nel ‘98, però, la compra Volkswagen e le vendite esplodono con modelli come Murcielago, Gallardo, Huracan e Aventador.Oggi Lamborghini è uno dei produttori di supercar più grandi al mondo, fattura €3.2 miliardi e produce più di 10,000 macchine all’anno, tra URUS, Revuelto e Temerario. 🔧 Produzione Abbiamo iniziato il tour nello studio Ad Personam, il reparto personalizzazione di Lamborghini, per scegliere il colore, gli interni, i cerchioni e tutti gli optional—compreso il carbonio—della Revuelto di Chapeau.Poi siamo passati alla produzione, che è divisa in 4 fasi:1. Creazione della scocca in carbonio: i fogli di carbonio sono posizionati negli stampi e cotti in autoclave per creare i componenti della macchina. Questi dopo sono incollati insieme per creare telaio e scocca, pronti da verniciare.2. Verniciatura: gli addetti passano la scocca in un bagno di cataforesi, una vernice antiruggine, e sigillano tutti i componenti in carbonio con il silicone. Poi si passa il primer e 4 strati di vernice. Infine, gli addetti verificano possibili imperfezioni e problemi nel colore.3. Assemblaggio: ogni giorno si assemblano 30 supercar. Il processo prevede 36 fasi e conta più di 2,000 pezzi. Per prima cosa, vengono applicati alla scocca il cablaggio e 2 motori elettrici. Intanto, gli operatori assemblano il motore a combustione che viene testato e poi unito al cambio e a un terzo motore elettrico. A quel punto, lo calano nel telaio e aggiungono interni, sedili, portiere e batteria. Infine montano marmitta, paraurti, ruote, freni e fanali.Finito l’assemblaggio, ogni macchina deve passare controlli elettronici, taratura dei sistemi e un collaudo in cabina a 130 km/h. Poi, può essere testata in strada.Ma per costruire una Lamborghini quanto ci vuole? Dalla creazione della scocca alla fine dell’assemblaggio passano 11 settimane e per fare ogni singolo sedile, prodotto con pelle italiana e realizzato a mano, servono più di 10 ore.4. Finizione: dopo l’assemblaggio, la macchina passa attraverso una tempesta d’acqua per verificare che non ci siano infiltrazioni. Gli addetti più esperti poi verificano che non ci siano imperfezioni nella carrozzeria o nella vernice in 2 tunnel di luci calde e fredde. Dopo un’ultima lucidata, la macchina può essere consegnata.Finito il tour, abbiamo anche fatto un test drive con una Revuelto da €700,000 sulle strade di Bologna…ed è stato folle ahahah(00:00) La storia di Lamborghini (01:17) Personalizzazione (Ad Personam) (03:04) Creazione della scocca in carbonio (CFK) (05:35) Assemblaggio scocca (07:27) Verniciatura (Paint Shop) (10:14) Controllo difetti e colore (11:20) Colori più richiesti e tempi verniciatura (12:23) Montaggio cablaggio e plancia (Assemblaggio) (15:02) Motore (16:48) Interni, portiere e freni (19:56) Collaudo (20:56) Sedili e selleria (23:09) Water test e controlli (Finizione) (27:44) Test drive (28:08) Come si diventa Direttore Commerciale di Lamborghini e giornata tipo (30:32) Cliente tipo, lista d’attesa e comprare una macchina da €700,000 (33:09) Colori e richieste più assurde

    34 min
  8. 14 Apr

    L’Italiano Partito da una GROTTA che Ha Creato il Marchio da Palestra più Famoso al MONDO 🏋️‍♀️Rudy Panatta

    Non perdere più chiamate di lavoro con Yourang.ai: https://app.yourang.ai/authentication/signup?type=chapeau usa il codice CIPENSOIO Nel 1973 un professore di lettere lascia il lavoro per costruire macchinari da palestra in una grotta. In 50 anni sopravvive a un fallimento, allena Schwarzenegger e crea uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo.  Rudy Panatta nasce nel 1951 nelle Marche. Da piccolo è molto magro, e quando nel 1968 vede le Olimpiadi, si innamora del culturismo.  Inizia così a leggere riviste di bodybuilding e ad allenarsi in garage con una tavola di legno e dei barattoli di conserve. Dopo un paio di bocciature, si diploma nel 1972. Sogna di studiare scienze motorie, ma mancano i soldi e deve quindi iscriversi alla facoltà di lettere, la più vicina a casa.  Nel 1973 crea il suo primo vero macchinario da palestra, un dorsy bar per allenare la schiena. Dopo qualche anno Rudy si laurea e inizia a insegnare lettere di giorno, mentre la notte continua a costruire macchine da palestra nel garage del padre. I suoi primi clienti sono i bodybuilder che conosce alle fiere, a cui consegna nel weekend girando tutta l'Italia in furgone. Intanto, non trovando affitti ad Apiro, si trasferisce in una grotta per espandere la produzione. Negli anni 80 il bodybuilding spopola grazie ad Hollywood e Arnold Schwarzenegger, e nel 1982, poco dopo la perdita del padre, Rudy fonda Panatta e compra il primo locale per far fronte agli ordini che crescono. Il brand cresce grazie ai primi export e la presenza alle fiere internazionali, e nel 1984 è leader europeo nei macchinari da palestra. L’azienda continua a crescere fino al 2003, ma il periodo seguente si rivela molto problematico. Nei primi anni 2000 cresce infatti l’interesse per il cardio, di cui Panatta si occupava poco, ed entrano in azienda direttori esterni che limitano il potere di Rudy. Panatta compra anche Air Machine, macchinari da riabilitazione, e l’operazione si rivela un grande errore. Dopo 3 anni difficili, nel 2013 Panatta propone un concordato a fornitori e banche, ma il tribunale non è d’accordo e dichiara il fallimento. Rudy decide di ripartire con una nuova azienda, in pochi mesi ha già milioni di ordini ogni mese e ripaga tutti i debiti.  Dopo essere ripartito torna a progettare macchinari, lancia nuovi modelli e sostituisce quelli non funzionali ai clienti esistenti. A più di 60 anni Rudy torna sui libri per formarsi come manager e gestire l’azienda in prima persona, partendo dal controllo di gestione. Nel 2025 l’azienda di Rudy fattura €62 milioni, vende 22.000 macchinari in tutto il mondo e Panatta è uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo. Lo abbiamo raggiunto nella sua fabbrica ad Apiro, nelle Marche, per scoprire tutta la sua storia: (00:00) Chi è Rudy Panatta (01:10) Scopre il culturismo per salvarsi dal bullismo (02:58) Costruisce attrezzi di notte e trova i primi clienti (04:16) Costruisce macchinari in una grotta (05:59) Da 0 a 1: lascia il posto fisso per lanciare Panatta (07:01) Perde i genitori e nessuno gli dà un euro (08:51) Diventa l’azienda di palestra più grande in Europa (e compra qualche Ferrari) (11:32) Gli errori e l’inizio della crisi di Panatta (12:57) Debiti e fallimento  (14:29) Riparte da zero e arrivano ordini da milioni di euro (16:06) Riporta Panatta tra i brand più famosi al mondo (17:06) Dentro la fabbrica: come si costruiscono gli attrezzi di Panatta (21:58) I numeri di Panatta oggi e le cause con i Cinesi (23:14) Come arriva alle palestre più grandi del mondo (24:22) Offerte di acquisizione e piani futuri (25:43) Costruisce la palestra del Papa (27:35) L’incontro con Arnold Schwarzenegger (29:03) L’amicizia con Ronnie Coleman (30:34) Giornata tipo e come si allena (32:35) Consigli

    34 min

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Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.

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