In un «mondo apertamente ostile», la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha pronunciato oggi a Strasburgo il suo sesto discorso sullo Stato dell’Unione, indicando come obiettivo un’Europa «forte e indipendente» e annunciando iniziative su clima, immigrazione, sicurezza e nuove tecnologie. Von der Leyen ha attaccato ultranazionalisti, antieuropei, ingerenze russe e disinformazione, accusati di voler «frantumare la nostra unità europea». Sul fronte economico ha chiesto agli Stati membri di intervenire sulla sovraregolamentazione e indicato come priorità ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, le cui importazioni dall’inizio del conflitto sono costate 90 miliardi di euro in più, puntando a raddoppiare la quota di energia elettrica entro il 2040. Centrale anche il rapporto con Pechino: il deficit commerciale europeo con la Cina ha raggiunto un miliardo di euro al giorno e, secondo von der Leyen, il dialogo per riequilibrare gli scambi deve ora produrre risultati. Ci colleghiamo con Adriana Cerretelli, editorialista Sole 24 Ore Bruxelles Appalti, le nuove norme Ue introducono la «preferenza europea». Si vedono i primi effetti? La Commissione europea ha presentato il 9 settembre una riforma degli appalti pubblici che sostituisce tre direttive con un unico regolamento e introduce la «preferenza europea», con l’obiettivo di semplificare le procedure e rafforzare l’industria Ue rispetto alla concorrenza dei Paesi terzi. Il mercato degli appalti vale circa il 15% del Pil europeo e almeno il 30% della valutazione delle offerte dovrà basarsi su criteri diversi dal prezzo, come sicurezza e requisiti sociali e ambientali. Le amministrazioni potranno attribuire più punti alle offerte europee e, nei casi non coperti da accordi di accesso reciproco, escludere operatori o prodotti di Paesi terzi. Il vero e proprio «Buy European» sarà obbligatorio solo in alcune filiere strategiche, tra cui clean tech, cloud, intelligenza artificiale e medicinali essenziali. Secondo la Commissione, la semplificazione potrebbe ridurre gli oneri amministrativi fino a 650 milioni di euro l’anno. Un primo esempio del tentativo di riportare produzioni strategiche in Europa arriva dall’accordo tra l’italiana Mevis e la cinese Zz Tech: nascerà una società controllata al 51% da Mevis per produrre in Slovacchia involucri e chiusure per celle delle batterie destinati esclusivamente al mercato europeo. La produzione dovrebbe partire tra fine 2027 e inizio 2028, con circa 100 assunzioni nella prima fase. Interviene Federico Visentin, CEO Mevis Istat, energia spinge l'inflazione al 3,3%, confermate stime Ad agosto 2026 l’inflazione in Italia sale al 3,3% dal 2,9% di luglio, raggiungendo il livello più alto da quasi tre anni, spinta soprattutto dall’accelerazione dei prezzi dell’energia. Secondo le stime preliminari Istat, i beni energetici passano da +11,6% a +17,1%, con gli energetici regolamentati in accelerazione dal +14,8% al +18,6% e quelli non regolamentati, tra cui i carburanti, dall’+11,4% al +17%. L’indice generale aumenta dello 0,5% su base mensile, mentre l’inflazione di fondo rallenta leggermente dall’1,6% all’1,5%. Più contenuta la dinamica dei prezzi alimentari, al +1%, mentre rallentano anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e quelli relativi ai trasporti. L’inflazione media acquisita per il 2026 sale al 2,9%. Facciamo il punto con Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio