Milano Serravalle - In viaggio con la storia

Milano Serravalle

La A7, altrimenti nota come autostrada Milano Serravalle, attraversa un territorio pianeggiante e uniforme. Eppure, dietro ogni stradina alberata di campagna si nasconde una storia sanguinosa e appassionante. Dagli antichi Liguri alle strade di Roma, dal regno dei Longobardi agli splendori rinascimentali della corte dei Visconti. Qui spagnoli, francesi e austriaci hanno combattuto per il dominio sul continente. Viaggiando, potrai ripercorrere in modo innovativo e appassionante eventi, luoghi e personaggi della storia italiana. Autore e voce di Marco Cappelli, podcaster e scrittore di storia. - Scarica l'app Loquis per iOS e Android.

  1. 30.08.2022

    La via Julia Augusta

    I Romani si preoccuparono di collegare i porti liguri con l’entroterra padano subito dopo la sottomissione dei Liguri, con la costruzione della via Postumia che collegava Genova con Aquileia. Presto però, iniziarono a costruire dei nuovi itinerari per meglio collegare i loro domini italiani con la Provincia in Gallia, quella che oggi è la Provenza. Innanzitutto, va detto che i Romani non costruirono mai una via lungo l’ardua riviera ligure di Levante: da Pisa in poi, i Romani preferivano o la navigazione di cabotaggio, o l’attraversamento degli appennini al passo della Cisa, verso Piacenza, per poi ridiscendere verso il ponente ligure, più agevole. Dopo la costruzione della Postumia nel 148 a.C., il primo a mettere mano ad un nuovo collegamento tra Tortona e il ponente ligure fu il console Marco Emilio Scauro che – nel 109 a.C. – fece aprire un nuovo percorso che da Tortona puntava verso sudovest, verso la moderna Acqui Terme. Da qui, attraversava la val Bormida per raggiungere il mar ligure all’altezza di Vado Ligure, l’antica Vada, importante città romana. Novant’anni dopo Augusto, dopo aver conquistato le tribù liguri a cavallo del moderno confine tra Italia e Francia, fece costruire un prolungamento di questa strada, che da Tortona in poi venne ribattezzata “Via Julia Augusta”. La via, dopo Vado ligure, seguiva la costa e attraversava Albingaunum (Albenga) e Albintimilium (ovvero Ventimiglia), giungendo fino al fiume Varo, nei pressi di Nizza. A Turbie, nelle colline sopra il principato di Monaco, nel 6 a.C. fu costruito una grande monumento celebrativo in onore di Augusto, il cosiddetto trofeo delle Alpi, che esiste ancora oggi. La via Julia Augusta, in epoche successive, fu progressivamente prolungata fino ad Arles – Arelate per i Romani, il principale porto romano della Gallia mediterranea, crocevia fondamentale perché da qui partiva il percorso fluviale che risaliva il fiume Rodano, verso Lugdunum (l’antica Lione), capitale della Gallia. Per giungere a Lione però, dai tempi di augusto, esisteva anche un tracciato più breve che attraversava le Alpi, la cosiddetta “via delle Gallie”, di cui ho parlato in un altro episodio. Puoi ripercorrere la via Julia Augusta prendendo la strada per Alessandria e poi di qui per Acqui Terme. Giunti sul mare, puoi trovare un bel tratto della via originale nei dintorni di Albenga: Tra Albenga e Alassio il tracciato è infatti chiaramente visibile per diversi km ed è affiancato ad altri resti di epoca romana, come dei monumenti funerari. E’ una passeggiata suggestiva, interessante da un punto di vista archeologico e ambientale, grazie al bel panorama sul mar ligure e sull’isola gallinara.

  2. 30.08.2022

    La via Fulvia

    Al tempo dei Romani, Tortona era un vero crocevia di strade, tra la via Postumia (che andava da Genova fino ad Aquileia) e la via Julia Augusta, che da Tortona scendeva verso il Mar Ligure, nei pressi della moderna Vado Ligure, per poi giungere fino in Provenza. Eppure c’era un’altra via che partiva da Tortona, meno conosciuta: la via Fulvia. Si tratta di una via romana che è all’origine di buona parte della trama della popolazione nel Piemonte meridionale. La via Fulvia fu edificata nel 125 a.C. dal console Marco Fulvio Flacco: un uomo politico importante della Roma repubblicana, triumviro per la ridistribuzione delle terre pubbliche, uno degli uomini più potenti della fazione “popolare” dei Gracchi. Flacco fu il primo politico a proporre una legge per concedere la cittadinanza latina a tutti gli abitanti dell’Italia, una proposta rivoluzionaria che porterà - pochi anni dopo - alla sua uccisione per mano della fazione degli ottimati, i senatori romani più reazionari e tradizionalisti . Nel 125-123, Marco Fulvio Flacco fu inviato dal Senato in Gallia, forse proprio perché gli ottimati volevano allontanarlo dal Foro: qui si distinse in una serie di campagne che conquistarono a Roma nuovi territori in Gallia meridionale. A supporto delle sue conquiste, Marco Fulvio Flacco fece costruire una strada per collegare Tortona con i territori d’oltralpe, probabilmente attraverso il valico del Monginevro. Lungo il percorso, nei pressi dell’attraversamento del Tanaro, Marco Fulvio Flacco fondò una città che da lui prese il nome di Forum Fulvii. Oggi questa antica città romana si trova in prossimità di Alessandria, in località Villa del Foro. Da Forum Fulvii, la via Fulvia costeggiava il monferrato per giungere nel borgo ligure di Hasta, quella che un giorno sarà una città romana e poi la moderna Asti. Di qui, la via Fulvia puntava dritto alla capitale dei Taurini, che un giorno sarò Torino, per poi prendere la profonda valle di Susa e giungere a Segusium, la moderna Susa. Da qui, due percorsi antichissimi attraversavano le Alpi, attraverso i passi del Moncenisio e del Monginevro. L’autostrada A21, che incrocia la Milano-Serravalle a Tortona, ricalca grosso modo il percorso dell’antica via Fulvia, almeno nel tratto piemontese. Oggi non resta molto di questa via, ma ad Alessandria ti consiglio di visitare il locale museo civico, recentemente riallestito, che ha molti reperti dell’intera regione: da Forum Fulvii a Tortona e fino a Libarna. Ci sono reperti degli antichi liguri come molti resti delle necropoli romane, ma c’è anche una piccola pinacoteca e cimeli relativi alla battaglia di Marengo!

  3. 30.08.2022

    Serravalle Scrivia

    Sei nei pressi di Serravalle Scrivia, il punto di arrivo della Milano-Serravalle. Questo borgo, probabilmente, non esisteva nell’antichità, dipendendo dalla vicina Libarna, la principale città romana della zona. Con la decadenza di Libarna, però, si formarono alcuni nuovi insediamenti collinari, sui quali si insediarono i Longobardi. Questo popolo di origine germanica giunse in Italia nel 568, conquistandone buona parte. L’Impero romano – che noi chiamiamo bizantino – rimase però in controllo della provincia marittima, quella che oggi noi chiamiamo Liguria. A metà del settimo secolo, però, anche la Liguria fu conquistata da Rotari, il sovrano che emanò le prime leggi scritte dei Longobardi. Il territorio di Serravalle fu dunque a lungo di frontiera tra il mondo longobardo e quello bizantino: ne è rimasta forse traccia nella toponomastica. Il colle di Serravalle era infatti chiamato nel medioevo “Mons arimannorum”, oggi “Armanina”, che vuol dire “il monte degli Arimanni”. Gli Arimanni, dall’antico germanico Herr-Mann, vuol dire “uomini liberi”. Nel mondo longobardo, gli Arimanni erano la classe dei piccoli proprietari terrieri tenuti al servizio militare nell’esercito reale. Serravalle Scrivia è nominata per la prima volta in un documento di Carlo Magno, che ne conferma la proprietà al potente monastero di Bobbio. Il territorio circostante cadde però presto nelle mani della potente famiglia degli Obertenghi– di origine longobarda – che fecero carriera come protettori armati del monastero di Bobbio. Nel basso medioevo, il castello di Serravalle fu a lungo conteso tra Tortona e Genova. Rimase però legato a Tortona, entrando poi nell’orbita del ducato di Milano nel XIV secolo. Fu conquistato dai Savoia nel 1738, dopo la guerra di successione austriaca, per poi confluire nel regno d’Italia. Nell'ottobre 1935 venne inaugurata la Camionale Genova-Serravalle, che divenne la via più rapida per collegare la città ligure e il mare con Milano e Torino. L'arteria è oggi la sezione nord-sud del tratto Serravalle-Genova dell'Autostrada A7 ed è spesso ancora chiamata con il suo nome originario di “camionale”. L’autostrada fu raddoppiata, con una nuova e più moderna carreggiata, solo negli anni ’60. Nel 1956 l’ANAS conferì la prima concessione autostradale del dopoguerra per la realizzazione e l’esercizio del tratto autostradale Tortona-Serravalle Scrivia, lungo 19,2 km, inaugurato nel 1958. Negli anni successivi, l’autostrada raggiunge Milano, diventando la nostra Milano-Serravalle.

  4. 30.08.2022

    Il fiume Po

    Il Po è il più lungo fiume italiano, con 652 km di percorso. La storia d’Italia è stata segnata da questo fiume, sin dalla preistoria. Intorno alle sue rive, infatti, crebbe la civiltà delle terramare – tra il 1600 e il 1200 a.C. – una delle più antiche della penisola, caratterizzata da villaggi costruiti su palafitte. In epoca etrusca, questi conquistarono buona parte del corso del fiume e vi fondarono alle foci due importanti città: Adria e Spina. Gli antichi greci identificarono questo fiume con il mitico Eridano, ma lo storico greco Polibio ci informa che i locali lo chiamavano già allora Bodencus, in greco Pados, in latino Padus. L’origine del nome Bodencus, da cui deriverebbe il termine Po’ è incerta, ma potrebbe risalire alle antiche popolazioni dei Liguri che vivevano sulle sue sponde. In epoca romana, furono effettuati imponenti lavori idraulici ed un sistema di canali collegò i vari rami del Po con le città di Ravenna, a sud, e di Altino e Aquileia a nord. Il fiume era navigabile allora fino a Torino. Nel VI secolo, il grande Re dei Goti – Teodorico – organizzò un regolare servizio di navigazione tra Pavia e Ravenna, due delle città più importanti dell’Italia tardoantica. In epoca longobarda, il loro principale re – Liutprando – concesse alla città di Comacchio dei privilegi per commerciare sul grande fiume. Venezia riuscì però ad eclissare Comacchio nel IX secolo, affermandosi come la principale potenza commerciale nel mercato reale di Pavia. Durante il basso medioevo, tutti i comuni e le signorie rivierasche erano dotate di una flotta fluviale. Nel ‘400 si combatterono diverse battaglie fluviali. Per esempio, nel 1431 si scontrarono la Repubblica di Venezia e il ducato di Milano. A vincere fu – niente di meno – Milano: i veneziani persero 28 galee e 42 barche da trasporto, oltre a migliaia di uomini. Già nel tardo medioevo, Milano costruì dei collegamenti via canale – i cosiddetti navigli – per permettere la navigazione dal Po, via Pavia e Ticino, fino a Milano. Per tutta l’epoca moderna, il Po rimase un’importante arteria di comunicazione e una barriera fisica. A lungo frontiera interna tra i vari stati dell’Italia preunitaria, il suo corso divenne completamente italiano solo con la III guerra d’indipendenza, nel 1866, quando l’Italia ottenne il Veneto dall’Austria in seguito alla sua sconfitta da parte dell’alleanza italo-prussiana (anche se l’Italia contribuì ben poco alla sconfitta dell’Austria). Nei pressi dell’autostrada Milano-Serravalle, il Po è già magnifico e maestoso: puoi visitare la confluenza tra Po e Ticino, a valle di Pavia, oppure puoi fare una passeggiata nel bosco multifunzionale di Arcadia, che è attrezzato per passeggiate e picnic.

  5. 30.08.2022

    La morte di Boezio

    Pavia, l’antica capitale dell’Italia altomedievale, è anche celebre per essere il luogo dove è morto e riposa una delle ultime luci culturali dell’Italia antica: il filosofo e senatore Boezio. Quello che è poco noto, infatti, è che dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, in realtà le cose in Italia non cambiarono più di tanto: a Ravenna c’era sempre un’amministrazione pubblica, a Roma c’era il Senato, a Pavia si radunava ogni anno l’esercito che proteggeva la penisola. A cambiare era stato solo chi deteneva il potere: tra il 476 e il 493 questi fu Odoacre, ma dopo la sua sconfitta per mano di Teodorico – Re dei Goti – fu quest’ultimo a regnare sull’Italia. Teodorico regnava su concessione dell’unico imperatore romano rimasto, quello orientale, che in quegli anni era il prudente Anastasio. Teodorico inaugurò una politica di condivisione del potere tra i suoi Goti e i romano-italici. Teodorico in occidente e Anastasio in oriente, per decenni, presiedettero ad un periodo di pace e prosperità nel mediterraneo. Eppure c’era un’ombra su tutto questo: la questione della successione a Teodorico, che andava sempre negoziata con l’Impero. Teodorico aveva raggiunto un accordo con l’imperatore romano: a succedergli sarebbe stato suo genero – Teodorico non aveva figli maschi - ma questi morì prima di lui. E’ possibile allora che una fazione del Senato contattò direttamente l’imperatore a Costantinopoli per cercare una soluzione alternativa. Teodorico non apprezzò e aprì indagini contro i cospiratori: Boezio, un importante senatore che ricopriva anche una carica di governo, finì invischiato nella vicenda. Venne arrestato e rinchiuso in una prigione a Pavia. Fu in questa città, e in queste condizioni, che Boezio scrisse il suo capolavoro: le consolazioni della Filosofia. All'inizio dell’opera, Boezio di essere appunto consolato dalla Filosofia, impersonata da una donna bellissima e austera. Guidato dalla sua Maestra, Boezio si interroga sull'esistenza del male e sulla sua natura, sulla fortuna, sulla felicità e sul libero arbitrio. Perché il giusto soffre, si chiede Boezio, mentre il peccatore trionfa? Perché i grandi filosofi del passato come Socrate e Seneca sono stati uccisi, mentre i tiranni paiono prosperare? Boezio arriva alla conclusione che il successo dei malvagi è solo esteriore, mentre interiormente sono consumati dall’infelicità. In questo senso è la stessa malvagità la loro punizione. Boezio sarà messo a morte nel settembre del 524, poco tempo dopo morì anche Teodorico. Puoi visitare la tomba di Boezio: si trova nella chiesa di S.Pietro in ciel d’Oro, dove riposa anche uno dei grandi maestri di Boezio, e di tutta la filosofia e teologia antica: Sant’Agostino di Ippona.

  6. 30.08.2022

    La Superba

    Sei nell’Oltregiogo, che vuol dire “al di là del passo”, una storica regione che – oggi in Piemonte – fino all’epoca napoleonica ha fatto parte della Repubblica di Genova, la Superba. Una Repubblica che ebbe ben sette secoli di tumultuosa storia. Genova si costituì come libero comune sul finire dell’XI secolo e partecipò attivamente alla prima crociata. Tra il XII e il XIV secolo la Repubblica divenne una vera potenza mediterranea, espandendosi verso la Corsica, la Sardegna, le isole del mar Egeo e perfino il Mar Nero, dove dominava gran parte della Crimea. Genova eclissò il potere di Pisa nel Tirreno con la battaglia della Meloria, nel 1284, lasciandola con una sola vera rivale sul mare mediterraneo: Venezia. Genova e Venezia combatterono diverse guerre, contendendosi i ricchi mercati del mondo bizantino e arabo. Lo scontro ebbe il suo apice con la cosiddetta guerra di Chioggia, quando Genova andò vicina allo schiacciare l’eterna rivale ma fu infine sconfitta, inaugurando un periodo di lento declino della sua potenza marinara. Nel XV secolo, Genova fu sottomessa ai Visconti e agli Sforza di Milano, per poi essere conquistata dai Francesi durante le guerre d’Italia. Questi furono espulsi dagli spagnoli nel 1528, con il fondamentale contributo dell’ammiraglio genovese Andrea Doria. Il cinquecento fu il secolo in cui si sviluppò la potenza finanziaria di Genova: le banche genovesi divennero le principali finanziatrici del potere asburgico, cosa che portò ricchezza e prosperità alla città ma ne legò i destini alla Spagna. Il declino del potere degli Asburgo, nel Seicento, trascinò con sé anche Genova: le frequenti bancarotte della corona spagnola, in particolare, rovinarono molte delle banche e dei patrimoni cittadini. Il declino continuò per tutto il XVIII secolo: nel 1746 Genova fu brevemente occupata dagli austriaci, nel 1768 fu costretta a cedere alla Francia il suo ultimo grande possedimento oltremare, la Corsica, dove l’anno seguente nacque un certo Napoleone Buonaparte, discendente probabilmente di una famiglia di lontane origini genovesi. E fu proprio lo stesso Napoleone a segnare il destino della Repubblica: nel 1797 bussò alle porte dell’Italia con la sua prima campagna italiana che portò, nel giro di pochi mesi, alla caduta del governo aristocratico genovese e alla costituzione di una repubblica giacobina filofrancese. Pochi anni dopo, Genova fu annessa all’Impero francese. Sconfitto Napoleone, Genova passò al dominio dei Savoia per confluire poi nell’Italia unificata. Se vuoi scoprire i fasti della Genova del cinquecento, quella dei banchieri, ti consiglio una visita a Via Garibaldi e ai suoi imponenti e lussuosi palazzi, per poi gettarti tra i carrugi alla scoperta della Genova medievale, fino al suo antichissimo porto.

  7. 30.08.2022

    Un monaco irlandese

    Sei in Oltrepò, una regione storica della provincia di Pavia. Un tempo tutto questo territorio, anzi l’intera regione tra il Po' e le montagne della Liguria, era dominato dal più importante monastero dell’Italia del nord: Bobbio. La sua storia è legata a doppio filo ad un’inquieta figura dell’alto medioevo: Colombano. Colombano era un monaco irlandese che lasciò la sua lontana isola intorno all’anno 590, un secolo dopo la caduta dell’Impero romano. Colombano viaggiò attraverso tutta l’Europa, fondando monasteri in quella che oggi è la Francia, la Svizzera e l’Austria ma, sempre perseguitato dai suoi nemici politici, finì per trovare rifugio presso la corte longobarda. A quel tempo regnavano la celebre regina Teodolinda e suo marito Agilulfo: la coppia reale decise di concedere a Colombano un territorio di quattro miglia quadrate per fondare il primo monastero longobardo. Era il 613, ed era nata l’abbazia di Bobbio. L’irrequieto Colombano morì poco dopo, ma lasciò in dote al monastero la sua rigida regola monastica irlandese. Con gli anni, Bobbio divenne indipendente dai locali vescovi e il suo potere economico e politico non fece che crescere, grazia al patrocinio dei sovrani longobardi e poi carolingi. Tra il VII e il X secolo, il territorio del monastero si allargò a dismisura, arrivando a coprire un vastissimo territorio contiguo tra l’Alessandrino, l’oltrepò, l’Emilia e la Liguria ma con possedimenti in tutto il Norditalia. Il monastero controllava l’antica via Postumia tra Genova e Tortona e possedeva i porti liguri di Moneglia e Porto Venere, oltre che una flotta fluviale con la quale commerciava sul Po’ e sul Ticino, fino ai porti dell’Adriatico. A quest’epoca, Bobbio aveva una delle biblioteche più vaste e celebri d’Europa. A partire dall’XI secolo, Il feudo monastico di Bobbio iniziò a decadere con il progressivo declino dell’autorità imperiale, a che a lungo aveva favorito il monastero. Questo a favore dei vicini comuni italiani e dei potenti nobili laici. Se vuoi puoi seguire un percorso probabilmente simile a quello seguito dal monaco irlandese: esci a Voghera e prendi la SS461 che si arrampica nelle colline dell’oltrepo’ pavese, fino ad arrivare alla Val trebbia e a Bobbio: vedrai un borgo meraviglioso, celebre grazie al suo impressionante ponte medievale sul Trebbia – il ponte Gobbo. Qui potrai visitare la chiesa abbaziale, con i suoi mosaici del XII secolo e l’antica tomba del monaco irlandese. Colombano, grazie ai suoi instancabili viaggi, è oggi il protettore dei motociclisti.

  8. 30.08.2022

    L’Oltrepò pavese

    Siamo abituati a pensare alla Lombardia come ad una regione che si estende a nord del fiume Po, eppure un triangolo di Lombardia si incunea tra Piemonte ed Emilia Romagna. Stretto tra la provincia di Piacenza e quella di Alessandria, l’Oltrepò pavese è terra di vini, di antichi borghi e castelli abbarbicati su deliziose colline. Oggi fa parte della provincia di Pavia, ma il centro principale della regione è Voghera. L’Oltrepò deve la sua appartenenza alla Lombardia allo stretto legame con la città di Pavia. Eppure nell’antichità non era questo il caso: Tutta l’area, con la vicina Tortona, faceva parte della nona regione, la Liguria. Qui si combatté la celebre battaglia di Clastidium, che segnò l’ascesa dei Romani in pianura padana. Durante il periodo longobardo, l’intera regione finì sotto l’autorità del monastero di San Colombano a Bobbio. Il monastero, fondato dal monaco irlandese Colombano, fu fortemente voluto e sponsorizzato dai re longobardi, che continuarono ad espanderne il territorio con successive donazioni. In epoca carolingia, le proprietà del monastero di Bobbio divennero un vero e proprio feudo del sacro romano impero. Gli abati erano solitamente di parte ghibellina e pro-imperiale, contro i vicini comuni guelfi. Con l’indebolirsi del potere imperiale, dal X secolo in poi, finì sotto l’autorità della potente famiglia degli Obertenghi. Nel 1164 ci fu la svolta che legò questo territorio ad un destino lombardo: l’Imperatore Federico Barbarossa affidò buona parte dell’Oltrepò al comune di Pavia, che era di parte ghibellina. E sotto Pavia restò fino al 1358, quando questa città fu sottomesso ai signori di Milano, i Visconti. L’Oltrepò rimase legato ai destini del ducato di Milano – conquistato prima dai francesi e poi dagli spagnoli. Ad inizio settecento arrivano gli austriaci, ma nel 1743 – in conseguenza della guerra di successione austriaca, l’Oltrepò fu conquistato dai Savoia, che lo organizzarono in provincia di Voghera. Tornerà all’antica provincia di Pavia solo con l’unificazione d’Italia. Nel 1923, il circondario di Bobbio fu trasferito alla provincia di Piacenza. Nell’Oltrepò ci sono moltissime attrazioni storiche da visitare, oltre ai meravigliosi paesaggi vinicoli. A Casteggio c’è un bel museo archeologico, ma consiglio anche il castello di Zavattarello in Val Tidone, i borghi di Romagnese e Varzi, l’eremo benedettino di Sant’Alberto di Butrio. Ma un giro nella regione non sarebbe completo senza valicarne i confini verso il vicino borgo e abbazia di Bobbio, che tanta parte ebbe nella storia dei territori a cavallo di Liguria, Emilia e Lombardia.

Info

La A7, altrimenti nota come autostrada Milano Serravalle, attraversa un territorio pianeggiante e uniforme. Eppure, dietro ogni stradina alberata di campagna si nasconde una storia sanguinosa e appassionante. Dagli antichi Liguri alle strade di Roma, dal regno dei Longobardi agli splendori rinascimentali della corte dei Visconti. Qui spagnoli, francesi e austriaci hanno combattuto per il dominio sul continente. Viaggiando, potrai ripercorrere in modo innovativo e appassionante eventi, luoghi e personaggi della storia italiana. Autore e voce di Marco Cappelli, podcaster e scrittore di storia. - Scarica l'app Loquis per iOS e Android.