Personaggi di Torino

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  1. 21.01.2022

    Gianni Vattimo e via Po

    Nelle sue opere si è occupato dell'ontologia ermeneutica contemporanea, proponendone una propria interpretazione, che ha chiamato pensiero debole, in contrapposizione con le diverse forme di pensiero forte dell'Otto-Novecento: l'hegelismo con la sua dialettica, il marxismo, la fenomenologia, la psicanalisi, lo strutturalismo. Sembra ieri quando le studentesse accorrevano a Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche a Torino, per vedere il bel filosofo biondo che parlava di Nietzsche e Heidegger, per di più fresco di coming out, che in quegli Anni 70 non era ancora una moda ma un’uscita coraggiosa, e per tutta una fetta di mondo engagé un’ulteriore aura di fascinazione. Oggi Gianni abita in un grande appartamento di via Po affacciato sul Rettorato dell’Università dove ha insegnato fino al 2008, e dove ora è professore emerito. Ammette che ci ha provato gusto in certi casi a provocare e spiega: «Ma perché non dovrei divertirmi? Una volta un gruppo di madame torinesi mi aveva invitato a una conferenza sui giardini, e io ho concluso il mio intervento - dove si parlava di un giardino dei sentieri che si biforcano, una cosa un po’ borgesiana - cantando quella canzone di Brassens, “Je suis la mauvaise herbe, braves gens, braves gens…”. Sì, l’unica figura che mi piace oggi è la figura di uno che rompe le palle». E di Torino dice: «È una bellissima città, come diceva Nietzsche quando era già pazzo. Ma forse quando lo diceva non era poi così pazzo».

  2. 05.01.2022

    Giuseppe Saragat e via IV Marzo

    Nacque a Torino da Giovanni Saragat e da Ernestina Stratta. Il padre era un avvocato di Sanluri di ascendenze catalane che si era trasferito nella città sabauda nel 1882. Alla professione forense alternava quelle di poligrafo e di giornalista, scrivendo articoli di cronaca giudiziaria per la Gazzetta Piemontese. La madre era figlia di un rinomato pasticcere. Dopo aver frequentato la scuola elementare "Pacchiotti", entrò all'istituto "Sommeiller", uscendovi nel 1915 con il diploma in ragioneria. Nel 1916 fu richiamato alle armi e prese parte alla Grande Guerra. Congedato, il 17 luglio 1920 conseguì la laurea in Scienze economiche e commerciali. “In questa casa, il 19 settembre 1898, nacque Giuseppe Saragat – socialista riformista, con Turati e Matteotti, avversò il fascismo, prima in Italia e poi in esilio. Tornato in Italia nel 1943, fu incarcerato dai nazisti ed evase insieme a Sandro Pertini, per proseguire la lotta clandestina. Alla liberazione divenne Presidente dell’Assemblea Costituente, poi fu più volte Ministro, fino all’elezione a Presidente della Repubblica il 28 dicembre 1964. Mori a Roma l’11 giugno 1988. Dedicò la vita alla causa della libertà e del socialismo democratico”. Sarà questa l’epigrafe che verrà posta sulla facciata della casa in cui nacque Giuseppe Saragat, in via IV Marzo, 5. La targa commemorativa ricorderà il Capo dello Stato nel cinquantenario della elezione al Quirinale.

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