Moby Dick

RSI - Radiotelevisione svizzera

Moby Dick è il magazine del sabato mattina che mira a mettere a confronto, attorno ai grandi temi di cultura, politica, società, economia, ospiti di sensibilità e opinioni diverse, anche radicalmente contrapposte. Coglie momenti e tematiche di particolare rilievo e le pone al centro di una tavola rotonda per scandagliarne peculiarità e sfumature. Ma consente anche attraverso una particolare scelta editoriale di meglio conoscere le personalità stesse degli interlocutori invitati a dibattere.

  1. Il gotico letterario contemporaneo

    30 mai

    Il gotico letterario contemporaneo

    Il percorso dal Southern Gothic di Flannery O’Connor al gotico contemporaneo evolve trasformando l’orrore metafisico in critica sociale. Negli Stati Uniti e in Italia, il genere ha abbandonato i castelli infestati per esplorare il perturbante nelle periferie, nel fondamentalismo, nel corpo e nel degrado ambientale. Il Southern Gothic di Flannery O’Connor, attivo fino agli anni ‘60, univa il degrado rurale degli Stati Uniti a una teologia spietata, dove il grottesco e la violenza diventavano strumenti di redenzione. Opere fondamentali come La saggezza nel sangue o la raccolta Un brav’uomo è difficile da trovare hanno scavato nella coscienza americana. “Alphaville” con i suoi ospiti ha esplorato questa dimensione partendo dalla raccolta di saggi, curata da Benedetta Centovalli, Il cielo e la polvere. Visioni e universi di Flannery O’Connor. “Moby Dick” riparte proprio dai temi e dalla scrittura della scrittrice statunitense per spingere avanti la riflessione guardando all’oggi, con tre ospiti in diretta. Gli scrittori Omar Di Monopoli, che nel 2017 ha pubblicato per Adelphi il noir Nella perfida terra di Dio, tradotto all’estero, trasposto in fumetto per Sergio Bonelli editore. Insegna scrittura creativa per la Scuola Holden. Scrive per la radio e per il cinema, e collabora con “La Stampa”, “Il Fatto Quotidiano” e “Rolling Stone Italia”. Omar Di Monopoli è un grande appassionato di Flannery O’Connor e può essere considerato un autore che trova nel suo stile una fonte di ispirazione. Con lui un altro scrittore, Orazio Labbate, autore e critico letterario siciliano, riconosciuto dalla critica come il fondatore del “gotico siciliano”. Nei suoi romanzi fonde le atmosfere oscure del gotico americano (sul modello di Cormac McCarthy e Stephen King) con il folklore, la polvere e il misticismo della Sicilia. Insieme a loro il critico e professore universitario Marco Petrelli, che insegna presso l’Università di Pisa e si occupa da tempo di letterature e culture del Sud statunitense, gotico americano, postmodernismo, geocritica, graphic narratives e letteratura afroamericana.

    1 h 19 min
  2. Abbiamo ancora paura del nucleare?

    25 avr.

    Abbiamo ancora paura del nucleare?

    L’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, avvenuta il 26 aprile 1986, è stata una tragedia umana e ambientale dalle conseguenze planetarie che – insieme all’incidente di Fukushima del 2011 – ha profondamente influenzato la nostra percezione del nucleare. Trauma collettivo, rigetto, avvio di programmi e di normative per smantellare gli impianti esistenti e vietare la costruzione di nuovi. Oggi invece, a rispettivamente 40 e 15 anni di distanza da Chernobyl e Fukushima, l’atomo è tornato ad affacciarsi in Europa e in Svizzera: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito la decisione di abbandonare il nucleare un “grave errore strategico”, mentre in Parlamento svizzero è approdata l’iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti”, o “Stop al blackout”. Per molti, complici i conflitti in corso e la penuria energetica, il nucleare è un’energia “pulita” e sovrana, indispensabile per raggiungere gli obiettivi di politica energetica e neutralità climatica. Per altri, un rischio umano e ambientale troppo alto da correre. Un dibattito fortemente polarizzato, a cui noi vogliamo provare a guardare attraverso la lente della scienza, dell’innovazione tecnologica, dell’economia e delle scienze sociali, per comprendere come cambia il comportamento e la percezione della popolazione nei confronti delle energie – fossili, nucleare, rinnovabili; fare il punto sulla transizione energetica in Svizzera, accusata dall’Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT) di non fare abbastanza per il clima, e per proiettarci nell’ultime frontiere della ricerca nucleare, dai microreattori modulari alla fusione.  Lo facciamo con l’economista Alessandra Motz, ricercatrice presso l’IRE - Istituto di ricerche economiche dell’Università della Svizzera italiana e responsabile delle analisi in materia di energia per l’Osservatorio Finanze Pubbliche ed Energia sempre dell’USI; il fisico Massimiliano Capezzali, professore presso l’HEG-VD - Alta scuola d’ingegneria e di gestione del Canton Vaud, Svizzera occidentale, dal 1° giugno 2026 direttore dell’Istituto delle energie sempre dell’HEG-VD; e il fisico Ambrogio Fasoli, professore presso l’EPFL – Politecnico d Losanna, già direttore dello Swiss Plasma Center dell’EPFL e presidente del consorzio europeo EUROfusion, che sovrintende allo sviluppo della fusione in Europa, con l’obiettivo di produrre energia dal 2050.

    1 h 8 min

Notes et avis

4,9
sur 5
15 notes

À propos

Moby Dick è il magazine del sabato mattina che mira a mettere a confronto, attorno ai grandi temi di cultura, politica, società, economia, ospiti di sensibilità e opinioni diverse, anche radicalmente contrapposte. Coglie momenti e tematiche di particolare rilievo e le pone al centro di una tavola rotonda per scandagliarne peculiarità e sfumature. Ma consente anche attraverso una particolare scelta editoriale di meglio conoscere le personalità stesse degli interlocutori invitati a dibattere.

Vous aimeriez peut‑être aussi