Giubi…che?

Radio Vaticana - Vatican News

Un racconto basato sulle voci, raccolte in strada, di turisti e romani e su quelle dei bambini del catechismo della parrocchia Santa Silvia di Roma. A commentarle: suor Alice Callegari, Figlia della Chiesa, Vania De Luca, giornalista vaticanista, il parroco don Alfio Tirrò, Tommaso Cardinale, amministratore della community @lacchiesa e Monica Pennetta, insegnante di religione e una delle fondatrici di CattOnerD. Un podcast ideato e curato da Fabio Colagrande, Benedetta Capelli e Amedeo Lomonaco. Registrazioni in studio curate da Adriano Vitali, interviste in esterno effettuate con l'ausilio tecnico di Andrea Moneta. Si ringraziano i turisti e i romani del Rione Borgo e i bambini del catechismo della Parrocchia Santa Silvia di Roma. - Podcast - Radio Vaticana - Vatican News

Episodios

  1. 31/12/2024

    Ep. 4 - Il Giubileo, occasione per rinascere

    Sorelle, fratelli, questo è il Giubileo, questo è il tempo della speranza! Esso ci invita a riscoprire la gioia dell’incontro con il Signore, ci chiama al rinnovamento spirituale e ci impegna nella trasformazione del mondo, perché questo diventi davvero un tempo giubilare: lo diventi per la nostra madre Terra, deturpata dalla logica del profitto; lo diventi per i Paesi più poveri, gravati da debiti ingiusti; lo diventi per tutti coloro che sono prigionieri di vecchie e nuove schiavitù. Sono le parole di Papa Francesco nella Santa Messa per la Notte di Natale del 24 dicembre 2024, celebrata nella Basilica Vaticana dopo l’apertura della Porta Santa che ha segnato l’inizio del Giubileo della speranza. L’Anno Santo si concluderà il 6 gennaio 2026, nella festa dell’Epifania. “Siamo di fronte a due guerre che non finiranno a breve, purtroppo, e comunque si lasceranno dietro quello che sappiamo tutti in termini di disastro umano e non solo”: riflette una signora intervistata vicino a Piazza San Pietro, sollecitata sul tema della speranza. Altri passanti, cittadini e turisti, nel Rione Borgo, ripongono le loro speranze soprattutto nei giovani, oggi molto più informati rispetto al passato, “ma che  – sottolinea un ragazzo – appartengono a una generazione più depressa in confronto a quelle precedenti”. Tommaso Cardinale, amministratore della community @lacchiesa, si sofferma sulla solitudine che la gioventù vive e anche sulla fatica di coltivare le amicizie. “ Ma lì dove c'è il pericolo – spiega - c'è anche la salvezza, sapere di essere soli è già il primo passo per lottare, per ritrovare queste relazioni”. “La consapevolezza può dare speranza – aggiunge Monica Pennetta, insegnante di religione e una delle fondatrici di Cattonerd - ma può anche bloccare in un mondo in cui manca la pace e mancano tanti presupposti anche umani, sociali, perché si è molto concentrati su se stessi. C'è una parte di generazione che cerca di sopravvivere e c'è anche questa grande visione delle cose molto cupa, molto scura”. “Penso davvero che anche in questo tempo – sottolinea suor Alice Callegari, Figlia della Chiesa - abbiamo una grande occasione, una grande opportunità, e forse la speranza è proprio questa: avere un pezzo di storia che possiamo fare solo noi”. La speranza è una virtù teologale che don Alfio Tirrò, parroco della chiesa di Santa Silvia a Roma, definisce come “un dono che viene da Dio, un dono che ci è già stato consegnato. La più grande sfida di ogni essere umano è quella di riuscire a credere. Dico 'riuscire' perché devi davvero scegliere qual è il fondamento e l'oggetto del tuo credere. Credere che Gesù è Risorto, credere che Gesù è vivo è assurgere alla speranza più grande, quella certezza che davvero, come dice Santa Teresa D’Avila, tutto passa e Dio resta, tutto può essere attraversato con Lui”. “Avere la pace nel mondo”, “spero che durante la festa del Natale si calmino le guerre e arrivi la pace”: sono invece le attese dei bambini, protagonisti anche di quest'episodio. “Hanno focalizzato la loro speranza nel bene di qualcun altro, - spiega don Alfio Tirrò - non stanno pensando a se stessi, stanno riconoscendo che il loro bene è nel bene degli altri”.

    20 min
  2. 24/12/2024

    Ep. 3 - "Il perdono è una scusa molto gentile"

    “La speranza cristiana è un regalo di Dio che riempie di gioia la nostra vita e oggi ne abbiamo tanto bisogno. La speranza è come un’ancora che getti con la corda e affonda nella sabbia e noi dobbiamo restare ben aggrappati alla corda. La speranza non delude mai. Preghiamo perché questo Giubileo ci rafforzi nella fede, aiutandoci a riconoscere Cristo risorto in mezzo alle nostre vite, e ci trasformi in pellegrini della speranza cristiana”. Le parole in spagnolo di Papa Francesco sono contenute in un video della "Rete mondiale di preghiera" - con le intenzioni per il mese di dicembre 2024 - ma sono anche occasione per riflettere su cos'è davvero la speranza per un cristiano di oggi. Le voci raccolte per strada, tra turisti e pellegrini, restituiscono un’idea non molto chiara del Giubileo che in tanti associano soprattutto al caos romano provocato dai molti cantieri aperti. Monica Pennetta, insegnante di religione e una delle fondatrici di Cattonerd, comprende i disagi ma sottolinea che l'Anno Santo può essere “un'occasione per capire di cosa si tratta e comprendere perché è di una portata così grande". "La mia speranza - aggiunge - è che ci sia curiosità, che si smuovino le coscienze” e si comprenda l’importanza dell'indulgenza plenaria. Don Alfio Turrò, parroco di Santa Silvia a Roma, la spiega così: “Un ricominciare da capo, non buttando via la propria storia, ma sapendone fare cose nuove”. Per Tommaso Cardinale, autore del libro “Il Testa di Catto”, amministratore della community @lacchiesa, “nell’indulgenza plenaria c’è il tesoro della Chiesa, c'è la verità e una serie di condizioni oggettive che tutte parlano di grazia e di perdono”. “Perdonare non cambia il passato, non può modificare ciò che è già avvenuto - scrive il Papa nella Bolla di indizione del Giubileo - e tuttavia il perdono può permettere di cambiare il futuro e di vivere in modo diverso, senza rancore, livore e vendetta”. “Il perdono per me è come una scusa molto gentile”: è la definizione di una bambina del catechismo e secondo suor Alice Callegari, Figlia della Chiesa, è una definizione molto bella perché “il perdono alleggerisce i pensieri, la giornata, la vita e ti porta in un’altra dimensione”.

    21 min
  3. 17/12/2024

    Ep. 2 - La speranza? È la pace

    “Possa il Giubileo essere per tutti un'occasione per rianimare la speranza”. Papa Francesco lo scrive nella Bolla d'Indizione dell'Anno santo del 2025 che ha come tema proprio la seconda virtù teologale. Le voci raccolte per il nostro podcast, tra turisti e cittadini intorno a San Pietro, considerano la speranza oggi soprattutto come desiderio di pace, visti i numerosi conflitti che imperversano nel mondo. Ma c'è chi spera in un cambiamento nel cuore di uomini e donne e chi in una maggiore sensibilità nei confronti del creato. “L'umanità oggi è consapevole che ciò che manca maggiormente è la pace. Ecco perché quasi tutti hanno fatto coincidere la loro speranza con la fine delle guerre. Forse dobbiamo cominciare tutti quanti, nel nostro piccolo, a essere testimoni e portatori di una pace che viviamo dentro”: sottolinea don Alfio Tirrò, parroco della chiesa di Santa Silvia a Roma. “Mai come oggi la consapevolezza della sofferenza e del male è così diffusa sul nostro pianeta”, aggiunge. “E le persone sperano ciò che non hanno”. Monica Pennetta, insegnante di religione e una delle fondatrici di Cattonerd, spiega (a proposito della speranza di riuscire nella vita) che la sua generazione ha puntato molto sul successo personale. “Ma - afferma - c’è il rischio di anestetizzarsi, avere tutto non è necessariamente un bene, c’è il pericolo che gli uomini e le donne di oggi non riescano a mettersi in contatto con ciò che veramente vogliono, perché in fondo la speranza è desiderio di felicità”. "Nei social c’è la speranza?" Secondo Tommaso Cardinale, amministratore della community @lacchiesa, sui media digitali c’è continuità tra vita reale e virtuale e quindi se si trova la tristezza si trova anche la speranza. “Certo, non sono le belle notizie che fanno più rumore e diventano virali. Ma ci sono delle oasi virtuose - aggiunge - pensiamo anche banalmente ad alcune storie positive sui gruppi di quartiere, che funzionano benissimo ancora su Facebook”. Anche suor Alice Callegari, Figlia della Chiesa, è una religiosa seguita sui social. “Molti mi chiedono di pregare, di avere quello sguardo di speranza sulle loro situazioni che magari loro in quel momento non riescono ad avere. Quindi penso che anche i social siano proprio un luogo dove essere contagiosi nella speranza”. Ma in questo episodio, oltre che di speranza si parla anche di un’altra parola chiave di questo come di tutti i giubilei: il perdono. Per i bambini del catechismo intervistati, anche se è spesso difficile, il perdono va concesso. Perlomeno “fino a cinque volte di seguito, ma poi basta!”.

    20 min
  4. 10/12/2024

    EP. 1 – Il Giubileo è…

    Non è facile per tutti rispondere alla domanda: “Cosa è il Giubileo?”. Alcuni non sono interessati, altri si dimostrano, più o meno, preparati, ma altri ancora spiegano con difficoltà cos'è per loro l’evento giubilare. Se chiediamo invece ai bambini cos'è la “speranza”, tema chiave dell’Anno Santo, le loro risposte riguardano il mondo che abitano: la scuola, la famiglia e le amicizie. Si stupisce delle risposte un po' incerte sul Giubileo la vaticanista Vania De Luca: “Però è vero - afferma - che una ricorrenza che cade ogni 25 anni presuppone che nella vita media uno possa vivere al massimo due Giubilei, non di più, e un po' di ignoranza è forse in parte giustificabile. E comunque partire da questa inconsapevolezza può essere la sfida di questo Giubileo”. Per il parroco di Santa Silvia don Alfio Tirrò, c’è bisogno di “una vera e propria prima alfabetizzazione dei cattolici”. “Le generazioni precedenti sono le generazioni della sacramentalizzazione, generazione alla quale è stato chiesto spesso semplicemente di ricevere sacramenti senza acquisirne il senso e il valore.  Oggi è di nuovo il tempo dell'annuncio, della condivisione, della fede”. “Mi sento un po' responsabile di questa ignoranza, il mio compito è conoscere e far conoscere la Chiesa, che cristiani siamo? Che responsabilità abbiamo anche come cattolici nella trasmissione della fede? Dovremmo fare di più”. È il pensiero di suor Alice Callegari, Figlia della Chiesa. Sul tema della speranza, cuore del prossimo Giubileo, Tommaso Cardinale, amministratore della community @lacchiesa, sottolinea che le risposte dei bambini sono molto belle, anche se non gli piace la correlazione tra il comportarsi bene e la ricompensa. “Le risposte - aggiunge - nascondono però una certa attesa, anche teologica, su cos'è la speranza”. Monica Pennetta, insegnante di religione, tra le fondatrici di Cattonerd, sottolinea che “le risposte dei bambini sottintendono un po' di timore, ma ricordiamoci che la speranza per noi non è legata a una paura, ma in realtà a una cosa buona che effettivamente accade, è accaduta e che deve finire di compiersi, ma che c'è già, anche se non la si vede”.

    16 min

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Un racconto basato sulle voci, raccolte in strada, di turisti e romani e su quelle dei bambini del catechismo della parrocchia Santa Silvia di Roma. A commentarle: suor Alice Callegari, Figlia della Chiesa, Vania De Luca, giornalista vaticanista, il parroco don Alfio Tirrò, Tommaso Cardinale, amministratore della community @lacchiesa e Monica Pennetta, insegnante di religione e una delle fondatrici di CattOnerD. Un podcast ideato e curato da Fabio Colagrande, Benedetta Capelli e Amedeo Lomonaco. Registrazioni in studio curate da Adriano Vitali, interviste in esterno effettuate con l'ausilio tecnico di Andrea Moneta. Si ringraziano i turisti e i romani del Rione Borgo e i bambini del catechismo della Parrocchia Santa Silvia di Roma. - Podcast - Radio Vaticana - Vatican News