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  1. Ilaria Tuti: "Ed è un poco la notte e un poco l'alba"

    1 day ago

    Ilaria Tuti: "Ed è un poco la notte e un poco l'alba"

    Una storia che riporta alla luce i santuari del respiro e le loro custodi «Hey perdente, sei uno di noi»: a Città del Messico è nato il bar che offre da bere ai tifosi delle squadre eliminate dal Mondiale  «L'idea di creare un caffè per perdenti in Messico aveva senso perché noi perdiamo quasi sempre», ha spiegato uno dei fondatori di questo progetto  Nella marea verde che stava festeggiando il passaggio del turno del Messico, c’è un bar che espone una bandiera diversa. Non il «tricolor», ma quella dell’Ecuador sconfitto. Nessuno sfottò e nessuna polemica, ma solo un modo per abbracciare chi in quel momento non sta urlando di gioia per la propria nazionale. Anzi, al contrario, magari sta anche piangendo per un sogno che è appena terminato. In un Mondiale spesso additato come non accogliente per l’atteggiamento degli Stati Uniti, in Messico c’è un bar che al contrario vuole offrire conforto ai tifosi delle nazionali che hanno perso. È il Losers Cafe, una caffetteria nel quartiere cosmopolita di Condesa, a Città del Messico.  Dalle bandiere delle nazionali sconfitte alle bevande gratis  «Hey loser, you’re one of us», «Hey perdente, sei uno di noi», recitano i volantini presenti su ogni tavolo. Come racconta Reuters, infatti, ogni mattina, all’ingresso del bar vengono issate delle piccole bandiere che rappresentano le squadre sconfitte, per favorire un senso di comunità. Ma non è solo un gesto simbolico: è garantita una bevanda gratis a qualunque tifoso si presenti con la maglia della squadra perdente. Come a Monse Aguilar, una fotografa ventiquattrenne del Sudafrica. Ha visitato il Losers Café dopo l’eliminazione della sua nazionale per mano del Canada: «È come un abbraccio per il cuore dopo una sconfitta», ha detto a Reuters mentre sorseggiava una bevanda gratuita.  Come nasce il Losers Cafe  Come riportato da Reuters, il Losers Cafe è nato da un’idea del marchio svedese di alternative al latte Oatly, che ha poi stretto una collaborazione con Ian Infante, il proprietario della caffetteria che normalmente si chiama Compay Cafe. Infante, originario del Venezuela, ha subito accolto con entusiasmo la proposta, anche se alcuni clienti non l’hanno capita subito. «La gente diceva: ‘Non sono un perdente’. Ma una volta spiegato come funziona, lo hanno capito e hanno iniziato ad apprezzarlo di più, sentendosi un po’ più connessi alla sconfitta», ha raccontato Infante.

    3 min

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