Benvenuti all'episodio di oggi, dedicato a Cesare "Joe" Colombo, una mente brillante che ha ridefinito il design tra gli anni '60 e '70. Nato a Milano nel 1930 e scomparso prematuramente nel 1971, Colombo ha iniziato la sua carriera come pittore, per poi dedicarsi al design industriale intorno al 1958, aprendo il suo studio a Milano nel 1962 e concentrandosi sull'architettura e gli interni. Joe Colombo era un vero pioniere, costantemente alla ricerca di innovazione. Ha sperimentato con nuovi materiali, come le plastiche rinforzate, e metodi di produzione all'avanguardia. La sua ricerca di fluidità di forma è evidente fin dalla sedia n. 4801 (1963-64) per Kartell, realizzata con tre elementi di compensato interconnessi, che ha anticipato le sue iconiche creazioni in plastica. Tra queste spicca la sedia Universale n. 4860 (1965-67), la prima sedia per adulti prodotta in plastica stampata a iniezione (ABS). Oltre a mobili, ha disegnato anche luci, vetri, maniglie per porte, pipe, sveglie e orologi da polso. Ma la sua visione andava oltre il singolo oggetto, abbracciando l'intera esperienza domestica. Colombo era ossessionato dalla flessibilità del design e dalla vita quotidiana, come testimoniano i suoi primi contenitori Combi-Centre (1963). Questo interesse lo ha portato a creare sistemi di mobili componibili come gli Additional Living System (1967-68) e le celebri sedie Tube (1969-70) e Multi (1970), tutti assemblabili in molti modi diversi per offrire svariate possibilità di utilizzo e riflettendo il suo obiettivo primario: la flessibilità. È anche il creatore del celebre carrello portaoggetti Boby (1968). La sua eredità più futuristica si manifesta nei suoi "microambienti integrati". Pensate al rivoluzionario habitat Visiona 1(1969), esposto alla mostra Visiona della Bayer: un vero e proprio interno da era spaziale, dove i mobili si trasformavano in elementi strutturali. Qui, elementi funzionali come una NightCell, blocchi CentralLiving e una Kitchenbox creavano un ambiente multifunzionale e dinamico, sostituendo l'arredamento tradizionale. Per il proprio appartamento, Colombo ha realizzato le unità Roto-living e CabrioletBed (entrambi del 1969). Il suo Total Furnishing Unit (1971), un esempio di "Uni-block" molto riuscito, fu addirittura presentato nel 1972 al Museum of Modern Art di New York come una "macchina completa per abitare". Colombo ha lasciato un segno indelebile nel mondo del design, collaborando con marchi di rilievo come O-Luce, Kartell, Bieffeplast, Alessi, Flexform e Boffi. È stato anche riconosciuto con premi importanti, come l'IN-Arch nel 1964 per gli interni di un albergo in Sardegna, dove risaltavano gli infissi del soffitto fatti di prismi in perspex che rifrangevano la luce, un'idea che ha poi sviluppato nella sua lampada Acrilica (1962) per O-Luce. Un vero visionario il cui impatto risuona ancora oggi nel mondo del design contemporaneo.