CentoParole

Gruppo Corriere del Ticino

«CentoParole» è un podcast del Corriere del Ticino, scritto e realizzato da Dario Campione. Non sappiamo mai cosa leggere, eppure abbiamo le librerie piene, il kindle senza memoria disponibile. Ecco quindi che Dario ci racconta un libro in pochi minuti, in pillole non amare come le medicine, ma leggere e che curano la mente e lo spirito. «Perché non possiamo giudicare un libro dalla copertina, ma dal sapore che ci lascia in bocca quando lo finiamo» (Cit.)

  1. 4 GG FA

    E se la bomba atomica fosse stata inventata in tempo di pace?

    Oggi vi racconto il libro di Carlo Rovelli, La cattiva coscienza dei fisici. Ci sono atomiche sufficienti a bruciare viva l'umanità, e stiamo litigando, pubblicato da Solferino.È un libro assolutamente anomalo, l'ultimo scritto dal fisico italiano Carlo Rovelli: una sorta di breve storia della nascita della bomba atomica intrecciata a riflessioni molto preoccupate e preoccupanti sul futuro. «Un racconto – dice Rovelli – in cui una serie di malintesi e incomprensioni determinano catastrofi. Il malinteso è il seguente.«Gli americani si [gettarono] a capofitto in un colossale sforzo per costruire la bomba in tempi brevi, con la motivazione esplicita e ripetuta che la super-bomba stesse cercando di costruirla la Germania. Ma non era vero: i tedeschi non si stavano impegnando a costruire l'atomica».Scienziati come Albert Einstein, John Archibald Wheeler, Edward Teller, Leó Szilárd, Niels Bohr, e altri, «si [sbagliarono] pesantemente nel giudicare cosa stesse facendo la scienza tedesca – sostiene Rovelli – Il timore per una superbomba di Hitler era infondato. Ma è stato questo timore a motivare il colossale sforzo degli Stati Uniti», che nel Progetto Manhattan impegnarono direttamente oltre 130.000 persone, investendo 2 miliardi di dollari del 1945, pari a 27 miliardi di dollari del 2023.«A causa di questo errore di valutazione siamo entrati nell'era atomica in un momento di massimo conflitto anziché in una fase pacifica, ed è stato questo fatto a innescare la tragedia attuale del rischio nucleare globale. [...] Se l'arma atomica fosse nata in tempo di pace, tutto avrebbe potuto essere diverso - sottolinea ancora Rovelli - La forza dell'atomo avrebbe potuto essere una forza di pace».

    12 min
  2. 25 APR

    Donald Trump, il vichingo 2.0 che vorrebbe annettersi la Groenlandia

    Oggi vi racconto il libro di Elizabeth Buchanan, Obiettivo Groenlandia. Le lezioni della storia dai vichinghi a Trump, pubblicato da Garzanti.Alla fine del 2025 gli Stati Uniti hanno aggiornato la propria strategia per la sicurezza nazionale confermando l'interesse nei confronti della Groenlandia. La nuova strategia ha inquadrato l'emisfero occidentale, in particolare la Groenlandia, come un'area d'influenza statunitense in base al cosiddetto «corollario Trump» alla dottrina Monroe. Corollario che sottolinea come il dominio statunitense nell'Artico sia garantito proprio dalla messa in sicurezza della Groenlandia, considerata la porta d'ingresso all'emisfero occidentale del Nordamerica. Il che inserisce la stessa Groenlandia, che piaccia o meno ai suoi abitanti, e non soltanto a loro, nella pianificazione strategica di Washington.Partendo da questa premessa, Elizabeth Buchanan, esperta di geopolitica artica, già ricercatrice per gli affari marittimi presso il Defense College della NATO, spiega nel suo ultimo libro perché Donald Trump, sulla scia di alcuni suoi predecessori alla Casa Bianca, sia tornato a rivendicare il possesso e il controllo dell'isola artica.Obiettivo Groenlandia, il libro di Elizabeth Buchanan, però, non è soltanto un'analisi geopolitica. È anche, così come sottolinea il sottotitolo, un testo di storia, seppure semplificata. La storia dell'isola più grande del mondo, un'aspra distesa artica che possiede (forse) immense ricchezze minerarie ed estrattive; che certamente è pervasa da una bellezza essenziale; e che sicuramente riveste un'enorme importanza strategica.

    11 min
  3. 4 APR

    Dal basilico alla ricetta del pesto alla genovese: storia di una pianta magica dagli antichi romani ai giorni nostri

    Oggi vi racconto il libro di Pierpaolo Pracca, Profumo di basilico. Storia, usi e ricette della divina pianta, pubblicato da Il leone verde.L'intenso profumo del basilico «evoca un immaginario capace di richiamare mondi di senso che non attengono soltanto al nutrimento dal momento che», diceva Claude Lévi-Strauss, «un cibo non dev'essere buono solo da mangiare, ma anche da pensare».Il basilico, «prima di essere un alimento, [...] è anzitutto un'idea, un pensiero. Meglio: un sistema complesso di percezioni e convinzioni condivise in una cultura. E la sua storia lo illustra in modo evidente. Il basilico gode di grande nomea e valore presso numerosi popoli. Figura nella loro arte, ha significati molteplici e anche opposti: fertilità, fecondità, gioventù, crescita, rigenerazione, e, allo stesso tempo, malasorte, cattiveria, lascivia. [...] Diventa il simbolo regale del Cristo in età medievale e poi erba apotropaica contro i malefici delle streghe e del Diavolo in età rinascimentale». La storia del basilico, insomma, è «quella di un marcatore culturale».Alle verdissime e fragranti foglie del basilico, l'antropologo Pierpaolo Pracca ha dedicato un divertente saggio breve ricco di curiosità, riferimenti letterari, ricette antiche e moderne. Sì, perché il basilico avrà anche tanti significati reconditi e rimandi simbolici, ma è sempre e comunque una delle erbe regine della tavola mediterranea: sin dal I secolo a.C. il grande gastronomo Marco Gavio Apicio ne aveva infatti decantato «le lodi in cucina per profumo e gusto».

    10 min
  4. 7 MAR

    La guerra piace a chi non la conosce

    Mercoledì scorso, rivolgendosi alla nazione dal Palazzo della Moncloa, il primo ministro spagnolo Pedro Sànchez ha parlato della guerra in Iran in maniera per qualcuno ingenua, per taluni sprovveduta, per altri visionaria, per altri ancora matura e saggia. Leggendo il discorso di Pedro Sànchez non ho potuto fare a meno di andare con la memoria a un libro pubblicato in italiano una decina d'anni fa da Sellerio, ma scritto in latino oltre 520 anni fa. Sto parlando degli Adagia di Erasmo da Rotterdam, una raccolta di proverbi e sentenze di autori classici commentati con grande modernità, e da cui l'editore palermitano aveva tratto la lunga e appassionata riflessione nella quale l'umanista olandese affrontò una questione fondamentale: la guerra può essere giusta? La violenza può essere giustificata? Non so se il primo ministro di Spagna abbia preso spunto dagli Adagia di Erasmo da Rotterdam. Non mi sorprenderebbe. Sembra che il filosofo olandese descriva l'oggi. E suggerisca le giuste parole a Pedro Sànchez: «È assolutamente inaccettabile che dirigenti incapaci di adempiere (al proprio) compito utilizzino il fumo della guerra per occultare il proprio fallimento e, al tempo stesso, riempire le tasche di pochi, i soliti di sempre. Gli unici che vincono quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili». In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Erasmo da Rotterdam, La guerra piace a chi non la conosce, pubblicato da Sellerio.

    9 min

Descrizione

«CentoParole» è un podcast del Corriere del Ticino, scritto e realizzato da Dario Campione. Non sappiamo mai cosa leggere, eppure abbiamo le librerie piene, il kindle senza memoria disponibile. Ecco quindi che Dario ci racconta un libro in pochi minuti, in pillole non amare come le medicine, ma leggere e che curano la mente e lo spirito. «Perché non possiamo giudicare un libro dalla copertina, ma dal sapore che ci lascia in bocca quando lo finiamo» (Cit.)