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Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.

  1. 2 GG FA

    Da Pulire i Bagni a Vendere la sua Azienda per €1.1 MILIARDI 💻 La Storia di Enrico Giacomelli

    Nel 1991 il cameriere di un campeggio compra il suo primo pc. Oggi la sua azienda di informatica vale €1.1 miliardi Scopri Fiscozen: https://fiscozen.it/invitoCHAPEAU50A Enrico nasce nel 1964 a Senigallia. I genitori gestiscono un bar sulla spiaggia dove Enrico inizia a lavorare come cameriere già a 12 anni. Nel 1983 prende un prestito di 320 milioni di lire e avvia la sua prima attività: un campeggio. Lì Enrico fa di tutto, pulisce i bagni e serve ai tavoli Nel 1990 si laurea in scienze politiche e diventa promotore finanziario, ma non fa per lui. Apre poi una società di consulenza per aiutare i commercialisti nella dichiarazione dei rifiuti. Arriva a guadagnare 5 milioni di lire al mese e scopre l’informatica con il suo primo pc Nel 1991 conosce Claudio Gabellini, uno sviluppatore informatico, e insieme lanciano Namirial. Partono con 10 milioni di lire e creano il primo software in Italia per compilare la dichiarazione dei redditi Ogni sistema, come Zucchetti, funziona con moduli proprietari. Namirial si concentra allora sul vendere moduli di carta per le dichiarazioni e regala il software. Dopo aver convinto le prime banche a usare i loro sistemi, vende ai commercialisti A Giugno 1992 fattura 1 miliardo di lire al mese, nel 1994 milioni di euro. Lo stesso anno però Enrico perde suo fratello in un incidente Una nuova tecnologia minaccia il fallimento di Namirial: le stampanti laser. Non usano moduli proprietari per stampare ma normale carta, rendendo inutile Enrico Quindi, l’azienda si reinventa e inizia a monetizzare con convegni aziendali per Direct Marketing Bancario fino al 2000, quando si tiene l’ultimo a Montecarlo con sponsor TIM Quell’anno Enrico lancia anche il primo software per compilare il 730 online e, il primo cliente di Namirial, porta un grande contratto da 1.7 miliardi di lire con Fineco La vera svolta arriva nel 2008: la posta elettronica certificata (PEC) diventa obbligatoria in Europa. Al tempo Namirial è la più grande società a offrirla in Italia e gli affari crescono vertiginosamente. Il primo grande cliente è Fineco Nel 2015, quando Namirial fattura €20 milioni, Enrico usa tutta la cassa disponibile per comprare un concorrente Austriaco che offriva il loro stesso servizio per €13 milioni Namirial raggiunge il vero successo internazionale nel 2019, quando vince una commessa globale per Allianz battendo Adobe e Docusign Enrico riceve diverse offerte per vendere l’azienda. Le prime non vanno a buon fine, ma nel 2019 chiude con Ambienta a una valutazione di €150 milioni. Con i soldi della vendita, si ricompra il 25% della società Il 2020 è invece molto complesso per il Covid e Claudio, il socio storico di Enrico, lascia la società dopo la cessione. Subentra allora Max Pellegrini come CEO Dopo l’ingresso del fondo, Namirial completa altre 7 acquisizioni e in 5 anni triplica i ricavi. Nel 2025, la maggioranza della società viene acquisita da Bain Capital a una valutazione di €1.1 miliardi Nel 2026, Enrico resta in Namirial con il 14% del capitale, insieme ad Ambienta, PSG e Bain. L’azienda fattura più di €300 milioni, ha 1400 dipendenti in 35 uffici, e ha appena finalizzato l'acquisizione di Signaturit (00:00) Chi è Enrico Giacomelli (01:00) A 12 lavora come cameriere  (02:26) Apre un campeggio con un prestito in banca (04:37) Fonda un’azienda di informatica senza competenze (06:02) Da 0 a 1:regala il software per vendere risme di carta (07:51) Un evento tragico gli cambia la vita (08:53) Rischia di fallire per colpa di una nuova tecnologia (10:09) Si salva e chiude il primo grande contratto (11:30) Porta Namirial a €20 milioni grazie a una nuova legge (14:10) Compra il più grande concorrente per €13 milioni (15:31) Batte Adobe e Docusign (16:38) Porta Namirial a €45 milioni e prime offerte di acquisizione (18:26) Il suo socio lo lascia durante il Covid (19:41) Porta Namirial a €160 milioni (20:49) Vende a Bain per €1.1 miliardo (22:34) I numeri di Namirial oggi (24:35) Momenti più difficili (26:44) Consigli

    28 min
  2. 14 APR

    L’Italiano Partito da una GROTTA che Ha Creato il Marchio da Palestra più Famoso al MONDO 🏋️‍♀️Rudy Panatta

    Non perdere più chiamate di lavoro con Yourang.ai: https://app.yourang.ai/authentication/signup?type=chapeau usa il codice CIPENSOIO Nel 1973 un professore di lettere lascia il lavoro per costruire macchinari da palestra in una grotta. In 50 anni sopravvive a un fallimento, allena Schwarzenegger e crea uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo.  Rudy Panatta nasce nel 1951 nelle Marche. Da piccolo è molto magro, e quando nel 1968 vede le Olimpiadi, si innamora del culturismo.  Inizia così a leggere riviste di bodybuilding e ad allenarsi in garage con una tavola di legno e dei barattoli di conserve. Dopo un paio di bocciature, si diploma nel 1972. Sogna di studiare scienze motorie, ma mancano i soldi e deve quindi iscriversi alla facoltà di lettere, la più vicina a casa.  Nel 1973 crea il suo primo vero macchinario da palestra, un dorsy bar per allenare la schiena. Dopo qualche anno Rudy si laurea e inizia a insegnare lettere di giorno, mentre la notte continua a costruire macchine da palestra nel garage del padre. I suoi primi clienti sono i bodybuilder che conosce alle fiere, a cui consegna nel weekend girando tutta l'Italia in furgone. Intanto, non trovando affitti ad Apiro, si trasferisce in una grotta per espandere la produzione. Negli anni 80 il bodybuilding spopola grazie ad Hollywood e Arnold Schwarzenegger, e nel 1982, poco dopo la perdita del padre, Rudy fonda Panatta e compra il primo locale per far fronte agli ordini che crescono. Il brand cresce grazie ai primi export e la presenza alle fiere internazionali, e nel 1984 è leader europeo nei macchinari da palestra. L’azienda continua a crescere fino al 2003, ma il periodo seguente si rivela molto problematico. Nei primi anni 2000 cresce infatti l’interesse per il cardio, di cui Panatta si occupava poco, ed entrano in azienda direttori esterni che limitano il potere di Rudy. Panatta compra anche Air Machine, macchinari da riabilitazione, e l’operazione si rivela un grande errore. Dopo 3 anni difficili, nel 2013 Panatta propone un concordato a fornitori e banche, ma il tribunale non è d’accordo e dichiara il fallimento. Rudy decide di ripartire con una nuova azienda, in pochi mesi ha già milioni di ordini ogni mese e ripaga tutti i debiti.  Dopo essere ripartito torna a progettare macchinari, lancia nuovi modelli e sostituisce quelli non funzionali ai clienti esistenti. A più di 60 anni Rudy torna sui libri per formarsi come manager e gestire l’azienda in prima persona, partendo dal controllo di gestione. Nel 2025 l’azienda di Rudy fattura €62 milioni, vende 22.000 macchinari in tutto il mondo e Panatta è uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo. Lo abbiamo raggiunto nella sua fabbrica ad Apiro, nelle Marche, per scoprire tutta la sua storia: (00:00) Chi è Rudy Panatta (01:10) Scopre il culturismo per salvarsi dal bullismo (02:58) Costruisce attrezzi di notte e trova i primi clienti (04:16) Costruisce macchinari in una grotta (05:59) Da 0 a 1: lascia il posto fisso per lanciare Panatta (07:01) Perde i genitori e nessuno gli dà un euro (08:51) Diventa l’azienda di palestra più grande in Europa (e compra qualche Ferrari) (11:32) Gli errori e l’inizio della crisi di Panatta (12:57) Debiti e fallimento  (14:29) Riparte da zero e arrivano ordini da milioni di euro (16:06) Riporta Panatta tra i brand più famosi al mondo (17:06) Dentro la fabbrica: come si costruiscono gli attrezzi di Panatta (21:58) I numeri di Panatta oggi e le cause con i Cinesi (23:14) Come arriva alle palestre più grandi del mondo (24:22) Offerte di acquisizione e piani futuri (25:43) Costruisce la palestra del Papa (27:35) L’incontro con Arnold Schwarzenegger (29:03) L’amicizia con Ronnie Coleman (30:34) Giornata tipo e come si allena (32:35) Consigli

    34 min
  3. 31 MAR

    Loacker: La Fabbrica di Wafer più Grande d'Italia 🍫 Andreas Loacker e Ulrich Zuenelli

    Nel 1924 un ventenne austriaco vende il primo wafer con la sua squadra di calcio. 100 anni dopo, la sua azienda ne vende 1 miliardo e fattura quasi €500 milioni. 👉 PROMO PAC ETF con Moneyfarm ➡️ https://promo.moneyfarm.com/chapeau_promopac Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d'investimento prima di procedere. I rendimenti passati così come la simulazione di rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.T&C https://strapi-site-static-assets-production.s3.eu-west-1.amazonaws.com/it/t_cs_pac_rev_19_03_2026_7a1d018b38.pdf Alfons Loacker nasce nel 1901 in Austria. A 13 anni si trasferisce a Bolzano e inizia a lavorare come pasticcere nella pasticceria Rizzi, dove scopre i wafer. Nel 1924 apre la sua pasticceria a Bolzano grazie a un prestito della famiglia che lo ospitava e inizia a produrre dolci, tra cui i wafer con la crema di nocciole di Napoli. Al tempo i wafer si vendevano in latte ingombranti. Alfons era appassionato di calcio e avvolge i dolci in carta stagnola per portarli agli allenamenti. Inventa così un nuovo packaging. Grazie ai compagni di calcio crea richiesta per i suoi wafer che inizia a vendere in ristoranti e gastronomie di Bolzano.  Negli anni ‘30 le vendite decollano, ma la domanda è sempre maggiore della produzione. Quindi, dopo i primi anni duri, Loacker si sposta in una nuova sede a Bolzano. Nel 1958 entrano in azienda Armin e Christine Loacker, che la portano da bottega a industria. Grazie a un prestito in banca, comprano il primo forno automatico che impiega un solo giorno per coprire la precedente produzione di un mese. Intanto la domanda continua a crescere con il boom dell’economia Italiana, Loacker arriva così a €15 milioni. Negli anni ‘60 si spostano sul Renon e costruiscono un nuovo impianto con 2 linee produttive. Armin porta due grandi innovazioni: il flowpack che permetteva di sigillare i wafer e mantenere il gusto per più tempo, e il raffreddamento ad arco per velocizzare la produzione. Christine intanto stabilisce la rete commerciale in Italia e all’estero, partendo con un venditore di Sci, che vende in hotel e aeroporti. In quel periodo entra già nei mercati arabi. Negli anni ‘80 Loacker lancia le sue prime pubblicità iconiche con i nanetti, e passa da 6 a 50 miliardi di lire di fatturato, che tocca i €50 milioni negli anni 90. Il focus su qualità e innovazione porta al lancio di due nuovi prodotti, il pacco famiglia e i quadratini, che permette a Loacker di crescere del 10% annuo.  Oggi Loacker fattura €492 milioni e confeziona più di 1 miliardo di dolci all’anno, con una quota di mercato del 50%. Inoltre distribuisce in Italia Twinings e Ovomaltina. Alla guida c'è la terza generazione della famiglia, Andreas Loacker e Ulrich Zuenelli. Siamo andati a Bolzano per scoprire tutta la loro storia (00:00) Loacker: l’azienda di wafer più grande in Europa (01:02) Il fondatore Alfons Loacker parte senza soldi (02:41) Da 0 a 1: vendere wafer con la squadra di calcio (04:42) Compra il primo forno automatico e ripaga i debiti (06:28) Il nuovo packaging porta Loacker a €15 milioni (07:29) Nuova sede in montagna e nuovo sistema di raffreddamento  (08:48) Un venditore di sci porta Loacker in tutto il mondo (10:05) Come nasce la pubblicità degli Gnomi e i primi mercati esteri (11:40) Due prodotti portano Loacker a €500 milioni (12:40) Momenti più difficili (13:43) Come si producono 900 milioni di wafer ogni anno (16:15) Sogni e primi ricordi di Loacker (19:21) Ingresso in azienda (20:37) Patti familiari (21:37) Rimpianti e fallimento più grande (23:14) La sconfitta contro Nutella e consigli (24:18) Loacker oggi: fatturato, vendite all’estero e quote di mercato (26:59) Come è entrato in Arabia Saudita negli anni ‘70 (29:07) Da centralinista a presidente in Loacker (31:02) Errori più grandi (33:16) Giornata Tipo (35:02) Consigli

    36 min
  4. 24 MAR

    ⁠ ⁠Dal CARCERE a €1.5 MILIARDI 📡 Luca Spada, Fondatore di EOLO

    Un ventenne di Varese crea una rete internet per giocare ai videogiochi. 30 anni dopo, la vende per €1.5 miliardi. Scopri Startup Booster: https://startupbooster.it Luca Spada nasce a Malgesso nel 1973. Da piccolo studia elettronica da autodidatta sulla rivista Elettronica 2000.  A 16 anni fonda DB Line, un’azienda con cui importa videogiochi dal Giappone, li traduce e li rivende. Intanto crea anche la sua banca dati, BBS.  Si iscrive al Politecnico di Milano e, nel 1994, conosce un ricercatore italiano che lo invita negli USA. Lì scopre il vero potenziale di internet e capisce che vuole essere un imprenditore.   Tornato in Italia, converte BBS in Skylink e diventa il primo internet service provider in Italia, al tempo usato da 0,1% della popolazione. Offre un servizio di posta elettronica ai 2000 utenti di BBS e inizia a spargersi la voce.   Nel 1994 nasce un’azienda che porta internet nelle aziende, I.Net. Luca è il loro distributore a Varese e il miglior venditore, facendo crescere anche il fatturato di Skylink a 3 miliardi di lire. Luca vende Skylink a I.Net facendosi pagare in azioni, diventandone socio.  Erano gli unici a dare accesso internet in Italia, e nel 1997 British Telecom ne compra il 33%. Nel 2000 fanno un IPO a una valutazione di €300 milioni, facendo guadagnare a Luca €10 milioni a soli 26 anni. Luca poi conosce Luca Cassia e insieme decidono di creare una rete per gamers in Italia, che chiamano Net Gamers Italia (NGI), dove offrono servizio server e messaggistica. Lanciano una rete ottimizzata per latenza, pensata per videogiocatori. Nel 2025 fatturano già €6 milioni. Si abbonano anche diverse aziende dove lavorano i gamers, che superano il numero di abbonamenti privati. Un’ampia area in Italia non era coperta da Telecom, quindi Luca ha l’intuizione di raggiungerla grazie alle onde radio. Parte da Malgesso nel 2006 e presto è in tutte le valli del nord Italia, non servite da altri provider internet.  Per crescere nel 2011 cede il 45% di NGI a Elmec, a una valutazione di €40 milioni, che usa per assumere persone e installare più antenne. Nel 2015 porta Eolo anche al centro sud, dove vince 5 dei 7 bandi indetti dal governo battendo Telecom. Le onde radio in uso diventano però affollate quindi cambia spazio, acquistando per qualche milione di euro le onde del 5G che oggi valgono miliardi.  Nel 2018, Eolo fattura €100 mln e attira l’attenzione di molti fondi. Searchlight Capital compra il 49% a una valutazione di €400 milioni. Lo stesso anno Luca è falsamente accusato di rubare onde radio, e passa una settimana ai domiciliari.  Nel 2020, durante il Covid, il traffico raddoppia in una notte e Luca deve rinnovare le infrastrutture per gestire questo uso intenso, facendo crescere Eolo ulteriormente. Nel 2021, 40 fondi mostrano interesse per Eolo. Luca sceglie Partners Group a cui cede la società per €1.5 miliardi, ricomprandone poi il 25%. (00:00) Chi è Luca Spada (01:11) A 10 anni impara a programmare da autodidatta (02:20) A 16 anni tarocca videogiochi giapponesi per venderli in Italia (03:53) Scopre Internet negli Stati Uniti e lascia gli studi (05:35) Porta la posta elettronica in Italia e vende a I.Net (07:40) A 26 anni vende a British Telecom e guadagna €10 milioni (10:26) Lancia una rete per videogiocatori e la porta a €6 milioni (13:12) Crea un’antenna per portare internet ai suoi vicini (16:19) Fonda Eolo e monta decine di antenne  (18:22) Porta Eolo a €50 milioni ma perde opportunità commerciali (21:41) Vende il 45% di NGI per accelerare la crescita (23:55) Batte Telecom e porta interned nel centro sud (25:25) Compra per primo le onde 5G in Italia  (27:08) Cede il 49% di Eolo per €400 milioni  (28:56) Arresti domiciliari per un’accusa falsa (30:46) Il Covid rischia di far saltare la rete (31:51) Vende Eolo per €1.5 miliardi a Partners Group (33:14) I motivi per cui ha venduto (34:49) Il rapporto con il denaro (36:30) Come investe i soldi delle exit (38:24) Consigli

    40 min
  5. 17 MAR

    La Famiglia Italiana che Fa €200 MILIONI con l’ACQUA 💧 Antonio Biella, CEO San Bernardo

    Una fonte nascosta sul Colle San Bernardo ha salvato l’esercito di Napoleone nel 1800. Oggi, l’acqua di quella fonte vale €200 milioni.  Scopri il conto aziendale TOT e il loro nuovo CASHBACK: https://go.tot.money/40t8kwXCon il codice CHAPEAUX3 hai 3 mesi GRATIS su tutti i piani mensili. Nel 1800 Napoleone si ferma sul Colle San Bernardo mentre valica le Alpi. Trova una fonte, che gli abitanti del luogo conoscevano da secoli, dove far riprendere il suo esercito. Nel 1926 Ottavio Rovere costruisce su quella fonte uno stabilimento termale dove dissetarsi e inizia a imbottigliarla in vetro per le famiglie più ricche. Nasce l’acqua San Bernardo. Il business cresce stabilmente e nel 1981 Rovere investe circa 6 miliardi di lire per avviare la produzione di bottiglie in plastica, che diventano negli anni successivi sempre più economiche.  Nel 1991 ci sono alti investimenti in produzione e marketing. Viene acquisito un secondo stabilimento ad Ormea, vanno in onda le prime pubblicità tra cui una con Nicholas Cage, e nasce il design iconico della bottiglia con le gocce ideata da Giugiaro.  Nel 1993 San Bernardo viene compra da Perrier, azienda d’acqua francese, che a sua volta viene acquisita dalla multinazionale Nestlé nel 1998.  San Bernardo diventa così uno dei tanti brand di Nestlé, che però smette di venderla all’estero e la indirizza verso il fallimento per dare maggiore priorità ad altre acque, come Panna e San Pellegrino. I volumi di San Bernardo negli anni seguenti calano del 50%, scendendo sotto le 100 milioni di bottiglie all’anno, e lo stabilimento di Ormea rischia di chiudere.  Nel 2015 il Gruppo Montecristo, guidato dal CEO Antonio Biella, compra San Bernardo per €11,5 milioni e rilancia brand. Ma dove hanno trovato i fondi? Il Gruppo è stato fondato dalla famiglia Biella, che ha gestito il marchio di bevande Spumador dal 1888 alla vendita a Lehman Brothers nel 2005, e la famiglia Colombo, dietro l’acqua San Carlo. Oltre San Bernardo, il Gruppo Montecristo gestisce anche fonte Posina e fonte Ilaria.  Antonio ha sempre sognato di fare il trader ma si è dedicato fin da ragazzo all’azienda di famiglia per aiutare il padre durante un momento di difficoltà. Dopo aver comprato San Bernardo, per prima cosa Antonio ricostruisce la rete commerciale, distrutta da Nestlé, e aumenta le vendite nella ristorazione (HORECA) e nei supermercati. Arriva a vivere per mesi in azienda pur di farla ripartire. In quel periodo riparte anche la comunicazione e stringe importanti partnership sportive, come quella con l’Inter e la Pallacanestro Cantù. Quando Gruppo Montecristo li compra, i tre marchi fatturano €29 milioni. Nel 2025, invece, superano i €200 milioni. Quindi, noi di Chapeau abbiamo incontrato Antonio a Milano per scoprire tutta la storia di San Bernardo: (00:00) Chi è Antonio Biella (01:06) Come nasce Bernardo e il ruolo di Napoleone (02:17) Prime bottiglie in plastica e pubblicità  (04:48) Nestlé compra San Bernardo e rischia di farla fallire (05:53) Il Gruppo Montecristo compra San Bernardo  (07:17) La storia del Gruppo Montecristo: Spumador, Lehman Brothers ed exit milionaria (08:46) Portare San Bernardo da 100 a 600 milioni di bottiglie: ristoranti, supermercati, estero (11:50) Sponsorizzare l’Inter (13:24) I numeri di San Bernardo oggi (15:34) Infanzia in azienda e entrare in San Bernardo per salvare l’azienda (17:05) Prima vendita e percorso in San Bernardo (18:05) Momenti più difficili (19:28) Come capire se un’acqua è buona (20:41) Consigli

    21 min
  6. 10 MAR

    L’Italiana che ha Creato la Moleskine e l’ha Venduta per €506 MILIONI 📕 Maria Sebregondi

    Vai su http://www.ticketrestaurant.it/chapeauproject per accedere a una promo esclusiva di Edenred ed iniziare a ottenere tutti i vantaggi dei buoni pasto Ticket Restaurant Edenred Maria Sebregondi nasce nel 1949 a Genova. Cresce tra Roma e Napoli, dove studia filosofia e lavora nei consultori. Dopo 10 anni a Napoli, torna a Roma come traduttrice di soap opera straniere. Lì incontra Francesco Franceschi, fondatore di Modo&Modo, e il suo commerciale Fabio Rosciglione.  Nel 1994, mentre sono in vacanza in Tunisia, i tre amici iniziano a pensare di fondare un’azienda. Maria, mentre leggeva un libro di Chatwin, scopre che lo scrittore usava un’agenda dal design particolare, la stessa di Picasso, Matisse e Hemingway. Questa, però, non erano più in commercio. Lei decide quindi di iniziare a produrre questo stesso taccuino, dopo un attento studio su forme e materiali, pensati per assomigliare a un libro. Nel 1997 nasce ufficialmente Moleskine. Grazie ai contatti dell’azienda precedente di Franceschi, Moleskine riesce da subito a vendere i taccuini nelle migliori librerie del mondo vicino alle casse, partendo da Feltrinelli fino a FNAC e Barnes & Noble. L’agenda era come un libro ancora da scrivere. Nel 2006 Moleskine fattura €20 milioni grazie a distribuzione, passaparola e soprattutto internet. Infatti nascono presto gruppi online dove il taccuino è un oggetto di culto, creando ambassador spontanei in tutto il mondo.  Lo stesso anno Franceschi vende Moleskine a Syntegra Capital di Société Générale e Maria diventa azionista. Il brand apre in nuovi mercati, lancia i Moleskine Cafè, sviluppa un’app con Evernote e Adobe e si espande in nuovi prodotti come penne e pelletteria. Nel 2013, quando l’azienda fattura €87 milioni, viene quotata in borsa a €2,3 ad azione. Dopo la quotazione il titolo crolla del 30% e inizia un periodo difficile, superato grazie a nuovi mercati e prodotti. Nel 2016, il gruppo Belga D'Ieteren compra Moleskine per €2,42 ad azione, per un valore di €506 milioni. Dopo l’acquisizione, Maria lascia la società. Nel 2018 il fatturato di Moleskine tocca i €180 milioni, mentre si attesta a €122 milioni nel 2024. Oggi, Maria gestisce la Fondazione Moleskine, che si occupa di volontariato per creativi in paesi in via di sviluppo. (00:00) Chi è Maria Sebregondi (01:00) Scappa a Napoli per amore e traduce Soap Operas (02:32) Inventa il taccuino più famoso del mondo: nasce Moleskine (05:16) Vendere i primi taccuini alla Feltrinelli (07:40) Come entra nelle librerie più importanti del mondo (09:03) Porta Moleskine da 0 a €20 milioni in 9 anni (12:14) Société Générale compra Moleskine per €60 milioni (13:48) Si quota in Borsa Italiana ma perde il 30% del valore (14:55) Vende Moleskine a un industriale Belga per €506 milioni (16:06) Come vende taccuini durante l’era digitale (17:16) Giornata tipo (18:17) Errore più grande (19:34) La vita dopo Moleskine (20:36) Consigli

    21 min
  7. 26 FEB

    La VERA Storia di Sergio Marchionne: Ha Salvato o DISTRUTTO la FIAT?

    Un manager Italiano entra in FIAT quando perdeva €5 milioni al giorno. In 14 anni compra Chrysler, quota Ferrari e porta FCA a valere €80 Miliardi, ma potrebbe aver condannato il futuro dell'automobile in Italia per sempre. Questa è la storia di Sergio Marchionne. Sergio Marchionne nasce nel 1952 a Chieti e a 14 anni si trasferisce a Toronto con la famiglia. Nel 1975 inizia l’Università e prima dei 30 anni ottiene già 3 lauree in filosofia, commercio e giurisprudenza. Nel 1985 entra in Deloitte come avvocato e si occupa di fisco e bilanci aziendali. Nel 1989 inizia a lavorare nel Lawson Mardon Group, una società canadese che produce imballaggi e packaging. Qui inizia come controller fino a diventare Direttore dello Sviluppo. A seguito di una mancata promozione si licenzia, passa prima alla Glenex Industries come Vice President e poi alla Aucklands LTD come CFO. Forte di questa esperienza, nel 1992 torna alla Lawson Mardon come CFO e nel 1994 ne gestisce l’acquisizione da parte di Alusuisse Lonza. Nel 1997 viene promosso a CEO, riorganizza il Gruppo e si concentra sulla lavorazione dell’alluminio. Prova anche una fusione tra produttori di alluminio francesi e canadesi, ma viene bloccato dall’antitrust. A questo punto vende la divisione dell’alluminio ad Alcan e si concentra sulla produzione chimica. Nel 2001 l’azienda torna in salute e gli è affidata la guida di SGS, i cui utili raddoppiano, e lì viene notato da una famiglia di azionisti molto particolare che lo riportano in Italia, gli Agnelli. Entra quindi in una FIAT in forte crisi, che perdeva €6 miliardi all’anno ed era fortemente indebitata. Deve rilanciare l’azienda, introduce il World Class Manufacturing per ottimizzare i processi e, grazie a un accordo pregresso, riceve €2 miliardi da GM che evita di acquistare la FIAT e fallire definitivamente. Il risanamento sembra compiuto. Nel 2005 FIAT tocca i €52 miliardi di fatturato e lancia nuovi modelli iconici come 500 e Panda. Durante la crisi del 2008 compra anche il 20% di Chrysler in cambio di know-how produttivo. Nel 2010 Marchionne annuncia Fabbrica Italia, un progetto per rilanciare la produzione in Italia che però presto fallisce. Nel 2014 FIAT completa l’acquisto del 100% di Chrysler, con cui condivide tutta la produzione, per diventare un player globale: il gruppo FCA. Lo stesso anno Marchionne scorpora Ferrari da FIAT e la quota in borsa con grande successo con una capitalizzazione di €9 miliardi. Si dice che Sergio abbia anche giocato un ruolo attivo nel portare Ronaldo alla Juventus. Nel 2018, in seguito a un’operazione alla spalla, il manager muore dopo una lunga malattia. Quell’anno FCA e Ferrari arrivando a valere €80 miliardi, consacrando ufficialmente il miracolo di Marchionne. (00:00) Chi é Sergio Marchionne (01:00) Emigra in Canada e lavora con il padre (02:40) Prende 3 lauree prima dei 30 anni (03:47) Inizia a lavorare come revisore e in 7 anni diventa CFO (05:19) Torna in Lawson Mardon e gestisce l’acquisizione da un colosso svizzero (06:32) Diventa CEO e rivoluziona Alusuisse (08:21) Conosce gli Agnelli ed entra in FIAT (09:30) Rilancia la produzione e diventa nemico dei sindacati (11:59) Prende €2 miliardi da General Motors per non comprare FIAT (13:07) FIAT fattura €1 miliardo e lancia nuovi modelli (14:43) FIAT salva Chrysler dal fallimento nella crisi del 2008 e rimborsa tutti i debiti (17:02) Il fallimento di Fabbrica Italia (18:02) Abbandona l’Italia e Compra il 100% di Chrysler (19:14) Crea FCA e porta il fatturato a €115 miliardi (20:48) Quota Ferrari in borsa e porta Ronaldo alla Juventus (22:47) I risultati di Marchionne: FIAT passa da €5 a €80 miliardi (24:30) Stellantis e il futuro dell’automobile in Italia

    26 min
  8. 24 FEB

    Il Nuovo Miliardario Italiano: a 33 Anni ha Perso TUTTO, oggi è uno degli Uomini più Ricchi d’Italia 🇮🇹 Filippo Ghirelli

    Scopri Odoo oggi https://www.odoo.com/r/pian per gestire al meglio il tuo HR! Gestisci centinaia di milioni in investimenti immobiliari, poi degli uomini armati entrano nel tuo ufficio e ti sequestrano tutto. Devi ripartire da zero e in 10 anni diventi miliardario. Questa è la storia di Filippo Ghirelli. Filippo nasce a Roma nel 1980. Studia ingegneria civile all’Università di Roma Tre e inizia a lavorare in Astaldi, multinazionale di grandi costruzioni, dove progetta ponti. In queste prime esperienze lavorative viene mandato a controllare i cantieri in Guinea e Turchia. Nel 2005 inizia a lavorare nel Gruppo De Angelis, una grande società edile, dove si concentra sulla costruzione e manutenzione di hotel e supermercati. Nel 2009 però il suo capo scompare improvvisamente, quindi Filippo si licenzia per avviare la sua società. Inizia così a gestire un grosso progetto immobiliare della sua famiglia per costruire un centro commerciale. In quegli anni costruisce diverse infrastrutture in Marocco e Nord Africa, ma durante la primavera araba la sua società viene sequestrata con tutti i suoi beni. Deve quindi ripartire da zero. Nel 2014 torna in Italia. Inizialmente ristruttura appartamenti, poi si dedica al fotovoltaico e approfondisce l’efficientamento energetico. Avvia così Genera Group, un gruppo che arriva a valere oltre €300 milioni, con cui rinnova gli impianti energetici dei clienti e guadagna una percentuale dei loro risparmi sulle bollette. Nel 2017 vende il 49% di Genera al fondo tedesco Ikav, lo riacquista nel 2020 e poi cede il controllo al fondo Svizzero Susi Partners, uscendo completamente dal capitale di Genera nel 2024. Nel 2021 Filippo lancia una nuova società, Mareterra. Con questa compra per $165 milioni il 25% di Nayara, la seconda raffineria più grande dell’India. La guerra in Ucraina fa crollare il prezzo del petrolio, facendo crescere i margini di Nayara, che può così comprare grezzo a basso prezzo e rivendere a valore di mercato. Nel 2024, quindi, la quota di Mareterra arriva quindi a valere $1.1 miliardi. Nel 2024 Filippo fonda Infracorp, società che si concentra su 4 filoni: energia, data centers, trasporti e spazio. Filippo ha già comprato diversi aeroporti privati in Italia, come quello di Albenga, per efficientare la produzione energetica, creare una nuova rete di trasporto aereo e gestire lo smaltimento di velivoli a fine vita. Nel 2018 Filippo ha anche aperto Sophrance, società finanziaria per gestire il suo patrimonio e i suoi investimenti personali. Nel 2025 Filippo è stato l’unico imprenditore a entrare nella lista dei miliardari italiani senza ereditare un patrimonio. Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia.   (00:00) Chi è Filippo Ghirelli (01:00) Viene mandato in Guinea a 20 anni (02:53) Entra nel Gruppo De Angelis (04:04) Apre la prima azienda durante la crisi (05:22) Perde tutto durante la primavera araba (06:31) Riparte da zero (07:56) Porta Genera Group a €300 mln e vende a un fondo (09:44) Diventa miliardario con Mareterra (12:31) Fonda Infracorp e investe in 60 progetti (15:46) Compra 20 aeroporti in Italia (18:19) La sua logica di investimento (19:49) Le banche italiane falliranno (21:20) Il suo rapporto con il denaro (22:49) Giornata tipo (24:42) Le sue paure oggi (26:26) Consigli e segreti per negoziare — Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. Co-founders 🤩 Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/

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Descrizione

Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.

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