Fatti e Misfatti della Storia

Jordi Casati

Pillole di Storia Contemporanea (Trovate le puntate anche su Youtube, canale di Jordi Casati, playlist "Fatti e Misfatti della Storia) LINK DI YOUTUBE: https://www.youtube.com/playlist?list=PL9jv6I39fxY2HAexPQhpJf6EdSMQLGREX .

  1. 23/11/2021

    18- LA GUERRA AL BRIGANTAGGIO / LA REPRESSIONE DELL'ESERCITO ITALIANO E LA QUESTIONE MERIDIONALE

    1861-1865, Province meridionali italiane - Con la proclamazione del Regno d'Italia avvenuta il 18 marzo 1861, il nuovo stato italiano si trovò fin da subito una serie di importanti problemi da affrontare. Massimo d'Azeglio disse una volta unificata l'Italia, "Abbiamo fatto l'Italia ora dobbiamo fare gli italiani" quasi a voler sottolineare la difficoltà di un'unificazione nazionale che accontentasse tutte le minoranze regionali. Lo stato italiano puntò' sulla centralizzazione, e così fece anche nei confronti del sud d'Italia, appena tolto a Re Francesco II di Borbone. Il mezzogiorno fu certamente il territorio che maggiormente diede problemi al nuovo stato, essendo infestato da un banditismo dilagante, ora finanziato e incentivato dalla stessa corte borbonica (e dal clero, compreso Papa Pio IX che ospitava presso i propri palazzi l'intera corte borbonica), nella speranza di riprendersi il regno. Lo stato italiano per combattere il fenomeno usò il pugno duro, inviando continui rinforzi militari e applicando leggi severissime nei confronti dei briganti e dei loro complici (Legge Pica 1963). La dura repressione dell'esercito al comando del generale Cialdini portò i frutti sperati, e verso la fine del 1865 il "grande brigantaggio" era pressoché vinto. Il malcontento popolare generico nei confronti del nuovo stato che non era riuscito a risollevare le sorti di un territorio già fortemente arretrato e poco alfabetizzato (a poco servì la scolarizzazione obbligatoria), non scomparve del tutto e continuò latentemente a sopravvivere.

    17 min
  2. 12/10/2021

    16- LA CRISI DI SUEZ / L'EGITTO DI NASSER E LA FINE DEL COLONIALISMO BRITANNICO E FRANCESE

    29 ottobre 1956, Egitto - L'esercito israeliano, di comune accordo con i francesi e gli inglesi, invasero la penisola del Sinai nel tentativo di ricacciare gli egiziani oltre il canale di Suez. Gamal Abd-Nasser, leader del nuovo Egitto repubblicano, aveva da poco nazionalizzato il canale, fino ad allora in mano ad una compagnia controllata quasi interamente dai francesi e dagli inglesi. Proprio queste ultime due potenze avevano deciso di riprendersi il controllo del canale, coinvolgendo una nazione che ormai da anni era in contrasto con l'Egitto, lo stato israeliano. Il bellicismo dei due stati europei, irritò' le due superpotenze dell'epoca (Stati Uniti e Unione Sovietica), che avversarono l'intervento, minacciando ritorsioni contro di loro. Con la risoluzione ONU 1001, la neocostituita UNEF intervenne per prendere il possesso del canale e per costringere le truppe "straniere" a ritirarsi. Francia e Gran Bretagna dimostrarono tutta la loro debolezza e quanto fossero lontani i tempi in cui erano due grandi potenze colonialiste, mentre Israele, nonostante il ritiro forzato, mostrò al mondo, ancora una volta, tutto il suo incredibile potenziale bellico. L'Egitto di Nasser, uscitone diplomaticamente vincente, tenterà negli anni successivi di portare avanti il sogno "panarabista" di unione di tutti gli stati arabi : sogno che rimarrà però sulla carta e si spegnerà definitivamente nel 1967 con la grave sconfitta contro Israele nella guerra dei Sei giorni.

    14 min
  3. 13/08/2021

    13- LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA / IL TRIONFO DI FRANCO E LA FINE DELLA SECONDA REPUBBLICA SPAGNOLA

    17 LUGLIO 1936, SPAGNA - Dopo l'assassinio del leader nazionalista Josè Calvo Sotelo, un gruppo di generali conservatori decise che era giunto il momento di porre fine al governo repubblicano del Fronte Popolare attraverso una sollevazione militare. L' Alzamiento coinvolse diversi generali, sparsi su tutto il territorio spagnolo, ma solo 1/3 della nazione dopo il golpe fu effettivamente nelle loro mani. La guerra civile tra le forze nazionaliste, filo-fasciste, conservatrici, monarchiche e clericali capeggiate dai generali Francisco Franco ed Emilio Mola ( il capo designato della sedizione Josè Sanjurjo morì quasi subito in un incidente aereo) e le forze legittimiste repubblicane, all'interno delle quali convergevano le molte anime della sinistra spagnola, ebbe ufficialmente inizio. La guerra divenne anche un primo vero e proprio scontro tra militanti fascisti e anti-fascisti di tutt'Europa : Italia e Germania aiutarono pesantemente i nazionalisti, mentre l'Urss e le Brigate internazionali (composte da volontari antifascisti stranieri) diedero il loro appoggio fino all'incirca l'autunno del 1938 ai repubblicani. La vittoria verso la fine di marzo del 1939 arrise ai nazionalisti, guidati da Francisco Franco (ora leader unico del fronte nazionalista dopo la scomparsa del rivale Emilio Mola, anche lui vittima di un incidente aereo) grazie al sostegno continuo degli alleati italiani e tedeschi e all'indifferenza delle democrazie occidentali che preferirono non sporcarsi le mani in un conflitto che ritenevano di carattere periferico. La repressione franchista nei mesi successivi alla vittoria fu durissima, le carceri erano piene (si praticava sistematicamente la tortura contro gli oppositori politici o presunti tali) e tutte le conquiste libertarie del periodo repubblicano vennero affossate in poco tempo facendo ripiombare lo stato spagnolo in uno stato dittatoriale conservatore e confessionale.

    40 min
  4. 13/08/2021

    12- LA SECONDA REPUBBLICA SPAGNOLA / IL PRELUDIO ALLA GUERRA CIVILE

    14 Aprile 1931, Spagna - Dopo gli anni della dittatura "morbida" del generale Primo de Rivera, che aveva garantito alla Spagna una certa stabilità economica e una relativa attenuazione della conflittualità sociale, la Spagna tornava tra il finire degli anni venti e l'inizio dei trenta, in una situazione di agitazione sociale crescente. Per sedare la ripresa della scioperi e delle agitazioni sindacali, i conservatori spagnoli decisero di sacrificare l'istituzione della Monarchia per la Repubblica. Il re Alfonso XIII venne di fatto invitato a farsi da parte e così accortosi dell'impossibilità di continuare a regnare, partì per l'esilio. Il fermento delle piazze continuò costantemente e le elezioni politiche del '31 diedero la maggioranza alle forze di sinistra: la nuova costituzione repubblicana rispecchiava così inevitabilmente le loro idee. La destra si organizzò in partiti e movimenti para-militari per contrastare la forza della sinistra spagnola, riuscendo a vincere le elezioni del 1933. Tutte le conquiste della "izquierda" (divorzio, terre incolte ai contadini, autonomie regionali ecc...) sembrarono messe in discussione e nel 1934 i gruppi di sinistra uniti nell'ALIANZA OBRERA, condussero una serie di agitazioni, culminate con la rivoluzione delle Asturie, dove i protagonisti furono i minatori locali. Repressa nel sangue dall'esercito, la conflittualità all'interno del paese era sempre più lampante e le nuove elezioni del 1936 che videro questa volta la vittoria del Fronte Popolare di sinistra, contribuirono a rendere ancor più minacciose le destre, con le gerarchie militari che pensarono a veri e propri colpi di stato e gruppi para-militari come la Falange, di ispirazione fascista, che non perdevano occasione per scontrarsi con i militanti di sinistra. Proprio un gruppo tra quest'ultimi il 13 luglio 1936 si rese colpevole di un assassinio eccellente, nella figura di Josè Calvo Sotelo, leader del partito nazionalista di Renovacion Espanola. Questo fatto sancì un vero e proprio punto di non ritorno: la guerra civile pareva oramai inevitabile...

    22 min
  5. 02/07/2021

    11- LA RIVOLUZIONE CUBANA / FIDEL CASTRO E LA CONQUISTA DEL POTERE DEI BARBUDOS

    31 DICEMBRE 1958 - 1 GENNAIO 1959, L' HAVANA, CUBA - Nella notte di capodanno a cavallo tra il 1958 e il 1959, Fulgencio Batista, dittatore cubano, ormai accortosi dell'impossibilità di sconfiggere i rivoluzionari cubani (che avevano consensi maggioritari tra la popolazione) decise di abbandonare il paese per il Guatemala. I "barbudos" (così chiamati poiché durante l'attività di guerriglia sui monti della Sierra Maestra non avevano di che radersi e perciò avevano lunghe barbe incolte) poterono così prendere il potere e lasciarsi alle spalle la dittatura corrotta del generale. Fidel Castro vero leader della rivoluzione, poté così gradualmente impossessarsi interamente del potere, conducendo gradualmente Cuba verso un modello di stato socialista, ma fortemente autoritario. Tra i ribelli che più di tutti contribuirono alla prese di potere dei guerriglieri cubani, ci fu un giovane idealista argentino, Ernesto Che Guevara, grande capo militare, che con la sua condotta spregiudicata, sarà fondamentale sia per la vittoria militare che per la propagazione degli ideali comunisti. Fidel infatti, che originariamente non era comunista, indirizzò sempre più lo Stato verso una forma di comunismo radicale: la nazionalizzazione di tutte le proprietà straniere (tra cui quelle americane) portò Cuba ad abbracciare l'alleanza con i sovietici, nonostante il fatto che l'isola caraibica avesse dichiarato più volte la sua adesione almeno ideale all'asse "terzomondista".

    19 min

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