Maxima Performa

Gian Mario Migliaccio

PhD, Professore Associato all'Università San Raffaele Roma. Dottore di Ricerca, Biologo, Psicologo. Sport Scientist per atleti internazionali. www.migliaccio.it

  1. 1 g fa

    [DOSE] HIIT: quattro minuti non bastano sempre. Il problema è la dose

    #HIIT #PreparazioneAtletica #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport La dose minima efficace nell'HIIT esiste, ma non significa che quattro minuti bastino per ogni atleta e per ogni obiettivo. In questo episodio vediamo perché il protocollo breve può funzionare molto bene sulla salute generale e sui soggetti meno allenati, ma diventa incompleto quando viene copiato sulla performance sportiva. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega la differenza tra dose minima e dose utile: il protocollo SIT di Gibala, il 10-20-30 di Bangsbo, la soglia dei 4-6 minuti di lavoro effettivo e il limite più importante, cioè la popolazione su cui quei dati sono stati osservati. Nel finale trovi tre passaggi pratici da applicare da lunedì: scegliere prima l'obiettivo, contare il lavoro effettivo e far progredire una sola variabile alla volta tra ripetizioni, durata dell'intervallo, intensità relativa e recupero. Capitoli 00:00 Quattro minuti fanno notizia, non programmazione 00:18 Sigla: chi è Maxima Performa 00:33 Il caso del preparatore che copia il protocollo online 00:48 La domanda della puntata: la dose minima efficace 01:29 Perché l'HIIT rompe la logica del volume 03:03 La soglia dei 4-6 minuti e il 10-20-30 di Bangsbo 04:23 Dose per la salute o dose per la performance 05:49 Chi è Scienze dello Sport e da quale corso viene la puntata 06:34 Il mito del protocollo migliore 07:41 Cosa fare da lunedì: tre passaggi 08:33 Il take-home finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/dose Il corso completo "Formula HIIT Action Tracks": https://sds.academy/offer/formula-hiit-action-tracks Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

    [DOSE] HIIT: quattro minuti non bastano sempre. Il problema è la dose
  2. 2 gg fa

    [SPIA] HRV: la spia che si accende prima del calo

    #HRV #MonitoraggioAtleti #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport L'HRV non è un oracolo e non decide la seduta da sola. Ma può diventare una spia precoce quando il sistema nervoso autonomo mostra instabilità prima che l'atleta percepisca un calo evidente. In questo episodio vediamo come leggere CV% dell'RMSSD, finestra di recupero e segnali convergenti senza trasformare un dato utile in un verdetto automatico. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché il singolo valore HRV è fragile, perché la baseline individuale è indispensabile, e quando un calo dell'lnRMSSD oltre il 20% dalla baseline, per 2-3 giorni, insieme a stress alto e test funzionale in calo, può diventare una vera azione sul carico. Capitoli 00:00 L'atleta dice bene, il dato dice non ancora 00:20 Sigla di apertura 00:32 HRV: spia, non oracolo 01:32 Perché il singolo valore è fragile 02:33 CV% dell'RMSSD e instabilità sopra il 10% 04:30 Recupero in 24-48 ore o fatica oltre 72 ore 05:35 Il limite: HRV da sola non basta 06:34 Cosa fare da lunedì 07:28 Chiusura e CTA finale 09:50 Sigla finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/spia Il corso completo "HRV Applicata alla Performance": https://app.scienzedellosport.it/hrv-applicata Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

    [SPIA] HRV: la spia che si accende prima del calo
  3. 6 gg fa

    [MIX] HIIT e forza: il problema non è farli insieme, è l'orario

    #HIIT #PreparazioneAtletica #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport HIIT e forza possono convivere nello stesso programma, ma non sempre nello stesso momento. In questo episodio vediamo perché l'interferenza tra AMPK e mTOR può bloccare l'adattamento di forza quando le due sedute sono troppo vicine, e perché la soluzione non è togliere uno stimolo, ma collocarlo meglio nel tempo. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio parte dal caso ipotetico di Giulia, velocista che fa tutto bene, HIIT, forza, recupero e alimentazione, ma non vede muoversi la forza per otto settimane. Il problema non è il carico, non è la genetica, non è la motivazione: è la distanza troppo breve tra due segnali cellulari che competono tra loro. Capirai il meccanismo dell'allenamento concorrente: AMPK, il sensore energetico attivato dall'HIIT quando manca ATP, e mTOR, la via anabolica che sostiene la sintesi proteica dopo il lavoro di forza. Quando AMPK resta ancora alto, può frenare mTOR attraverso TSC2: è il doppio interruttore che spiega perché cinque ore tra HIIT e forza possono non bastare, mentre un corridoio operativo di 6-8 ore rende i due stimoli più compatibili. La puntata chiarisce anche l'ordine corretto: se la priorità del mesociclo è cardiovascolare, l'HIIT viene prima; se la priorità è la forza massimale, la forza viene prima. Quando la logistica lo consente, giorni separati eliminano il conflitto alla radice. Il take-home è pratico: un atleta completo non ha bisogno di meno qualità, ha bisogno che le qualità siano programmate nel momento giusto. Nel finale trovi i tre passaggi da applicare da lunedì con i tuoi atleti: definire la priorità del blocco, separare HIIT e forza di almeno 6-8 ore quando sono nello stesso giorno, e monitorare la forza come spia dell'interferenza. Contenuto tratto dal corso "Formula HIIT Action Tracks" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017. Capitoli 00:00 Giulia fa tutto bene, ma la forza non cresce 00:15 Sigla di apertura 00:27 Allenamento concorrente: non è una guerra 01:40 AMPK, mTOR e il doppio interruttore 02:31 Perché cinque ore possono non bastare 03:11 Ordine corretto in base alla priorità 04:47 Il mito: eliminare uno stimolo 05:41 Cosa fare da lunedì 06:24 Take-home finale 06:57 Sigla finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/mix Il corso completo "Formula HIIT Action Tracks": https://app.scienzedellosport.it/formula-hiit-action-tracks Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

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  4. 7 ago

    [CREATINA] Creatina: non è solo palestra. La scatola sbagliata di un integratore con evidenza forte

    #Creatina #NutrizioneSportiva #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport La creatina è tra gli integratori con il livello di evidenza più alto disponibile, eppure resta spesso chiusa nella scatola della sala pesi. In questo episodio vediamo perché leggerla solo come un integratore per la forza fa perdere due fronti che cambiano la decisione: il cervello e la sicurezza. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega cosa dice davvero la letteratura sui tre fronti della creatina, potenza, cervello e sicurezza, la differenza tra evidenza forte e uso scorretto, e perché il problema non è convincere l'atleta ma sapere perché la proponi. Nel finale trovi tre passaggi pratici da applicare da lunedì: definire quale adattamento cerchi, scegliere per quale atleta ha più senso e decidere come misuri se sta servendo. Capitoli 00:00 La creatina è nella scatola sbagliata 00:18 Sigla: chi è Maxima Performa 00:33 La domanda della puntata: quale adattamento stai cercando 00:48 I tre fronti della creatina: potenza, cervello, sicurezza 01:29 Perché il primo fronte resta la potenza 03:03 Il secondo fronte: il cervello e la frontiera cognitiva 04:23 Il terzo fronte: la sicurezza e i miti da smontare 05:49 Chi è Scienze dello Sport e da quale corso viene la puntata 06:34 Il mito dell'integratore da palestra 07:41 Cosa fare da lunedì: tre domande operative 08:33 Il take-home finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/creatina Il corso completo "Nutrizione Sportiva Applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/nutrizione-sportiva-applicata-alla-performance Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

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  5. 3 ago

    [Melatonina]: non è un sonnifero, sposta l'orologio interno

    #Melatonina #RitmoCircadiano #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport La melatonina non è un sonnifero ma un cronobiotico: non ti fa crollare, segnala al cervello che è notte e sposta l'orologio circadiano. In questo episodio vediamo i due usi da tenere separati, ritmo circadiano e recupero, e perché dose e orario sbagliati remano contro l'obiettivo dell'atleta. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché nello sport la melatonina viene trattata come una scorciatoia sedativa quando è invece un segnale di fase: non spegne, sincronizza il ritmo sonno-veglia. Chi la usa come una mazzata ipnotica parte già con la lettura sbagliata. Capirai la differenza tra i due usi, con obiettivo diverso e uso diverso: da mezzo a tre milligrammi prima di dormire quando il focus è il ritmo circadiano, dosi più alte nel contesto del recupero post allenamento, dove il bersaglio è il danno muscolare e l'infiammazione e non la spinta prestativa. E capirai perché con la melatonina più non significa meglio: dosi più alte non spostano automaticamente meglio l'orologio, e l'effetto diretto sulla performance resta da dimostrare. Nel finale trovi le quattro regole pratiche da applicare da lunedì con i tuoi atleti: chiarire prima l'obiettivo, ragionare su dose bassa e orario corretto quando il tema è il ritmo, non usarla prima dell'esercizio come booster di gara, lavorare solo con prodotti certificati e mantenere il confine col medico quando il quadro esce dalla normale gestione della performance. Contenuto tratto dal percorso «Sonno Profondo Applicato alla Performance» di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy. Capitoli 00:00 La melatonina non fa dormire, sposta l'orologio 01:04 Cronobiotico, non sonnifero: la lettura giusta 02:12 Due usi, due dosi: ritmo circadiano e recupero 03:36 Perché con la melatonina più non significa meglio 04:42 Per chi è questo podcast 05:46 Il mito da smontare: sonnifero e booster di gara 06:36 Cosa fare da lunedì: quattro regole pratiche 07:51 Il take-home e la prossima puntata: il nap Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/melatonina Il corso completo «Sonno Profondo Applicato alla Performance»: https://app.scienzedellosport.it/sonno-profondo Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

    [Melatonina]: non è un sonnifero, sposta l'orologio interno
  6. 27 lug

    [Battiti] Frequenza cardiaca: se i battiti salgono, prima leggi il contesto

    #FrequenzaCardiaca #MonitoraggioAllenamento #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport La frequenza cardiaca non è un valore assoluto: a parità di passo o di potenza può variare di otto o dieci battiti al minuto, a volte di più, solo per come arriva l'atleta a quella seduta. In questo episodio vediamo perché i battiti sono un segnale contestuale, e come leggerli senza ridurre il carico al primo numero che sale. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, fisioterapisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio smonta una delle illusioni più comuni nel monitoring: pensare che gli stessi battiti dicano sempre la stessa cosa. Stesso ritmo, stessa potenza, stesso esercizio, eppure la risposta cardiaca cambia, perché la FC non risponde solo al carico programmato, ma anche a temperatura, umidità, sonno, idratazione, stress psicofisico, caffeina e attivazione del sistema nervoso autonomo. Capirai perché lo stesso passo non è mai davvero lo stesso stimolo fisiologico se l'atleta parte da uno stato diverso, e perché una FC più alta del solito, molto spesso, non sta giudicando il piano ma raccontando il giorno. Il valore professionale della frequenza cardiaca non è dirti solo quanto è intensa una seduta, ma aiutarti a leggere lo stato in cui quella seduta viene assorbita. Nel finale trovi le quattro azioni da applicare da lunedì con i tuoi atleti: scegliere una sessione ricorrente come riferimento per costruire la baseline, annotare almeno quattro variabili di contesto, sonno, temperatura, stress percepito, caffeina, non toccare la programmazione se la FC è più alta di otto o dieci battiti a ritmo uguale prima di aver verificato il contesto, e usare anche la FC mattutina a riposo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy. Capitoli 00:00 Il caso di Daniele: stessi passi, battiti diversi 00:56 Perché la FC cambia a parità di intensità 02:40 La frequenza cardiaca come segnale contestuale 03:43 Costruire una baseline della sessione 04:41 Per chi è questo podcast 05:20 Il mito da smontare: FC alta uguale seduta troppo dura 06:21 Cosa fare da lunedì: 4 azioni concrete 07:29 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/battiti Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicata Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

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  7. 20 lug

    [PROFONDO] Sonno profondo: non basta dormire tanto, difendi le prime ore

    #SonnoProfondo #RecuperoAtletico #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport Il sonno profondo si concentra nella prima parte della notte ed è lì che si costruisce gran parte del recupero fisico e nervoso: per questo un atleta può passare sette ore a letto e svegliarsi comunque a pezzi. In questo episodio vediamo perché il monte ore da solo non basta e come proteggere la fascia di sonno che conta davvero. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché il sonno non è un blocco unico ma una sequenza di cicli, e perché la quota di sonno profondo, concentrata nelle prime ore, pesa più del numero totale di ore passate a letto. Capirai perché una notte apparentemente sufficiente può lasciare un recupero povero quando è frammentata, tardiva o superficiale, e perché molti atleti dormono poco, spesso attorno alle sei ore e mezza e in modo spezzato. Il punto non è solo quanto dorme l'atleta, ma come dorme e quando si costruisce la parte più preziosa della notte. Non è una questione di quantità, è una questione di struttura. Nel finale trovi i tre passaggi da applicare da lunedì con i tuoi atleti: smettere di giudicare il sonno solo dal monte ore, proteggere le prime ore della notte, e osservare il trend del sonno profondo nel tempo come indicatore in più, mai come verità assoluta. Contenuto tratto dal percorso "Sonno Profondo applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy. Capitoli 00:00 Sette ore a letto, sveglio a pezzi 01:25 Il sonno non è un blocco unico: cicli e sonno profondo 02:19 Il caso di Davide: le ore ci sono, il blocco profondo no 03:08 Proteggere le prime ore della notte 04:01 Per chi è questo podcast 04:44 Il mito da smontare: "bastano tante ore a letto" 05:10 Cosa fare da lunedì: tre passaggi concreti 06:25 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/profondo Il corso completo "Sonno Profondo applicato alla Performance": https://app.scienzedellosport.it/sonno-profondo Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

    [PROFONDO] Sonno profondo: non basta dormire tanto, difendi le prime ore
  8. 13 lug

    [Nap]: non conta quanto dormi, ma come ti svegli

    #Nap #RecuperoSportivo #FisiologiaDelSonno #ScienzeDelloSport Il nap, cioè il pisolino usato come strumento di recupero, non funziona in base a quanto dormi ma a in quale stadio del sonno entri e a quando ti risvegli. In questo episodio vediamo perché un pisolino troppo lungo può lasciarti più intontito di prima, e come collocare il nap nella giornata perché lavori a favore della performance invece che contro. Podcast di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché nel nap il rapporto tra durata e recupero non è lineare: la durata del pisolino decide lo stadio di sonno che attraversi, e lo stadio decide l'effetto che ti porti addosso quando ti rialzi. Capirai come cambiano gli effetti a seconda della durata: breve, quindici o venti minuti, resti nel sonno leggero; intermedio, trenta o sessanta minuti, puoi entrare nel sonno profondo; lungo, novanta o centoventi minuti, arrivi a un ciclo più completo con la fase REM. Capirai anche perché un nap troppo lungo o collocato male espone all'inerzia del risveglio, quella pesantezza immediata che confonde chi pensa che dormire di più sia sempre meglio. La fascia intermedia, tra i trenta e i sessanta minuti, può produrre un effetto da moderato ad alto sia sulla performance cognitiva sia su quella fisica, a patto che il nap sia collocato bene: la finestra utile è tra le tredici e le sedici, con un punto spesso favorevole attorno alle quattordici. Andare troppo tardi, dopo le sedici o le diciassette, rischia di disturbare il sonno notturno o di appesantire la seconda parte della giornata. Nel finale trovi le quattro regole da applicare da lunedì con i tuoi atleti: decidere prima il contesto (reset breve o recupero più profondo), usare la finestra tredici-sedici come riferimento operativo, lasciare almeno un'ora tra un nap di trenta o sessanta minuti e una riattivazione impegnativa, e non spostare il nap troppo tardi pensando di recuperare meglio. Contenuto tratto dal percorso "Sonno Profondo Applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy. Capitoli 00:00 Novanta minuti di nap possono essere un problema 00:23 Il nap come ingegneria del recupero 00:56 La durata decide lo stadio del sonno 01:59 Il caso di Davide e l'inerzia del risveglio 02:41 La fascia trenta-sessanta minuti e il timing 03:46 Per chi è questo podcast 04:43 Il mito da smontare: più lungo è meglio 05:32 Cosa fare da lunedì: quattro regole 06:06 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/nap Il corso completo "Sonno Profondo Applicato alla Performance": https://app.scienzedellosport.it/sonno-profondo Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

    [Nap]: non conta quanto dormi, ma come ti svegli

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PhD, Professore Associato all'Università San Raffaele Roma. Dottore di Ricerca, Biologo, Psicologo. Sport Scientist per atleti internazionali. www.migliaccio.it

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