Rifugio Aperto - il podcast di Enzo Celli

Enzo Celli

Enzo Celli, vive a New York dove lavora come Personal Life Coach e Counselor. Dottore in Scienze Motorie, studia Psicologia alla NSA di Maidenhead, Regno Unito. Dopo aver completato gli studi in Fundamental of Neuroscience alla Harvard University, consegue anche la certificazione in Technology Entrepreneurship, presso HarvardX. Dall'Agosto 2021 è Business Developer al Peridance Center di New York. Si occupa di formazione d Docente Ospite al Sam Houstone State University in Hutsville (Texas), al Sarah Lawrence College in New York, alla EBA University of Minas Gerais in Belo Horizonte.

  1. 3 mag

    Abbiamo confuso l'oggettività con la verità

    Non sappiamo dove vai come possiamo conoscere la via. Tommaso. Il discepolo del dubbio. Della domanda. Della perplessità. Non sappiamo dove vai. Dichiarazione di ignoranza. Ammissione di incomprensione. Come possiamo conoscere la via. Logica apparentemente stringente. Se non sappiamo la destinazione come possiamo conoscere il percorso. Se ignoriamo il dove come possiamo sapere il come. E qui. Qui sta il nodo. Tommaso cerca l’oggettività. Cerca il protocollo. Cerca il passaggio logicamente consequenziale. Dammi la destinazione. Ti darò il percorso. Dammi il dove. Ti dirò il come. Studia, laureati, trova un lavoro a tempo indeterminato. È tutto oggettivo. Ogni passaggio è logicamente consequenziale al precedente. Ma è vero per tutti? No. Perché abbiamo confuso la verità con l’oggettività. Abbiamo smesso di cercare ciò che è vero. E abbiamo iniziato ad accettare ciò che è misurabile. Verificabile. Riproducibile. Ciò che segue un protocollo. E quando accettiamo l’oggettività come criterio ultimo della realtà, smettere di fare le domande difficili diventa quasi naturale. Le domande difficili non hanno risposte oggettive. Non si misurano. Non si verificano in laboratorio. E allora le abbandoniamo. E con esse abbandoniamo una parte di noi stessi. Io sono la via la verità e la vita. E qui. Qui Gesù rovescia tutto. Gesù non dice conosco la via. Non dice vi insegno la verità. Non dice vi conduco alla vita. Dice io sono la via, la verità e la vita. È un’affermazione in prima persona. Che non lascia spazio a intermediari. Non è una dottrina. Non è un sistema. Non è un protocollo da seguire. È un’identificazione diretta tra il divino e un processo vivente. La via non è fuori. La verità non è fuori. La vita non è fuori. Sono la stessa cosa. E quella cosa ha una voce che parla in prima persona. È lo stesso principio che il Tao Te Ching esprime quando dice che il Tao che può essere detto non è l’eterno Tao. Non un insieme di regole. Non un protocollo oggettivo. Ma una via che si percorre. Che si incarna. Che si vive. Io sono. Non io indico. Non io suggerisco. Non io vi spiego. Io sono. Il divino non si mette accanto al processo per descriverlo dall’esterno. Il divino è il processo. È dentro la via. Dentro la verità. Dentro la vita che si genera quando le si percorre insieme. È quello che l’induismo chiama Atman. Il sé profondo che è identico a Brahman. Il divino che non è separato dall’esistenza. Ma è l’esistenza stessa che si manifesta. Via, verità e vita. Non sono tre concetti separati messi in fila per ragioni estetiche. Sono una sequenza causale. Che descrive un processo spirituale completo. La via è il movimento. Il cammino. Il divenire continuo. Il fatto che non esiste un punto di arrivo definitivo. Ma solo una direzione che si percorre con fedeltà crescente. È il sentiero ottuplice del buddhismo. Non otto regole da memorizzare. Otto dimensioni di un cammino che si percorre. Contemporaneamente. Organicamente. La verità è il principio che orienta quel movimento. Non l’esattezza di cui parla il protocollo. Non il procedimento corretto. Ma la verità interiore. Dinamica. Personale. Quella che ognuno di noi sente quando smette di fare rumore e si ferma ad ascoltare davvero. È quello che i sufi chiamano haqiqa. La verità interiore che non si oppone alla sharia, la legge esteriore, ma la completa. La illumina. La rende viva. Il processo spirituale che Giovanni descrive in quelle sei parole è esattamente questo. Quando un essere umano smette di cercare la via fuori da sé. E inizia a riconoscere che il divino parla dall’interno. Quando smette di inseguire l’esattezza imposta. E inizia a percorrere la propria verità con fedeltà. Allora accade qualcosa che non è riducibile a un risultato misurabile. Accade vita. Kalipè.

    3 min

Descrizione

Enzo Celli, vive a New York dove lavora come Personal Life Coach e Counselor. Dottore in Scienze Motorie, studia Psicologia alla NSA di Maidenhead, Regno Unito. Dopo aver completato gli studi in Fundamental of Neuroscience alla Harvard University, consegue anche la certificazione in Technology Entrepreneurship, presso HarvardX. Dall'Agosto 2021 è Business Developer al Peridance Center di New York. Si occupa di formazione d Docente Ospite al Sam Houstone State University in Hutsville (Texas), al Sarah Lawrence College in New York, alla EBA University of Minas Gerais in Belo Horizonte.

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