Mente Criminale

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Benvenuti su Mente Criminale, il podcast interamente dedicato al truecrime! Mi chiamo Marta, dott.ssa in Scienze Investigative e da semppre appassionata di cronaca nera. In questo spazio dedicato al crimine vi racconterò delle storie e dei delitti che hanno terrorizzato il mondo intero, che ci hanno angosciato e ci hanno tenuti incollati alle tv e ai giornali. Storie di donne, uomini, fanciulli e delle loro vittime attraverso le ricostruzioni fatte dagli investigatori, le indagini, la vita dei protagonisti, i processi e le vicende giudiziarie che forse non tutti conoscono. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mente-criminale--6266203/support.

  1. 4 gg fa

    Garlasco: la nuova BPA chiude il caso o lo riapre?

    Diciannove anni dopo il delitto di Chiara Poggi, la scienza forense torna in via Pascoli con la tecnologia più avanzata mai applicata a questo caso. 328 pagine di analisi. Un modello tridimensionale ibrido che unisce il passato al presente. Ma quello che il RIS ha trovato, invece di chiudere il caso, probabilmente apre nuove domande. In questo episodio di Sotto la Lente analizziamo insieme la Bloodstain Pattern Analysis del Tenente Colonnello Andrea Berti, depositata in Procura il 16 settembre 2025 nell'ambito del procedimento penale che vede indagato Andrea Sempio. Ricostruiamo la geografia della violenza in casa Poggi, seguiamo l'aggressore dallo scalino dell'ingresso fino ai gradini della cantina, ragioniamo sui punti in cui la consulenza convince e su quelli in cui, secondo me, lascia domande aperte che meritano di essere poste ad alta voce. Chiara ha davvero lottato con il suo aggressore? L'impronta di mano sinistra nella pozza di sangue all'ingresso è davvero un'impronta, o è una pareidolia? Se la vittima è stata colpita sulle scale, dove sono le impronte insanguinate dell'assassino? Come si spiega il DNA di Andrea Sempio sotto le unghie, con i lividi da difesa documentati dalla Professoressa Cattaneo? Un'analisi del caso Garlasco a un mese esatto dalla scadenza delle indagini preliminari, fissata per il 28 settembre 2026. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mente-criminale--6266203/support.

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  2. 7 lug

    Pamela Genini: uccisa dall'ex, decapitata da morta. Chi non riusciva a lasciarla andare?

    Pamela Genini aveva 29 anni. Il 14 ottobre 2025 è stata uccisa nella sua casa di Milano dall'ex compagno Gianluca Soncin, con 76 coltellate. Un femminicidio che poteva essere evitato: un anno prima, al pronto soccorso di Seriate, Pamela aveva risposto sì a quattro domande su cinque del questionario di rischi, inclusa "crede che lui sia capace di ammazzarla?" Il codice rosso non è mai scattato. Ma la storia di Pamela non finisce con la sua morte. Il 23 marzo 2026, al cimitero di Strozza, gli operai delle pompe funebri aprono il loculo per trasferire il feretro nella tomba di famiglia. Trovano la bara manomessa, sigillata con silicone. E la testa di Pamela non c'è più. Qualcuno è entrato in quel cimitero, ha aperto la bara, ha decapitato il corpo, ha lasciato un mazzo di fiori, e ha richiuso tutto con cura. Non è un atto vandalico. È qualcosa di molto più complesso. In questo caso si intrecciano il fallimento del sistema di protezione alle vittime di violenza, la psicologia dell'ossessione che non si ferma nemmeno davanti alla morte, la criminologia del possesso post-mortem e una connessione con la tradizione cristiana cattolica delle reliquie che nessuno ha ancora analizzato pubblicamente. Francesco Dolci, 41 anni, è l'unico indagato per la profanazione. La sua testa non è ancora stata trovata. Le analisi forensi del RIS di Parma e del LABANOF sono in corso. Il processo a Soncin è appena cominciato. Chi non riusciva a lasciarla andare? Chi ha portato via la sua testa? Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mente-criminale--6266203/support.

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  3. 11 giu

    GARLASCO: La Camminata che Condannò Stasi. E se la sua Impronta ci fosse sempre stata?

    Il 13 agosto 2007, Alberto Stasi entra nella villetta di via Pascoli 8 a Garlasco e trova il corpo della sua fidanzata Chiara Poggi. Ma quella mattina, sul pavimento insanguinato, le sue scarpe non lasciano traccia. I tappetini della sua Golf sono negativi al luminol. E per la Corte d'Assise d'Appello di Milano, questo basta: Stasi non è entrato. Stasi ha mentito. Stasi è il colpevole. Poi arriva la perizia Testi, afferma che la probabilità che Stasi avesse attraversato quella casa senza calpestare sangue era dello 0,00038 per cento. Praticamente zero. E oggi, alla luce delle nuove indagini, quella certezza processuale mostra crepe che non possono essere ignorate. La suola usata nelle sperimentazioni non era quella di Stasi. Il soggetto che ha simulato la camminata pesava venti chili in più. Il sangue era in gran parte secco al momento del ritrovamento. Le scarpe sono state sequestrate diciannove ore dopo — dopo ore di cammino su asfalto, ghiaia, prato. E su quel pavimento insanguinato, nelle fotografie originali del 2007, c'è una traccia a forma di V che il RIS di Cagliari nel 2025 ha ritenuto degna di accertamenti tecnici. Una traccia compatibile con la suola delle Lacoste di Alberto Stasi. Se quella traccia fosse sua, significherebbe che Stasi è entrato esattamente come ha sempre detto. Il che significa che i tappetini negativi non provano nulla e la catena logica su cui si regge anche la condanna si chiude su se stessa. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mente-criminale--6266203/support.

    GARLASCO: La Camminata che Condannò Stasi. E se la sua Impronta ci fosse sempre stata?
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