I MONOLOGHI di Andrea Secci

Andrea Secci

quello che esce dalla mia anima, in parole per voi in podcast

Puntate

  1. Settembre

    11/09/2025

    Settembre

    “Settembre, andiamo. È tempo di migrare.” — così scriveva D’Annunzio. Ma è con le note di Alberto Fortis che settembre, per molti di noi, diventa qualcosa di più di un mese: diventa una sensazione. Settembre è il ponte sospeso tra quello che siamo stati d’estate e quello che torneremo a essere d’inverno. È la terra di mezzo, quella in cui non sei più abbronzato, ma non sei nemmeno ancora coperto da sciarpe e cappotti. C’è sempre una malinconia sottile, in settembre. Non è tristezza, non è nostalgia, è come se fosse un richiamo. Il richiamo della normalità, delle agende che si riempiono, dei treni presi di corsa, delle scuole che riaprono, dei lavori che ripartono a pieno ritmo. Settembre è il mese dei nuovi inizi. Molti pensano che l’anno nuovo inizi a gennaio, ma la verità è che ricomincia a settembre. È lì che decidiamo se cambiare, se studiare, se lasciare, se ripartire. È lì che mettiamo via l’estate con la promessa che tornerà, ma intanto proviamo a reinventarci. Eppure, in questa rinascita, resta sempre quella frase che Alberto Fortis cantava: “Settembre, è il mese del ripensamento…” Sì, perché settembre è proprio questo: uno specchio che ci costringe a guardarci dentro. Ci fa ripensare a chi siamo, a cosa vogliamo, a chi ci manca, a chi non vogliamo più. Forse settembre non è il mese più bello, ma è il mese più vero. Perché ci toglie le maschere leggere dell’estate e ci rimette addosso i vestiti pesanti della vita. Ed è lì che capisci che la malinconia di settembre non va combattuta: va vissuta. Perché dentro quella malinconia c’è la spinta più forte che abbiamo per cambiare davvero.

    2 min
  2. Anni 2000: musica, moda e non solo

    14/08/2025

    Anni 2000: musica, moda e non solo

    Sai, gli anni 2000 non sono solo un decennio… sono una sensazione. Erano gli anni dei primi telefoni a conchiglia, con le suonerie polifoniche che costavano un patrimonio, e di MSN Messenger, dove bastava un “nudge” per dire “Ehi, ci sei?”. Erano i tempi in cui per connetterti a internet sentivi quel suono gracchiante del modem… e dovevi dire a casa: “Non alzare il telefono!”. La moda? Be’, impossibile dimenticare: jeans a vita bassissima, cinture con fibbie giganti, felpe oversize e magliette aderenti con scritte glitterate. E poi i capelli… punte gelatissime per lui, meches biondo platino per lei. Era l’epoca delle borse a spalla piccolissime e dei braccialetti colorati in plastica. E la musica? Dai, come si fa a non ricordare? MTV ancora trasmetteva video musicali, le classifiche erano un mix di pop, R&B e dance. Britney Spears, Eminem, Beyoncé agli inizi, i Black Eyed Peas… e in Italia i tormentoni di Tiziano Ferro, gli 883 alla loro ultima corsa, e i primi grandi successi di Jovanotti “versione 2.0”. I CD masterizzati giravano come moneta di scambio tra amici. Ma soprattutto… c’era un senso di novità continua: i social non ti dicevano cosa dovevi ascoltare o indossare, lo scoprivi da un amico, in radio o per caso su una rivista. E ogni scoperta diventava “la tua cosa”. Gli anni 2000… un mix di moda discutibile, musica che ancora oggi sappiamo a memoria, e quella sensazione che il futuro fosse lì, a portata di mano… dentro un Nokia 3310.

    2 min

Descrizione

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