La palestra di Mypersonaltrainer

Mypersonaltrainer

Il podcast dove il mondo del fitness, dello sport e del benessere prende voce! In ogni episodio avremo con noi personal trainer , Coach e atleti che sono veri punti di riferimento ,persone che ogni giorno ispirano, motivano e aiutano a superare i propri limiti. Preparati a scoprire consigli pratici, aneddoti e quel boost di motivazione che ti servirà per dare il massimo ,dentro e fuori la palestra.

  1. 1 g fa

    Chiara Pellacani: dopo Parigi non sapevo chi fossi senza i tuffi

    Due quarti posti alle Olimpiadi di Parigi, a un passo dal podio. Per Chiara Pellacani è stato uno dei momenti più difficili della carriera. Dopo anni passati tra allenamenti e competizioni, ha deciso di fermarsi. Anche perché, come racconta, da quando aveva otto anni non conosceva una Chiara senza i tuffi. Entrata in Nazionale a soli 14 anni, Chiara è cresciuta molto in fretta, imparando a convivere con la pressione, la paura e le aspettative. Oggi è una delle protagoniste dei tuffi italiani, con medaglie mondiali, un oro conquistato a Singapore insieme a Matteo Santoro e cinque ori agli Europei di Parigi 2026. A La Palestra di Mypersonaltrainer racconta cosa significa prepararsi per mesi a un tuffo che dura pochi secondi, quanto sia difficile accettare una sconfitta e perché, a volte, fermarsi diventa necessario per ritrovare il proprio equilibrio. Si parla anche del rapporto con il corpo, dei cambiamenti vissuti durante la crescita, delle difficoltà con l'alimentazione e del senso di colpa provato da adolescente. Ma anche della famiglia, delle parole del padre dopo gli Europei e della vita tra Italia e Miami, dove riesce a conciliare sport e università. Per Chiara le sconfitte insegnano più delle vittorie. E dopo tanti anni sul trampolino, la lezione più importante resta quella di imparare a convivere con gli errori, continuare a migliorarsi e non dimenticare il divertimento che l'ha fatta innamorare dei tuffi. 00:00 – Le scaramanzie prima della gara 00:28 – Chiara Pellacani e gli inizi 02:29 – In Nazionale a 14 anni 04:36 – Prima di un tuffo 06:06 – La ricerca della perfezione 07:14 – Allenamenti, studio e paura 09:04 – Gestire la pressione 10:29 – I quarti posti olimpici 11:51 – La vita a Miami 13:28 – I ricordi e Singapore 18:12 – Vittorie e aspettative 21:17 – Le lezioni delle sconfitte 22:54 – Il rapporto con il padre 24:21 – Corpo e alimentazione 27:40 – La palestra di Chiara Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  2. 19 ott

    Giorgio Rocca: “Quando avevo la faccia nella neve, mi sono accorto che non era un sogno”

    “Quando avevo la faccia nella neve, mi sono accorto che non era un sogno”. Giorgio Rocca ricorda ancora perfettamente la caduta alle Olimpiadi di Torino 2006. Arrivava da cinque vittorie consecutive in Coppa del Mondo, era tra i favoriti per una medaglia e gareggiava davanti al pubblico di casa. Poi, in pochi secondi, tutto è cambiato. Undici vittorie in Coppa del Mondo, una Coppa di slalom conquistata nel 2006 e una carriera costruita con determinazione, senza essere stato un predestinato. A La Palestra di Mypersonaltrainer, Giorgio Rocca ripercorre i suoi inizi a Livigno, il sogno di diventare come Alberto Tomba e il rapporto speciale con il campione che, proprio dopo quella caduta olimpica, fu il primo ad avvicinarsi a lui in silenzio. Si parla della pressione di essere l'uomo da battere, della fatica che si nasconde dietro ogni vittoria e di quanto sia importante imparare a perdere. Ma anche della vita dopo lo sport professionistico, della scelta di diventare imprenditore e del rapporto con i suoi quattro figli, ai quali cerca di trasmettere il valore dell'impegno prima ancora di quello del risultato. C'è spazio anche per il benessere quotidiano: come si allena oggi, a oltre 50 anni, cosa è cambiato nella sua alimentazione e perché continua a considerare l'attività fisica una parte irrinunciabile delle sue giornate. Per Giorgio Rocca nessuno nasce campione. Nemmeno chi arriva a vincere tutto. Dietro i risultati ci sono anni di lavoro, errori e sconfitte che spesso il pubblico non vede. 00:00 La caduta a Torino 2006 00:51 Giorgio Rocca a La Palestra 01:49 Gli inizi a Livigno 04:26 Il giuramento olimpico 05:09 Il rimpianto di Torino 07:08 La prima vittoria 08:42 La pressione prima della gara 11:07 Il peso delle aspettative 12:48 La vita dopo lo sci 13:23 La caduta olimpica 16:32 Il rapporto con Alberto Tomba 18:22 Perché è difficile vincere 20:06 Famiglia, figli e ricordi 25:24 Reinventarsi e imparare a perdere 28:42 Allenamento e alimentazione 32:39 I consigli al giovane Giorgio Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  3. 28 set

    Justine Mattera: lo sport ha cambiato il mio corpo a 55 anni

    «A 50 anni non è mai troppo tardi. Cambi allenamento e il tuo corpo risponde». Justine Mattera ha 55 anni e continua a cercare nuove sfide: nuoto, corsa, ciclismo, triathlon e oggi anche nuovi metodi di allenamento. Lo sport, però, per lei non è arrivato con i social: c’era già negli anni dell’università a Stanford, molto prima della televisione e della popolarità in Italia. Con Justine ripercorriamo gli inizi, l’arrivo a Firenze dagli Stati Uniti, gli anni in TV e l’incontro con Paolo Limiti, che le ha dato una delle occasioni decisive della sua carriera. Ma anche la difficoltà di liberarsi da un’immagine che, una volta costruita, può diventare difficile da cambiare. C’è il rapporto con i figli, che oggi sono anche i suoi critici più severi, la competitività che sente ancora prima di ogni gara e quella mezza maratona chiusa in 1 ora e 56 minuti, con sua madre ad aspettarla all’arrivo. Poi il corpo e l’età. Justine racconta perché ha scelto di lavorare su forza e muscoli, come è cambiato il suo allenamento a 55 anni e perché preferisce la costanza alle scorciatoie. Senza rinunciare alla sua idea di femminilità: «Sono una che fa 100 chilometri con le ciglia finte». Una conversazione che mette insieme sport e vita professionale con una convinzione molto semplice: la parte più difficile è iniziare. Poi bisogna continuare. 00:00 – 100 km con le ciglia finte 01:01 – Competitività e adrenalina 02:09 – L’arrivo in Italia 03:28 – Gli anni della televisione 05:40 – Dimostrare qualcosa in più 07:20 – Scelte, lavoro e famiglia 09:34 – La vita da triatleta 11:33 – Reinventarsi ancora 13:13 – Lo sport come svolta 15:29 – La mezza maratona 18:22 – Nuovi allenamenti a 55 anni 23:39 – Paolo Limiti 29:27 – La passione per il ciclismo 33:56 – Corpo, età e alimentazione 36:52 – Non è mai troppo tardi Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  4. 14 set

    Zaynab Dosso: per le olimpiadi ho chiesto troppo al mio corpo

    «Mi concedo di essere stanca». Per Zaynab Dosso arrivare a questa consapevolezza ha richiesto tempo, soprattutto dopo aver trasformato il sogno olimpico in una richiesta continua verso sé stessa: allenarsi di più, controllare tutto, non fermarsi mai. Una delle donne più veloci d’Italia ripercorre gli inizi nell’atletica, la scelta di trasferirsi a Roma e il momento in cui ha capito di voler competere con le migliori al mondo. Ma dietro quei pochi secondi che vediamo in pista ci sono anni di lavoro, infortuni, pressione e un rapporto con il proprio corpo che è cambiato insieme a lei. Zaynab parla dell’infanzia in Costa d’Avorio e della forza ricevuta dalla nonna, della paura di farsi male, della necessità di imparare a gestire le aspettative e di un’Olimpiade preparata chiedendo troppo al proprio fisico, fino a capire che non tutto può essere controllato. C’è spazio anche per il tema del razzismo e per un episodio vissuto insieme alla sorella, per le difficoltà strutturali dell’atletica italiana e per una parte di Zaynab lontana dalla pista: i suoi gatti, il bricolage, la passione per i capelli e quei due chili di gelato che, a quanto pare, fanno parte del post gara. La parola con cui descrive il suo percorso è “leggerezza”. Non significa prendere le cose meno seriamente, ma aver imparato che per correre forte non serve chiedersi sempre qualcosa in più. In questa puntata: 00:00 Il rapporto con il corpo 01:49 Gli inizi nell’atletica 02:33 La svolta del 2022 04:06 Dietro quei 10 secondi 06:00 Infanzia e famiglia 07:28 La forza della nonna 09:03 Gestire la pressione 11:14 La paura degli infortuni 12:06 Il problema degli impianti 14:09 Verso le Olimpiadi 16:36 Medaglie e ricordi 18:14 Zaynab fuori dalla pista 20:24 Il razzismo 21:59 Corpo e alimentazione 27:11 La sua palestra Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  5. 31 ago

    Fabio Basile: l’oro olimpico mi ha cambiato la vita a 21 anni

    A 21 anni Fabio Basile vinceva l’oro olimpico a Rio e si ritrovava, da un giorno all’altro, catapultato in una vita completamente diversa. Dieci anni dopo continua a combattere, ma oggi dice che nemmeno quella medaglia può competere con l’emozione di essere diventato padre. A La Palestra di Mypersonaltrainer, Fabio ripercorre quello che è successo dopo Rio: il successo improvviso, la pressione di dover dimostrare sempre qualcosa e le esperienze in televisione. Ma anche gli anni più difficili, segnati dalla perdita del fratello Michael, dai rimorsi e da paure che ancora oggi ammette di affrontare ogni giorno. Il judo resta il punto fermo. Lo sport che ha scelto a sei anni guardando Pino Maddaloni alle Olimpiadi e che gli ha insegnato la lezione che continua a portarsi dietro: dopo ogni caduta bisogna trovare la forza di rialzarsi. Si parla di dolore, disciplina e sacrifici, del rapporto con la compagna e della nuova vita da papà, fino alla recente medaglia che per Basile non rappresenta un punto d’arrivo: l’obiettivo è continuare il percorso verso Los Angeles. Perché, dopo vittorie e sconfitte, la sfida più difficile per Fabio non è stata soltanto allenare il corpo, ma costruire quella che definisce una mente “antiproiettile”. 00:00 Rialzarsi dopo ogni caduta00:47 Dieci anni dopo Rio01:09 L’oro olimpico02:00 Il successo a 21 anni04:12 La perdita di Michael06:08 Il judo gli ha salvato la vita07:03 Trasformare il dolore10:03 Cosa insegna il judo11:13 Disciplina e mentalità13:34 Le foto della sua vita16:28 La compagna e il figlio18:03 Ballando e Grande Fratello19:58 Il vuoto dopo la TV21:40 Alimentazione ed equilibrio25:22 La strada verso Los Angeles Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  6. 25 lug

    Vanessa Villa: così il karate ha cambiato la mia vita

    "Lo sport ti insegna a vincere, ma soprattutto a perdere." È uno dei concetti che attraversano tutta la conversazione con Vanessa Villa, ex campionessa di karate e oggi punto di riferimento nel mondo del fitness e del benessere. Dal primo incontro con il karate, arrivato quasi per caso dopo aver provato altri sport, fino agli anni dell'agonismo e della Nazionale, Vanessa racconta cosa significa crescere attraverso una disciplina che richiede controllo, sacrificio e capacità di rimettersi continuamente in gioco. Si parla di competizione, della pressione delle gare, del rapporto con la sconfitta e di come l'attività sportiva abbia influenzato il suo modo di affrontare anche la vita fuori dal tatami. Non manca uno sguardo al suo percorso professionale dopo la carriera agonistica, tra allenamento, divulgazione e ricerca di un benessere che va oltre la sola performance. Una conversazione che mostra come la disciplina non serva solo a raggiungere un risultato, ma a costruire il carattere e imparare ad affrontare ogni nuova sfida. 00:00 Introduzione02:18 I primi sport06:10 L'incontro con il karate12:45 Gli anni dell'agonismo20:30 Vincere e perdere29:40 La disciplina quotidiana39:15 Le gare internazionali49:50 La pressione della competizione59:20 Il dopo carriera01:08:30 Allenare il benessere01:18:10 Corpo e mente01:28:45 Cosa insegna davvero lo sport Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  7. 6 lug

    Stefania Constantini: così il curling ha conquistato l'italia

    L'oro olimpico ha cambiato tutto. Ma, come racconta Stefania Constantini, la parte più difficile non è stata vincere: è stato imparare a convivere con una vita completamente diversa da quella di prima. Da Cortina d'Ampezzo ai Giochi Olimpici di Pechino 2022, Stefania ripercorre il percorso che l'ha portata a diventare una delle protagoniste dello sport italiano, raccontando come è nato il suo amore per il curling, il rapporto speciale con Amos Mosaner e il lavoro di squadra che ha reso possibile un'impresa storica. Si parla di fiducia, concentrazione, pressione e sacrifici, ma anche del cambiamento che arriva quando, da un giorno all'altro, ci si ritrova riconosciuti per strada e seguiti da migliaia di persone. Un successo che ha richiesto un nuovo equilibrio, senza perdere i punti di riferimento costruiti negli anni: la famiglia, il compagno, gli amici e la passione per uno sport che continua a mettere alla prova corpo e mente. Nel corso della conversazione Stefania spiega anche cosa rende il curling uno degli sport più strategici in assoluto, sfata alcuni luoghi comuni e racconta quanto allenamento, tecnica e preparazione servano per competere ai massimi livelli. Alla fine, resta un'idea molto chiara: il risultato più importante non è solo salire sul gradino più alto del podio, ma imparare ad affrontare il cambiamento senza smettere di essere sé stessi. 00:00 Intro 01:05 Gli inizi 02:45 Pechino 2022 04:07 La coppia con Amos Mosaner 08:37 Dopo l'oro 12:16 La famiglia 16:07 Il curling 17:21 Le regole 22:30 La pressione 26:27 Le fotografie 29:18 Gli allenamenti 34:10 I rituali 35:42 Il cambiamento Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  8. 22 giu

    Tommaso Marini: il giorno in cui ho toccato il fondo (e poi vinto tutto)

    “Chi cade non è per forza il più forte. Ma chi si rialza tante volte smette di avere paura.” Tommaso Marini è uno dei protagonisti della nuova scherma italiana, ma in questa conversazione non si parla solo di medaglie. Si parla di cadute, aspettative, pressione e del rapporto che un atleta costruisce con sé stesso quando i risultati non arrivano. Dalla timidezza dell’infanzia ai primi passi in pedana, fino alla vittoria del Mondiale conquistata in condizioni fisiche tutt’altro che ideali, Marini racconta come ha imparato a convivere con la sconfitta e perché oggi considera la componente mentale decisiva quanto quella tecnica. Si entra nel dietro le quinte di uno sport in cui spesso tutto si decide in una sola stoccata: la gestione delle fragilità, il peso delle aspettative, la ricerca continua di nuovi stimoli e il confronto con i propri limiti. Nella puntata si parla anche di alimentazione, dell’esperienza a Ballando con le Stelle, delle rinunce richieste dallo sport professionistico e di ciò che continua a spingerlo ogni giorno ad allenarsi e a competere. Una conversazione che ruota attorno a una convinzione molto semplice: perdere fa male, ma capire perché si è perso può cambiare completamente il modo di affrontare il futuro. TIMECODE / CAPITOLI 00:00 Introduzione 01:00 Le cadute e la paura 02:00 Un bambino timido 03:00 I primi passi nella scherma 04:00 Vincere da giovanissimo 05:00 La pressione del successo 07:00 Il Mondiale del 2023 10:40 Il momento della svolta 12:05 Cosa insegna la sconfitta 14:00 La forza della mente 15:35 Riflessi e strategia 17:20 Alimentazione e routine 19:35 Ballando con le Stelle 22:30 Lo sport diventa lavoro 24:10 Perché ne vale ancora la pena 25:20 Il futuro e nuove sfide 26:40 Le foto e i momenti importanti Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Descrizione

Il podcast dove il mondo del fitness, dello sport e del benessere prende voce! In ogni episodio avremo con noi personal trainer , Coach e atleti che sono veri punti di riferimento ,persone che ogni giorno ispirano, motivano e aiutano a superare i propri limiti. Preparati a scoprire consigli pratici, aneddoti e quel boost di motivazione che ti servirà per dare il massimo ,dentro e fuori la palestra.